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    La rivoluzione costituzionale di Gaetano Filangieri

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    Questo saggio mette in rilievo un aspetto particolare e finora non conosciuto dell'opera di Gaetano Filangieri. Questo aspetto concerne l'idea di fondo della Scienza della Legislazione che è interpretata nel quadro del processo di civilizzazione statuale. Quest'ultima nella concezione filangieriana non riguarda soltanto la costruzione dello stato, ma investe anche la storia e l'evoluzione delle mentalità sociali, la diffusione della fiducia come collante della socialitas e lo spirito delle istituzioni e della solidarietà. Filangieri immaginava un "costituzionalismo pedagogico" capace di erigere , attraverso un sapiente uso di ciò che egli chiama "le passioni conduttrici", delle strutture giuridico-culturali capaci di favorire la costituzione di un tessuto sociale in grado di rifondare ab imis fundamentis la realtà politica e sociale italiana e del regno di Napoli.Cet essai met en relief un aspect particulier et pas assez connu jusqu’à présent pour comprendre l’œuvre de Gaetano Filangieri et son importance pour le développement de la pensée constitutionnelle en Italie et en Europe : l’idée de fond de Filangieri est interprétée dans le cadre du processus de civilisation étatique, à savoir non seulement de la construction de l’État mais aussi des mentalités liées à l’esprit de société, à la diffusion de la confiance et à l’enracinement de la solidarité sociale. Filangieri imagine un « constitutionnalisme pédagogique » capable d’ériger – à travers le savant usage, dans le peuple, de ce qu’il appelle les « passions conductrices » – des structures juridico-culturelles à même de reconstruire le tissu social, et ainsi de refonder ab imis fundamentis la réalité politique napolitaine et italienne

