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Molto spesso vediamo le stelle quando già non ci sono più
Una lettura critica del sofisticato, elegante ed enigmatico lavoro di Giovanni Ferrario, artista e docente di evidente sensibilità, pubblicata in occasione di una mostra personale alla Fondazione Achille Castiglioni di Milano
Il semplice e l'essenziale
A partire dal progetto di un'immagine artistica il saggio mostra la differenza tra essenziale e semplice. La semplicità contiene complessità risolta, è il raggiungimento di una singolare intensità o densità che l'artista persegue. La piena realizzazione di una forma si raggiunge quando il progettista ha il coraggio di riconoscerne l'essenzialità e la necessità. Essenziale è ciò che porta alla luce l'ultimo strato delle cose, quello in cui, salvate le differenze, si avvertono parti comuni. Tra i compiti dell'artista vi è quello di rendere durevole ed essenziale ciò che nell'atto creativo è potenziale
Diottrica dell’abbondanza. L’agire politico dell’esperienza estetica
Questa raccolta di saggi cerca di mostrare la complessità concettuale dell'estetica e dell'arte contemporanea, a partire dai temi più dibattuti e controversi che l'arte degli ultimi trent'anni suggerisce. Il testo propone un percorso di riflessione che si articola a partire da singole coordinate estetologiche: gusto, bello, brutto, percezione, mimesi, forma, tecnica, media, immaginazione, tempo. Coordinate che vengono arricchite mettendo in evidenza la linea di continuità tra passato e presente, e le problematicità all'interno di una lunga e complessa storia del pensiero artistico filosofico
Antonio Pizzolante : haiku o la forma del vuoto, catalogo della mostra (Rettorato dell'Università degli Studi dell'Insubria, Varese, 15 maggio-28 agosto 2023)
Catalogo della mostra (Varese, Rettorato dell'Università degli Studi dell'Insubria, 15 maggio-28 agosto 2023) inserita nel calendario degli eventi organizzati per i 25 anni dell’Ateneo (1998-2023). Protagonista è il pugliese di nascita, ma varesino d’adozione, Antonio Pizzolante, del quale è sondata l’ultima fase della ricerca, di natura installativa, caratterizzata da un dialogo serrato con lo spazio architettonico. Nelle opere, che sintetizzano e accorpano pittura e scultura, spicca l’indagine sull’antropologia dei materiali antichi (legno, ferro, pietra, carta), connessa al portato della longeva riflessione dell’artista, non scevra di sostrati autobiografici, relativa alle culture mediterranee, che si arricchisce di sofisticati sguardi al mondo orientale. Nel nome del primato della “estetica del vuoto”, intesa nell’accezione, positiva, veicolata dal Taoismo e dal Buddismo, poeticamente rappresentata dai componenti giapponesi haiku, ma anche, a livello figurativo, dalle stampe ukiyo-e, la vacuità assume pari, se non maggiore importanza rispetto al corrispettivo “pieno”, in quanto forza generatrice della realtà e delle sue forme. Alla luce di questo orizzonte di pensiero, la materia e il colore si liberano del superfluo, per giungere a uno stato di minimalista linearità modulare, che riflette o manipola la percezione spaziale degli interni razionalisti del Rettorato, ritmati dalla medesima dialettica fra pieni e vuoti, che divengono cassa di risonanza dell’esplicazione semantica dei manufatti. I lavori selezionati, alcuni già esposti, nel 2022, nella prestigiosa cornice dell’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia, esplorano istanze solo in apparenza dicotomiche, invero compartecipi di una realtà in equilibrio: presenza e assenza, orizzontalità e verticalità, grevità e leggerezza, luce e ombra, cromìa e assenza di colore, tratteggiano, efficacemente, quella che Roland Barthes definì, ne L’impero dei segni (1970), «fragile essenza dell’apparire», riferendosi proprio alle forme artistiche orientali, calligrafia compresa. Una fascinazione che colloca la produzione di Pizzolante entro un dibattito longevo, che, a partire dagli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, sulla scia del totale affrancamento dalla figurazione, generato dall’affermazione, neoavanguardista, delle sensibilità astratto-concreta, spazialista, informale, concettuale e minimalista, nelle loro variegate declinazioni, consente di rintracciare delle convergenze con i capisaldi del mondo orientale, sperimentate, tra i molti, da artisti del calibro di Robert Rauschenberg, Jasper Johns, Sam Francis, Franz Kline, Robert Ryman, Yves Klein, Alberto Burri, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Mario Schifano, Francesco Lo Savio, Giulio Paolini, Giuseppe Uncini ed Ettore Spalletti
Donna Arte Società. Pratiche estetiche femministe dalla metà dell'Ottocento a oggi
Il volume raccoglie i contributi presentati al convegno internazionale Donna
Arte Società. Pratiche estetiche femministe dalla metà dell’Ottocento a oggi
(Varese, Università degli Studi dell’Insubria, Villa Toeplitz, 7-8 marzo 2024),
organizzato in chiusura della mostra Il Gruppo “Immagine”. Una storia di
artivismo femminista da Varese alla Biennale di Venezia (Varese, Università
degli Studi dell’Insubria, Rettorato, 15 novembre 2023-8 marzo 2024) e in
occasione del cinquantesimo anniversario (1974-2024) della fondazione del
collettivo di artiste militanti.
