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    Homelessness e possibili interventi di contrasto alla povertà estrema

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    Dopo aver delineato le caratteristiche salienti del fenomeno delle persone senza dimora in Italia, l’articolo presenta alcune possibili forme di contrasto alla povertà estrema e alla grave emarginazione sociale attraverso alcuni interventi finalizzati al cambiamento e all’inclusione sociale

    Marginalità e inserimento sociale. L’intervento educativo a tutela dei soggetti vulnerabili nel percorso d’uscita dal carcere

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    Il contributo si compone di due parti: nella prima viene proposto uno sguardo d’insieme sulla situazione attuale dei detenuti in uscita dalle carceri italiane e sull’intervento educativo a loro dedicato, in particolar modo quello rivolto a coloro che presentano maggiori vulnerabilità; nella seconda parte viene invece presentato sinteticamente una ricerca-azione svolta nella città di Bologna, riguardante un servizio rivolto ai detenuti dimittendi dal carcere più vulnerabili, specialmente coloro che risultano essere a rischio di diventare persone senza dimora.This article consists of two parts. In the first one it’s proposed to take a general look at the current situation of Italian prisoners and on the educational intervention devoted to them; particularly for those who are most vulnerable. In the second part is presented an action research was conducted in the city of Bologna, concerning a help service for prisoners leaving the prison, especially those who are at risk of becoming homeless

    La Pedagogia dell’inclusione e le sfide del diritto al lavoro in carcere

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    Il presente documento si propone di fornire una panoramica generale degli attori e dei fattori coinvolti nei diritti del lavoro in carcere. Analizza alcune sfide attuali e propone possibili scenari. In particolare, il lavoro e la formazione professionale sono presi in considerazione come elementi fondamentali per il processo di inclusione sociale che mirano a promuovere una partecipazione sociale costruttiva e permettono la costruzione o la ricostruzione di una rete di relazioni sul territorio. Questo tema è ancorato in uno studio pedagogico che si concentra su alcune questioni strategiche: l'assunzione di una prospettiva olistica ispirata al progetto di vita; le funzioni del lavoro in carcere come elemento umanizzante; il commento per accompagnare le persone nella costruzione di un'identità multipla. Il tentativo è quello di offrire una visione articolata, senza mai nascondere i problemi e identificando al tempo stesso possibili percorsi di crescita. L'intervento si propone di evidenziare il lavoro come una di queste arie itineranti, mostrando anche le principali criticità legate al sistema carcerario italiano.This paper aims to provide a general overview of the actors and factors involved in employment rights in prison. It analyses some current challenges and it proposes possible scenarios. In partic­ ular, work and vocational training are taken into consideration as fundamental elements for the process of social inclusion that aim to promote a constructive social participation and allow the construction or reconstruction of a network of relationships in the territory. This theme is anchored in a pedagogical study that focuses on some strategic issues: the assumption of a holistic perspec­ tive inspired by the life project; the functions of work in prison as a humanizing element; the com­ mitment to accompany people in the construction of a multiple identity. The attempt is to offer an articulated vision, never hiding the problems and identifying possible growth itineraries at the same time. The paper aims to highlight the work as one of these itiner­ aries, also showing the major critical issues related to the Italian detention system

    Disabilità, responsabilità dei contesti e della ricerca

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    La storia delle persone con disabilità può essere letta come un susseguirsi di normalità negate e di lotte per il riconoscimento dei diritti e il cambiamento dei contesti. La responsabilità di tali cambiamenti non può essere immaginata come prerogativa esclusiva delle persone con disabilità, ma appartiene a tutti coloro che abitano quei contesti, in particolare quelli esterni alla famiglia, in cui prendono forma le concrete opportunità di vita e di crescita. L’articolo propone di approfondire tali responsabi- lità facendo riferimento a tre tappe ideali, esaminando gli intrecci tra la scuola e la disabilità, il ruolo e le responsabilità dei contesti nella crescita dei giovani adulti con disabilità e le responsabilità di una ricerca orientata al cambiamento social

