30,717 research outputs found

    Osservazioni su gr. ἄππα

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    Dimostrazione che ἄππα non è un conio callimacheo, ma presupposto da un nome proprio già nel V secolo. Ipotesi sulla qualifica di “macedone” che le fonti antiche danno al termin

    Telefono Amico: un orientamento discreto attraverso l’ascolto empatico

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    Il contributo, a partire dai dati forniti dai referenti dell’associazione nazionale Telefono Amico analizza i numeri, il sesso, l’età delle persone che si rivolgono al servizio e la tipologia di problematiche che esse portano all’attenzione dei volontari. Sono spesso persone con difficoltà relazionali e disagio sociale che cercano un supporto, ma anche anziani, giovani disorientati, adulti che stanno affrontando situazioni difficili. Mediante interviste semi-strutturate rivolte ai volontari è stato possibile studiare l’efficacia dell’ascolto empatico, così come descritto da Rogers, da parte di chi senza dare giudizi, accogliendo le paure e la sofferenza, si rende disponibile ad ascoltare le persone che chiamano per cercare di orientarle verso orizzonti di vita meno dolorosi

    L’importanza strategica delle competenze non cognitive nei percorsi scolastici e come arma contro la dispersione scolastica

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    Il capitale umano rappresenta la più importante risorsa a disposizione dei Paesi per una crescita sociale ed economica, equa e sostenibile. Per questo tutti gli Stati dovrebbero impegnarsi nel perseguimento di politiche volte a garantire un accesso universale e permanente al sistema dell’istruzione e della formazione. La scuola rappresenta una fondamentale agenzia educativa, deputata alla mediazione tra i bisogni collettivi e quelli individuali e ha il compito non solo di istruire, ma anche di favorire un armonico sviluppo personale e sociale dei cittadini. Le competenze non cognitive possono contribuire in maniera determinante al raggiungimento di questo traguardo. In quest’ottica la recente proposta di legge n. 2372/2022 ha individuato tali competenze come essenziali per il recupero della motivazione all’apprendimento, la cui perdita rappresenta una delle principali cause di drop out

    Formare gli insegnanti, a partire dalle considerazioni degli studenti sulla qualità della didattica

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    Several pedagogical studies have shown the need to improve teaching starting from the opinions and thoughts of students who, as recipients of training processes, are more likely to be able to provide ideas on the quality of teaching. The student-voice perspective starts from the basics of teaching: it is eminently wrong to design the training system without taking into proper consideration the opinions of those for whom it is designed. This research analyses the results of a survey that investigated what 1657 students of the 3rd, 4th, and 5th year of high school think about their school experience and their relationship with teachers. The results clearly show that the school system uses teaching methods that are too distant from the actual needs of students. In fact, pupils ask for a more engaging and less boring school. There are differences in the responses of students attending high schools, technical institutes, and vocational institutes about the quality of the school system, but many observations and requests for change are the same for everyone. Starting from the information provided by the respondents, it is possible to reinvent teacher-training theories to meet the needs of adolescents.Numerosi studi in ambito pedagogico hanno dimostrato la necessità di migliorare la didattica partendo dalle considerazioni degli studenti che, in quanto destinatari dei processi formativi, sono maggiormente in grado di evidenziare punti di forza e criticità sulla qualità delle pratiche educative. La prospettiva student voice parte da un principio fondante: progettare il sistema formativo non può e non deve prescindere dal prendere in seria considerazione il punto di vista di coloro ai quali esso è rivolto. La ricerca descritta riporta i risultati di un’indagine che ha coinvolto 1657 studenti della terza, quarta e quinta classe della scuola secondaria di secondo grado sulla loro esperienza scolastica e sul rapporto instaurato con i docenti. Dalle loro risposte emerge chiaramente che la scuola propone una didattica troppo lontana dai loro bisogni e viene sottolineata l’esigenza di prevedere e introdurre nuovi stimoli per non annoiarsi (come spesso accade) durante le attività formative. Emergono alcune differenze nelle risposte degli studenti che frequentano i Licei, gli Istituti Tecnici e gli Istituti Professionali sulla qualità della scuola, ma molte considerazioni e richieste di cambiamento sono comuni a tutti. Proprio a partire dalle indicazioni degli studenti è possibile ripensare e rimodulare la formazione degli insegnanti per una didattica più consona e rispondente alle esigenze delle nuove generazioni di giovani

    Il PEI nella scuola secondaria di secondo grado: condivisione e principio di autodeterminazione

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    Il recente dibattito sul nuovo modello PEI su base ICF e la sentenza del Tar n. 9795/21 ha aperto nuove prospettive di ricerca facendo emergere la necessità di ridiscutere e rimodulare la documentazione e i processi inclusivi in ambito scolastico. Il presente contributo ha l’obiettivo di comprendere in che modo il PEI sia veramente un documento condiviso tra i vari protagonisti coinvolti nel processo di inclusione e se nella sua stesura venga garantito il principio di autodeterminazione degli alunni. Il contributo descrive i risultati di un questionario standardizzato somministrato a docenti curricolari e di sostegno delle scuole secondarie di secondo grado. Dall’indagine emergono molteplici difficoltà nella condivisione degli obiettivi formativi del PEI tra docenti di classe e di sostegno ma anche fra scuola e operatori sanitari. Seppure vi sia una disponibilità al lavoro condiviso per la realizzazione di un progetto di vita da parte dei docenti, si registrano numerose difficoltà nell’elaborazione di un PEI che risponde ai principi introdotti dal D.lgs. 66/2017

    Il rapporto di presupposizione nel diritto amministrativo. Contributo allo studio della funzione complessa