    Policy interventions in a credit market with imperfect information

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    La tesi si articola nei seguenti 3 articoli, che rappresentano anche i 3 capitoli principali: 1. Asymmetric Information in the Credit Market and Unemployment Benefit as a Screening Device, 2. Redistribution as a Device for Total Screening in a Credit Market with Adverse Selection, 3. Moral Hazard in the Credit Market: the Case of Labor-Managed Firms in Italy after the Law n. 142/2001. La tesi inoltre comprende un 4° articolo supplementare, “How Trade Unions Promote Cooperation among Workers”, scritto sempre durante il dottorato di ricerca, ma su un argomento diverso rispetto a quello dei primi 3. Il primo articolo riprende e sviluppa la tesi finale scritta per il conseguimento del Master in Economics presso l’Università di Louvain la Neuve. L’articolo parte dall’analisi principale-agente nel caso di asimmetrie informative nel mercato del credito. Il modello di riferimento è il classico Stiglitz e Weiss (1981) nel caso di adverse selection. I due autori hanno dimostrato come il razionamento può facilmente verificarsi in mercati (quello del credito è uno dei possibili esempi) dove ogni contraente ha un diverso grado di conoscenza rispetto alla controparte sui vari aspetti del contratto. Per evitare il razionamento del credito, e pertanto un più lento sviluppo dell’attività imprenditoriale (specialmente in aree meno industrializzate), alcuni autori hanno proposto (alle autorità istituzionali) interventi mirati ad alleviare i problemi legati alle asimmetrie informative. Mankiw (1986), ad esempio, suggerisce che i trasferimenti pubblici, sotto forma di sussidio all’investimento, possono generare miglioramenti nella soluzione di mercato. De Meza e Webb (1987), dimostrano come invece una tassa sugli investimenti può essere un modo per evitare il sovra-investimento da loro immaginato. Stranamente, pochi altri articoli investigano sui possibili interventi volti ad evitare il razionamento del credito. Uno di questi è Minelli e Modica (2003) i quali ricordano che la disponibilità di collaterale è lo strumento più efficace per segnalare la qualità dei progetti imprenditoriali. Pertanto, nel caso in cui i potenziali imprenditori non abbiano il collaterale sufficiente per segnalarsi, lo Stato dovrebbe intervenire fornendo alle imprese direttamente la somma necessaria. I 2 autori confrontano poi il costo della policy con i costi generati dalle 2 forme di intervento più conosciute e utilizzate dai governi: il sussidio al tasso di interesse e il sussidio all’investimento. Minelli e Modica concludono dimostrando che la loro proposta ha, così come il sussidio al tasso di interesse, il costo più basso possibile per le autorità. Sfortunatamente, però, i 3 interventi di policy citati da Minelli e Modica producono equilibri di pooling, cioè dove tutti i “tipi” di impresa (“buoni” o “cattivi”) vengono finanziati. Questo non è un bene per la società nel caso in cui le imprese “cattive” hanno un valore netto minore di zero (vale a dire il loro output finale è più basso delle risorse utilizzate). Nel primo articolo della tesi, si dimostra come un sussidio di disoccupazione offerto ai potenziali imprenditori, può rendere meno conveniente la possibilità di chiedere un prestito per le imprese che hanno progetti scadenti. Il contributo principale dell’articolo sta nell’analisi del rapporto tra inefficienze riscontrate in un mercato (del credito) e le possibili soluzioni generate focalizzando l’attenzione su altri mercati apparentemente lontani. Il sussidio di disoccupazione produce equilibri separating, cioè dove solo le imprese “buone” chiedono un prestito. Inoltre (anche se non è essenziale confrontare i costi di interventi che producono un risultato diverso in termini di imprese finanziate), l’intervento proposto in genere costa meno delle altre alternative di policy. Il secondo articolo immagina uno scenario solo leggermente diverso rispetto al primo articolo. Invece di analizzare le interdipendenze tra mercati, il modello descrive i risultati di una redistribuzione del reddito iniziale di tutti i potenziali imprenditori. Se non tutte le potenziali imprese