46 research outputs found

    Dizionario della fortezza

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    Quando il Regno d'Italia dichiara guerra all'Impero austroungarico, il 24 maggio 1915, quasi due terzi degli abitanti devono abbandonare Trento: al loro posto arrivano decine di migliaia di soldati da tutto l'Impero, pronti per raggiungere il vecchio fronte. Il catalogo illustra una Trento trasformata in una enorme caserma

    Fortezza zero. Museo diffuso di Peschiera fortificata

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    LAUREA MAGISTRALELa città fortificata di Peschiera del Garda vanta un affascinante passato militare anche se parte della sua storia oggi è poco nota. Ne sono un esempio le vicende relative al sistema delle fortificazioni esterne alla cinta muraria: molti dei forti oggi risultano abbandonati nonostante la qualità architettonica e quella del paesaggio in cui si inseriscono. Manca, inoltre, una lettura globale del sistema. Con il lavoro di tesi proponiamo il riconoscimento del museo diffuso di Peschiera fortificata, supportato da una sviluppata rete di percorsi ciclopedonali esistenti e riconosciuti anche a livello europeo. Il centro fisico e concettuale del progetto è stato individuato proprio nel cuore della città in cui abbiamo pensato il punto di partenza per la scoperta delle fortificazioni. L’area è occupata dagli edifici della caserma ottocentesca, in parte inutilizzati. Presentiamo, quindi, una risistemazione degli esterni per enfatizzare l’inizio dei percorsi che conducono agli elementi del museo diffuso e l’ampliamento dell’edificio della Palleria per ospitare la “Fortezza Zero”.The fortified town of Peschiera del Garda has a fascinating military past even though part of its history is little known today. An example is given by the fortification system outside the walls: today, many of the forts are abandoned despite the architectural quality and the landscape in which they fit. With this thesis work, we want to propose the recognition of the museum network of fortified Peschiera, supported by a developed system of existing cycle paths recognized at European level. The center of the project was located in the heart of the city, which we thought as the starting point for discovering the fortifications. The area is occupied by the buildings of the 19th century barracks, partly unused. We present a rearrangement of the exteriors to emphasize the beginning of the routes leading to the elements of the museum network and the expansion of the Palleria building to host the "Fortezza Zero"

    Strani transiti: tracce letterarie dei Japanese-Americans dopo Pearl Harbour

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    Il saggio prende in esame memoirs e romanzi scritti da 'Japanese-Americans' che, all'epoca della sconda guerra mondiale, vennero rinchiusi in campi disumani, di volta in volta definiti ‘di transito’, ‘di assembramento’, di ‘ricollocamento’, ‘di internamento’ . L'internamento viene imposto all’intero nucleo familiare a partire dal 19 febbraio 1942 per effetto dell’Executive Order 9066, firmato dal Presidente Roosevelt. Si tratta, dunque, di una discriminazione etnico-razziale che, implicitamente, porta ad una sorta di tipizzazione del ‘nemico’ fondata sulla costruzione di una idea di alterità (razziale) e di pericolosità funzionale più alle politiche interne dell’establishment americano che giustificata dalla realtà della situazione nordamericana di quegli anni, anche dopo Pearl Harbour. Per interpretare il segno lasciato sulla società americana dalle tracce letterarie scritte dai Japanese-Americans dopo Pearl Harbour, si utilizza la controversa teoria del sociologo americano J. Alexander, secondo la quale, nel secondo novecento si assiste alla universalizzazione del dramma dell’olocausto nel mondo occidentale, un processo che connota la costruzione e la definizione di bene e di male e, implicitamente, di moralità, così come pure illumina sui meccanismi che controllano la costruzione simbolica che trasporta e fissa tali concetti nell’immaginario e nella memoria dei singoli e dei gruppi sociali

