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    La forma del rilievo terrestre e il problema della convergenza morfologica

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    Argomento della presente relazione è la forma del ri-lievo terrestre. Il rilievo terrestre può essere raffigurato come un grande mosaico le cui tessere sono i versanti. Un versante può es-sere: o una superficie piana caratterizzata da una determinata espo-sizione e da una specifica inclinazione; oppure una superficie curva di tipo concavo o convesso. Ogni singolo versante è inoltre identificabile con una forma del rilievo ben definita, la cui genesi è riconducibile ad un processo morfogenetico peculiare. Ogni cambiamento nell’esposizione, nell’inclinazione o nella curvatura di un versante segna pertanto il passaggio a forme del rilievo di-verse. Complessivamente, tutti i processi morfogenetici che mo-dellano la superficie terrestre creano grandi e piccole forme del rilievo che, sebbene siano prodotte da meccanismi profondamente differenti, mostrano sempre le stesse geometrie. Questa occor-renza, conosciuta in Geomorfologia come problema della conver-genza morfologica, crea difficoltà nel distinguere forme simili nell’aspetto ma profondamente diverse nella genesi. Le forme semplici sono costituite da un solo versante e, a prescindere dal processo morfogenetico che le produce, possono assumere le sem-bianze di: scarpata (superficie piana verticale), pendio a media in-clinazione (superficie piana obliqua), pianura (superficie piana orizzontale), conca (superficie curva concava) o rilievo arroton-dato (superficie curva convessa). Dalla combinazione di due o più forme semplici (versanti singoli) possono a loro volta ottenersi delle forme complesse (insieme di più versanti) che possono assu-mere l’aspetto di: altura (insieme di versanti che convergono verso uno o più punti di quota maggiore), depressione (insieme di ver-santi che convergono verso uno o più punti di quota inferiore) o rilievo articolato (insieme di diversi tipi di versante, variamente combinati). Prendendo spunto dalla forma della superficie terre-stre, la presente relazione mostra: le cause delle forme del rilievo; le principali forme del rilievo suddivise sulla base della scala di osservazione; i casi più significativi di convergenza morfologica.The shape of the Earth’s relief and the geomorphologi-cal convergence problem. The shape of the Earth’s relief is the subject matter of this paper. The Earth’s relief may be represented as a large mosaic whose pieces are the slopes. A slope is a planar or curved surface. A single slope is also a well-defined landform whose genesis is due to a peculiar geomorphic process. Changes in exposure, inclination or curvature of a slope mark the transition to a different landform. Overall, geomorphic processes causing the Earth's surface create large and small landforms that always show the same geometries, though they are produced by deeply different mechanisms. This occurrence is known as geomorphological con-vergence problem creating difficulties in distinguishing similar but deeply different in genesis landforms. Regardless of the geo-morphic process that produce them, the simple landforms (a single slope) may assume the following geometric shapes: scarp (vertical planar surface), inclined slope (oblique planar surface), plain (hor-izontal planar surface), rounded hollow (concave curved surface) or rounded hill (convex curved surface). Complex landforms (a set of slopes) take on by the combination of two or more simple land-forms. The complex landforms can assume the appearance of topo-graphic high (a set of slopes converging toward higher altitudes), topographic depression (a set of slopes converging toward lower altitudes) or articulate relief (a set of several slopes which are dif-ferently combined). Starting from the shape of the Earth's surface, this paper shows landform causes, main landforms in relation to the scale factor, and most significant cases of geomorphological convergence

    Leucodistrofia metacromatica: un caso di pubertà precoce

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    Leucodistrofia metacromatica: un caso di pubertà precoce Nardecchia F 1 , Poratti E 1 , Dimiccoli P 1 , Di Maggio C 1 , Commone A 1 , Pucci C 1 , Leuzzi V 1 1DAI Neurosc e Sal Ment, Univ Sapienza, Roma INTRODUZIONE/BACKGROUND: La leucodistrofia metacromatica è una malattia lisosomiale, autosomica recessiva, caratterizzata dall'accumulo di solfatidi a livello della mielina del sistema nervoso e, in minor quantità, nei tessuti a funzione escretoria, tra cui reni, fegato e cistifellea. E’ stato descritto, inoltre, coinvolgimento di tipo deficitario dell’ipofisi anteriore, surreni, testicoli, ovaie ed endometrio. METODI / PAZIENTI:Il caso presentato è una bambina di 7,6 anni con esordio tipico intorno ai 2,6 anni, caratterizzato da rapida regressione psicomotoria e ipotono. La RMN dell’encefalo mostarva diffusa e marcata iperintensità di segnale della sostanza bianca biemisferica sovratentoriale, con coinvolgimento del corpo calloso. Il dosaggio dell dell’attività dell’arilsulfatasi A rivelava una riduzione del 91% e l’indagine genetica una eterozigosi composta per [p.Tyr201Cys] e [p.Leu428Pro] nel gene ARSA. A 6 mesi dalla diagnosi comparsa di episodi critici polimorfi. Intorno ai 4 anni osservato telarca bilaterale isolato e incremento della lanuggine corporea, con successiva comparsa di pubarca. RISULTATI:Il GnRH test evidenziava un’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi- gonadi, definendo un quadro di pubertà precoce centrale. L’ecografia pelvica mostrava alcuni follicoli bilaterali con diametro di 3 mm. L’Rx polso evidenziava un’età ossea avanzata rispetto a quella cronologica, con uno scarto superiore ad un anno. La progressione del quadro neurologico ha determinato un quadro di tetraparesi spastico-distonica, assenza di linguaggio e residuo ed incostante contatto di sguardo. Assume terapia antiepilettica con crisi plurisettimanali e trattamento ormonale con analoghi del GnRH. DISCUSSIONE:A differenza del riscontro di ipofunzionamento dell’asse ipotalamo-ipofisi- gonadi descritto nelle leucodistrofie e consensuale al processo degenerativo, si segnala in questo caso l’iperattivazione dell’asse, finora non descritta in letteratura

    Quality control in mammography: Possible uses of new equipment for testing image quality and dose

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    The authors tested a new equipment containing a phantom to check quality mammographic image and an electronic instrument to measure incident radiation (Phan-EX). The phantom contains objects which have similar characteristics to the details of diagnostic interest and allows an easy and accurate estimation of image quality on the basis of the number of objects detected. The radiation detector, consisting of a solid state photodiode, provides an integer proportional to the input exposure. The results obtained highlighted a good reproducibility of instrument output and a good relationship between these values and the exposure ones obtained with a much more expensive ionization chamber. The device response was linear in varying both the anodic exposure (mAs) and the x-ray tube voltage (varying the energy, the calibration factor varied only by a small percent). The authors conclude that the Phan-EX may be useful for quality assurance of the mammographic unit. Furthermore, they suggest some of its practical applications: daily tests of qualitative of the mammographic unit and the treatment system performance, control of the automatic exposure probe, choice and optimization of exposure and treatment of the film parameters, the determination of the output of the x-ray tube, the evaluation of the sensitivity of different screen/film system
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