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    Il saggio monografico muove dall'inquadramento della presupposizione nell'ambito della teoria generale del diritto e segnatamente nella teoria della fattispecie. Una volta ricostruito il quadro d'insieme, il tema viene affrontato nella prospettiva del diritto amministrativo, con l'obiettivo di verificare la tenuta delle ricostruzioni classiche alla luce delle teorizzazioni sul ruolo che oggi è da assegnare all'amministrazione nel nostro ordinamento giuridico. Si è in particolare verificato che la ricostruzione dottrinale sul tema della presupposizione nel diritto amministrativo si svolge utilizzando due diversi approcci ricostruttivi, entrambi peraltro accomunati dal valore e dalla portata della fattispecie nella spiegazione del fenomeno in questione: il primo, definito strutturale, muovendo dalla considerazione della struttura della fattispecie, sostiene che i presupposti si configurano quali veri e propri elementi della medesima, la cui mancanza determina l'inesistenza della fattispecie e l'impossibilità della produzione dell'effetto previsto nella norma astratta; il secondo, definito funzionale, si fonda sul valore condizionante del presupposto, che si rapporta con la fattispecie principale non in modo diretto, ma tramite la figura della situazione giuridica, ossia l'insieme delle circostanze che determinano l'ambiente, il contesto di riferimento di cui la fattispecie principale necessita al fine di produrre l'effetto giuridico previsto dall'ordinamento.Sono state dunque analizzate le diverse soluzioni applicative corrispondenti alla ricordata alternativa. L'analisi è stata svolta in particolare con riguardo alla annosa questione del trattamento degli stati vizianti dell'atto presupposto e della loro rilevanza rispetto all'atto principale. Ciò sia nella prospettiva del rapporto tra atti amministrativi sia in quella del rapporto tra un atto amministrativo ed un atto avente natura privatistica e segnatamente nel rapporto tra aggiudicazione e contratto di appalto. Il risultato di tale analisi ha portato ad evidenziare come anche in giurisprudenza le ricostruzioni esistenti della trasmissione ovvero della derivazione del vizio tra atti sono in assolutamente in linea con l'impostazione generale che pone la fattispecie al centro di ogni riflessione in merito al rapporto di presupposizione. Tale impostazione non può peraltro oggi ritenersi completamente soddisfacente per una serie di ragioni di cui si è dato conto nel saggio: a) in quanto nessuna delle ricostruzioni offerte sembra in grado di spiegare in modo esaustivo il rapporto di presupposizione tra atti nel diritto amministrativo; b) per l'emergere recente, in primo luogo nel diritto positivo, di una nozione di azione amministrativa che vuole essere considerata in una dimensione unitaria, maggiormente attenta ai profili sostanziali piuttosto che a quelli formali; c) per l'affermazione oramai definitiva di strumenti di valutazione e misurazione dell'azione amministrativa in termini di risultato e non esclusivamente di stretta legittimità.Muovendo da tali considerazioni si è dunque tentato di offrire una diversa e nuova ricostruzione del rapporto di presupposizione che, ponendo al centro della scena il collegamento non più inteso come rapporto tra fattispecie, ma come esercizio unitario dell'azione amministrativa, ovvero di quello che si è chiamato “disegno unitario” fissato dal legislatore in vista del raggiungimento di un risultato, fuoriesca dalle rigidità in cui sino ad ora la tematica in questione è stata consegnata sia da parte della ricostruzione strutturale sia da parte di quella funzionale. Una tale ricostruzione consentirebbe di liberare l'azione amministrativa dai vincoli troppo stringenti sinora instaurati tra atto presupposto ed atto collegato dal punto di vista de[...

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Percorsi di transizione: una lettura sociologica della progettualità giovanile

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    All'interno di un ambito tematico come quello dei percorsi di transizione scuola-lavoro e/o scuola-università, assume particolare rilevanza l'analisi degli avvenimenti che hanno preceduto questa fase di vita giovanile e delle variabili che attraverso processi cumulativi, di intreccio e di interrelazione, contribuiscono a delineare e a condizionare i percorsi di scelta. Sono infatti le situazioni specifiche individuali come la disponibilità di risorse e vincoli differenziati (culturali, economici, familiari, di genere, territoriali), la compresenza di fattori strutturali dell'economia, del sistema occupazionale e dell'offerta formativa che incidono notevolmente sulle capacità dei giovani a gestire la fase diuscita dalla scuola superiore. La complessità del percorso e l'incertezza delle opportunità disponibili attribuiscono al fenomeno dellatransizionecarattere diprocessualità; la stessa condizione di giovane consente strategie progettuali reversibili, evolutive, provvisorie e plurime ma il prolungarsi di una situazione di precarietà e di instabilità genera aspettative, motivazioni e atteggiamenti che influiscono sugli obiettivi, le attese e i rischi del percorso e sul processo di formazione dell'identità

    Il nuovo PEI su base ICF: l’importanza della collaborazione per garantire una vera inclusione

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    La finalità del PEI è quella di analizzare i bisogni educativi speciali dello studente con disabilità per costruire un ponte tra le sue esigenze formative e la programmazione della classe permettendogli di sviluppare pienamente il suo potenziale. Esso, deve al contempo, integrarsi con le attività extrascolastiche che lo studente segue per una progettazione congiunta finalizzata alla definizione di un progetto di vita realistico. Il contributo descrive i risultati di una ricerca rivolta a docenti in formazione (ma già in servizio nella scuola) sull’utilizzo del nuovo modello di PEI. In particolare, l’indagine ha cercato di evidenziare punti di forza e criticità del nuovo modello di PEI su base ICF utilizzato nell’anno scolastico in corso, a partire dalle considerazioni di coloro che lo hanno utilizzato come insegnanti di classe o di sostegno (in fase di specializzazione)
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