    HBIM e ICT. Il BIM per la valorizzazione della Fortezza Pisana di Marciana

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    Il contributo si inserisce nell’ambito della modellazione digitale per la rappresentazione, comunicazione e valorizzazione del patrimonio culturale costruito. In particolare, la ricerca pone l’attenzione sulla tra-sversalità dei modelli parametrici informati nell’ambito dell’Information and Communication Tecnologies (ICT). Il processo BIM, nato per il controllo delle procedure edilizie e di gestione dell’intero ciclo di vita dell’edificio (progettazione, realizzazione, manutenzione, dismissione) applicato al campo dell’Heritagecomprende ulteriori aspetti, non previsti dal processo “tradizionale”, legati principalmente alla cono-scenza del bene (analisi documentali storiche, rilievo, indagini diagnostiche, etc), alla rappresentazione di uno stato di fatto storicizzato e al suo stato di conservazione, al progetto di manutenzione, recupe-ro, restauro e valorizzazione. La procedura proposta declina il modello matematico HBIM, dedicato agli operatori del settore, nell’ambito della comunicazione e della disseminazione del bene culturale attraverso l’uso di applicativi multimediali (realtà virtuale e realtà aumentata) che sono invece rivolti al fruitore. La metodologia viene sperimentata analizzando come caso di studio una Fortezza Pisana dell’Isola d’Elba

    HBIM e ICT. Il BIM per la valorizzazione della Fortezza Pisana di Marciana

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    Il contributo si inserisce nell’ambito della modellazione digitale per la rappresentazione, comunicazione e valorizzazione del patrimonio culturale costruito. In particolare, la ricerca pone l’attenzione sulla tra-sversalità dei modelli parametrici informati nell’ambito dell’Information and Communication Tecnologies (ICT). Il processo BIM, nato per il controllo delle procedure edilizie e di gestione dell’intero ciclo di vita dell’edificio (progettazione, realizzazione, manutenzione, dismissione) applicato al campo dell’Heritagecomprende ulteriori aspetti, non previsti dal processo “tradizionale”, legati principalmente alla cono-scenza del bene (analisi documentali storiche, rilievo, indagini diagnostiche, etc), alla rappresentazione di uno stato di fatto storicizzato e al suo stato di conservazione, al progetto di manutenzione, recupe-ro, restauro e valorizzazione. La procedura proposta declina il modello matematico HBIM, dedicato agli operatori del settore, nell’ambito della comunicazione e della disseminazione del bene culturale attraverso l’uso di applicativi multimediali (realtà virtuale e realtà aumentata) che sono invece rivolti al fruitore. La metodologia viene sperimentata analizzando come caso di studio una Fortezza Pisana dell’Isola d’Elba

    Borgo Secolo. Intervenire tra lettura dei segni storici e evocazione materica.

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    L’intervento di edilizia residenziale denominata “Borgo Secolo” è frutto di un progetto di riqualificazione di una ex area demaniale di matrice militare. Il programma residenziale è infatti il risultato di un percorso che è partito con la conversione dell’area militare (su cui sorgevano magazzini) a una nuova destinazione urbanistica, che ha innescato una trasformazione della percezione di quest’area: la sua estensione impenetrabile era una cesura tra il centro storico di Peschiera e la zona fuori le mura verso ovest, anch’essa plasmata da antichi presidi fortificati, ma meno leggibili, i cui segni erano smarriti nell’edificato. Il progetto è andato a rintracciare queste preesistenze nella cartografia storica, reinterpretando i segni per individuare una strategia insediativa in grado di generare qualità a livello residenziale e urbano, trovando nella finitura del laterizio faccia vista con una tessitura evidentemente contemporanea un modo per dialogare con le preesistenze storiche quale la fortezza veneziana, in particolare la cinta magistrale, il ponte dei Voltoni e le porte urbiche. Un parco pubblico raccorda l’area con l’edilizia che si frappone verso la fortezza, studiando punti di belvedere dove il nuovo trova scorci di connessione visiva e evocativa con l’antico.The residential housing project called 'Borgo Secolo' is the result of a redevelopment project of a former military area. The residential programme is in fact the result of a path that began with the conversion of the military area (on which warehouses stood) to a new urban destination, which triggered a transformation of the perception of this area: its impenetrable extension was a caesura between the historic centre of Peschiera and the area outside the walls towards the west, also shaped by ancient fortified presences, but less legible, whose signs were lost in the built landscape. The project has traced these pre-existences in the historical cartography, reinterpreting the signs to identify a settlement strategy capable of generating quality on a residential and urban level, finding in the face brick finish with an evidently contemporary texture a way to dialogue with the historical pre-existences such as the Venetian fortress, in particular the magistral walls, the Voltoni bridge and the city gates. A public park connects the area with the buildings that stand between it and the fortress, designing belvedere points where the new finds glimpses of visual and evocative connection with the old

