6,345 research outputs found

    Giovanni di Pietro da Pisa. Identità e ruolo di un "artista-ospite" a Genova fra Tre e Quattrocento

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    Sviluppando una precisa linea di ricerca, il saggio offre arricchimenti e precisazioni sulla figura, il ruolo storico e il catalogo artistico di Giovanni di Pietro, pittore pisano noto solo per la sua attività a Genova e documentato dal 1401 al 142

    Intervista a Gian Pietro Brogiolo

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    L'intervista a Gian Pietro Brogiolo, archeologo medievista, si articola seguendo cinque linee tematiche. Un primo punto riguarda la storia, alcuni tratti biografici e la formazione del noto archeologo, mentre una seconda parte è mirata a discutere lo sviluppo metodologico della disciplina nell'ultimo quarto del secolo scorso. Gli altri tre temi riguardano i nodi della formazione archeologica attuale, l'età medievale vista attraverso la cultura materiale e la discussione delle più recenti riforme del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

    "Fabio Vittorini"

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    Cosa vuol dire essere queer oggi, in Italia? Quali sono le forme, i linguaggi e le resistenze con cui si costruisce e si rivendica la propria identità in un contesto ancora largamente eteronormato? "Queer e ora" esplora la queerness come sapere, esperienza e rappresentazione, interrogando il potenziale critico e trasformativo dell’identità sessuale in una prospettiva non conforme. Attraverso una serie di interviste – a Nicoz Balboa, Anas Chariai, Jean Philippe Porcu Duffresne (aka DJ Lil’ Jean), Nicola Gardini, Dani Martiri, Piergiorgio Pardo, Antonio Pizzo, Gianni “GianOrso” Rauso, Giuseppe Vincenzo Sciarra, Anna Segre, Piero Toto, Fabio Vittorini, Giovanna Cristina Vivinetto, Andrea Zardi – il libro mette in luce un dialogo corale che riflette sulla politicità dell’essere queer, sul rischio di assimilazione nei discorsi mainstream e sull’urgenza di nuove narrazioni. Una mappa polifonica che, a partire dal presente, prova a immaginare cosa possa significare dirsi queer nel futuro che ci attende

    Gramsci ed io. Intervista (a cura di Sabrina Tosi Cambini e Fabio Frosini)

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    Interview with Pietro Clemente, conducted by Sabrina Tosi Cambini and Fabio Frosini.Interview with Pietro Clemente, conducted by Sabrina Tosi Cambini and Fabio Frosini

    Giovanni di Pietro, un pittore pisano a Genova nel primo Quattrocento. Approfondimenti, inediti e questioni di contesto

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    Born in Pisa, the painter Giovanni di Pietro is known only for his activity in Genoa between the Tre- and Quattrocento. This article reconsiders the totality of his oeuvre and all the documentary and epigraphic sources concerning his activity. It proposes new hypotheses about the original provenance, history, and iconography of paintings already known or presented here for the first time and it pays more precise attention to historic context, namely to his relations with local and foreign painters and the contemporary Genoese and Italian background

    Per il catalogo genovese di Domenico Gagini: la Madonna col Bambino di San Pietro Vara

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    Presentazione e analisi di una inedita statuetta marmorea di Madonna col Bambino, opera del periodo genovese di Domenico Gagini da Bisson

    La chiesa di San Pietro di Ponte e il cimitero monumentale di Quartu Sant’Elena. Uno studio archeologico globale per restituire alla città un luogo della memoria

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    La parte monumentale del cimitero di Quartu S. Elena (CA), oggi racchiude la chiesa di San Pietro di Ponte, un edificio di culto attestato per la prima volta in un documento del 1119, in occasione della donazione, da parte del vescovo cagliaritano Guglielmo, ai monaci di San Vittore di Marsiglia, che nella Sarde- gna meridionale facevano rifermento al priorato di San Saturnino di Cagliari. La chiesa oggi si presenta secondo forme riconducibili alle ultime fasi dello stile romanico, tra la metà e la fine del XIII secolo, e si caratterizza per la presenza di ben 68 bacini ceramici, il cui inserimento nelle murature – secondo un uso diffuso nel Mediterraneo medievale – creava un vivace gioco di luci e colori. Il lavoro di Michela Perra rappresenta un esempio di quei percorsi virtuosi che è possibile attivare all’interno dell’Università: in essi gli stimoli che emergono dalla didattica dialogano con la ricerca e producono azioni che, quanto più sono serie, tanto più portano effetti utili al territorio e alle comunità

    Cinque sonetti (non del tutto) inediti di Gian Pietro Lucini

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    Lo studio recupera dall'Archivio di Gian Pietro Lucini, conservato presso la Biblioteca Comunale di Como, cinque sonetti che l'autore non ha mai pubblicato. Tutte le opere hanno un interesse per motivi diversi: uno mostra il debito verso l'opera di Gabriele d'Annunzio, contro cui l'autore successivamente si scagliò con tono fortemente polemico; uno è accompagnato da un commento autoriale che ne evidenzia la volontà di riscriverlo in versi liberi; e tre rappresentano appunto una prima fase di elaborazione di testi in verso libero che sono stati successivamente pubblicati dall'autore, e nelle quali la critica ha riconosciuto un debito dell'autore verso la forma chiusa. Non era però mai stata palesata la loro origine da un intero testo scritto secondo un preciso schema metrico e rimico. Il saggio fornisce l'edizione critico-genetica e commentata dei cinque sonetti e li confronta, per i tre casi indicati, con la forma testuale nella quale furono licenziati dall'autore per la stampa

    Architettura sacra e celebrazione profana : la facciata palladiana della chiesa di San Pietro di Castello

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    Il saggio ricostruisce le vicende storiche legate al progetto della facciata della chiesa di San Pietro di Castello di Venezia, all’epoca del patriarca Vincenzo Diedo (1556-1559). Il dato storico significativo è il coinvolgimento nel 1558-1559 di Andrea Palladio (1508-1580), impegnato per la prima volta nella sua carriera in un progetto per un edificio religioso. Anche se realizzata con modifiche nel 1596, molto dopo la morte di Palladio, la facciata attuale riduce ma non annulla la forza d’impatto del progetto originario, che nel riprendere e rielaborare le forme romane antiche dell’arco trionfale si ricollega ai modelli di Leon Battista Alberti e alla ricerca architettonica del primo Cinquecento romano
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