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Olivetti 1908-2008, il progetto industriale
Mostra che intendeva illustrare il processo della storia aziendale Olivetti in cento anni di attività, fatto di progetti industriali, ricerche di mercato, espansione nei mercati, innovazioni, design, grafica, architettura, attività culturali e sociali, tutto ciò che aveva consentito al nome Olivetti il raggiungimento di grande notorietà nel mondo. L’esposizione era strutturata come un ideale percorso emozionale alla scoperta del mondo Olivetti, un racconto che dalla densità di contenuti e dalla forza espressiva delle prime sale, conduceva il visitatore all’inaspettata atmosfera dell’ultima sala
I luoghi dell’urbanistica e dell’architettura di Adriano Olivetti
Il Testo discute il rapporto di Adriano Olivetti con l'architettura e l'urbanistica prendendo in esame esperienze e ruoli nei quali il rapporto è più evidente, dove sembra condensarsi l'"amore"di Olivetti per queste aree disciplinari, e su cui si sono addensati diversi contributi critici: il Piano territoriale per la Val d'Aosta, il piano per Ivrea e il Canavese, la presidenza dell'Istituto Nazionale di Urbanistica-INU
Technological development and Italian industrial reality: the Olivetti Company in the post-World War II period
openLa tesi prende in esame lo sviluppo tecnologico realizzato dalla società Olivetti tra la Seconda Guerra Mondiale e i primi anni Novanta del XX secolo. Si andrà a trattare in primis la storia della famiglia Olivetti dal punto di vista imprenditoriale, quindi creazione della società e scopi. Seguirà una descrizione della figura di Adriano Olivetti, focalizzando l’attenzione sulle innovazioni avvenute durante la sua amministrazione, tra cui la “Lettera 22” e la discesa in campo della società nel settore elettronico. Si andrà quindi a prendere in esame la situazione creatasi dopo la morte di Adriano, in particolare la figura dell’ingegnere Perotto, della sua squadra e della “programma 101”. In conclusione, saranno analizzate le vicende della ditta negli anni Ottanta del Novecento.The thesis examines the technological development achieved by the Olivetti company between the Second World War and the early nineties of the twentieth century.
First of all, the history of the Olivetti family from an entrepreneurial point of view will be addressed, the birth of the company and its goals.
A description of the figure of Adriano Olivetti will follow, focusing attention on the innovations that occurred during his administration, including the "Lettera 22" and the company's entry into the electronics sector. the situation created after Adriano's death will then be examined, in particular the figure of the engineer Perotto, his team and the “Programma 101”. In conclusion, the events of the company in the 1980s will be analysed
The Olivetti Company in the Long Twentieth century: The Italian Technological Revolution and its Patents
openLa ditta Olivetti durante la sua lunga storia è riuscita più volte a rivoluzionare il panorama industriale italiano ed estero grazie soprattutto alla sua capacità di innovare il mercato lanciando prodotti tecnologici innovativi. L’obbiettivo era semplificare le vite dei lavoratori e dei cittadini, fornendo loro gli strumenti per aumentare la produttività e ridurre la ripetitività che caratterizzava molti impieghi della prima metà del Novecento. All’interno della tesi, ripercorrendo la storia della ditta Olivetti, verranno messe in luce le principali invenzioni e i metodi messi in atto per proteggere queste proprietà intellettuali. Lo studio indaga, inoltre, il connubio tra il modello gestionale proposto dalla famiglia Olivetti con il panorama industriale italiano dell’epoca. Il primo caratterizzato da una forma innovativa di responsabilità sociale d’impresa che poneva grande attenzione al benessere dei propri dipendenti, il secondo caratterizzato da una certa arretratezza strutturale e culturale, con resistenze sotto molti versi significative verso l’innovazione.The Olivetti company throughout its long history has repeatedly revolutionized the industrial landscape both in Italy and abroad, thanks primarily to its ability to innovate the market by launching innovative technological products. The aim was to simplify the lives of workers and citizens by providing them with tools to enhance productivity and reduce the repetitiveness that characterized many jobs during the first half of the twentieth century. Within this thesis, retracing the history of the Olivetti company, the focus will be on its key inventions and the methods implemented to protect these intellectual properties. Moreover, the study examines the synergy between the managerial model proposed by the Olivetti family and the Italian industrial environment of the time. The first stood out for its innovative approach to corporate social responsibility, paying close attention to the well-being of the company employees, while the second was characterized by some degree of structural and cultural backwardness, with significant resistance in many areas to innovation
La lezione di Adriano Olivetti: il welfare aziendale e la partecipazione nelle imprese workers' buy out
il primo capitolo della tesi analizza il rapporto fabbrica-lavoratori comunità nell'azienda Olivetti fino agli anni 60'. Nel secondo capitolo si parla della partecipazione nelle imprese cooperative Wbo. Nel terzo capitolo si approfondisce l'evoluzione del welfare aziendale nelle aziende moderneope
Olivetti a Pozzuoli. Costruzione di un Utopia
Il seminario vuole partire dalla lezione di Olivetti, un esempio di impegno
autentico e rigoroso da recuperare, per riflettere su Matera e il Sud Italia,
guardando, alla luce della pandemia, al capitale latente che si nasconde nelle
aree interne e alle imprenditorialità capaci di produrre sviluppo valorizzando
paesaggi e saperi contestuali.
