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    “VERDES MATAS A TE CIRCUNDAR”: ASPECTOS HISTÓRICOS E SOCIOAMBIENTAIS DA INDÚSTRIA MADEIREIRA

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    TCC (graduação) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro de Filosofia e Ciências Humanas, Curso de História.A atual configuração sócio-espacial do município de Anita Garibaldi (SC) resulta de fatores historicamente construídos. Até o final do século XIX a região manteve-se com uma ocupação esparsa, habitada por criadores de animais, agricultores de subsistência e ocasionalmente por silvícolas. O processo de colonização iniciado em 1900 com italianos e seus descentes representou uma grande transformação para o local, intensificando sobremaneira os impactos na vegetação nativa da Floresta Estacional Decidual (FED) e da Floresta Ombrófila Mista (FOM) – floresta com araucárias. Este trabalho analisa os aspectos históricos e socioambientais da indústria madeireira no município de Anita Garibaldi no século XX. As diversas fontes mobilizadas nesta pesquisa foram analisadas por meio do viés teórico-metodológico da História Ambiental, sendo: documentos, relatórios de governo, legislações, periódicos, mapas, fotografias, entrevistas, entre outros devidamente referenciados. A relevância social e científica deste trabalho justifica-se, pois o município ainda sente os impactos negativos do um processo de extração vegetal que pouco considerou os trabalhadores em sua dignidade humana e a floresta em sua vital importância ecológica. Desta maneira, conhecer os aspectos históricos da devastação da floresta de araucárias e espécies de lei nos permite reconhecer a necessidade de uma interação mais sustentável com a natureza, no intento de que a reflexão provoque a sua valorização e preservação.L'attuale configurazione socio-spaziale della città di Anita Garibaldi (SC) deriva da fattori storicamente costruiti. Fino alla fine del XIX secolo la regione è stata mantenuta con un'occupazione sparsa, abitata da allevatori, agricoltori di sussistenza e, occasionalmente, da indigeni. Il processo di colonizzazione iniziato nel 1900 con italiani e loro discendenti ha rappresentato una grande transformazione per il locale, intensificando notevolmente gli impatti sulla vegetazione nativa della Foresta di Latifoglie (FES) e Araucaria Forest (UFM) - foresta con araucaria. Questo lavoro analizza gli aspetti storici e ambientali del settore del legno nella città di Anita Garibaldi nel ventesimo secolo. Le varie fonti mobilitati in questa ricerca sono stati analizzati per mezzo di inclinazione teorico-metodologico della storia ambientale, essendo: documenti, rapporti governativi, leggi, giornali, mappe, fotografie, interviste e altri documenti correttamente denominati. La rilevanza sociale e scientifica di questo lavoro è giustificata perché nella contea si sentono ancora gli effetti negativi di un processo di estrazione vegetale che ha preso poco conto dei lavoratori nella loro dignità umana e la foresta nella loro importanza ecologica fondamentale. Così, conoscere gli aspetti storici della devastazione della foresta di araucaria e di "specie di diritto" ci permette riconoscere la necessità di un'interazione più sostenibile con la natura, con l'intento che la riflessione consenta il suo apprezzamento e conservazione