hanno il livello di collaterale richiesto dalle banche per classificare i “tipi” di impresa, le redistribuzione può essere un mezzo efficace per garantire a tutti il livello necessario. Solo nel caso in cui la ricchezza iniziale totale non è sufficiente a garantire lo stesso ammontare di collaterale per ogni potenziale impresa, l’autorità pubblica è chiamata ad intervenire con i propri fondi. Il modello produce ancora una volta equilibri di separating con le imprese “cattive” fuori dal mercato del credito per “paura” di perdere il nuovo capitale a disposizione. Il costo della policy risulta in genere più basso di quello di altre possibili alternative. Inoltre, quando l’output totale prodotto da tutte (e solo) le imprese “buone” è tale da potere rimborsare gli agenti che inizialmente possedevano più del reddito “egalitario” ottenuto dopo l’intervento, “svaniscono” i giudizi negativi sull’effetto delle redistribuzioni sugli incentivi alla produzione e sulla pareto efficienza.. Il terzo articolo analizza il rapporto tra la legge e i risultati economici prodotti da questa. Il modello confronta il problema di moral hazard che può verificarsi nel caso in cui una banca, per fondi limitati, può scegliere di finanziare una cooperativa di lavoro (LMF) oppure un’impresa tradizionale (PMF). Com’è noto, la legge n. 142 del 2001 ha equiparato la posizione del socio e del lavoratore subordinato nelle cooperative di lavoro ai sensi della legge fallimentare. Come conseguenza le cooperative sono diventate meno competitive, dal punto di vista dei finanziatori, perché la posizione dei soci in caso di fallimento è adesso più forte. In altre parole, durante un procedura di liquidazione, le banche possono essere soddisfatte sui beni mobili dell’impresa fallita solo dopo i crediti di lavoro subordinato. Ciò acuisce il problema di moral hazard per le cooperative riguardo al livello di sforzo applicato da ogni socio. Infatti, gli imprenditori-lavoratori di una LMF avranno meno incentivo allo sforzo rispetto a quelli che guidano una PMF se, in caso di fallimento, riescono a recuperare il loro compenso direzionale oltre a quello eventuale di lavoro subordinato. L’articolo si aggiunge a quella parte della letteratura economica che investiga sull’effettiva efficienza di un sistema di imprese di tipo LMF. Il contributo principale riguarda l’analisi della relazione che può sussistere tra provvedimenti legislativi e asimmetrie informative nel mercato del credito. Il modello dimostra come una riforma della legislazione in materia fallimentare potrebbe essere sufficiente ad alleviare il problema di moral hazard sofferto dalle banche nei confronti degli imprenditori LMF. Questi ultimi possono effettivamente accrescere la loro reputazione di “buoni debitori” e produrre infine un output non necessariamente minore rispetto alle imprese PMF. L’ articolo supplementare studia una delle possibili spiegazioni della presenza dei sindacati nel mercato del lavoro. Ciò che potrebbe sembrare una rigidità nei livelli salariali, può in realtà essere il risultato di un gioco cooperativo tra i membri di un sindacato. L’articolo spiega come un sindacato, riducendo la varianza del reddito atteso per ogni iscritto, produce un benefico effetto assicurativo. Il sindacato, in effetti, chiede una tassa di iscrizione agli occupati (riducendo il salario) e fornisce un sussidio, sotto varie forme, per i disoccupati (aumentando il salario di riserva). Rispetto al modello di cooperazione di Solow (1990), il presente articolo riesce a spiegare, grazie alla semplice presenza dei sindacati, la possibilità di osservare un salario più alto del livello competitivo senza la necessità di assumerlo come dato esogeno (com’è possibile, da un’ottica di equilibrio generale, assumere un livello salariale più alto di quello competitivo senza una spiegazione? ). Inoltre, il modello assume l’avversione al rischio dei lavoratori e non la neutralità. Oltre ad essere un’assunzione più realistica (non si accorgono, i lavoratori, di affrontare una lotteria ogni periodo tra salario alto e quello di riserva?), l’avversione al rischio consente di spiegare la più alta utilità attesa che deriva dalla riduzione della varianza del reddito atteso

