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    Cultural Aspects of Immediacy in an Asian Classroom Context

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    Among the various factors affecting students’ learning, immediacy is probably the one that has been most studied over the last four decades. Immediacy, a term coined by Mehrabian (1967), refers to verbal and nonverbal behaviours used by interlocutors to decrease physical and physiological distance between them, thus creating affinity, liking and affect. However, a number of questions arise as to the suitability of the various immediacy scales and their cultural significance in a non U.S. context, such as Hong Kong. Furthermore we were interested in possible differences in teachers’ perception based on students’ motivation. This paper presents the first part of an immediacy study, based on students of the Department of English of the Hong Kong Polytechnic University (looking into mapping patterns of behaviours that increase immediacy). The results indicate that Hong Kong students prefer the holistic approach of the Chinese traditional teacher, a teacher who goes beyond just teaching in class, and that nonverbal actions are not high in their list of preferred behaviours in teachers, such as gestures, walking around the classroom or standing close to students (unlike what has been observed among U.S. students)

    Prefazione a "A scuola di umanità: teorie e pratiche educative"

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    Nella scuola la relazione educativa si definisce anche nella considerazione delle finalità di istruzione ed educazione e l’insegnante ha il compito di facilitare l’esplorazione delle mete del soggetto, degli eventuali ostacoli che ne impediscono il raggiungimento e delle emozioni che la persona vive in quella determinata situazion

    Per una promozione dei mezzi di educazione di massa nella ginnastica: l'opera di Pietro Gallo (1841-1916)

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    Il contributo intende dimostrare come, proseguendo gli studi avviati da Elia sull’applicazione della categoria storiografica dei «mezzi di educazione di massa», formulata da Meda (2007), alle attrezzature ginniche-sportive in ambito scolastico (2012), si possa attribuire all’introduzione del bastone Jäger nei regolamenti scolastici compilati nel 1878 uno snodo fondamentale nel processo di costruzione formale dei «mezzi di educazione di massa» in ambito scolastico. L’introduzione di tale attrezzo, diffuso dal maestro Pietro Gallo e classificato per le sue dimensioni fra i «piccoli attrezzi», infatti, dato il suo basso costo a confronto con quello dei «grandi attrezzi», rese più economica la spesa di attrezzatura di una palestra, e al tempo stesso, agevolò le teorie ginnastiche di Emilio Baumann, padre della «ginnastica italiana» (Elia, 2015), che proprio agli attrezzi di piccole dimensioni era favorevole perché permettevano movimenti ritenuti più naturali, rispetto a quelli resi possibili dai «grandi attrezzi»

    Corrigendum to “Plastic Surgery in the time of Coronavirus in Italy. Can we really say `Thanks God we are plastic surgeons?'” [Journal of Plastic, Reconstructive & Aesthetic Surgery, Vol. 73(11) 2020, 2086–2102] (Journal of Plastic, Reconstructive & Aesthetic Surgery (2020) 73(11) (2086–2102), (S1748681520304149), (10.1016/j.bjps.2020.08.081))

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    The authors regret that name and surnames of the authors appear in the wrong order. The correct version is: Elia (surname) Rossella (name), Giudice (surname) Giuseppe (name), Maruccia (surname) Michele (name). The authors would like to apologise for any inconvenience caused

    Conoscere per integrare. Il modello di ricerca-azione nel contesto del master in Organizzazione e gestione delle istituzioni scolastiche in contesti multiculturali.

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    Dinanzi ai nuovi compiti di cui la pedagogia è investita, l’approccio interculturale non si limita ad elaborare metodologie e formulare progetti mirati alla sola istituzione scolastica. Integrazione e pluralismo sono espressione di una società culturalmente dialogica ed empatica, dato che la capacità di vedere ‘il simile nel dissimile’ (Adorno, 1991), in primis come paziente morale, è sempre legata alla capacità di ‘conoscere’ in modo non pregiudizievole l’alterità. Ne consegue che la pedagogia, nella sua forma teoretica, deve impegnarsi nella costruzione di progetti formativi che abbiano come orizzonte di senso anche la costruzione di valori etico-civili (Elia, 2014) fondati sul pluralismo

    La scuola come luogo privilegiato nella formazione del cittadino

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    La scuola fornisce una formazione iniziale del cittadino, dotandolo dei presupposti per una sua formazione permanente attraverso la partecipazione alla vita democratica. Il crogiolo capace di fondere conoscenze, competenze e abiti mentali va perciò ravvisato nell’intero “contesto” dell’attività scolastica, ossia, non solo nei saperi impartiti o nei metodi impiegati, ma nell’integrazione di ambedue queste componenti con le condizioni al contorno e in particolare con il tessuto di comunicazioni che accompagna costantemente le attività. Una formazione da cittadino democratico, cioè, è l’esito complessivo e di lungo termine di un contesto democratico, ossia di una vita scolastica ispirata all’ethos della democrazia

    Voce "Elia, frate"

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    La voce illustra le vicende biografiche di frate Elia, detto da Cortona, uno dei primi seguaci di Francesco d'Assisi e suo vicario, che ricoprì il ruolo di ministro generale dell'ordine dei frati Minori, fino alla sua deposizione, avvenuta nel 1239. La voce è articolata in ulteriori due sottosezioni: Lettera enciclica per la morte di Francesco; La Croce di frate Elia

    Giovani e volontariato

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    Il volontariato si presenta come forza popolare che si impegna per allargare la base partecipativa e contemporaneamente chiede allo Stato di esercitare i suoi poteri nel rispetto dell’art. 3 della Costituzione così da eliminare condizioni che impediscano il pieno sviluppo di tutte le persone. Il volontariato ritrova nella gratuità, solidarietà e altruismo, i suoi valori fondanti a cui i volontari aderiscono considerandosi testimoni credibili della propria esperienza nell’agire per il benessere comunitario. Volontariato è educazione al cambiamento, è far conoscere le cause strutturali che sostengono il cattivo sviluppo; educazione sociale e politica a partire dal proprio ambiente, dal proprio quartiere, dalla scuola, dal posto di lavoro, che fa incontrare le esperienze, fa apprendere a progettare e a decidere con gli altri nello spazio e nel tempo e a diversi livelli
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