    CADUTE IN STRUTTURA. Uno studio retrospettivo in Emilia-Romagna

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    In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, dove in Sanità viene sottolineata costantemente l'importanza dell'EFFICACIA, dell'EFFICIENZA e dell'APPROPRIATEZZA degli interventi assistenziali, dobbiamo ricordare che altrettanto fondamentale è garantire la SICUREZZA degli utenti. L'obiettivo dei professionisti sanitari è quindi cercare di prevenire tutti quegli eventi dannosi per la salute delle persone derivanti da una malpractice nei contesti di cura ed assistenza, ad esempio errori nella somministrazione della terapia farmacologica, non conformità nelle attività di sala operatoria, procedure diagnostiche o terapeutiche errate, sbagliata identificazione di pazienti e/o prestazioni, scorretta gestione di apparecchiature biomedicali, insorgenza di lesioni da decubito e cadute accidentali. Evitare il verificarsi di queste situazioni è senz'altro un indicatore di “buona qualità” assistenziale, congiuntamente alla messa in atto di interventi assistenziali efficaci ed appropriati.Le cadute accidentali nelle persone anziane a domicilio, ricoverate, oppure ospiti in struttura rappresentano un problema molto rilevante per le diverse implicazioni che esse comportano, quali ad esempio grave disabilità, aumento della comorbilità e della mortalità, senza contare il fatto che frequentemente le cadute sono causa esse stesse di istituzionalizzazione. Troppo spesso, in passato, il problema delle cadute nell'anziano è stato affrontato come un'inevitabile conseguenza dell'invecchiamento e, come tale, un'imprevedibile incidente al quale l'anziano deve rassegnarsi. Oggi questo tipo di atteggiamento non è più accettabile, e sempre di più la caduta nell'anziano è vista come una severa sindrome geriatrica, che può avere conseguenze mediche, funzionali e sociali di grande rilevanza. La caduta viene definita dall'RNAO (Registered Nurses' Association of Ontario) come “un improvviso, non intenzionale, inaspettato spostamento verso il basso dalla posizione ortostatica, o assisa, o clinostatica”. Questa definizione comprende le circostanze in cui il paziente cade dalla posizione “in piedi”, da quella seduta (sedia, poltrona, sedia a rotelle o water), mentre cammina, sale o scende le scale, oppure è sdraiato sul letto o sulla barella, così come anche i pazienti trovati sdraiati sul pavimento e le cadute avvenute nonostante il supporto di operatori o altre persone (famigliari, badanti, volontari, altri pazienti) e/o il sostegno di presidi (deambulatori, bastone, treppiede). Lo studio retrospettivoObiettivo dello studioValutare il rischio di caduta e studiare l’associazione tra evento caduta e fattori prognostici negli ospiti di una struttura protetta. Per il raggiungimento dello scopo della ricerca è stato pianificato e realizzato uno studio retrospettivo.Materiali e MetodiContesto: lo studio è stato svolto presso una Struttura Protetta privata e convenzionata della Regione Emilia Romagna.Raccolta dati: i dati sono stati estrapolati da un Software che consente di storicizzare informazioni sugli utenti e sul piano di assistenza individualizzato.Periodo di raccolta dati: dal 1 gennaio 2008 al 31 maggio 2010.Campione: 68 persone.Risultati e loro analisi statisticaVi sono in totale 68 persone (47 femmine e 21 maschi, di età mediana 83 anni, e il cui range di età va dai 53 ai 95 anni), sulle quali è stato monitorato il verificarsi dell’evento CADUTA.Nel periodo considerato (gennaio 2008-maggio 2010), fra questi 68 pazienti, 16 sono andati incontro all’evento caduta (indicato nel dataset come T1), mentre gli altri 52 non hanno subito tale evento, rappresentando in questo modo il gruppo dei “controlli”.L’incidenza cumulativa delle cadute, ottenuta come rapporto tra numero di cadute e totale di pazienti inclusi nello studio, è pari a 0,24, che equivale a dire che il 24% dei pazienti inclusi ha sperimentato l’evento.Il tasso d’incidenza, ottenuto come rapporto tra numero di cadute e somma di tutti i mesi di osservazione per tutti i pazienti, è pari a 0,03: in un mese si verificano 0,03 cadute, che corrispondono a circa una caduta ogni tre mesi.La stima della funzione di sopravvivenza ad 1 mese, a 6 mesi e ad 1 anno è la seguente:-dopo 30 giorni dall’ingresso in struttura, la stima della funzione di sopravvivenza è del 95%, ovvero il 95% dei pazienti a 30 giorni non è ancora caduto;-dopo 6 mesi dall’ingresso in struttura, la stima scende all’81%;-dopo 1 anno dall’ingresso in struttura, la stima scende al 70%.I modelli logistici e i modelli di Cox portano a risultati simili; OR e HR riferiti alle medesime variabili hanno ordini di grandezza simili e stessa significatività statistica. In questo campione, l’analisi evidenzia che non vi è un rischio significativo di caduta associato al sesso, all'età, alla presenza di patologie del SNC, o di patologia cardiovascolare, muscoloscheletrica e sensoriale. Anche considerando un dettaglio maggiore delle varie patologie non emerge un diverso rischio. Ad esempio, per quanto riguarda le patologie cardiovascolari, la presenza di ipertensione (presente in 7 dei pazienti caduti) non è correlata al rischio di caduta e ciò può essere in accordo con la letteratura, secondo cui sarebbe invece l'ipotensione posturale un fattore di rischio per le cadute. In controtendenza con quanto afferma