109 research outputs found

    Sulla condizione Fixf=Fixf_2 per una applicazione f di un insieme totalmente ordinato in sé

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    Si studia, in rapporto a questioni di convergenza globale del metodo delle approssimazioni successive ed alla questione dell'esistenza di un punto fisso comune a due applicazioni, la condizione Fix f=Fix f2_{2}; si forniscono, tra l'altro, condizioni equivalenti ad essa e si ritrova, generalizzata, una nota proposizione relativa ai sistemi dinamici discreti.The condition Fix f=Fix f_{2} ; is studied in relation to questions on global convergence of the successive approximations method, and to the question of the existence of a common fixed point for two applications. Other equivalent conditions for the same are proposed by the author. Using the notion of global convergence of the successive approximations method, the author is able to generalize a known proposition relative to discrete dynamical systems

    Conceptualising the separation from an abusive partner as a multifactorial, non-linear, dynamic process: a parallel with Newton's laws of motion

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    The present study focused on the dynamics and factors underpinning domestic abuse (DA) survivors’ decisions to end the abusive relationship. The experiences and opinions of 12 female DA survivors and 18 support workers were examined through in-depth, one-to-one, semi-structured interviews. Hybrid thematic analysis was conducted to retrieve semantic themes and explore relationships among the themes identified and the differences in survivors’ and professionals’ narratives of the separation process. The findings highlighted that separation decisions derived from the joint action of two sets of factors, the “promoters” and the “accelerators.” Whilst the “promoters” are factors leading to the separation from the abuser over time, the “accelerators” bear a stronger and more direct connection with survivors’ decision to end the abusive relationship. Despite their differences, both these factors acted as propelling forces, leading survivors to actively pursue the separation from the perpetrator. To portray the dynamic links among these factors, we propose a conceptualisation drawn from Newton’s laws of motion. Our findings also highlighted important differences in the views of survivors and support workers, as the former conceived themselves as proactive in ending the abuse, whereas the latter described the leaving process as mainly led by authorities and services supporting survivors. This study has potential implications for research, policy and clinical practice, as it suggests that far from being a linear sequence of multiple stages, leaving an abusive relationship results from a complex interplay of factors that facilitate (“promoters”) or drastically accelerate (“accelerators”) the separation process. We argue that future research should aim at improving our current understanding of the subjective and situational factors that can act as “accelerators” or “promoters” for women’s leaving decisions. Moreover, clinicians and policymakers should invest in creating interventions that aid victims to recognise and leverage promoters and accelerators, thus increasing their readiness to end the abuse

    Concentrazioni urinarie di elementi metallici in lavoratori addetti alla produzione di pigmenti a base di biossido di Titanio

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    Il biossido di Titanio (TiO2) è prodotto o importato nell’Unione Europea per oltre un milione di tonnellate annue. Viene utilizzato in molti settori perché fornisce biancore e opacità ad una vasta gamma di articoli, rivestimenti, plastica, inchiostri, carta, gomma, cosmetici e cibi. È stato classificato dalla IARC come cancerogeno possibile per inalazione per l’uomo, gruppo 2B [IARC 2010]. In molti casi il TiO2 è commercializzato in forma nanoparticellare, e secondo la classificazione armonizzata dell’Unione Europea, è un sospetto cancerogeno. L’agenzia francese ANSES ha stabilito un valore di riferimento (TRV) di 0,12 μg/m3 per il TiO2 nella forma nanoparticellare P25 (anatasio/rutilo 80/20; 21 nm). In questo studio è stata misurata la concentrazione urinaria di titanio ed altri elementi in lavoratori di un impianto che produce una polvere dei due principali polimorfi del TiO2, rutilo e anatasio, le cui particelle hanno una dimensione media di circa 0,25μm, con una frazione nanoparticellare evidenziata da analisi con Dynamic Light Scattering specie per l’anatasio. È stato inoltre effettuato un confronto con soggetti non professionalmente esposti

    Studio di film sottili a base di silicio mediante spettroscopia di fototensione superficiale

