1,720,978 research outputs found

    Elena FABBRO (a cura di), Il mito greco nell'opera di Pasolini.

    No full text
    Gérard Monique. Elena FABBRO (a cura di), Il mito greco nell'opera di Pasolini. . In: L'antiquité classique, Tome 75, 2006. pp. 681-682

    Proverbi di guerra

    No full text
    Molti proverbi che hanno le loro radici nella cultura classica riguardano la guerra: alcuni confrontano le sue miserie e i suoi dolori con i benefici della pace, altri contrappongono eroismo e viltà, altri ancora vinti e vincitori, con connotazioni e valenze tra loro molto diverse. Così, la guerra è bella per chi non la conosce, è detestata dalle madri, ma le madri spartane volevano che il figlio tornasse o eroicamente vincitore, con lo scudo, o caduto eroicamente, sullo scudo; con la pace tutto è prospero, con la guerra tutto va in rovina, ma chi vuole la pace prepara la guerra; arreca onore morire per la patria, ma il soldato che fugge è buono per un’altra volta; “Guai ai vinti!” urlava Brenno, ma essere misericordiosi con gli sconfitti è un precetto ineludibile. In questa contraddittoria selva sapienziale ci si sofferma, ad es., su uno degli adagi più famosi, Si vis pacem para bellum, evidenziando le modifiche, anche polemiche, dell’espressione, tracciando quindi, attraverso di essa, una vera e propria storia culturale

    Ricordare la guerra. Cimiteri di guerra ed epitafi per i caduti nella Grecia antica

    No full text
    Studio degli epitafi collettivi per i caduti in guerra nella Grecia antica

    La guerra nei mondi (di Lucrezio)

    No full text
    L’articolo esplora aspetti della visione lucreziana della guerra, mettendo a confronto l’immaginario distopico emergente da alcuni passi del DRN (spec. 5.1308-1349) con quello elaborato nel Novecento attraverso il ‘mito’ ricorrente della ‘guerra dei mondi’. Progresso tecnologico, escalation del conflitto, armi risolutive, terrore, rischi di catastrofi globali sono elementi comuni, pur se variamente sviluppati nel testo antico e nelle narrazioni a noi più vicine. Un netto discrimine tra il modo lucreziano di narrare la spirale della paura e quello contemporaneo sembra essere però nel richiamo del poeta epicureo a riconoscere il nemico da combattere non tanto nell’‘alieno’, ovvero in un ‘altro’ di natura non umana o ferina, quanto nella paura stessa, ovvero nell’alienazione da noi stessi e dalla nostra vera natura che viene indotta dal turbamento delle passioni.The article explores aspects of Lucrece’s vision of war, comparing the dystopian imaginary that emerges from some passages of DRN (in particular, 5.1308-1349) and the 20th century recurrent ‘myth’ of the war of the worlds. Technological progress, the escalation of the conflict, resolution methods, terror, risk of global catastrophes are common features in the ancient text and in more contemporary narratives, although they are differently articulated. A clear difference in the common description of a spiral of fear appears to lie in Lucrece’s exhortation to recognize the enemy not so much in the ‘other’, that is, a non-human or a beastly ‘other’, but rather in fear itself, that is, the alienation from our own selves and our own nature that is provoked by the perversion of passions

    Guerra e pace (di Virgilio-Radnóti-Heaney), Con una cornice di Emilio Lussu

    No full text
    Il saggio muove da "Un anno sull'altipiano" di Emilio Lussu e da un episodio della Prima guerra mondiale che Lussu inquadra in termini omerici. Passa quindi alla lettura in chiave virgiliana di alcuni momenti della Seconda Guerra Mondiale, da parte del poeta ungherese Miklos Radnoti, e al tema virgiliano (dalla IV ecloga) del pacatus orbis per come viene recuperato da Seamus Heaney nell' "Ecloga della Bann Valley". Torna quindi alle dalle letture ariostesche di Emilio Lussu in trincea, e a un caso in cui quelle letture ariostesche (a loro volta sviluppo di un celebre brano dell'Eneide) abbiano, in una occasione, salvato la vita a lui e ad alcuni suoi soldati. La chiusa è dedicata al ricordo di un episodio della Grande guerra di cui fu protagonista il nonno dell'autore, Felice Fo (il padre del Premio Nobel Dario Fo)

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

    Full text link
    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
    corecore