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Città e campagna: una dialettica irrisolta
Il saggio affronta le diverse tipologie di rapporto tra città e campagna intervenute tra fine Settecento-inizio Ottocento e l'oggi
Città e campagna nell’altomedioevo: riflessioni sull’eredità di un maestro
Città e campagna nell'altomedioevo: riflessioni sull'eredità di un maestr
Città e campagna: contaminazioni
Il saggio affronta il questione del rapporto tra la città e campagna sia dal punto concettuale che operativo. La questione è quindi analizzata a partire da fonti letterarie e artistiche, oltre che considerando progetti di architettura. In apertura viene definita la differenza tra campagna e natura, nozioni spesso non chiaramente distinte. A partire dalla notazione del carattere eminente artificiale dell'intervento agricolo, il saggio considera anche le assonanze tra architettura e agricoltura. Nella seconda parte si affronta il tema del rapporto fisico effettivo della città e della campagna. Vengono pertanto chiamate in causa le diverse forme, spesso molte diverse tra loro, attraverso le quali questa 2contaminazione avviene". Naturalmente la fascia periurbana è quella maggiormente investita ma viene posta la distinzione tra i modi come questo avvenga in relazione alla dimensione del centro urbano (metropoli, città, quartiere). Utilizzando alcune nozioni già elaborate in occasione di una ricerca Progresdec condotta dallo stesso autore, viene proposta la cosiddetta Unità Agro urbana cioè quell'entità di piccolo centro+ porzione di campagna limitrofa che "architettonicamente abitata" in maniera indistinta. Le altre forme di "inclusione della campagna nella città (orti urbani, parchi agricoli, frammenti, tracce) vengono anch'essi riesaminati secondo l'ottica della contaminazione e se ne evidenziano le peculiarità. Tra gli autori citati Cicerone, Laugier, Le Corbusier, Laszlo Moholy-Nagy, Pierre Donadieu Gilles Clèment, Marc Lavergne, Lucius Burchkardt, Vittorio Gregotti, oltre che il fotografo Alex MacLean e il pittore Cosimo Jodi. Il tema di fondo che permea tutto lo scritto è quello della contaminazione, fenomeno che si presenta sia a livello concettuale che fisico tra città e campagna. L'ttenzione è pertanto posta non tanto sulla distinzione ma sulle forme ibride tra città e campagna cogliendone le valenze per la progettazione architettonica contemporanea.The conflict city/countryside is focused both in a theoretical perspective and in its practical outcome. Accordingly both artistic/literary sources and architectural projects are considered. Firstly the difference between the notion of nature and that of countryside is clarified. A second step is devoted to clarify the difference between agricolture and nature and an effort is made to outline similarities between agricolture and architecture. The second part of the essay treats the actual physical conditions in the encounter of city and countryside. This is described mainly as an act of contamination. The several ways by which this mixing takes place are analyzed. Using some previuous studies by the author (Progresdec European project) the peculiar mixed use of the external part of small centers is considered as an uprising phenomenon. Various authors are considered: Cicero, Laugier, Le Corbusier, Laszlo Moholy-Nagy, Pierre Donadieu Gilles Clèment, Marc Lavergne, Lucius Burchkardt, Vittorio Gregotti, as well as the photographer Alex MacLean and the painter Cosimo Jodi. On the whole this essay is aimed at considering the architectural relevance of ibrid forms of city/countryside
L'élite municipale della Apulia tra città e campagna
Chelotti Marcella. L'élite municipale della Apulia tra città e campagna. In: Cahiers du Centre Gustave Glotz, 7, 1996. pp. 283-290
Presentazione al numero monografico "I rapporti fra città e campagna nello sviluppo economico"
Il saggio introduce una raccolta di saggi sui rapporti fra città e campagna analizzati con specifico riferimento ai paesi in via di sviluppo.Il tema dei rapporti fra città e campagna sta assumendo una nuova centralità nel dibattito politico sullo sviluppo, sia nei paesi ricchi sia nei paesi in via di sviluppo. La raccolta di saggi presentata in questo numero della REA analizza il tema dei rapporti fra città e campagna partendo dal presupposto che il modo in cui questa questione viene affrontata condiziona in profondità i percorsi di sviluppo
