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    L'eco del boato. Storia della strategia della tensione 1965 - 1974.

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    In Italia è esistito un clima favorevole alle operazioni coperte legate alla guerra fredda. I versanti istituzionali ed eversivi hanno trovato punti di contatto nel convegno del 1965 sulla guerra rivoluzionaria quando è predisposta la creazione di una struttura istituzionale coperta (i Nuclei di difesa dello Stato) e dove si enunciano tecniche di sovvertimento dell'ordine poi effettivamente attuate tra il 1969 e il 1974. Le ‘stragi nere’ iniziano il 12 dicembre 1969 con Piazza Fontana e terminano il 4 agosto 1974 con l’attentato al treno Italicus. Alcuni giorni dopo la bomba di Milano, il settimanale britannico “The Observer” parlerà di ‘strategia della tensione’, riferendosi non solo alle bombe ma al modo in cui sono stati strumentalizzati attentati e disordini sociali, chiamando in causa la stampa e i politici. La stagione dello stragismo, ignota ai Paesi dell’Europa occidentale, ha minato le istituzioni democratiche e la convivenza sociale dell’Ital

    Conti con il passato e giustizia post-autoritaria: le epurazioni dal fascismo in Europa

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    Il dossier offre uno sguardo comparato sui meccanismi di uscita dalla dittatura in Italia, Francia, Belgio, Germania – e per quanto riguarda gli anni Settanta – dalla Spagna e dal Portogallo. Il progetto si afferma partendo dalla considerazione che nei sei paesi in esame si è ormai avviata una robusta indagine storiografica, partita dalle analisi quantitative sugli archivi integrate dagli approfondimenti sulla legislazione della defascistizzazione o comunque transitoria (per Spagna e Portogallo) come cammino verso la democrazia. La scelta è stata quella di focalizzare principalmente l’attenzione sugli aspetti amministrativi della defascistizzazione che ha investito un largo numero di persone, ben maggiore di coloro che sono stati colpiti dall’epurazione penale i cui aspetti sono più noti e sono stati più dibattuti. Questo dossier si propone come ricognizione aggiornata e comparata sulle acquisizioni raggiunte nei sei paesi e riflette sui soggetti o organismi colpiti, come sulle figure professionali. Da ogni saggio emerge anche il clima che sostiene e contrasta la defascistizzazione, unitamente ai limiti di prospettiva che l’ha guidata con uno sguardo ultimo sulla memoria di quel processo

    La pianificazione della strategia della tensione: la necessità degli attentati e il ruolo dell’informazione (1965 – 1969)

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    Il saggio riflette sulla pianificazione iniziale degli attentati della strategia della tensione (1969 - 1974). Il contributo, in particolare, si sofferma sul dibattito fra gli strateghi della tensione legato alla necessità di attentati che deve essere accompagnato da un ruolo di finacheggiamento della stampa. I giornalisti devono instillare nell'opinione pubblica la paura del nemico rosso, attraverso un'operazione di allarme continuo e inoltre, in occasione di attentati, devono spingere verso soluzioni di ritorno all'ordine di chiara matrice autoritaria

    Paura non abbiamo

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    La vicenda parte dalla storia di Anna e Angela che, l’8 marzo del 1955, furono arrestate davanti alla fabbrica Ducati di Bologna per aver distribuito la mimosa. Il racconto si allarga ad altri perseguitati politici che sono stati rinchiusi in San Giovanni in Monte: sindacalisti, giornalisti o semplici militanti come Nerino Drusiani, arrestato durante l’allestimento di una festa dell’Unità. La scelta narrativa è stata quella di fare procedere parallelamente le testimonianze dividendo il documentario in 10 capitoli, rinunciando a inserire filmati del tempo e utilizzando come documenti storici circa 250 foto d’epoca, fra queste anche quelle provenienti dagli intervistati. Dal punto di vista comunicativo si è lavorato per un montaggio mirato che garantisse coerenza e continuità narrativa, fruibilità e precisione scientifica. L’intento iniziale era quello di usare il documentario come uno strumento per diffondere aspetti di un periodo dell’Italia repubblicana che nelle attuali vulgate sono stati del tutto rimossi o, al più, mal spiegati limitandosi a richiamare la cornice di comodo della guerra fredda. Categorie storiografiche di “democrazia precaria” o “repubblica della forza” riappaiono nelle storie degli intervistati (comuni a quelle di centinaia di migliaia di altri militanti) ponendosi come cicatrici indelebili nel loro vissuto personale

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

    La Nuova Destra dalla Francia all'Italia 1974-2000

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    Il progetto di ricerca, dal titolo La Nuova destra dalla Francia all'Italia, prende come oggetto di studio specifico quel fenomeno politico, emerso in Italia verso la metà degli anni Settanta, che si originò in seno agli ambienti politici della destra radicale, noto con la definizione di Nuova Destra (ND), sul modello dell’omologa e più matura corrente francese il cui nucleo principale ruotava attorno all’associazione culturale GRECE (Groupement de recherche et d’études sur la civilisation européenne). Dal livello avanzato della ricerca sviluppata in questi anni, si è potuto notare che questo soggetto culturale ed ideologico è stato scarsamente studiato nel panorama scientifico italiano dove la maggior parte delle indagini ad esso dedicate sono state svolte da politologi, o comunque risultano riconducibili agli ambienti accademici delle Facoltà di Scienze Politiche, mentre pochissimi sono i lavori che si sono accostati alla ND con le armi specifiche della ricerca storica. Al contrario in Francia il fenomeno è stato oggetto di numerose ricerche da parte di autorevoli studiosi e ha dato avvio ad un florido dibattito ideologico. L’obiettivo principale a cui questa ricerca di dottorato tenta di rispondere è, quindi, quello di ricostruire le vicende storiche della ND italiana, sia attraverso i suoi rapporti con il Movimento sociale italiano (MSI), dalle cui sezioni giovanili essa nacque e si sviluppò per poi distaccarsene, sia tramite l’analisi delle sue evoluzioni politiche e concettuali, sia, infine, cercando di porre in evidenza i lasciti, le influenze e gli stretti legami, che intercorsero fra l’Italia e la più matura esperienza della Nouvelle Droite francese, ed in particolare con il pensiero politico e filosofico di Alain de Benoist, il suo maggiore esponente
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