1,014 research outputs found

    Le relazioni del Pavoni con altri Fondatori e Fondatrici del suo tempo: influssi e processi storici

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    Il contributo studia le relazioni del bresciano Lodovico Pavoni (fondatore dell'Istituto religioso degli Artigianelli Pavoniani) con altri fondatori e fondatrici di Congregazioni religiose nel Lombardo-Veneto della prima metà del XIX secol

    L’orientamento e il supporto formativo e didattico per gli studenti universitari

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    Il capitolo presenta il segmento universitario del Progetto Pavoni, una innovativa esperienza di lavoro psicoeducativo finalizzato alla promozione dell’inclusione scolastica dei sordi, a cura della Fondazione "Pio Istituto Pavoni" di Brescia. Tale segmento è pensato per fungere da raccordo e da orientamento tra la scuola superiore e l’università

    L'arrività editoriale cattolica e l'opera degli Artigianelli Pavoniani tra Otto e Novecento

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    La Congregazione fondata da Lodovico Pavoni si impegnò in un'attività tipografica (collegata al suo carisma di istruzione professionale) che si sviluppò poi in un vero impegno editoriale. Il saggio studia questo passaggio e offre un contributo per la ricostruzione del Catalogo storico delle edizioni degli Artigianelli

    Interesse pubblico e diritti individuali nella giurisprudenza ambientale della Corte europea dei diritti umani

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    Con metodo induttivo e costanti richiami alle indicazioni di tipo comparato provenienti dalla prassi regionale interamericana e africana, il presente studio analizza la giurisprudenza ambientale della Corte europea alla luce dalla tensione esistente fra tutela dell’ambiente quale interesse pubblico, da un lato, e ratio individualistica della Convenzione europea dei diritti umani, dall’altro lato. Il capitolo 1 illustra e discute la giurisprudenza relativa ai limiti ratione personae e ratione materiae della competenza giurisdizionale della Corte europea più rilevanti in tema di ricorsi ambientali, quali in specie il requisito della vittima di una violazione, il divieto di actio popularis e le condizioni di applicabilità degli artt. 6 e 8 della Convenzione europea. Il capitolo 2 si occupa specificamente della prassi degli organi regionali interamericani e africani di tutela dei diritti umani pertinente in materia ambientale. Lo scopo è di dimostrare che, sebbene talvolta si ispiri a premesse teoriche e metodologiche analoghe a quelle del sistema europeo, tale prassi prende adeguatamente in considerazione le istanze di interesse generale connesse alla protezione della natura. Facendo tesoro delle importanti indicazioni fornite dai sistemi interamericano e africano, il capitolo 3 affronta la tematica dei diritti ambientali partecipativi e procedurali nell’ottica della giurisprudenza della Corte europea e alla luce della Convenzione di Aarhus del 1998, ossia il più importante strumento vincolante di diritto internazionale pertinente in tale campo. Il capitolo 4 dà conto di alcune manifestazioni emblematiche della giurisprudenza della Corte europea pertinente in tema di ambiente nelle quali l’interesse pubblico ha assunto particolare rilievo quale difesa dello Stato convenuto. L’indagine riguarda due aspetti, al contempo connessi e distinti, di questo problema. Da una parte, viene prestata attenzione alle modalità con cui la celebre nozione del margine di apprezzamento è stata utilizzata in riferimento ai ricorsi di natura ambientale. D’altra parte, il capitolo si sofferma sulle pronunce della Corte in cui l’interesse pubblico alla protezione ambientale si è rivelato un efficacissimo strumento per gli Stati convenuti allo scopo di evitare pronunce di violazione derivanti da misure prima facie incompatibili con il diritto di proprietà e il diritto alla vita privata e al domicilio. Particolare enfasi sarà riposta su fattispecie piuttosto anomale, nelle quali l’interesse pubblico ambientale come difeso dallo Stato convenuto è riuscito a prevalere perfino in situazioni chiaramente implicanti i diritti delle minoranze oppure contrapposte esigenze individuali analogamente legate alla salvaguardia della natura. Il volume si chiude con alcune conclusioni di carattere generale, concernenti ad esempio le prospettive di convergenza della giurisprudenza ambientale dei sistemi regionali di garanzia dei diritti umani, prospettive che paiono legate soprattutto alla promozione di un dialogo costante fra le corti in questione, nonché all’emersione della Convenzione di Aarhus come minimo comune denominatore globale in materia di diritti partecipativi e procedurali. In definitiva, lo studio ritiene che le corti e istanze internazionali di tutela dei diritti umani possano e debbano continuare a giocare un ruolo significativo rispetto a controversie nascenti da danni e rischi ambientali incidenti su individui, gruppi di persone e intere comunità umane. La pregnanza e coerenza futura di tale ruolo appare tuttavia legata alla determinazione che le corti dei diritti umani dimostreranno nel dare adeguato spazio alla dimensione di interesse pubblico propria del contenzioso ambientale