    La possibilità di dire “io”: un confronto tra Christa Wolf ed Elena Ferrante / The possibility of telling “I”: a confrontation between Christa Wolf and Elena Ferrante

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    Lo scopo di questo studio è individuare una “discendenza” di motivi che animano i romanzi di Elena Ferrante nella scrittura di Christa Wolf. Sebbene le due autrici siano separate da grandi differenze di retroterra storico e culturale, per entrambe il racconto si costruisce sulla possibilità di mettere il personaggio femminile al centro del mondo narrativo e, per traslazione del linguaggio. L’ipotesi già avanzata da Stefania Lucamante e ripresa da Rebecca Falkoff circa la presenza sotterranea di motivi della Wolf nella scrittura della Ferrante verrà sviluppata a partire da alcuni tratti comuni alle due autrici, che nei romanzi si riflettono in particolare: nel ruolo della donna-madre in una società pensata dagli uomini; nella portata sovversiva della ricerca di un’identità femminile autodeterminata e “protagonista”; nella dialettica, dentro la lingua della Ferrante, tra l’italiano e il dialetto, espressione di “un’alterità irriducibile” (De Rogatis), e il “linguaggio-fortezza” maschile della Wolf, in cui le protagoniste cercano di trovare una “parola che si apre la strada faticosamente nella lingua del mondo” (Raja). The aim of this study is to individuate a “lineage” of themes that characterize Elena Ferrante’s novels and Christa Wolf’s writing. Although the two authors have different culture and personal history, they both develop the possibility to put the female characters at the center of the narrative world, and of the language. The hypothesis advanced by Stefania Lucamante and reworked by Rebecca Falkoff, about the hidden existence in Ferrante’s novels of themes that belong to Wolf, will be developed from some features shared by the two authors, that we can observe in: the role of woman and mother in a society created by men; the subversion regarding the research of a self-determinated and protagonist female identity; the dialectic, in Ferrante’s language, between Italian and dialect, expression of “an irreducible otherness” (De Rogatis), and the male “language-fortress” of Wolf’s novels, where the female characters try to find a “word that hardly opens the way in the mankind language” (Raja)

    Sexism, misogyny and heteronormativity in Italian legal and media language. The case of “Stupro della fortezza da Basso

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    This paper introduces the theme of the roundtable, that is those discourses of gender and sexuality circulating in Italy oriented in a homophobic, transphobic, sexist and misogynist way, but also the ways in which language can become a tool to fight discrimination. The author subsequently introduces queer linguistics, a branch of linguistics that aims to challenge essentialist, hegemonic and naturalized notions of gender and sexuality, and that can be useful in unmasking the work of heteronormativity in the formation of public discourses. In order to illustrate the productivity of such a paradigm, the legal and media language used in a case of rape, the so-called “stupro della Fortezza da Basso” is investigated. The paper shows how the “non linear life” of the victim, a judgment based on her presumed disinhibited bisexuality, works towards undermining her reliability as a witness

    Sexism, misogyny and heteronormativity in Italian legal and media language. The case of “Stupro della fortezza da Basso

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    This paper introduces the theme of the roundtable, that is those discourses of gender and sexuality circulating in Italy oriented in a homophobic, transphobic, sexist and misogynist way, but also the ways in which language can become a tool to fight discrimination. The author subsequently introduces queer linguistics, a branch of linguistics that aims to challenge essentialist, hegemonic and naturalized notions of gender and sexuality, and that can be useful in unmasking the work of heteronormativity in the formation of public discourses. In order to illustrate the productivity of such a paradigm, the legal and media language used in a case of rape, the so-called “stupro della Fortezza da Basso” is investigated. The paper shows how the “non linear life” of the victim, a judgment based on her presumed disinhibited bisexuality, works towards undermining her reliability as a witness
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