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    L'influenza sociale e i sistemi di raccomandazione: uno studio empirico sul processo di scelta dei prodotti di esperienza on-line

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    Nel macro-ambito dei processi di consumo, l’obiettivo della presente ricerca è quello di indagare il fenomeno dell’influenza sociale nei processi di scelta di prodotti culturali online. Più in particolare, facendo riferimento alle fonti di raccomandazione alla base dei processi di consumo, ci si propone di analizzare il ruolo che assumono i sistemi di raccomandazione, confrontati con la pressione conformistica esercitata dalle informazioni sul comportamento di un acquisto di massa, nell’ambito del mercato editoriale. Gli obiettivi del progetto sono: in primo luogo svolgere un’analisi esplorativa sui consumi culturali del campione sperimentale oggetto di questo studio, sia nell’ambito di acquisti online che offline; in secondo luogo, alla luce di questi dati, analizzare l’impatto delle fonti di raccomandazione, in particolare sul processo di scelta di uno specifico prodotto: il libro. Al fine di osservare l’influenza delle fonti di raccomandazione sul processo di scelta dei prodotti di esperienza, verrà riprodotta una simulazione di questi processi nell’ambito di una piattaforma online. L’obiettivo ultimo di queste indagini è dunque quello di comprendere quali fonti di raccomandazione siano più influenti sui processi di scelta di prodotti di esperienza come i libri, in particolare in un ambiente mediato dal computer. Per cui si cercherà di scoprire se, nell’ambito di questo studio, i partecipanti alla ricerca siano più propensi ad adottare comportamenti acquiescenti riconducibili ad atteggiamenti conformisti, adeguandosi al comportamento prevalente di altri utenti, se invece tendano a rimanere fedeli ai propri gusti, preferendo seguire dei consigli più personalizzati provenienti dai sistemi di raccomandazione, o se piuttosto preferiscano orientare la propria scelta facendo riferimento ad un consiglio competente, ovvero quello degli esperti

    Il voto come processo sociale. Analisi dell’influenza del neighborhood effect basata su analisi GIS e comparazioni storiche

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    In uno scenario politico in continuo mutamento, dove in pochi anni si sono susseguite crisi economiche globali, formazioni di nuovi partiti e movimenti, crolli e ristrutturazioni di partiti storici, gli strumenti di analisi nella borsa degli attrezzi del ricercatore sociale fanno fatica a continuare a mantenere la Ioro efficacia. Questo Iavoro si pone nell'area di intersezione di diversi approcci utilizzati nella ricerca sociale: si occupa della formazione dei processi decisionali e dell'influenza dell'interazione tra individui, di analisi spaziale ed ecologica e dei comportamenti elettorali e tenta di fissare un punto ultimo di convergenza di questi elementi nella sua componente finale e riassuntiva, un modello di simulazione sociale. L'obiettivo è ricostruire i processi decisionali che formano e plasmano l'intenzione di voto nel contesto dove gli elettori vivono la Ioro vita - nei Ioro territori, tra le persone che frequentano, nella famiglia o al Iavoro — per valutare l'influenza esercitata dalla interazione locale con i propri vicini. In poche parole, l'obiettivo è valutare l'esistenza di neighborhood effects territorialmente circoscritti. Per farlo, è stato necessario ripensare l'atto del voto non come una scelta istantanea, ma come un processo sociale, interazionale e simbolico. Pensare il voto come un processo decisionale implica studiarne la sua componente sociologica e culturale, comprenderlo e rappresentarlo nella sua dinamicità. Infine, parte dell'elaborato è dedicata alla rendicontazione del processo di ricerca, in una prospettiva auto-critica, per documentare le azioni svolte, dalla strategia fino all'analisi dei risultati, nella prospettiva di intendere questo prodotto non come un Iavoro compiuto, ma come un percorso di crescita, apprendimento e un'occasione di confronto con ambiti di ricerca precedentemente non noti

    La coesione sociale in Europa. Un'analisi ecologica e diacronica

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    Dalla fine del secolo scorso, l’epoca del capitalismo del benessere come lo conosciamo è in declino. Molte tendenze contemporanee sembrano avere messo in difficoltà il modello sociale di sviluppo caratteristico dei Paesi europei. Ovviamente, i cambiamenti cui ci riferiamo non hanno riguardato solo l’economia, ma hanno avuto importanti conseguenze sociali. Così come sono state importanti le politiche perseguite dai governi nazionali e dalle istituzioni internazionali nel concorrere a ridisegnare la mappa del mondo contemporaneo. Il presente lavoro, lungi dal voler esaurire in modo definitivo il dibattito al riguardo, intende fornire un contributo sullo stato dell’arte di un concetto quale quello di coesione sociale, tema da sempre frequentato nella letteratura sociologica. In generale, gli interrogativi della nostra ricerca possono essere sintetizzati nella maniera che segue. Ci chiediamo: in quali Paesi i modelli normativi e culturali che regolano il vivere sociale sono entrati più in crisi? Nel gioco di cause endogene ed esogene di mutamento permane una differenziazione fra nazioni oppure vi sono spie di convergenza? Va l’Europa verso un unico modello o i modelli nazionali continuano a riflettere le specifiche condizioni locali del mercato, degli assetti del welfare e degli orientamenti normativi e culturali condivisi? Ci sono indizi che fanno pensare che, sulla scia dei processi di trasformazione che hanno cominciato a prendere piede in Europa negli anni ottanta del secolo scorso, il concetto di coesione sociale e le strutture sociali abbiano cambiato di segno? E, più in particolare, dove si posiziona l’Italia rispetto a questo complesso di alternative? Possono sembrare delle domande oziose, e forse lo sono, ma certamente sono delle domande necessarie per individuare i principali cambiamenti sociali, economici e politici verificatisi nell’ultimo ventennio e per dare concretezza storica ai processi, agli andamenti e risultati che hanno messo in moto e caratterizzato il processo di crisi e trasformazione che cercheremo di analizzare