    Immagini di pavoni nella basilica di San Marco (mosaici e marmi),

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    Si esaminano le raffigurazioni di pavoni presenti nella Basilica di San Marco a Venezia: mosaici parietali e mosaici pavimentali, plutei delle gallerie, plutei e formelle del rivestimento esterno. Si analizzano i modelli di riferimento, le diversità di esecuzione anche in funzione della datazione e degli interventi di restauro

    Biodiversità e biotecnologie nel diritto internazionale e comunitario

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    Il presente volume analizza la disciplina giuridica internazionale ed europea delle biotecnologie, con particolare riferimento alle tecnologie genetiche utilizzate nel settore agroalimentare. Il volume è suddiviso in due parti, rispettivamente dedicate alle questioni in materia di brevettabilità delle invenzioni biotecnologiche e a quelle inerenti la circolazione di prodotti biotecnologici. L'ampia rassegna di prassi oggetto di esame consente di individuare alcuni principi informatori fondamentali in materia di biotecnologie: interesse comune dell'umanità, precauzione, equa condivisione dei benefici e e mutuo sostegno fra regimi ambientali e commerciali

    "Per agros amoenos et prata florentia". Cultura epistolare e consolazione retorica in Pietro da Prezza

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    Il saggio prende in esame gli estratti di alcune epistole inviate dal carcere di Parma da Pietro da Prezza, retore e notaio attivo presso le cancellerie degli ultimi discendenti della dinastia sveva. Nello specifico, due di queste lettere risultano utili per un proficuo confronto con una fonte certa dei dictamina di Pietro: la «Consolatio Philosophiae» di Severino Boezio

    Al di qua. contributo allo studio dei fenomeni spiritici

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    Al di qua : contributo allo studio dei fenomeni spiritici / Leo Pavoni ; con introduzione del prof. Pietro Blaserna. - Torino [etc.] : Roux e Viarengo, 1902 Dedica manoscritta dell\u27autore: A Emilio Bodrero, affettuosamente / Leo Pavoni / 10.VII.902 https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?context=L&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI&tab=Everything&docid=alma99001016075020604

    Chiarezza e schiettezza in tema di rapporti fra Carta delle Nazioni Unite e CEDU: sull’opinione del giudice Pinto de Albuquerque nel caso Al-Dulimi

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    Il presente contributo esamina l’opinione concorrente del giudice Pinto de Albuquerque allegata alla sentenza del 21 giugno 2016 della Corte europea dei diritti umani sul caso Al-Dulimi riguardante un individuo iscritto in una lista antiterrorismo dell'ONU e come tale colpito da sanzioni del Consiglio di sicurezza. Il lavoro sottolinea la linearità e lucidità con cui Pinto affronta il controverso tema del rapporto tra gli obblighi discendenti dalla Carta delle Nazioni Unite, in particolare dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza, e gli obblighi di tutela dei diritti umani stabiliti dalla CEDU. Il grande merito dell'opinione di Pinto è che essa, dopo essersi sbarazzata della lettura artificiosa delle risoluzioni ONU reinventata dalla maggioranza della Corte, affronta senza reticenze, pudore o stucchevole political correctness (rectius: judicial diplomacy) i reali problemi sul tappeto, in primis quelli legati all’art. 103 della Carta ONU e al test della protezione equivalente. A confronto, la maggioranza, con la sua ricerca di un’illusoria “armonizzazione sistemica” tra sanzioni mirate del Consiglio di sicurezza e obblighi CEDU, finisce ancora una volta per rinviare la definizione di tali problemi, così lasciando il diritto in uno stato di incertezza e al contempo non fornendo ai giudici nazionali alcuna guida concreta in materia, eccetto l’esigenza di operare un non meglio definito sindacato sull’assenza di arbitrarietà da parte degli organi ONU in punto di iscrizione del ricorrente nella lista antiterrorismo in questione

    Comparative micro-Raman study on standard, cross-linked and vitamin E-blended polyethylene acetabular cups after long-term in vitro testing and ageing

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    Ultra-high molecular-weight polyethylene has been used in total joint replacement for the last three decades. Many attempts have been made to improve the wear behaviour of this material. Highly cross-linked polyethylene (XLPE) has been developed to decrease the wear rate, while the addition of stabilizers such as vitamin E has been proposed to slow the oxidation processes. In this study, we compared the wear behaviour of conventional ultra-high molecular-weight polyethylene, XLPE and vitamin E-added XLPE acetabular cups for total hip arthroplasty. The samples were run for five million cycles on a hip joint simulator (first test), then underwent an accelerated ageing treatment, were tested again for two million cycles (second test) and finally were run for another two million cycles in presence of third-body particles (third test). Our study showed that vitamin E-added XLPE cups had a better wear behaviour only in the long-term and more severe testing conditions: in the third test, they underwent the lowest increase in wear rate. Micro-Raman spectroscopy allowed us to analyse the wear degradation of the cups on a molecular scale, and differences in the wear mechanisms were revealed. The presence of vitamin E did not prevent structural changes upon the first test, while it did in ageing and in the second test. In the third test, more significant structural changes were observed; the XLPE cups, which lost the lowest mass, had the most modified articular surface. These morphological aspects should be taken into account, together with gravimetric wear rates, in the characterization of wear degradation. Copyright © 2017 John Wiley & Sons, Ltd
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