    Economic Impact of Rural Development Plan 2007 2013 in Tuscany

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    In 2007 in every European Union region, involved in the planning of Rural Development Plan (RDP), an independent evaluator should asses the impact of the plan in term of value added and productivity. Each region has adopted different methodologies but few of them have followed the indications of Common and Monitoring Evaluation Framework (CMEF) to evaluate the net value deriving by direct and indirect effect. IRPET, the Independent evaluator of Tuscany, utilising REMI-IRPET model has assed the impact of RDP on the main economic variables until 2020. Among 30 different measures it has been chosen only 5 of them that cover more than 54% of total amount of public and private investments. The economic impacts are also evaluated at provincial level.evaluation, regional model, rural development, Community/Rural/Urban Development,

    Mais e micotossine: possibilità di controllo.

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    Cereal mycotoxin contamination is a worldwide serious problem for human and animal health. Maize products could be contaminated by different kind of mycotoxins. The most important are deoxynivalenol (DON), zearalenone (ZEN), aflatoxins (AF), ocratoxin (OCRA) and fumonisins (FUM) produced by fungi belonging to different genera Fusarium, Aspergillus and Penicillium. In northern Italy, but also in other world regions, the most frequently occurring class of mycotoxins in maize are fumonisins. These mycotoxins can be present even at concentrations that make maize grain inadvisable for human consumption and feed of more susceptible animal species. The main responsible of maize fumonisin contamination is Fusarium verticillioides (Sacc.) Niremberg and because of the harmful effects associate with the presence of fumonisins the spreading of F. verticillioides infection has became an important area in food safety. Until now the application of good agricultural practices (GAP) followed by good manufacturing practices (GMP) represent the only line of defence usable to control Fusarium-toxins contamination in maize grain (Rac CE 583/2006). GAP are indirect control strategies point out to altering the conditions under which the crop grown reducing environmental stress, promoting plant fitness. Different climate conditions among maize cultivation area and annual fluctuation in weather can change agricultural practices effectiveness in control Fusarium colonization and mycotoxin contamination. Integration of indirect control strategies as GAP with direct control strategies base on the application of chemical product or biological control agent (BCA) can be the way to achieve a reliable control of Fusaria colonization and fumonisin contamination in maize kernels. F. verticillioides is known to infect maize trough several different infection pathways and the relative importance of different pathways may vary among geographic areas. The first set of experiment reveals that, also in Veneto, insect injuries due to European corn borer (ECB: Ostrinia nubilalis (Hübner)) larvae activity are the most important infection pathways causing 60% of final fumonisin contamination. Infections through silks are also a significant source of F. verticillioides inoculum and fumonisin contamination while seed-borne and soil-borne infections have a lesser importance. Test on different fungicide activity against F. verticillioides confirm the effectiveness of ergosterol synthesis inhibitors (EBIs) and in particular of triazole. However seed chemical treatments have no or limited effect in controlling the final level of F. verticillioides kernel colonization and fumonisin contamination because the main fungal infections occur through pathways, silk and insect injuries, both spatially and temporally distant from the point of application of the chemical products. Application of mixture of chemicals and in particular of Metconazole + Prochloraz on silks seven days after female flowering reduce F. verticillioides kernel colonization (-81%) and fumonisin contamination (-78%) even at levels that are lower than the one stated for the human consumption (4000 μg/kg). However even if for the distribution of chemical mixtures is possible to employ self-propelled sprayer used for the distribution of insecticide against ECB, no fungicides are registered for the use in maize during flowering and moreover is important to take in consideration the ecological impact of the application of chemicals on a area that only in Veneto region is greater than 240.000 ha. Another interesting control strategy is the use of biological control agent and among several different control agents discover active against F.verticillioides interesting results give seed application of Trichoderma harzianum strain T22 and Acremonium zeae strain NRRL13540. T22 rhizosphere colonization induct systemic resistance response in maize plant and results of field trials (3 years in 2 sites) reveal an effective and stable reduction of F. verticillioides kernel colonization (-70%) and fumonisin B1 and B2 contamination (-60%). Different is the control mechanism express by NRRL 13540 because the reduction (-60%) of F. verticillioides kernel colonization and fumonisin B1 and B2 contamination is recorded in association with an enhancement in A. zeae endophytic kernel colonization. This results permit to hypothesize a in loco inhibition due to the synthesis of compound with antibiotic activity, pyrrocidines A and B. In conclusion to enhance the effectiveness of direct control strategies as application of fungicide or biological control agent they have to be applied with GAP in integrated control protocols that have to be plan in relation with the different environmental conditions characterizing the different maize cultivation areas.La contaminazione dei cereali da micotossine è un problema di sicurezza alimentare che riguarda le produzioni provenienti da tutto il mondo. In particolare, il mais e i prodotti da esso derivanti possono risultare contaminati da diverse classi di micotossine, tra esse, le più importanti sono il deossinivalenolo (DON), lo zearalenone (ZEA), le aflatossine (AF), l’ocratossina (OCRA) e