144 research outputs found

    La sociologia economica e il laboratorio segreto della produzione

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    Il volume raccoglie una selezione di scritti pubblicati, nel corso degli ultimi anni, di uno dei principali esponenti contemporanei della sociologia economica e del lavoro francese. Si tratta tra l’altro anche della prima traduzione in italiano. In una costante opera di scavo, che si avvale anche della conoscenza del pensiero economico e sociale francese del XIX secolo, Vatin affronta in una prospettiva originale alcune categorie classiche del pensiero economico e sociale (il tema del valore e della sua misurazione, la divisione del lavoro, il rapporto lavoro umano-tecnologia, la genesi e l’interpretazione del salariato, ecc.) nella prospettiva di una sociologia del lavoro che non può restare separata dalla comprensione delle attività economiche e in cui la dimensione “politica” è rivendicata in contrapposizione al mainstream economico contemporaneo. L’invito continuo da parte dell’autore di indagare il “laboratorio segreto della produzione” di marxiana memoria è un invito a scardinare le false rappresentazioni del lavoro, in una prospettiva di ricerca nella quale la dimensione tecnica, sociale e di dominio sono tenute insieme nel quadro di un’interpretazione teorica che possiamo considerare originale

    A longa crise italiana. Reformas socioeconômicas e conflito sindical

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    O artigo apresenta um quadro das principais reformas econômicas e sociais promovidas pelos governos italianos antes e depois da crise de 2008 e as tendências neoliberais que permeiam os governos de centro-direita e centro-esquerda no país. Nesse sentido, analisamos a difícil relação entre a principal central sindical italiana com o principal partido reformista de esquerda, também à luz da crise do modelo neocorporativista de relações industriais. A central ainda mantém um alto nível de adesão que nem sempre corresponde a uma capacidade igual de mobilização. As greves nas grandes empresas mostram redução clara e são constantes nos serviços públicos. A ausência de pesquisas sistemáticas, no entanto, dificulta a avaliação precisa dessa forma de conflito. Por fim, observamos que as ferramentas utilizadas pelo sindicato diferem cada vez mais daquelas do passado em relação à oposição às reformas econômicas e sociais.The article presents a picture of the main economic and social reforms promoted by Italian governments before and after the 2008 crisis and the neoliberal tendencies that have pervaded both the centre-right and centre-left governments. In this regard we have analysed the difficult relationship of the main Italian trade union with the main reformist left party, also in light of crisis of neo-corporatism model of industrial relations. The union still confirms a high level of adherence which does not always correspond to an equal capacity for mobilization. The strikes in large companies show a net reduction and are constant in the public utilities. The absence of systematic surveys, however, makes it difficult to accurately assess of this form of conflict. Finally, we observe that the tools used by the union have increasingly differed at least with reference to the contrast of economic and social reforms

    La Basilicata

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    Il settore della componentistica auto nel Mezzogiorno. Un’analisi esplorativa degli indotti locali degli stabilimenti centro-meridionali di assemblaggio finale di FCA

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    Il capitolo ha per oggetto un’analisi qualitativa degli indotti locali degli stabilimenti FCA di Melfi, Pomigliano, Cassino e Atessa (SEVEL). L’analisi si basa su materiali già disponibili pubblicati dall’autore e su dati rilevati per l’occasione dallo stesso. A corredo di questi abbiamo fatto riferimento a quelli dell’indagine campionaria oggetto di questa pubblicazione, ma con specifico riferimento alle sole imprese con sede operativa in una regione del Mezzogiorno (Lazio incluso). L’idea di supportare i dati della rilevazione campionaria con altri di natura qualitativa e di osservazione diretta sul campo ha come finalità quella di offrire un quadro più dettagliato dell’indotto di primo livello, e più in generale degli indotti locali, degli stabilimenti FCA di assemblaggio auto e veicoli commerciali localizzati nel Mezzogiorno

    Il sindacato brasiliano tra tentativi di riforma della contrattazione collettiva e pervasività dell’intervento normativo

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    The aim of this article is the illustration of current situation of the Brazilian trade union- ism. The Brasil is one of the Brics countries that have a long tradition of corporative syn- dicate also for the regime dictatorial that interested the country for 20 years (1964-1985). After the exit of military dictatorship, based on a strong intervention state’s in the economy and in labor relations, the trade unions leave in the country a new leadership in the in- dustrial relations end in the new politic context, although there are many authors that in- sist on the permanence of the corporate character of the trade union system. Then the decade of the 90s characterized by restructuring and flexibility of the labor market, the trade unions have found a new leadership both for the best economic conditions, both for the advent of progressive governments progressive governments led by the PT, a political party with close ties to the main trade union organization in the country. With the eco- nomic and political recent crisis the role of the central trade unions, however, goes to meet from new challenges both to respond to new demands for flexibility in the labor laws both the new conservative-reactionary political framework which has in program a strong re- duction of social protection system