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    Le tecnologie basate su silicio nelle applicazioni in celle solari si sono rilevate sempre più promettenti negli ultimi anni, l'efficienza di conversione fotovoltaica delle celle solari a base di Si ha raggiunto il 26.7% , mantenendo costi accessibili. La cella solare, grazie al materiale semiconduttore, che costituisce la sua componente principale, è in grado di convertire l’energia dei fotoni in energia elettrica creando coppie elettrone-lacuna, dove gli elettroni vengono a trovarsi nella banda di conduzione e qui vengono estratti da un campo elettrico interno e inviati a un circuito esterno. Il silicio cristallino (c-Si) presenta qualche limitazione, le energie molto maggiori di 1 eV sono disperse in calore e la ricombinazione delle coppie elettrone lacuna, che limita il tempo di vita dei portatori minoritari. Il tempo di vita dei portatori minoritari è legato alla concentrazione di difetti reticolari, presenti nel bulk, alla superficie, o all’interfaccia della cella. È importante quindi diminuire l’effetto di questi difetti realizzando una buona passivazione di superfici e interfacce. Per far fronte a questi due principali problemi si è pensato di depositare sopra al silicio cristallino (c-Si), che costituisce la parte essenziale della cella, film sottili che permettano la conversione di energia anche a energie più alte e che aumentino la qualità della passivazione. Per un miglioramento si è pensato di aggiungere, durante la deposizione di a-Si:H (ottenuta con silano SiH4), ossigeno, azoto o carbonio. Lo scopo di questa tesi è quella di analizzare film sottili di ossidi di silicio amorfi (a-SiOx) e ossinitruri di silicio amorfi (a-SiOxNy). Per queste analisi è stato usato il metodo Surface Photovoltage Spectroscopy (SPV). Da queste misure si è ottenuto che il bandgap aumenta con le concentrazioni di CO2 e N2O, ma che, con l’aumento di queste è peggiorata la qualità di passivazione superficiale

    Un interlocutore dimenticato nel dibattito religioso di metà Cinquecento: Basilio Millanio (alias Ercole Cattaneo?)

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    Basilio Milanio was a Benedictine monk who led an obscure life among the main north-Italian convents of his order. The only trace he left consists of two elusive writings that he published in Basel during the 1540’s, under a pen name shared by other Italian religious dissenters: Philalethes (lover of the truth). The first work, Ad eos qui iniuria de natura queruntur (Against Those Who Blame Nature, 1545), is a denunciation of Calvinist predestination doctrine, which he compares to astrological determinism. However, instead of offering a traditional Catholic alternative, the text emphasizes the role of God’s grace for the salvation of man. The other one, De passione Christi (On the Passion of Christ, 1549), conveys a simple piety based on the imitation of Christ, but conceals a radical, symbolical view of Eucharist and the affirmation of the possibility for the believer of simulating his own religious beliefs. What is the place of these two apparently so harmless works in the religious dispute of the time? How could a Catholic monk, in the most important typographical centre of Protestant Europe, publish two works whose aim was sometimes even more radical than Protestants themselves could have expected? A careful reading of these texts reveals many similarities with two of the most significant books of Italian Reformation: Il Beneficio di Cristo (The Benefit of Christ, 1542) and, most of all, the Epistola alli cittadini di Riva (Letter to Riva Citizens, 1550). Both these works were written by brethren of Basilio Millanio: respectively Benedetto Fontanini (with the collaboration of Marcantonio Flaminio, who was also related to Millanio) and the visionary prophet Giorgio Siculo. While the Beneficio di Cristo was a best seller and Siculo’s radical predication attracted a lot of enthusiastic followers, Millanio’s works remained unheard and their author spent the last years of his life translating hagiographical works in behalf of the Counter-Reformation bishop Alvise Lippomano and dedicating an Apocalypse commentary to the ‘‘internal Inquisitor’’ of his order Girolamo Scroguerro. This is, at least, what we draw from a superficial analysis of his life. This article suggests, however, the probable identification between Basilio Millanio and the ex Benedictine don Basilio da Brescia, alias Ercole Cattaneo, tried by the Venetian Inquisition for being one of the most active among Giorgio Siculo’s followers. This identification could help to loose the knot between a life lived in such a hidden way and the composition of works presenting many similarities with a mystical adventure, who challenged religion itself