le fumonisine (FUM). Le micotossine sono prodotti secondari del metabolismo di microorganismi fungini (muffe) appartenenti principalmente ai generi Fusarium, Aspergillus e Penicillium. Nel nord Italia, ma anche in altre regioni del mondo, la classe di micotossine che viene più spesso riscontrata nella granella di mais sono le fumonisine che possono essere presenti anche a livelli tali da sconsigliarne il consumo sia per l’alimentazione umana sia per l’alimentazione delle specie animali più sensibili. Il principale produttore di fumonisine è Fusarium verticillioides (Sacc.) Niremberg e visto l’effetto che queste tossine hanno, sia sulla salute umana sia su quella animale, la messa a punto di strategie di controllo capaci di contenere la colonizzazione della granella da parte di F.verticillioides e la conseguente contaminazione da fumonisine è diventata una aspetto di prioritario interesse nell’ambito della sicurezza alimentare. Attualmente le linee di difesa disponibili per contenere la contaminazione della granella di mais da micotossine sono legate all’applicazione delle buone pratiche agricole (BPA) seguite dalle buone pratiche di fabbricazione (BPF) (Rac CE 583/2006). Le BPA sono strategie di controllo indiretto volte a modificare le condizioni generali di sviluppo della pianta con lo scopo di ridurne gli stress ambientali promuovendone il fitness al fine di renderla meno suscettibile all’attacco dei patogeni. Tuttavia le diverse caratteristiche climatiche che caratterizzano i diversi areali di produzione del mais, ma anche le annuali fluttuazioni nel clima, rendono variabile il vantaggio ottenuto dall’applicazione delle BPA. L’integrazione tra strategie di controllo indiretto, quali l’applicazione delle BPA, e strategie di controllo diretto, basate sull’impiego di fungicidi o agenti di controllo biologico, può essere una soluzione per ottenere un controllo effettivo e stabile sia della colonizzazione della granelle da F.verticillioides sia della contaminazione da fumonisine. Al fine di pianificare efficaci strategie di controllo diretto risulta indispensabile conoscere quali siano le vie attraverso le quali F.verticillioides colonizza la pianta di mais. Esso può infettare la pianta di mais attraverso diverse vie di infezione ma la loro importanza relativa può cambiare nelle diverse aree geografiche. La prima serie di esperimenti ha permesso di verificare che, anche in Veneto, la principale fonte di inoculo è rappresentata dalle soluzioni di continuità causate dall’azione trofica della piralide (ECB: Ostrinia nubilalis (Hübner)) che è responsabile del 60% del contenuto finale di fumonisine della granella. Anche le infezioni che avvengono attraverso le sete rappresentano una via importante di ingresso mentre la colonizzazione endofitica che inizia dal seme infetto o dalle radici risulta di minore importanza. I test condotti sull’efficacia di diversi fungicidi nel contenere lo sviluppo di F.verticillioides hanno confermato l’efficacia degli inibitori dell’ergosterolo ed in particolare dei triazoli. Tuttavia la concia del seme, con fungicidi, ha dimostrato di non essere efficace o di avere un limitato effetto nel contenere la contaminazione da fumonisine e la colonizzazione da F. verticillioides della granella alla raccolta. Risultato peraltro atteso poiché le principali vie di infezione, attraverso le sete o le soluzioni di continuità causate dall’azione trofica della piralide, risultano distanti sia nello spazio che nel tempo dal punto di applicazione dei fungicidi. Invece l’applicazione di miscele di prodotti fitosanitari, ed in particolare di Metconazolo + Procloraz, sulle infiorescenze femminili sette giorni dopo la loro emissione ha permesso di ridurre la colonizzazione (-81%) da F. verticillioides e la contaminazione da fumonisine (-78%) della granella alla raccolta a livelli inferiori a quelli stabiliti per il mais destinato al consumo alimentare umano (4000 μg/kg). Tuttavia anche se per la distribuzione dei prodotti fitosanitari si è utilizzata una manica d’aria montata su macchina semovente scavalcante (trampolo), attrezzatura già presente in azienda ed impiegata per la distribuzione dei trattamenti insetticidi per il controllo della piralide, attualmente non è disponibile alcun prodotto fitosanitario registrato per l’impiego su mais ed inoltre va tenuto in considerazione quale potrebbe essere l’impatto ecologico che l’applicazione di questi prodotti potrebbe avere su una superficie, che solo in Veneto, è superiore ai 240.000 ha. Un’altra interessante strategia di controllo diretto potrebbe essere l’impiego di strategie di controllo biologico. Tra i diversi agenti di controllo, che in prove di laboratorio, serra e campo, hanno dimostrato essere in grado di controllare lo sviluppo di F.verticillioides interessanti risultati si sono ottenuti dall’applicazione sul seme di Trichoderma harzianum ceppo T22 e Acremonium zeae ceppo NRRL 13540. Nelle diverse prove sperimentali realizzate si è potuto verificare che la colonizzazione dell’apparato radicale della pianta di mais ad opera di T22 induce nella pianta delle risposte di resistenza in grado di contenere sia la colonizzazione da F.verticillioides (-70%) sia la contaminazione da fumonisine (-60%) nella granella alla raccolta. Diverso è il meccanismo di controllo espresso dal ceppo NRRL 13540 infatti la riduzione pari a -60% sia del livello di colonizzazione da F.verticillioides sia del livello di contaminazione da fumonisine rilevata nella granella alla raccolta, risulta associata ad un aumento nel livello di colonizzazione endofitica della pianta di mais da parte di A. zeae. Questo risultato permettono di ipotizzare una azione diretta di antagonismo da parte di A. zeae nei confronti di F. verticillioides che può essere legata alla capacità, già dimostrata in prove in vitro, di sintesi da parte del BCA delle pirrocidine A e B, molecole con azione antibiotica. Concludendo per ottimizzare l’efficacia delle strategie di controllo diretto quali l’impiego di fungicidi o di agenti di controllo biologico esse devono essere applicate insieme alle BPA in protocolli di lotta integrata che devono essere però pianificati in funzione delle caratteristiche climatiche proprie dei diversi areali di coltivazione del mais