la letteratura, invece, la presenza di deficit dell'apparato visivo (presenti in 2 pazienti fra quelli caduti) o di quello uditivo (presente in 1 solo paziente fra gli ospiti caduti) non sembrano essere associati al rischio di caduta. Come invece ci si poteva attendere, l'analisi indica un rischio più elevato di caduta (>9,4 volte) nel gruppo di ospiti che all'ingresso in struttura vengono classificati come “parzialmente autosufficienti” rispetto a coloro che non sono autosufficienti. Una considerazione a parte merita il risultato relativo alla variabile presenza di disturbi mentali-psicologici (demenza senile e/o disturbi del comportamento): si ottiene un OR pari a 3,5 con p=0,051 e un HR pari a 2,93 con p=0,066, quindi al limite della significatività statistica. Sembra quindi che esista un rischio più elevato per chi soffre di questi disturbi: è importante sottolineare l'attenzione che deve essere prestata a pazienti con queste problematiche, che potrebbero non rendersi conto dei pericoli ambientali ed andare incontro a cadute o ad altri incidenti. Osservando le curve di sopravvivenza costruite con il metodo di Kaplan-Meier si ritrovano questi risultati: si può infatti notare, per le diverse variabili considerate, come le curve relative alle varie modalità si sovrappongano, indice di una non diversità nei rischi. Questo non succede per la variabile “presenza di disturbi mentali psicologici” e per le modalità “parzialmente autosufficiente” e “non autosufficiente” della variabile “stato della persona”. Anche le curve relative alle modalità della variabile “presenza di patologie del sistema nervoso” non si sovrappongono, ma la non significatività è probabilmente dovuta al fatto che solo uno tra i pazienti affetti da questa patologia ha sperimentato l’evento caduta.Esaminando la distribuzione delle cadute verificatesi nel campione dello studio nel periodo considerato (gennaio 2008-maggio 2010), è possibile osservare che:•il 37,5% delle cadute si verifica nel soggiorno;•la causa più frequente (50% dei casi) è la perdita di equilibrio, che potrebbe essere associata a capogiro o vertigine;•la fascia oraria in cui si verifica il maggior numero di cadute (62,5%) è quella compresa fra le h 6.00 del mattino e le ore 13.00; •nel 50% dei dati raccolti lo stato fisico dell'ospite al momento della caduta risulta essere buono, anche se questo dato risulta meno significativo perché, su un totale di 16 eventi 4 sono missing, ossia l'informazione non è stata riportata nella scheda di segnalazione.Per gli ospiti che hanno sperimentato l’evento caduta, era disponibile anche il numero totale di cadute. Dei 16 caduti, in 13 hanno sperimentato l’evento una sola volta, mentre gli altri 3 sono caduti altre due volte dopo la prima.Analizzando attraverso il test esatto di Fisher l’associazione tra il numero di cadute e le diverse variabili già considerate, non emergono risultati statisticamente significativi. Questo può comunque essere dovuto alla bassa numerosità con cui si ha a che fare in questo campione.ConclusioniI dati sopra citati non possono essere letti senza tener conto dei due più evidenti limiti di questo lavoro:•la bassa numerosità del campione e il breve periodo di osservazione (29 mesi): si ricorda che i dati relativi alle cadute sono stati estrapolati dal sistema gestionale in uso presso la struttura dai primi mesi del 2008;•la caratteristica intrinseca di questo studio che, essendo retrospettivo, non è stato pianificato ad hoc per valutare il rischio di caduta, ma si basa su informazioni relative ad eventi verificatisi in un arco temporale definito.L'introduzione e l'utilizzo di un software, contenente diverse applicazioni, per la gestione informatica dei dati relativi agli ospiti permette una rapida disponibilità e consultazione di dati, un puntuale monitoraggio di ogni paziente e una maggiore integrazione fra le varie figure professionali. Gli operatori però devono imparare e conoscere questa tecnologia, per utilizzarla al meglio e sfruttarne le potenzialità, e soprattutto l'implementazione di un sistema informatico deve essere finalizzata al miglioramento delle attività assistenziali, poiché i dati raccolti in modo “asettico e burocratico” non generano necessariamente cambiamenti nella qualità assistenziale. Occorre inoltre acquisire maggiore consapevolezza sul tema della prevenzione e sicurezza degli ospiti, cercando di mettere in atto tutti quegli accorgimenti utili ad evitare un potenziale danno alle persone. Questo comporta il prestare una maggiore attenzione a quegli ospiti che potrebbero essere a rischio di caduta, valutandone periodicamente le condizioni generali (in particolare all’ingresso e contestualmente ad ogni PAI), revisionando la terapia farmacologica, l’utilizzo della contenzione, lo stato di nutrizione e idratazione, l’assenza di lesioni cutanee, etc. L’impiego di uno strumento di valutazione del rischio di caduta si colloca nell'ottica della personalizzazione dell'assistenza, dell'allocazione mirata delle risorse e del loro efficace ed efficiente utilizzo. Infine, bisogna sempre ricordare che la finalità della prevenzione delle cadute, come di qualsiasi altro evento avverso, implica una stretta collaborazione fra tutti i membri dell'equipe assistenziale con il coinvolgimento, quando è possibile, dei familiari dell'ospite, tenendo sempre in primo piano i bisogni della persona nella loro globalità

