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“La virtù del ferro”: la Letteratura italiana e l’omicidio di Elisabetta, imperatrice d’Austria
Alla morte di Elisabetta d’Austria, nel 1898, per mano dell’anarchico Luigi Lucheni, i maggiori letterati italiani le dedicarono versi e pensieri in cui la vita dell’Imperatrice diventava il simbolo delle incertezze e delle contraddizioni della vita moderna. L’omicidio di Elisabetta venne commentato tra gli altri da Carducci nella lirica Alle Valchirie, da Pascoli (Nel carcere di Ginevra) e da D’Annunzio nella prosa giornalistica La virtù del ferro. Elisabetta d’Austria è così una regina “infelice”, come la definì Pascoli, che la violenza umana colpisce insensatamente, rendendola però nella morte “perfetta”, come volle D’Annunzio, e innalzandola così al mito celebrato da Carducci
Paesaggi di Sant'Imbenia nell'età del ferro
Il contributo mira a focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti caratterizzanti la fisionomia e le relative trasformazioni del sito protostorico di Sant’Imbenia (Porto Conte-Alghero) nell’Età del Ferro (secoli IX-VII a.C.), alla luce di dati e problematiche emersi nel corso di due intense stagioni di scavi (1982-1997; 2008-2022). Si fa riferimento, in particolare, alle modifiche planimetriche e strutturali del sito e ai processi tecnologici della produzione locale della ceramica in rapporto a un milieu sociale ed economico profondamente mutato. S'intende altresì sottolineare l’importanza della stretta connessione tra le due serie di interventi grazie al confronto costante con S. Bafico, l’archeologa responsabile sul campo nelle prime indagini, che M. Rendeli, nel progettare le nuove ricerche, ha ritenuto fondamentale per riprendere lo studio sistematico del contesto algherese
Studio di laboratorio e modellistico del trasporto di nano- e micro- particelle di ferro per la bonifica di falde contaminate
In campo ambientale le potenzialità offerte dalle nanotecnologie sono molteplici e vanno dalla prevenzione dell'inquinamento, grazie allo sviluppo di tecnologie in grado di ridurre i consumi di energia o di reagenti, all'individuazione di particolari contaminanti mediante lo sviluppo di sensori che sfruttano le straordinarie proprietà dei nanomateriali. Nell'ambito della bonifica di matrici ambientali inquinate, ed in particolare dei sistemi acquiferi, l'utilizzo di ferro zerovalente di dimensione nanometrica si è dimostrata essere una delle tecniche più interessanti e promettenti. Sebbene l'utilizzo di ferro zerovalente millimetrico all'interno di barriere reattive permeabili (permeable reactive barriers - PRBs) sia ormai diventato un metodo consolidato per il trattamento di contaminazioni da composti organici ed inorganici, questa tecnica non risulta essere sempre di facile applicazione. Il ferro nanoscopico (nanoscale zerovalent iron - NZVI), caratterizzato da particelle di diametro estremamente piccolo e compreso tra 1 e 100 nm, elevatissime superfici specifiche e reattività fino a 1000 volte superiori rispetto a quelle del ferro millimetrico (Zhang et al. 1998), può essere iniettato direttamente in falda, sotto forma di dispersioni colloidale, per trattare una gamma ancora più ampia di contaminanti e per consentire il superamento dei limiti geometrici imposti dalla realizzazione di barriere reattive permeabili. Il presente lavoro, condotto nell'ambito del progetto europeo FP7 AQUAREHAB, descrive l'attività di sperimentazione riguardante il trasporto di tali particelle ferrose in mezzi porosi saturi. Le prove sono state condotte in geometria unidimensionale iniettando, in colonne simulanti il sistema acquifero, sospensioni colloidali di ferro micro e nanometrico (alla concentrazione di 20 g/l) stabilizzate mediante l'uso di biopolimeri (quali guar gum e xanthan gum). Il software MNM1D (disponibile liberamente al link: www.polito.it/groundwater) è stato sviluppato appositamente per la simulazione dei processi accoppiati di trasporto, filtrazione delle particelle di ferro, intasamento del mezzo poroso al fine di fornire uno strumento utile al dimensionamento di un intervento di iniezione su scala real
I bambini nelle necropoli della Campania preromana: il caso di Pontecagnano, dalla prima età del Ferro alla fase sannitica
Il contributo è dedicato alla rappresentazione funeraria dei sub-adulti nelle necropoli del sito etrusco-sannitico di Pontecagnano (SA).
L’analisi è focalizzata sulle variazioni che si riscontrano nel loro accesso alla sepoltura formale
dalla prima età del Ferro alla fase sannitica. La rappresentatività delle necropoli rispetto alle classi
di età è verificata attraverso casi-campione, selezionati tra quelli editi in quanto sufficientemente estesi
e provvisti del supporto delle analisi dei resti scheletrici. Alla ritualità connessa alle deposizioni dei subadulti
sono dedicati brevi passaggi che, richiamando approfondimenti già disponibili o valorizzando
evidenze significative, forniscono le coordinate essenziali della loro manifestazione funeraria
Recupero e valorizzazione storico-urbanistico-ambientale della Piazza del Duomo
Pubblicato in:
Forma Urbis/Forma Agri. Residenza e spazio pubblico a Cerignola/Residence and public space in Cerignola in Aa.Vv., Community / architecture. Documents from the Festival Architettura 5 2009-2010, a cura di E. Prandi, Festival Architettura Edizioni, Parma, 2010.
Esposto in mostra in occasione del Festival dell’Architettura 5 2009-2010, Parma, Reggio Emilia Modena, 26 novembre-12 dicembre 2010
Screening of Plants and Indigenous Bacteria to Improve Arsenic Phytoextraction
Arsenic (As) is one of the most common inorganic pollutants; unfortunately, it is also one of the most toxic and is therefore a cause of great concern for the health risks that could result from it. Removing arsenic from the soil using phytoremediation approaches is an effective strategy, and several studies demonstrate the ability of Cannabis sativa (TSN 19109, hemp) to tolerate this harmful contaminant. The aim of this work was to identify the best experimental conditions for a phytoremediation plan to be applied in a disused area located in Sicily (Italy) and contaminated by As, comparing Cannabis sativa with Brassica juncea (TSN 23059) and Zea mays (TSN 42269, corn). To assist the process, several chelating agents were tested to improve arsenic mobility, and two different sets of arsenic-tolerant bacteria were isolated from the rhizospheric soil of indigenous herbaceous species and used to promote plant growth, leading to a significant improvement in terms of biomass produced and phytoextraction. After the combined treatment, the arsenic content in the aerial part of the plants increased by more than two orders of magnitude (e.g., from 0.05 to 6.57 mg kg−1, from 0.04 to 6.69 mg kg−1, and from 0.03 to 5.57 mg kg−1 for brassica, corn, and hemp, respectively), confirming the marked increase in the total absorption of As by plants
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