    PURISMO, CLASSICISMO E ILLUMINISMO NELLA PEDAGOGIA LINGUISTICA DI BASILIO PUOTI

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    Il contributo richiama l’attenzione sui principi ispiratori e i metodi didattici della celebre scuola di lingua italiana fondata a Napoli nel 1825 da Basilio Puoti. Nonostante le affinità del puotismo con l’indirizzo arcaizzante e normativo imposto dal capofila del purismo ottocentesco, il p. Antonio Cesari, una rilettura delle opere di Puoti e delle testimonianze lasciateci dai suoi allievi diretti fanno emergere la rilevanza dei tratti distintivi del suo insegnamento, riassumibili nell’etica civile, di ascendenza illuministica, e nell’orientamento retorico, di stampo classicista, che lo improntarono. L’educazione al dialogo e al lavoro in comune, l’allargamento del canone degli scrittori da proporre ai giovani (non solo letterati, ma scienziati, storici, filosofi, giuristi) e le cure rivolte all’insegnamento della scrittura come allenamento all’esercizio della chiarezza e dell’efficacia espressive – per l’indissolubile rapporto che lega parola e pensiero – fanno di Puoti un autore su cui tornare a riflettere e a discutere.   Purism, classicism and illuminism in the language teaching of Basilio Puoti  This paper draws attention to the principles and teaching methods of the famous Italian language school founded in Naples in 1825 by Basilio Puoti. Despite the similarities between “Puotismo” with the archaic, regulatory guidelines of the nineteenth-century purism leader, Antonio Cesari, re-reading Puoti’s works and the testimonies left by his students bring out the relevance of the hallmarks of his teaching: civil ethics, derived from the Enlightenment, and a Classical orientation. Focused on dialogue and group work, the broadening of the canon of writers to propose to students (not only authors of literary texts, but scientists, historians, philosophers, jurists) and the care given to the teaching of writing to practice expressive clarity and effectiveness – due to the indissoluble relationship between speech and thought – make Puoti an author to go back to, reflect on and discuss

    El «Menologio de Basilio II» y el semestre invernal de la recensio B* del Sinaxario de Constantinopla

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    Studio analitico (filologico e paleografico) dei testimoni manoscritti (a quelli in precedenza già noti l'autore aggiunge i codici Vaticani Barb. gr. 358 e Vat. gr. 2046), che tramandano il semestre invernale di una fra le più antiche recensioni del Sinassario di Costantinopoli, la cosiddetta recensio B*, volto a indagarne i rapporti esistenti col capostipite della recensio, il famosissimo libro miniato eseguito per Basilio II Bulgaroctono trasmesso nel ms. Vat. gr. 1613.Analytical study (philological and paleographic) of the manuscript witnesses (the author adds the Vatican codices Barb. gr. 358 and Vat gr. 2046 to those previously known), which hand down the winter semester of one of the earliest recensiones of the Synaxarion of Constantinople, the so-called B * recensio. This study aims to investigate the existing relations between these witnesses and the founder of the recensio, i.e. the famous illuminated book realized for Basil II "the Bulgar-slayer " handed on by the manuscript Vat gr. 1613

    Il promemoria di censi di uno spedale senese (della fine, forse, del secolo XI)

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    Questo studio contiene la critica storica e l'edizione critica del testo trasmesso dalla pergamena «Firenze, Archivio di Stato, Diplomatico, Badia di Passignano, Sec. XI, n° 11», finora considerato un elenco di censi dovuti da diversi livellari all'importante monastero di Passignano, nel contado fiorentino. Sulla base di considerazioni paelografiche, testuali e storiche l'Autrice dimostra che si tratta, invece, dell'elenco di censi dovuti a diversi proprietari di terre da parte di un ospedale fondato alle porte di Siena, l'ospedale di S. Basilio, e propone su congettura una datazione alla fine del secolo XI.The study contains the historical criticism as well as the critical edition of the text transmitted in the pergament «Firenze, Archivio di Stato, Diplomatico, Badia di Passignano, Sec. XI, n° 11». This text is normally considered to be a list of rents due by several "livellarii" to an important landowner of the Florentine contado, the monastery of Passignano. But the Author proves on the basis of paleographical observations and historical considerations that on this small piece of pergament was written the memory of rents due by the hospital of St. Basil – an hospital located outside the walls of Siena – to several landowners, and conjectures to date the document at the end of the 11th. century
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