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"Gregory Bateson. Il pensiero del vivente e la vita di un pensiero"
«"Che cos'è un uomo, che può conoscere la malattia e (forse) guarirla?" e poi: "Che cos'è la malattia, che un uomo può conoscerla e (forse) guarirla?"» (Bateson, 1987, trad. it. pp. 105-106). Questa domanda formulata in termini circolari è una buona occasione per avvicinarci a Gregory Bateson. Tutto il suo percorso di uomo e di studioso è un tentativo tenace di trovare una strada tra i due "incubi insensati" del «materialismo imperante» e del «soprannaturalismo romantico». Una strada che riconosca l'unità di mente e corpo, di mente e natura, e che sia quindi in grado di offrire possibili risposte a questioni antiche e profonde che non possono essere nemmeno comprese da una scienza bloccata in un approccio meccanicistico e "quantitativo" che si affanna a cercare di spiegare tutti i fenomeni della vita e dell'esperienza in termini di sequenze lineari di causa ed effetto o da uno spiritualismo che pretende di collocare la "spiegazione" di questi stessi fenomeni fuori dal corpo e dalla natura. Con questi due estremi entrambi parziali Bateson si confronterà per tutta la vita. Da una parte lo vedremo partecipare al movimento cibernetico, ovvero a uno dei tentativi più ambiziosi di spiegare, controllare e ri-costruire il mondo a partire da una concezione meccanicistica del vivente (per quanto raffinata) che lascia da parte emozioni e sentimenti, e dall'altra lo troveremo a contatto con ecologisti radicali, terapeuti alternativi, seguaci della New Age che portano acqua al mulino dell'irrazionalismo. Egli sentiva di non poter condividere fino in fondo questi due mondi, e allo stesso tempo sentiva di non potere smettere di confrontarsi e discutere caparbiamente con entrambi, riaffermando e rinnovando costantemente la sua "alterità". La sua ricerca filosofica ed epistemologica è quindi un tentativo di trovare una posizione teorica più equilibrata per «ridurre l'intolleranza che divide i due campi» (Bateson, G., Bateson, M.C., 1987, trad. it. p. 86); una posizione che non rinunci alla ragione pur mostrandone continuamente i limiti e insieme la necessità di una connessione con forme di conoscenza ed espressione differenti: metaforiche, artistiche, religiose. Bateson ha cercato dunque di interrogarsi su una serie di temi che la scienza ha attentamente evitato di trattare, come il bello e il brutto, il letterale e il metaforico, il comico e il serio, l'amore e l'odio, il sano e il folle, la vita e la morte. Non solo la vita e la morte in generale ma anche la vita e la morte delle persone che aveva intorno, e anche la sua vita, la sua morte
Picturing Cities : The Photobook as Urban Narrative
What is a photobook? And how can we assess its historical and cultural re-levance for the representation of cities? The terms ‘photographic book’ and ‘picture book’ refer to various illustrated publications, with or without text, in which photographic images play a key role. Often resulting from the col-laboration between photographers, editors and graphic designers, they are intended to build visual narratives on specific places or subjects. Throughout its history, this versatile form of publication has allowed photographers to depict urban environments in widely different ways. Although the photobo-ok has been integral to the construction of urban narratives since the early-twentieth century, its significance for the experience and perception of cities has so far been rarely investigated. Picturing Cities addresses this gap by mapping the shifting nature and function of photobooks onto the history of urban representation. This collection of essays from Europe and the Ameri-cas illustrates a broad range of aesthetic attitudes as well as analytical ap-proaches to Western cities expressed through photobooks. The anthology, stemming from a conference session chaired by the editors, focuses on the photobook as a form of urban narrative: a tool that has been deployed to read, analyse and interpret cities through curated sequences of images, of-ten in conjunction with literary or critical texts. It opens up a multidisciplinary field of research with the potential to expand into further geographical and cultural areas
Lawrence Halprin: for a Taxonomy of Cities
In 1963 Lawrence Halprin, one of the most interesting American Landscape Architects of the last century, published a book entitled Cities, in which the taxonomic registry adopted to classify city spaces was backed by an ample sequence of photographs taken mainly by the author. This essay aims to examine Halprin's interpretation of the city as a landscape of open spaces, the choreography of which creates a modern order of perception, movement and townscape design
Il limite e la sproporzione. Nel mercato grande delle economie diverse
Come il giovane Davide, il variegato mondo che compone i laboratori delle economie diverse (GAS, RES, DES, etc.) lancia una sfida e apre un conflitto su un piano simbolico e antropologico al potente Golia, il paradigma egemone dell'homo economicus. La lotta è impari, ma gli esiti possono essere inattesi e sorprendenti perchè Davide trasforma in forza la sua condizione di più debole e più piccolo
Davide e Golia. La primavera delle economie diverse
Il volume affronta il tema delle economie diverse da quella tradizionale, differentemente denominate (solidali, sostenibili, locali, ecc.), partendo dai risultati di una ricerca condotta in vari territori italiani (Veneto, Sardegna, Emilia-Romagna). Lo studio di alcuni casi ha consentito di porre in evidenza aspetti di organizzazione del lavoro, radicamento sul territorio, nuova significazione del lavoro e delle pratiche lavorative, nonché il contenuto del progetto politico del quale sono portatrici le esperienze di "economia diversa". Dopo una presentazione nella prima parte del volume delle risultanze maggiormente significative emerse dal percorso di ricerca, in altre due parti sono inclusi una serie di saggi di autori che non hanno partecipato al progetto delle ricerca, ai quali è stato chiesto un commento sulle risultanze emerse in relazione ai loro campi di ricerca ed interesse scientifico ed operativo. Il volume ha un carattere interdisciplinare, così come il progetto di ricerca dal quale prende spunto
Correction to: When terminology hinders research: the colloquialisms of transitions of control in automated driving (Cognition, Technology & Work, (2022), 10.1007/s10111-022-00705-3)
In the original article, author affiliation published with error. The correct affiliations are: Davide Maggi—Institute for Transport Studies, Leeds, UK. Richard Romano—Institute for Transport Studies, Leeds, UK. Oliver Carsten—Institute for Transport Studies, Leeds, UK. Joost C. F. De Winter—Faculty of Mechanical, Maritime and Materials Engineering, Delft University of Technology, Delft, The Netherlands. The original article has been corrected.Human-Robot Interactio
Admiel Kosman, Siamo giunti a Dio
International audienceSix poems from Israeli poet Admiel Kosman translated from the Hebrew into Italian. Selection of poems, presentation of the author, translation and notes by Davide Mano
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