1,721,005 research outputs found

    Carlo Fontana e il Duomo di Milano

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    Il ritorno in Lombardia di Carlo Fontana ha assunto per la storiografia un valore opposto nel caso sia stato alternativamente valutato come privo di ripercussioni significative oppure una svolta per la ricezione del linguaggio e delle sperimentazioni romane più aggiornate. In questa seconda ipotesi, suggerita dalla documentata ampiezza dei contatti e dei luoghi visitati dall’architetto ticinese, non sempre ci si è domandati se sia trattato di una delle tante cesure cui fu sottoposta la tradizione lombarda autoctona, già scalfita dai soggiorni a Roma di architetti milanesi1, oppure solamente una momentanea infatuazione senza esiti di lunga durata

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Alla corte dei re Borbone: l’Albergo dei Poveri di Napoli e le architetture per la reclusione (1734-1825)

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    Nel 1751, a Napoli, su progetto di Ferdinando Fuga, fu iniziato il Real Albergo dei Poveri per la reclusione coatta di “tutti” gli indigenti e mendicanti del Mezzogiorno d’Italia. Fu ubicato in una zona rinomata per le sue condizioni climatiche, proprio lungo uno dei maggiori assi di penetrazione nella capitale, fuori le mura e contiguo alla città, così da rispondere appieno alle ragioni simbolico-rappresentative del re Carlo di Borbone, poiché, già all’arrivo del “viaggiatore”, avrebbe potuto meglio svolgere la funzione di celebrare i caratteri di carità e la magnificenza della politica della Corona. Dall’impianto rettangolare, il cui lato corto era un quinto di quello lungo, con cinque cortili interni, con al centro una chiesa nella quale convergevano sei bracci di collegamento ai differenti corpi e reparti dell’ospizio, sarebbe stato «il più vasto degli Ospizj che sieno in Europa» per dimensioni e intenti, ma, in realtà non fu mai compiutamente concluso a causa dei continui ripensamenti e delle frequenti interruzioni. Tuttavia, benchè ridotto nelle intenzioni iniziali, è diventato il simbolo indiscutibile del processo di laicizzazione delle elemosine avviato durante il regno autonomo, cioè di quella lenta sottrazione delle opere di beneficenza all’ingerenza ecclesiastica. Soprattutto, articolata su una inedita e rivoluzionaria struttura, estremamente complessa nella sua linearità di funzionamento di spazi integrati e interagenti, è rimasto a lungo un modello per gli edifici di reclusione in Italia. Propose e realizzò uno schema tipologico solo in parte recepito e diffusosi dalla fine del Settecento, che vogliamo qui definire come “proto-panottico”, proprio per questo sistema a “dispositivo di controllo”. Infatti, la costruzione, iniziata nel 1751, anticipava di oltre quindici anni gli scritti di Cesare Beccaria sul reinserimento degli emarginati, che costituiscono il fondamento della cultura progressista del Settecento. Inoltre, sin dall’elaborazione del progetto, anticipando le teorie utopiche di Robert Owen e Charles Fourier, e, in una foucaultiana accezione, già sovrapponendo i suoi spazi eterotopi ad eterocromie, la concezione del reclusorio di Napoli travalicò i confini dell’ospizio e dell’inclusione coatta degli indigenti e rientrò in modo esemplare nel più ampio programma di reinserimento al lavoro degli emarginati, attraverso l’educazione ai vari mestieri artigianali, Il progetto di Fuga, associato al programma sociale ed economico di Carlo di Borbone, pertanto rappresenta una pietra angolare nella svolta culturale del regno autonomo, ponendo le basi per un approccio più umanitario e progressista alla giustizia penale, ben prima che le teorie di Beccaria fossero ampiamente riconosciute e adottate. Il saggio, muovendo da tali considerazioni, analizza le più significative architetture per la reclusione che furono realizzate nel Regno di Napoli durante il governo di Carlo di Borbone e del figlio Ferdinando IV

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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