    Causality of cortical and cardiovascular activity during cyclic alternating pattern in non-rapid eye movement sleep

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    The dynamic interplay between central and autonomic nervous system activities plays a pivotal role in orchestrating sleep. Macrostructural changes such as sleep-stage transitions or phasic, brief cortical events elicit fluctuations in neural outflow to the cardiovascular system, but the causal relationships between cortical and cardiovascular activities underpinning the microstructure of sleep are largely unknown. Here, we investigate cortical–cardiovascular interactions during the cyclic alternating pattern (CAP) of non-rapid eye movement sleep in a diverse set of overnight polysomnograms. We determine the Granger causality in both 507 CAP and 507 matched non-CAP sequences to assess the causal relationships between electroencephalography (EEG) frequency bands and respiratory and cardiovascular variables (heart period, respiratory period, pulse arrival time and pulse wave amplitude) during CAP. We observe a significantly stronger influence of delta activity on vascular variables during CAP sequences where slow, low-amplitude EEG activation phases (A1) dominate than during non-CAP sequences. We also show that rapid, high-amplitude EEG activation phases (A3) provoke a more pronounced change in autonomic activity than A1 and A2 phases. Our analysis provides the first evidence on the causal interplay between cortical and cardiovascular activities during CAP. Granger causality analysis may also be useful for probing the level of decoupling in sleep disorders.Simon Hartmann, Raffaele Ferri, Oliviero Bruni and Mathias Baumer

    Gio Ferri, Poesie scelte. Un’autoantologia 1964-2014

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    Curatela della produzione poetica di Gio Ferri relativa agli anni 1997-2014 con saggio introduttivo: "Lo spazio, la materia, il nulla. L'ultimo Gio Ferri". La produzione poetica di Gio Ferri compresa tra la fine degli anni Novanta e gli anni Duemila circoscrive agli occhi di noi lettori e lettrici le ultime – inaggirabili – tappe di un itinerario epistemologico e scritturale tutt’altro che lineare o unitario (né, tantomeno, conciliato/conciliatorio), pur nella sua inequivocabile coerenza. Per Ferri il discorso della poesia incarna il movimento incessante e incondizionato del pensiero che intende riportare alla luce le trame più celate del reale, le sue strutture fondanti, laddove "biologia" e "forma", corpi e linguaggi, s’incontrano dando vita a ciò che caratterizza la nostra specie, per definizione segnata da una contraddizione intrinseca

    Self-dual sets of type (m,n) in projective space

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    In this paper we introduce and analyze the notion of self-dual k-sets of type (m, n). We show that in a non-square order projective space such sets exist only if the dimension is odd. We prove that, in a projective space of odd dimension r=2s+1(s>=1) and order q, self-dual k-sets of type (m, n), with k ε{θ2s−q^s,θ2s+q^s}, are of elliptic and hyperbolic type, respectively. As a corollary we obtain a new characterization of the non-singular elliptic and hyperbolic quadrics

    Adaptive Behavior Assessment System - second edition: contributo alla taratura italiana (1-18 anni)

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    Viene illustrata la taratura italiana dell’Adaptive Behavior Assessment System – Second Edition (ABAS-II) di Harrison e Oakland (2003), tradotto e adattato in lingua italiana da Rosa Ferri, Arturo Orsini e Monica Rea. Si tratta di uno degli strumenti più utilizzati in letteratura e nella pratica clinica per la valutazione del comportamento adattivo, che per la sua facilitài somministrazione (si tratta di un questionario che può essere redatto dai genitori o da adulti che hanno una conoscenza diretta dell’individuo da esaminare) può entrare a far parte di protocolli diagnostici e clinici in vari contesti di intervento terapeutico e riabilitativo

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Letter Written by Nicholas A. Ferri to the Bryant College Service Club Dated October 13, 1943

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    [Transcription begins] U. S. ARMY October 13, 1943 It was certainly a privilege and pleasure indeed to have received your letter, also, the package that was sent to me on March 12, 1943.  As a matter of fact the package was forward on to me at Ft. Benning Georgia from Camp Polk, Louisiana. On June 12, 1943 I was commissioned as a 2nd Lt. being graduated at the Officer’s Training School at Benning. My address at the present time Nicholas A. Ferri2nd Lt. Inf. 0-1321086A.P.O. 7211 c/o PostmasterSan Francisco, California Give my regards to all.  Hoping the day will come soon when we can have a great reunion at Bryant. SincerelyLt. Nicholas A. Ferri P.S. Has Mr. Richards lost any weight yet? [Transcription ends
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