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    Storia, progetto, lingua architettonica italiana

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    Altri saggi: F. Bellini (Università di Camerino – Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno); M. Biraghi (Politecnico di Milano – Facoltà di Architettura Civile); F. Bucci (Politecnico di Milano – Facoltà di Architettura Civile); R. Campagnola (Politecnico di Milano – Facoltà di Architettura Civile); M. Casamonti (Università di Genova – Facoltà di Architettura); P. Ciorra (Università di Camerino – Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno); A. Cortesi (Università di Parma – Facoltà di Architettura); P. Desideri (Università di Chieti – facoltà di Architettura di Pescara); G. Durbiano (Politecnico di Torino – I Facoltà di Architettura); A. Ferlenga (IUAV Venezia); F. Mangone (Università degli Studi “Federico II” di Napoli – Facoltà di Architettura); G. Neri (Università di Reggio Calabria – Facoltà di Architettura); S. Pace (Politecnico di Torino – I Facoltà di Architettura); E. Prandi (Università di Parma – Facoltà di Architettura); C. Quintelli (Università di Parma – Facoltà di Architettura); L. Semerani (IUAV Venezia); R. Serino (Università degli Studi “Federico II” di Napoli – Facoltà di Architettura); R. Tamborrino (Politecnico di Torino – II Facoltà di Architettura)

    Il teatro prima del teatro

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    Il percorso di ricerca presentato è volto a ricostruire per episodi salienti il processo di formazione alla base di architetture teatrali significative del panorama nazionale, per proporre, mettendo a sistema le osservazioni riscontrate, un nuova modalità di lettura dell’oggetto: lo spazio moderno per lo spettacolo, non più inteso come di diretta derivazione classica, bensì come prodotto dell’evoluzione del tessuto delle nostre città. Ricostruendo analiticamente le vicende a partire dall’origine mobile, temporanea e spesso legata all’occasionalità della festa dei teatri, e tenendo presente la trattatistica coeva, si vuole approdare per fasi alla definizione ragionata dei caratteri del teatro nel e dal palazzo, del teatro come nodo autonomo, alla scala architettonica e urbana, fino ai più recenti sviluppi nel settore, rappresentando in ciascun episodio l’unicità della vicenda italiana e registrando le principali influenze, in ingresso e in uscita, verso il contesto europeo. Lo studio vuole descrivere, dopo l’ampia cesura con la classicità, sia l’approdo, per così dire, al teatro moderno come edificio, sia l’evoluzione dei suoi caratteri nel tempo. Lo sviluppo del tema di ricerca si basa su specifici casi di studio, non conservando un ordinamento cronologico tra le epoche ai casi stessi ascrivibili. L’attenzione è focalizzata sul processo, pertanto episodi simili dello stesso si possono riferire a casi individuati in periodi storici diversificati. Lo studio rimanda metodologicamente a un’interpretazione della progettazione architettonica come strettamente connessa all’individuazione intenzionale e critica dei processi tipologici. Ricavato il processo tipologico dal costruito, l’azione del progettista dovrà essere adeguata al divenire del processo stesso. La lettura del progetto è, equivalentemente ad esso, momento critico essenziale, basata sulla realtà costruita, la cui struttura va di volta in volta riconosciuta nelle sue manifestazioni. Data pertanto la perfetta parità di lettura e scrittura, l’aspetto esperienziale, sperimentale e di comprensione gioca un ruolo essenziale per la proposizione di una linea interpretativa originale dell’organismo teatrale, che ci si augura di individuare in questa ricerca, e con essa di aprire nuove prospettive

    Lung-deflating ability of rib cage and abdominal muscles in rabbits

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    Anesthetized, apneic, mechanically ventilated rabbits were placed into a tilting plethysmograph that a rubber diaphragm, tightly fitting the animal's body just below the xiphoid process, separated into a rib cage and abdominal chamber. Expired volumes (ΔV) and abdominal pressure changes (ΔPab) were assessed in supine and upright posture during maximal rib cage (RCC) and/or abdominal compression (ABC) by pressurizing either or both chambers, and during maximal stimulations of abdominal muscles (ABS). With RCC, ΔV supine and upright amounted to 16±4.9 (mean±S.D.) and 20.9±7% of the vital capacity in supine posture (VCs) and to 75.8±14.5 and 44.8±13.9% of the expiratory reserve volume (ERV) in corresponding posture, ΔPab being negligible. With ABC, ΔV was 13.7±2 and 38.9±7.3% VCs and 68.4±14.8 and 84.4±10.5% ERV, respectively. Both ΔV and ΔPab were similar with ABC and ABS, independent of posture. If this applies also to RCC and expiratory rib cage muscle contraction, maximal expiratory effects of the latter (a) are larger in upright than supine posture; (b) contribute to ERV more in supine than upright posture; and (c) are similar to those caused by ABS in supine, but substantially smaller in upright posture

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Forma e teoria del paesaggio disciplinare italiano, in "Storia e Composizione" a cura di D. Costi E. Prandi

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    il testo contiene l'analisi dei rapporti tra la scena disicplinare italiana e lo scenario architettonico internazinal

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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