    Sviluppo di un banco prova per la rilevazione della risonanza strutturale di un gruppo stampa, utilizzando il sistema di controllo e comunicazione SLM

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    LAUREA MAGISTRALEOmet progetta, produce e commercializza macchine da stampa rotative in linea e rappresenta un costruttore di riferimento, sia per la complessità delle linee che per le soluzioni adottate. In tale ambito, dalla fine degli anni 90 si è assistito allo sviluppo di macchine servo motorizzate, con cilindri di stampa direct drive (accoppiamento diretto motore – cilindro); tutto ciò per arrivare a produrre macchine più flessibili e con precisioni sempre maggiori. Dal 2006, OMET, sta cercando delle soluzioni per migliorare il controllo del mandrino di stampa (sul quale vengono montate le sleeve) in presenza di risonanze legate alla realizzazione meccanica del mandrino ed alle sleeve intercambiabili. Omet, leader mondiale nella produzione di macchine flexo, utilizza motori brushless in applicazione diretta al mandrino porta sleeve mediante il sistema di controllo e comunicazione SLM. In questa tesi di laurea è stato sviluppato un banco di test per analizzare le risonanze strutturali dei sistemi rotanti accoppiati meccanicamente a servomotori, ed effettuare il corretto settaggio dei parametri di controllo del sistema. L’idea che ha portato allo sviluppo di tale sistema, deriva dalla necessità di verificare la bontà della costruzione meccanica (costanza e validazione della qualità di produzione) del mandrino stesso. Il sistema è costituito da un controllore della ISAC, su cui è installato Windows CE, con interfaccia di comunicazione digitale (bus sincrono ad alta velocità) e da servo-azionamenti utilizzati in OMET; su tale componente è stato sviluppato un software che genera profili di moto necessari per testare i sistemi rotanti; durante le prove viene acquisita la posizione tramite un encoder seno-coseno, da cui successivamente viene ricostruito lo Spettro in Frequenza. Per analizzare le frequenze di risonanza sono stati utilizzati 3 metodi: • Sweep • Rumore Bianco • Somma di Sinusoidi Successivamente sono stati integrati il profilo trapezoidale e l’autotuning del PID dell’anello di velocità, per avere uno strumento a 360°, che permetta anche la verifica di tutti i parametri di controllo. Infine è stato creato un programma in Visual Basic, che funge da interfaccia utente, da cui è possibile modificare i parametri delle prove e analizzare i report

    Valutazione simulata di un sistema multiagente basato su MO-DCOP per la gestione di bacini idrici