    Il piano industriale FIAT 2010-2014 e l’industria dell’auto regionale: l’organizzazione del lavoro, le condizioni di lavoro in FIAT-SATA e nell’indotto e le proposte della Fiom Basilicata

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    5° rapporto sull’auto e la componentistica in Basilicata con dati riferiti aull’occupazione, alle produzioni e al loro impatto sulle condizioni di lavoro e di sicurezza. Lo studio prende in esame il progetto Fabbrica Italia e le sue ricadute sul piano dell'organizzazione del lavoro e della produzione, e sulle relazioni industriali con riferimento allo stabilimento SATA di Melfi

    Secondo rapporto sull’ENI e il suo indotto industriale e occupazionale in Val d’Agri

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    Il rapporto è organizzato in 8 parti, ciascuna delle quali dedicata ad un argomento specifico. Volendo sintetizzare i contenuti del rapporto nella prima parte abbiamo ricostruito il quadro delle intese istituzionali tra Regione Basilicata, ENI e Governo nazionale a partire dall’Accordo di Programma Quadro del 1998 per giungere fino alla bozza di memorandum e alla più recente decisione della Giunta e del Consiglio Regionale di Basilicata in tema di moratoria dei permessi di ricerca. Nella seconda parte l’attenzione è stata invece portata ai dati dell’attività estrattiva in Italia e in Basilicata e delle royalty che ne derivano. La terza parte, quella più estesa, contiene i dati della ricerca condotta sulle imprese dell’indotto ENI della Val d’Agri. Va qui evidenziato che i risultati della ricerca oltre che sulla base delle informazioni pervenute dai delegati Cgil delle aziende dell’area provengono anche dell’indagine campionaria svolta su 10 tra le più importanti aziende dell’indotto, in prevalenza locali. Questa parte della ricerca ha reso possibile una maggiore e migliore conoscenza delle attività delle imprese, dei loro livelli occupazionali, dei loro investimenti e del tipo di relazione con ENI, ma anche dei limiti e delle problematiche che si registrano a distanza di quasi vent’anni dall’inizio dell’attività estrattiva (le gare d’appalto, il coinvolgimento delle imprese locali e il loro posizionamento nella parte a minor valore aggiunto della catena del valore della filiera petrolifera) che in parte hanno trovato alcune prime risposte all’interno del Contratto di Sito. In questo ambito si è inserita la problematica dell’occupazione a termine e nei cambi d’appalto e quindi la proposta avanzata dalle organizzazioni sindacali, a partire dalle iniziative promosse dalla Cgil negli ultimi anni, del Contratto di Sito per i lavoratori delle aziende dell’indotto ENI. La terza parte del rapporto si conclude, inoltre, con un esame dello stato di attuazione del Contratto di Rete promosso nel novembre 2010 da Confindustria Basilicata tra alcune aziende dell’indotto ENI ed altre esterne a questo. Nella quarta parte abbiamo realizzato, invece, una mappatura delle imprese insediate nella zona industriale di Viggiano, che costituisce l’area di localizzazione del Centro Olio Val d’Agri (COVA) e che, di recente, è stata interessata dall’insediamento di nuove aziende, non tutte legate all’indotto dell’ENI. Nella parte quinta abbiamo ripreso il tema del Contratto di Sito in relazione ai temi che riguardano la prevenzione e la tutela della sicurezza per i lavoratori delle aziende dell’indotto ma più in generale della zona industriale di Viggiano . In questo ambito abbiamo cercato anche di fare, seppure non in maniera approfondita, il punto delle questioni ambientali e degli interventi effettuati o che ancora non sono stati realizzati e in alcuni casi abbandonati come il progetto “Ambiente e Salute” della Regione Basilicata che avrebbe dovuto realizzare un importante lavoro sul piano della sorveglianza sanitaria con riferimento alla popolazione dell’area della Val d’Agri. Nella sesta parte, a partire dall’esperienza fin qui conseguita dal PO Val d’Agri, abbiamo cercato di ragionare sugli effetti più generali, sull’economia e sull’occupazione, conseguiti con questo programma sul territorio osservando, ad esempio, le conseguenze prodotte sulle dinamiche demografiche dell’area. Nella penultima parte abbiamo fatto infine alcuni brevi cenni alle future attività estrattive di Tempa Rossa e al relativo investimento della TOTAL. Il rapporto si conclude con alcune osservazioni conclusive e alcune suggerimenti circa gli investimenti e le politiche industriali che sarebbe utile sviluppare nell’immediato futuro
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