    Università e carcere. Il diritto allo studio tra vincoli e progettualità

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    Il volume presenta una riflessione corale e multidisciplinare sulla presenza delle Università all’interno delle carceri, approfondendo teoria, ricerca e pratiche, attraverso alcune esperienze europee e sudamericane. Nella prima parte del volume viene approfondito il senso educativo dell’accesso agli studi universitari da parte di persone private della libertà, a partire da una più ampia riflessione dell’educazione in tale contesto. Nella seconda parte del volume sono presentate le esperienze italiane dei Poli universitari penitenziari (PUP), recentemente coordinati dalla Conferenza nazionale dei Delegati dei Rettori per i Poli universitari penitenziari (CNUPP), istituita dalla Conferenza dei Rettori delle Università italiane (CRUI). Viene dato particolare spazio agli atenei di Bologna, Padova e Torino. Nell’ultima parte sono proposte quattro esperienze internazionali, afferenti ad altrettanti approcci di collaborazione fra università e carcere

    Il carcere come generatore di disabilitazione sociale

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    The paper explores the effects of social disablement caused by imprisonment, analyzing how this institution can exacerbate existing disability conditions or create new ones. Through a review of sociological literature, it highlights how the prison context can significantly contribute to an additional level of disablement. Considering the incapacitating effects of imprisonment, it emerges that the prison system acts as a “producer” of social disablement, intensifying marginalization processes and increasing societal disparities. This process is fueled by prison overcrowding, loss of employment and housing, suspension of social assistance, and the breakdown of family ties, creating a vicious cycle that generates and reinforces social disablement. The article underscores the need for greater attention and research in the field of disability within the prison environment, considering the dynamic interaction between individual conditions and contextual factors that influence it. Furthermore, it calls for a critical reflection on the social function and practices of prison institutions, proposing a more inclusive approach that reconsiders penal structures and policies to mitigate the disabling effects of detention.L’articolo esplora gli effetti di disabilitazione sociale causata dal carcere, analizzando come questa istituzione possa esacerbare le condizioni di disabilità già esistenti o crearne di nuove. Attraverso la revisione della letteratura sociologica, viene evidenziato come il contesto carcerario possa contribuire significativamente a un ulteriore livello di disabilitazione. Prendendo in considerazione gli effetti incapacitanti del carcere, emerge come il sistema carcerario agisca da “produttore” di disabilitazione sociale, intensificando i processi di emarginazione e aumentando le disparità nella società. Questo processo viene alimentato dal sovraffollamento carcerario, la perdita di lavoro e alloggio, la sospensione degli aiuti sociali e la rottura dei legami familiari, creando un circolo vizioso che genera e rinforza la disabilitazione sociale. L’articolo sottolinea la necessità di una maggiore attenzione e ricerca nel campo della disabilità in ambiente carcerario, considerando l’interazione dinamica tra condizioni individuali e fattori contestuali che insieme la influenzano. Inoltre, richiama a una riflessione critica sulla funzione sociale e sulle pratiche delle istituzioni carcerarie, proponendo un approccio più inclusivo che riconsideri le strutture e le politiche penali per mitigare gli effetti disabilitanti della detenzione

    Identità e lavoro adulto. L'impegno educativo

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    L’identità personale può essere intesa come la risultante dell’insieme dei ruoli agiti da una persona ed è basata sullo scambio tra interpretazione personale e riconoscimento sociale. Il rapporto regolatore tra persona e società è messo in evidenza da Mead (1966) che reputa impossibile concepire un Sé che sorga fuori dall’esperienza sociale, poiché il Sé di un individuo si sviluppa proprio a partire dai giudizi che gli altri forniscono all’interno delle interazioni. È necessario ricordare che la persona, però, non è un ricettore passivo degli stimoli esterni e ambientali, ma li elabora partendo dalla propria storia, dal proprio vissuto e dalle proprie esperienze. Inoltre, con l’età adulta subentra una nuova percezione del Sé che si è costruita nel tempo attraverso stratificazioni a cui sono stati dati significati sempre più personali alle esperienze personali e sociali vissute. Esperienze che assumono la forma di una narrazione

    Università e carcere: una sfida pedagogica

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    Il diretto coinvolgimento delle università nello sviluppo culturale della popolazione detenuta ha attualmente luci e ombre e richiede impegnio a diversi livelli. Impegno didattico, di ricerca e come "terza missione
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