Il nesso fra arte e femminismo è indagato secondo una prospettiva diacronica storico-tematica, in stretto rapporto con le dinamiche socio-politiche e culturali di riferimento: dall’emancipazionismo ottocentesco alle reazioni al modello femminile patriarcale fra le due guerre; dalle ridefinizioni degli anni Sessanta e Settanta − fra separatismo e differenza di genere − fino alle nuove questioni sollevate dalle esperienze della terza e della quarta “ondata”
Bello
Questa raccolta di saggi cerca di mostrare la complessità concettuale dell'estetica e dell'arte contemporanea, a partire dai temi più dibattuti e controversi che l'arte degli ultimi trent'anni suggerisce. Il testo propone un percorso di riflessione che si articola a partire da singole coordinate estetologiche: gusto, bello, brutto, percezione, mimesi, forma, tecnica, media, immaginazione, tempo. Coordinate che vengono arricchite mettendo in evidenza la linea di continuità tra passato e presente, e le problematicità all'interno di una lunga e complessa storia del pensiero artistico filosofico
Vitalità culturale in contesti di declino demografico? Il caso del Comelico
Grazie ad una lettura ravvicinata alla scala di una valle alpina a minoranza linguistica, in questo saggio proponiamo un’esplorazione delle modalità con cui la vitalità culturale e le trasformazioni demografiche si influenzano reciprocamente. L'indagine rivela che anche contesti in serio declino demografico possono essere caratterizzati da una vitalità culturale significativa. Esaminando l’attività delle associazioni culturali alla microscala, dove la lingua ladina occupa un luogo significativo e controverso, emergono i diversi ruoli dei montanari di nascita, dei nuovi abitanti e dei multilocal dwellers nell’animare e rinnovare la vita culturale della valle
L'altro e il tempo..., Introduzione a L'altro e il tempo. Studi di fenomenologia
Una introduzione al grande tema levinasiano del rapporto tra temporalità e alterità riflesso in alcune celebri formulazioni di J. Derrida, P. Ricoeur e Paul Cela
Venezia nel Settecento. Una città cosmopolita e il suo mito, catalogo della mostra (Torino, Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, 20 aprile-3 settembre 2023)
A quasi un secolo di distanza dalla prima esposizione dedicata alla Venezia del Settecento, cui lo stesso Pietro Accorsi diede un rilevante contributo, la Fondazione Accorsi-Ometto ha reso rendere omaggio al mito della Serenissima con una mostra, e il relativo catalogo, che racconta la vita della città lagunare nell’ultimo periodo della sua fulgida storia, delineandone la società e mostrandone gli aspetti più affascinanti e curiosi
Catalogo delle opere; Biografie degli artisti
Catalogo delle opere (scheda storico-critica + immagine a tutta pagina) della Collezione d'Arte Contemporanea dell'Università degli Studi dell'Insubria, costituita dal 1999 al presente a seguito delle donazioni in chiusura delle mostre collettive e personali allestite negli anni. Il nucleo si compone dei lavori di 27 importanti autori del territorio insubre e non solo, le cui biografie sono ricostruite nella sezione dedicata
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