2,513 research outputs found

    L’associazionismo agricolo: un fenomeno ingiustamente trascurato

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    Si tratta della nota di commento alla sentenza 7 novembre 1996 del tribunale di Nocera Inferiore, la quale rappresenta la prima chiara presa di posizione giurisprudenziale su due questioni di fondo in materia di associazionismo agricolo: 1) quale natura giuridica abbiano le associazioni di produttori agricoli; 2) quale rapporto giuridico leghi l'associato all'associazione

    Giovanni Falcone in front of the mafia. An unpublished interview

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    The Storia e Memoria section of this issue offers an unpublished document: the interview with Giovanni Falcone collected by Chiara Lupani and Paola Monzini in 1988, at that time students working on an undergraduate thesis on the Sicilian mafia. The text is introduced by Chiara Lupani’s testimony who vividly traces the journey-research to Palermo that she conducted with her friend-colleague Paola Monzini, who unfortunately passed away in 2017. From Lupani’s reconstruction and from the profound and precise words shared by Falcone in the course of the interview, the value of the oral source in the study of the mafia clearly emerges.La sezione Storia e Memoria di questo numero ospita un documento inedito: l’intervista a Giovanni Falcone raccolta nel 1988 da Chiara Lupani e Paola Monzini, allora studentesse impegnate in un lavoro di tesi sulla mafia siciliana. Il testo è introdotto dalla testimonianza di Chiara Lupani che ripercorre in modo vivido il viaggio-ricerca a Palermo che condusse con la sua amica-collega Paola Monzini, purtroppo scomparsa nel 2017. Nella ricostruzione di Lupani e nelle profonde e precise parole condivise da Falcone nel corso dell’intervista emerge chiaramente tutto il valore della fonte orale nello studio della mafia

    Commento agli artt. 2530 e 2531 c.c.

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    Si tratta del commento alla disciplina del recesso del socio cooperatore e della sua esclusione all'interno del codice civile commentato curato dai Proff. Guido Alpa e Vincenzo Mariconda. Nel contributo vengono prese le mosse dal confronto tra il vecchio e il nuovo testo, introdotto a seguito della riforma delle società (d.lg. 17.1.2003 n.6), per poi individuare le rationes di entrambe le norme, il loro rispettivo ambito di applicazione, per terminare con la procedura per l'esercizio del diritto di recesso e per attuare la esclusione legale facoltativa di cui all'art. 2531 c.c. Il commento inoltre è strutturato, in linea con l'impostazione del Codice, con testo dell'articolo, commento dell’Autore strutturato in sommario, paragrafi e sottoparagrafi - tutti corredati di dottrina e della più aggiornata giurisprudenza di legittimità e merito - bibliografia di riferimento in calce

    Occupazione acquisitiva e principio di legalità

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    A quasi vent’anni dalla sua prima formulazione, nella sentenza di Cassazione a Sezioni Unite del 26 febbraio 1983 n. 1464, la c.d. occupazione acquisitiva è ancora oggi un fenomeno oggetto di intenso dibattito dottrinale e di contrastanti soluzioni giurisprudenziali. Il nodo irrisolto alla base di ogni disputa rimane, comunque, il medesimo: così come concepita, infatti, la controversa fattispecie acquisitiva della proprietà a titolo originario, pare collidere con il principio di legalità; al punto che anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si è mostrata contraria all'operatività indiscriminata di tale meccanismo. Da ultimo, il D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327, Testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità, si è prefisso il dichiarato intento di 'eliminare di netto ogni ipotesi di occupuzione appropriativa'. Sembra, tuttavia, che il nuovo intervento legislativo non sia riuscito a cogliere l'obbiettivo sperato. Il testo unico non esclude, né limita l'operatività dell'occupazione acquisitiva ed, anzi, finisce con il legittimarne la sua piu discutibile versione, quella così detta usurpativa

    L'obbligazione dei condomini verso i terzi

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    La natura delle obbligazioni condominiali è stato argomento in passato molto controverso, per decenni poi praticamente accantonato, solo recentemente tornato a far discutere. L'elemento di criticità risiede nella soluzione di un quesito di fondo tutto sommato lineare: se, nel silenzio del titolo, il terzo che vanti un credito verso il condominio o, se si preferisce, verso i condòmini, debba esigere niente più che la sua parte da ciascuno di questi o, al contrario, possa aggredire un solo patrimonio a sua scelta e per l’intero credito - salvo il regresso dell’adempiente verso gli altri coobbligati. E’ questo il nocciolo della questione. Esso, in buona sostanza, importa la risposta al quesito se i condòmini siano, nella fattispecie delineata, tenuti in solido o in via parziaria verso il terzo. Il problema si pone specialmente con riferimento all’obbligo dei condòmini di sopportare le spese d’interesse comune, ossia gli esborsi non derivanti da illecito. Solo rispetto ad essi infatti si reputa sicuramente applicabile l’art. 1123 c.c. e sorgono le incertezze relative alla sua portata: ci si interroga cioè sul se tale articolo sia destinato a regolare soltanto i rapporti interni tra i partecipanti al condominio, oppure se esso fissi anche i limiti del debito di ogni condòmino verso i terzi creditori. Il contributo affronta tale questione prendendo le mosse proprio dall’interpretazione diretta del citato disposto
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