Nell'ambito di questa lettura, il contributo specifico riguarda l'inserimento della Fabbrica Olivetti a Pozzuoli, tracciando origine e caratteristiche di quel complesso
Matera, Campus Via Lanera Aula C00
Educazione Comunità Sviluppo. L'impegno educativo di Adriano Olivetti
Quaderni della Fondazione Adriano Olivetti ; 14- Indice #7- La speranza di un ordine nuovo #15- Olivetti e Gramsci #29- Olivetti: americanismo e no #43- Il meridionalismo di Adriano Olivetti #57- L'impegno educativo oltre la formazione #73- Educazione e sviluppo comunitario #8
La città selvatica. Paesaggi urbani contemporanei
Ecosistemi selvatici e porzioni di natura brada sono sempre più frequenti nelle città europee contemporanee. Avanzano gli incolti, spesso abitati da animali e insetti 'minacciosi'. Si diffondono piante 'invasive', che turbano il nostro sovranismo etnobotanico. Fitti brani di giungla prendono possesso dei parchi, così come dei tetti e delle facciate degli edifici più alla moda. Le città tendono a inselvatichirsi per le ragioni più diverse. Talvolta accade per effetto della latitanza di cura e progetto. Talvolta è invece per intenzione e lo spazio urbano diventa il campo di un rapporto tendenzialmente più mutualistico tra le società post-industriali e ciò che ci si ostina a chiamare 'natura'. In questo scenario, il progetto ricorre al selvatico per rigenerare aree in abbandono, progettare infrastrutture sostenibili, rivitalizzare spazi pubblici di pregio, migliorare l'impronta ecologica di nuovi insediamenti, suggerire nuove pratiche e rituali sociali, contrastare il cambiamento climatico, soddisfare il 'desiderio di natura' degli abitanti, sostenere campagne di marketing nel mercato urbano globale. Questo libro raccoglie indizi per interpretare il rapporto tra selvatico e città contemporanea in una prospettiva critica. Da un lato, esplora il valore proattivo dei paesaggi selvatici per migliorare la qualità urbana; dall'altro, si interroga sui rischi del selvatico come strumento di pratiche e politiche di verdolatria consensuale a buon mercato. L'intento è offrirne una lettura operante a più voci e con diversi orientamenti, che trova nei termini della relazione inquieta tra città e natura il proprio fondamento. Contributi di Eleonora Ambrosio, Paolo Camilletti, Gianni Celestini, Daniela Colafranceschi, Isotta Cortesi, Fabio Di Carlo, Andrea Filpa, Teresa Galì-Izard, Mathieu Gontier, Annalisa Metta, Luca Molinari, Lucia Nucci, Maria Livia Olivetti, Franco Panzini, Gabriele Paolinelli, Laura Zampieri
[email protected] : territorio, comunità, architettura nella Toscana di Olivetti
La mostra ha inteso indagarre il ruolo svolto dall'industria Olivetti in Toscana. Mostra a cura di: Marco Giorgio Bevilacqua, Mauro Ciampa, Lucia Giorgetti, Stefania Landi, Denise Ulivieri Soggetti promotori: Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni, Museo della Grafica, Museo degli Strumenti per il Calcolo. In collaborazione con: Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti, Lucca, Associazione Archivio Storico Olivetti, Ivrea, Laboratorio multimediale, Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, Università di Pisa, Laboratorio fotografico, Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, Università di Pisa. Con il patrocinio ed il contributo di: Regione Toscana. Con il contributo di: Fondazione Pisa e Acque S.p.A.. Con il patrocinio di: UID Unione Italiana del Disegno e Expowall Gallery, Milano. La mostra è allestite al Museo della Grafica di Pisa, dal 20 dicembre 2019 al 13 aprile 2020
La creazione di un archetipo commerciale. I negozi Olivetti di Correa e Milá, 1968-1972
Producción CientíficaNumerosi architetti, designer e artisti hanno lasciato il proprio segno distintivo sugli interventi realizzati per la Olivetti, contribuendo ciascuno alla creazione dello “stile Olivetti”, eppure gli studi e le ricerche relative ai progetti per i negozi e gli spazi commerciali Olivetti si sono concentrati principalmente sul contributo di architetti e designer italiani. Gli oltre trenta negozi progettati dagli architetti spagnoli Federico Correa e Alfonso Milá per la consociata Hispano Olivetti hanno costituito un approccio importante e innovativo per un’identità di marchio unitaria e coerente, oltre i confini della penisola italiana, che merita un approfondimento specifico.
La Hispano Olivetti nacque dopo l’incontro del 1928 tra l’ingegnere Camilo Olivetti e Julio Caparà. L’ingegnere Riccardo Berla, Direttore Generale della società, commissionò alla fine degli anni ’60 agli architetti catalani Correa e Milà la creazione di una “immagine Olivetti” per la serie di showroom che dovevano essere aperti o ristrutturati in tutto il paese. Tali architetti, partecipi degli insegnamenti di José Antonio Coderch ed influenzati dall’architettura di Ignazio Gardella e Franco Albini, nonché dalle teorie di Ernesto Nathan Rogers, erano considerati da Gillo Dorfles come la miglior coppia di interior designer spagnoli dell’epoca.
La presente ricerca intende focalizzarsi sugli showroom di Correa e Milá per la Hispano Olivetti, molti dei quali vennero visitati e apprezzati da Gae Aulenti, che a sua volta fu a capo dei contemporanei progetti Olivetti di Parigi e di Buenos Aires. Riteniamo che il lavoro di questi due architetti abbia costituito una rottura con il tradizionalismo vigente in Spagna alla fine del decennio. I loro progetti per gli showroom evidenziano infatti la messa a punto di un metodo per intraprendere la progettazione che costituì terreno fertile per la successiva sperimentazione architettonica, riuscendo a definire un’immagine aziendale attraverso una unitarietà plastica integrale, adattata alle contingenze specifiche della loro precisa ubicazione, che costituirà un archetipo commerciale senza precedenti nel paesaggio urbano spagnolo
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