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    LAUREA MAGISTRALENel corso degli ultimi anni vi è stato un crescente interesse nei confronti delle tematiche ambientali anche da parte dell’opinione pubblica che si è resa conto della scarsità delle risorse presenti sul nostro pianeta. Tra queste risorse ce n’è una di vitale importanza, cioè l’acqua, o meglio l’acqua dolce che rappresenta solo il 3% di quella presente sulla Terra, e più dei due terzi di questa si trova nei ghiacciai in forma solida. Di conseguenza la gestione di questa risorsa è di estrema importanza sia per l’uomo che per la vita in generale. Lo scopo di questa tesi è di mostrare le potenzialità di un particolare algoritmo di ottimizzazione distribuita multiagente multiobbiettivo per la gestione ottimale di un bacino idrico. Tale algoritmo è stato testato su vari problemi a crescente complessità. Attraverso la generazione automatica di scenari più o meno complessi, alla loro traduzione in modelli direttamente elaborabili dall’algoritmo, e alla loro successiva risoluzione abbiamo evidenziato un’ottima scalabilità dell’algoritmo al crescere della complessità del modello e il principale difetto legato al fatto che l’algoritmo non è completo e quindi in alcune condizioni non siamo in grado di garantire una certa qualità delle soluzioni.Over the last few years there has been a growing interest in environmental issues also from the perspective of the public opinion, who realized the scarcity of resources on our planet. Among these resources one is of vital importance, namely water, or rather the fresh water that is only 3% of water on Earth, and more than two-thirds of this is located in glaciers in solid form. Consequently, the management of this resource is very important both for humans and for life in general. The purpose of this thesis is to evaluate a particular distributed multi-agent multi-objective optimization algorithm for optimal watershed management. Such an algorithm has been tested on various problems at growing complexity. Through the automatic generation of more or less complex scenarios, to their translation into models that can be processed by the algorithm, and their subsequent resolution we show that the algorithm has excellent scalability with respect to the increasing of complexity of the model and that its main drawback is related to its incompleteness and therefore in some conditions we are not able to guarantee a certain quality of the solutions

    Il procedimento europeo per le controversie di modesta entità. L'esperienza del progetto SCAN

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    Il procedimento europeo per le controversie di modesta entità (in inglese ESCP - European Small Claims Procedure) ha l'obiettivo fondamentale di semplificare, accelerare e ridurre le spese delle controversie transfrontaliere di modesta entità all'interno dello spazio comunitario, laddove, tra gli obiettivi, primario è garantire l'accesso alla giustizia e costituire uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia nell'Unione Europea. Il procedimento istituito con Regolamento (CE) n. 861/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, è stato oggetto di diverse modifiche le quali hanno tentato di rendere maggiormente efficace questo metodo alternativo di risoluzione delle controversie. Ciò nonostante, l'ESCP risulta ad oggi ancora poco conosciuto ed utilizzato; al fine di valorizzare quanto istituito, nell'ambito degli sforzi profusi dall'Unione Europea, il progetto Small Claims Analysis Net - SCAN è stato cofinanziato dal Programma giustizia della Commissione europea. Grazie all'utilizzo di strumenti di ICT e sfruttando le potenzialità di Internet, il progetto SCAN è riuscito a realizzare proposte valide per l'ottimizzazione e la diffusione dell'utilizzo della ESCP

    Esempi di mappature acustiche e di valutazioni di popolazione esposta a rumore eseguite nella regione Umbria

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    A partire dal 2005, grazie alla collaborazione tra l’ARPA Umbria e la Sezione di Fisica Tecnica del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Perugia, è stato sviluppato un progetto sull’attuazione della Direttiva 2002/49/CE, recepita in Italia con il D. Lgs. 194/05, con particolare riferimento alle modalità di calcolo dell’indicatore popolazione esposta al rumore. Si sono così condotti numerosi studi riguardanti diverse aree di interesse all’interno della Regione Umbria. L’esperienza maturata grazie ai diversi casi di studio ha consentito di pervenire a procedure di calcolo ottimizzate, tali da fornire risultati realistici anche in ambienti complessi, caratterizzati da molteplici sorgenti, quali infrastrutture stradali, ferroviarie e stabilimenti industriali. Il presente lavoro è incentrato sulla mappatura acustica e la valutazione di popolazione esposta in due località del comune di Perugia collocate nei pressi del Raccordo autostradale Perugia-A1
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