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Rappresentazioni cartografiche per la pianificazione turistica sostenibile. Alcune evidenze pugliesi
Il ruolo delle reti locali IT.A.CA’ nei processi di sviluppo territoriale. Uno studio esplorativo a partire da una lettura transcalare
IT.A.CÀ festival represents an innovation for at least two reasons: on one hand, the festival’s vision aims to boost the progressive awareness of the tourist/host, here intended as “temporary citizen”, as she/he experiences a place; on the other hand, the organization structure is based on a complex networking system made up of vertical (among national committee and local networks) and horizontal (among local stakeholders) ties. Through the analysis of reporting documents and other documentation produced by the festival organizers since 2009, as well as surveys, the research studies IT.A.CÀ’s multi-level network structure. The aim is not only to achieve a better understanding of the functioning and rooting processes, but also to clarify if and how the involvement of local stakeholders within IT.A.CÀ’s nationwide network affects the spread of a new way to conceive tourist destinations. More specifically, we suggest that local networks linked to IT.A.CÀ can be intended as a driver for social innovation at local level, whether they stem a virtuous auto-poietic process according to which synergies among network members favour new opportunities for cooperation and shared project design.Gli innovativi festival IT.A.CÀ sono almeno due: da un lato, la visione del festival mira a stimolare un processo aspetti del turista-viaggiatore, inteso come "cittadino temporaneo" durante l'esperienza di un luogo; dall'altro, la struttura organizzativa del festival si basa su un complesso sistema di networking sia verticale (coordinamento nazionale e reti locali) che orizzontale (stakeholder locali individuati tra istituzioni, aziende, operatori culturali e turistici, associazioni).
Attraverso il metodo ad analisi della reportistica prodotta dagli organizzatori del festival dal 2009 ad oggi e ad interviste strutturate, il contributo intende analizzare la struttura di rete multilivello di IT.A.CÀ al fine non solo di comprendere le dinamiche alla base del relativo funzionamento e radicamento, ma anche e soprattutto come l'adesione al progetto nazionale IT.A.CÀ da parte degli attori locali incida sulla diffusione di un nuovo modo di concepire la destinazione turistica. Nello specifico, le reti locali legate ad IT.A.CÀ possono essere intese come un driver territoriale per l'innovazione sociale, in quanto innescano un processo autopoietico virtuoso, secondo il quale le sinergie tra gli attori impegnati nella rete favoriscono nuove opportunità di cooperazione e co-progettazione
Chapter Stabilimenti balneari come presidi ambientali. Verso la multifunzionalità dei servizi di balneazione. Alcune riflessioni a partire dal progetto Interreg RE.CO.RD.
The progressive degradation of the landscape, the loss of biodiversity, the difficulty of containing pollution and marine waste are just some of the consequences of a process of extreme littoralisation. As a result, coastal land management is also increasingly complex and requires the involvement of different actors. On the base of the latest experiences of cooperation, such as the INTERREG Re.Co.RD. project, we reflect on how the multifunctional approach can be applied to coastal management and, more specifically, on the role of private actors, such as bathing facilities managers
Ripartire dal territorio. I limiti e le potenzialità di una pianificazione dal basso - 2019
Note preliminari per un atlante della sostenibilità turistica
Il contributo presenta in forma sintetica i risultati del progetto “Tools and
Methodologies for a Smart evolution of governance”, sviluppato nell’ambito del programma ReFIn promosso dalla Regione Puglia
Environmental justice and transformative geographies in the discourses of the environmental movement in Brindisi
Geografie del meridione urbano e deindustrializzazione. Alcune riflessioni sul caso di Brindisi
In questo studio intendo presentare alcune riflessioni relative agli effetti della transizione post-fordista nella città di Brindisi, focalizzando l’attenzione nello specifico sul processo di de-industrializzazione che la investe attualmente. Polo industriale designato dalla Legge 29 luglio 1957, n. 634 “Provvedimenti per il Mezzogiorno”, sede di importanti stabilimenti del settore chimico, petrolchimico ed energetico, il porto adriatico si trova oggi ad affrontare gli effetti del ridimensionamento del proprio comparto industriale dovuto alle scelte di phase out del fossile e alla crisi ormai endemica del settore della chimica, caratterizzata da processi di reindustrializzazione insufficienti. A tale crisi non sembrerebbe riuscire a sopperire il settore terziario, probabile sintomo, questo, di una transizione post-fordista non ancora compiuta, nonostante la concomitanza di fattori favorevoli come la rilevanza logistica del sito, l’appartenenza a reti urbane funzionali, una buona dotazione infrastrutturale. L’obiettivo del lavoro, quindi, è quello di provare ad interrogarsi sulle prospettive di sviluppo territoriale, potenziali ed effettive, prendendo le mosse dal dibattito meridionalistico geografico degli ultimi cinquanta anni e provando a rileggerlo alla luce delle criticità in atto. Il caso brindisino viene contestualizzato storicamente ed in prospettiva transcalare, con l’obiettivo di intercettare i fattori e le relazioni che hanno orientato le scelte
strategiche e pianificatorie della città nell’ambito del contesto regionale, nazionale e macroregionale
La produzione alimentare etica come forma di resistenza creativa: una narrazione territoriale, tra limiti del diritto e possibilità di riscatto sociale
Grandi eventi e identità territoriale. Il caso della Notte della Taranta nel Salento.
Dallo spazio conteso allo spazio condiviso: l’identità territoriale come fattore di integrazione. Il caso della comunità islamica a Lecce
Nella prima parte del contributo viene proposta una breve analisi relativa ai concetti più rilevanti nello studio della dinamiche di integrazione a livello territoriale. Nella seconda parte le riflessioni teoriche vengono contestualizzate con riferimento al territorio urbano della città di Lecce, soffermandosi sui fattori di inclusione/esclusione della comunità islamica ivi presente. Il contributo si propone nelle note conclusive di fornire elementi per l'elaborazione di politiche urbane di inclusione che risultino più efficaci
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