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Quando le politiche sono il problema. Indicazioni per costruire politiche di integrazione sociale sostenibili
Articolo contenuto in una sezione monografica curata da Massimo Bricocoli insieme a Ota de Leonardis, Liliana Padovani, Jacques Donzelot e Renaud Epstei
Il futuro del diritto ambientale: il sogno dell’economia circolare
L’articolo si propone di analizzare dal punto di vista giuridico il concetto di economia circolare. Si descrive l’evoluzione del concetto nel diritto europeo (settimo programma di azione ambientale; primo pacchetto sull’economia circolare del 2014; secondo pacchetto del 2015). Si propone l’idea che l’elemento caratterizzante dell’economia circolare sia quello di interconnessione o di sistema. Si provano a ricostruire secondo questa prospettiva le fasi dell’economia circolare in relazione alla produzione di prodotti di consumo (progettazione, specifiche tecniche; certificazione) e il ruolo del potere pubblico (incentivi, tasse e divieti). Si evidenzia che gli appalti verdi possano costituire un importante banco di prova per l’economia circolare
Introduzione
L'introduzione presenta il volume inteso a tracciare un primo bilancio della presidenza Trump in politica estera e interna
La politica dell’Amministrazione Trump verso la NATO: percezioni e realtà
Il saggio analizza il ruolo della NATO nella politica estera dell'amministrazione Trump in prospettiva storica
Competition and environment: conflict or confluence? Some reflections on sustainability agreements under article 101(3) of the TFEU
The article is based on an analysis of Article 101 of the Treaty on the Functioning of
the European Union (TFEU). This provision sets out the general rule of the prohibition of agreements between companies that may distort competition, with an exception for agreements that contribute to improving the production of products. The author, based on international and European provisions, proposes an interpretation of ‘production improvement’ also in an environmental sense. This interpretation could justify agreements between companies that, while contrary to the application of competition principles, move towards sustainable production (so-called sustainability agreements), even if they do not reflect the application of the competition principle. The competition principle emerges clearly in the Italian Environmental Code and is applied in waste regulation and Extended Producer Responsibility (EPR) systems. The author believes that this principle, on the one hand, is crucial to encourage sustainable production and economic efficiency but, on the other hand, should not be considered an absolute principle. Indeed, sustainable production requires exceptions to the principle itself, but only to the strict extent necessary
La ragione politica. Volume secondo: i discorsi delle politiche
La pubblicazione costituisce un lavoro originale, basato su un lungo lavoro di ricerca empirica (finanziamento Prin). Lo spettro scientifico di approfondimento è ampio e si sottolinea l’estrema pertinenza disciplinare sia per quanto concerne la sociologia generale, spa specificamente all’area della sociologia economica e del lavoro, cui è dedicato circa un terzo dell’insieme dell’opera. Il volume è pubblicato all’interno di una Collana (Argomentazione e sfera pubblica) diretta da Franco Rositi e presieduta da un Comitato Scientifico (Vando Borghi, Anna Rita Calabrò, Ota de Leonardis, Giovanna Procacci). I principali risultati di questo lavoro hanno fornito i materiali per diverse relazioni e interventi nell’ambito di convegni e seminari in Italia e all’estero.