    Esperienze di analisi di interviste non direttive

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    Questo libro raccoglie i risultati di una ricerca inserita in un più ampio progetto interuniversitario, cofinanziato dal MIUR coordinato dal Prof. Roberto Cipriani, su: “La ricerca qualitativa: teoria, metodi e applicazioni”. In particolare, la nostra unità di ricerca si prefiggeva lo scopo di esplorare le possibilità, le potenzialità ma anche i vincoli metodologici delle “storie”, uno strumento per la rilevazione di atteggiamenti e valori concepito e sviluppato da Alberto Marradi (2005) al fine di indagare sui valori diffusi nella popolazione di una qualsiasi società contemporanea. Quando si vuole indagare in questo campo, di solito la ricerca sociale adotta domande dirette; ma una domanda diretta nella forma abituale è necessariamente generale, astratta, priva di tutti i necessari riferimenti al contesto. Non si possono esplicitare tutte le condizioni: la situazione può essere richiamata soltanto per grandi linee. Se, nel testo di una singola domanda diretta, si dovessero fornire informazioni su tutti gli aspetti rilevanti del contesto e specificare esplicitamente tutte le condizioni e situazioni rilevanti, la domanda diretta diverrebbe intollerabilmente lunga e complicata. Invece la tecnica che abbiamo vagliato fa precedere alle domande il racconto di un episodio, costruito e presentato in modo da stimolare una reazione da parte dell'intervistato, inducendolo a prendere posizione sull'argomento e a rivelare così le sue opzioni di valore in modo più completo e meno sorvegliato di quanto fa di solito quando risponde a una domanda diretta. In generale, l'episodio è ispirato da un fatto realmente accaduto, o comunque riconoscibile dall'intervistato come qualcosa che potrebbe accadergli; qualcosa di abbastanza vicino al suo mondo della vita quotidiana. Il primo capitolo svolge una funzione introduttiva, in quanto analizza l’intervista come “evento comunicativo”. Questa caratteristica dell’intervista viene esaltata quando la conduzione è non direttiva: ciò permette il libero fluire del processo comunicativo, poiché consente all’intervistato di esprimersi con parole sue e al suo livello di comprensione. Non costretto dagli assunti epistemologici e dai vincoli operativi di una intervista direttiva, tale “evento” dovrebbe ridurre le numerose forme di distorsioni che, invece, sono assai frequenti nelle interviste direttive e strutturate, come documenta l’ultima parte del capitolo stesso. La flessibilità della tecnica non direttiva, l’assenza di quei vincoli non significa però l’assenza di qualunque vincolo nell’interpretazione. La scommessa che abbiamo voluto giocare – e che non pretendiamo di aver vinto – riguarda la possibilità di mostrare come il rigore metodologico sia possibile anche a prescindere dalla matrice dei dati e da altre tecniche di analisi testuale computerizzata; e, altresì, come proprio tale rigore consenta di raccogliere molte informazioni. Cercare di perseguire questi due obiettivi ci ha condotto innanzi tutto verso un’analisi “sintattica” dei trascritti. Infatti nel secondo capitolo abbiamo cercato di mostrare empiricamente come partecipi alla significazione anche la “sintassi”, la veste indossata da sintagmi e frasi, le regole assunte dai messaggi veicolati in un’intervista; e quindi come sia utile considerare questa dimensione al momento di interpretare il trascritto. Tale utilità si dimostra sia sul piano sostantivo, con la opportunità di un’ermeneutica più corroborata empiricamente; sia sul versante metodologico, in quanto l’analisi sintattica facilita l’individuazione di eventuali distorsioni. Il terzo capitolo si dedica all’altra dimensione spesso trascurata nella ricerca sociale, cioè la pragmatica: da questo punto di vista l’interazione fra gli attori dell’intervista, la cooperazione reciproca nella costruzione dei significati divengono ulteriore fonte d’informazione e oggetto d’interpretazione. Secondo tale prospettiva, anche il contesto linguistico e quello extra-linguistico concorrono alla produzione e all’interpretazione degli enunciati
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