Città e campagna negli statuti comunali del territorio senese (secoli XIII-XVI)
Nel Senese le interazioni fra città e campagna riflesse nella normativa statutaria sono complesse, diversificate nello spazio e mutevoli nel tempo; spesso inoltre rimangono oscure o sfuggenti per la perdita di documentazione. Probabilmente nel primo periodo di espansione urbana il mondo rurale beneficiò delle opportunità di commercializzazione dei prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento. Tale aspetto positivo prevalse su quello negativo della tassazione o almeno lo bilanciò e infatti questo fu anche un periodo di grande sviluppo della piccola e media proprietà contadina, nel quadro di disgregazione delle aziende curtensi e dei poteri signorili, con conseguente dinamismo sociale e creazione di nuovi margini di autonomia. In seguito però, grossomodo dal secondo Duecento, alle comunità dei dintorni cittadini fu letale la vicinanza dell’astro urbano: anziché beneficiate finirono per venire impoverite e devitalizzate: le loro istituzioni presto evaporarono e spesso non ne rimase nulla, neppure gli statuti
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Città e campagna
La dialettica città/campagna è stata e continua a costituire una delle principali dicotomie attraverso le quali è possibile condurre una lettura critica della storia e del presente della Cina. Negli ultimi decenni il tasso di urbanizzazione ha visto un incremento significativo: oltre il 60% della popolazione cinese vive oggi in aree urbane. Il processo è evidente anche in termini qualitativi: in Cina esistono 15 megalopoli da oltre 10 milioni di abitanti. Diverse di queste megalopoli possono essere considerate città globali, nodi di ramificazioni economiche, politiche, sociali, culturali e informatiche di natura transnazionale che tendono a rimettere in discussione le gerarchie di centralità e marginalità. Infine, la smartizzazione delle città cinesi è simbolo insieme del livello di avanzamento tecnologico raggiunto dalla Cina nell’ultimo decennio e del rafforzamento dei dispositivi sicuritari e di controllo sociale. D’altro canto, l’attrattività anche in termini economici e lavorativi delle città ha spopolato le campagne, la cui desertificazione umana è espressa nei termini più tragici dal breve reportage/racconto online divenuto virale nel 2019, “Cunzi yi si” 村子已死. Al contempo, però, l’aumento del costo della vita e i processi di gentrificazione nelle grandi città stanno portando a una ancor tenue ma sostenuta inversione di tendenza. Accanto a ciò, i faraonici piani di rivitalizzazione rurale messi in campo dal governo, all’interno dei quali si inserisce lo sradicamento della povertà estrema nelle campagne e il trasferimento nelle stesse delle nuove tecnologie, contribuiscono a rendere i confini fra città e campagna sempre più sfumati da certi punti di vista, pur nel contesto di disparità socio-territoriali la cui soluzione si ostina a mostrarsi difficile. Da ultima, la pandemia da COVID-19 ha accelerato processi già in corso da tempo, ma ha anche avuto impatti significativi sui movimenti di persone e sull’organizzazione degli spazi sociali. Numerosi studi negli ultimi vent’anni hanno contribuito ad analizzare questa mutevole situazione da molteplici prospettive. Qui ci preme in particolare sottolineare il lavoro di Robin Visser, Cities Surround the Countryside, uno studio dalla forte impronta multidisciplinare dove la classica strategia maoista dell’accerchiamento delle città dalle campagne viene ribaltata per mettere in luce come la dinamica fra questi due spazi sia alla base dell’estetica urbana del nuovo millennio. Questo numero intende seguire un simile approccio, combinando diverse aree disciplinari (sociologia, antropologia, studi urbani, studi rurali, letteratura, arte, storia, cultura popolare) per analizzare le attuali interazioni fra città e campagna da più punti di vista, nel tentativo di sviluppare una riflessione improntata alle dinamiche più recenti, senza disdegnare uno sguardo storico sulle radici culturali di tale rapporto
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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