Un gioco diffuso e antico è quello di ironizzare sul nebuloso universo di parole dei professionisti della politica. Con questi due volumi de La ragione politica si vuole invece riprendere la strada di una analisi sistematica di discorsi variamente politici o di generale rilevanza pubblica, estraendone fra diverse situazioni pragmatiche alcuni normali esemplari, neppure i più scandalosi, ponendo al centro dell’attenzione, e perfino misurando, cose come la qualità dell’argomentazione, la presenza di stereotipi, la decifrazione degli inganni sottili dell’ideologia. In questo secondo volume si analizzano i discorsi correnti in alcuni settori particolarmente significativi di politiche pubbliche. Discorsi e politiche sono interrogati sulla capacità e sui modi di argomentare le ragioni, sulle forme della discussione e sulle azioni di governo che così prendono forma, sui loro effetti sociali. La Prima Sezione è dedicata alle trasformazioni più recenti delle politiche di sicurezza e la costruzione dell’odierno discorso securitario che fa della sicurezza, non più l’obiettivo proprio dell’organizzazione politica, ma il prodotto di politiche specificamente dedicate che tendono a colonizzare ampi spettri di fenomeni sociali. La Seconda Sezione focalizza l’attenzione sul governo della città e le politiche urbane, in particolare analizzando il contesto argomentativo degli strumenti normativi cui si ricorre per governare la città alla luce del rapporto fra fatti e valori, fra basi informative e scelte politiche. Nella Terza Sezione si affrontano i discorsi delle politiche sulla sicurezza del lavoro, strette in una tensione fra auto-evidenza delle procedure di prevenzione e rapporto organizzazione-lavoro, fra centralità dell’obiettivo di salute e processi di soggettivazione. Nel complesso, prende forma un interrogativo inquietante sul passaggio di società in cui viviamo, che cioè nella crisi attuale della democrazia stia avvenendo anche una sua degradazione, da regime di apprendimento aperto, sperimentale, a sistema fondato sull’imposizione di forme di autorità le cui basi cognitive sono progressivamente sottratte al confronto pubblico
La psychiatrie réformée entre contrôle et abandon : remarques sociologiques à propos du « traitement sanitaire obligatoire » dans la loi italienne
De Leonardis Ota. La psychiatrie réformée entre contrôle et abandon : remarques sociologiques à propos du « traitement sanitaire obligatoire » dans la loi italienne. In: Déviance et société. 1985 - Vol. 9 - N°4. pp. 355-361
Concorrenza e ambiente: “conflitto” o “concorso”? Alcune riflessioni sui sustainability agreements di cui all’art. 101, par. 3 TFUE
L’articolo prende spunto dall’analisi dell’art. 101 TFUE. Tale norma nel porre la regola generale del divieto degli accordi tra imprese che possono falsare il gioco della concorrenza prevede un’eccezione per quegli accordi che contribuiscono a migliorare la produzione di prodotti. L’A. richiama le norme di diritto internazionale e di diritto europeo che legittimano la lettura di tale miglioramento della produzione anche in senso ambientale. Tale lettura consente di confermare le interpretazioni che legittimano accordi tra imprese che, pur contrari all’applicazione dei principi concorrenziali, si muovono nella direzione della produzione sostenibile (cd. sustainability agreements). L’A. ritiene che il principio di concorrenza che emerge ormai chiaramente nel Testo Unico Ambientale (TUA) e che viene applicato nella regolazione dei rifiuti e nei sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), da una parte, sia determinante per incentivare la produzione sostenibile e l'efficienza economica ma, dall’altra, allo stesso tempo non debba essere considerato come principio assoluto. La produzione sostenibile porta, infatti, ad ammettere deroghe al principio stesso ma solo nella misura in cui sia strettamente necessario.The article is based on an analysis of Article 101 of the Treaty on the Functioning of the European Union (TFEU). This provision, sets out the general rule of the prohibition of agreements between companies that may distort competition, with an exception for agreements that contribute to improving the production of products. The author, based on international and European provisions, proposes an interpretation of “production improvement” also in an environmental sense. This interpretation could justify agreements between companies that, while contrary to the application of competition principles, move towards sustainable production (so-called sustainability agreements), even if they do not reflect the application of the competition principle. The competition principle, emerges clearly in the Italian Environmental Code and is applied in waste regulation and Extended Producer Responsibility (EPR) systems. The author believes that this principle, on the one hand, is crucial to encourage sustainable production and economic efficiency but, on the other hand, should not be considered an absolute principle. Indeed, sustainable production requires exceptions to the principle itself, but only to the strict extent necessary
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