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New occurrence of deerite in the western Alps
Deerite has been found in the Cu-Fe sulfide deposit of Viafiorcia, Western Alps, associated with the Piemonte ophiolite nappe. This hydrous, ferrous, ferric silicate occurs together with Na-amphibole, stilpnomelane+/- white mica, albite and carbonate, and with pyrite, chalcopyrite, bornite, pyrrothite, magnetite +/- sphalerite, mackinawite, linneite, tennantite, chalcocite, digenite and covellite within a post-Triassic silica-rich deposit above a flattened lens of metagabbro and minor serpentinite which is interbedded in the calcschist sequence. This Cu-Fe-Si deposit is believed to have formed by precipitation from a hydrothermal system occurring in the extensional Piemonte margin. Electron microprobe analyses (three points) of deerite yield the following structural formula:
(Mg0.87Fe2+ 11.23Mn0.15)12.25(Fe3+5.95Al0.18)6.13Si11.72O39.78(OH)10.2
Note Illustrative della Carta Geologica d'Italia, Foglio n°59 Tione di Trento
Il Foglio 59-Tione di Trento copre un’area di alti rilievi e profonde vallate del Trentino occidentale, ampia circa 570 km2; trae il suo nome dal principale centro abitato della Valle del Sarca localizzato tra le pendici meridionali del Gruppo di Brenta e il massiccio dell’Adamello centrale (Re di Castello). Esso occupa una posizione di spicco per la geologia del basamento cristallino pre-Permiano (Val Rendena), per gli eventi intrusivi del Permiano inferiore (M.Sabion) e per quelli del Paleogene (batolite dell’Adamello). Di rilevante interesse sono anche le coperture tardopaleozoiche, mesozoiche e terziarie rappresentate nelle aree del Foglio per la contrapposizione tra le successioni bacinali in facies lombarda e quelle di piattaforma dell’ “Alto di Trento”. Rilevanti sono anche le valenze ambientali paesaggistico-naturalistico-alpinistiche del suo territorio tra i selvaggi rilievi incontaminati del massiccio Adamello-Presanella (settore occidentale del foglio) e le aspre culminazioni in gran parte inaccessibili del Gruppo di Brenta centro meridionale.
Il foglio è stato realizzato nell’ambito del Progetto CARG (legge n. 305/89) della Provincia Autonoma di Trento (PAT), sotto la direzione di Mario NARDIN, Luigi VERONESE e Saverio COCCO, responsabili del progetto in tempi successivi, ed è il frutto della proficua collaborazione di studiosi, rilevatori ed allievi delle Università di Bologna e Padova e di altre sedi.
Il rilievo geologico e gli studi connessi sono stati effettuati, unitamente a quelli del contiguo Foglio Riva del Garda, nelle estati 1993-98, dai rilevatori G..BOLLETTINARI, L. CANTELLI, L. MONTRESOR, G. RIGATTI, V. PICOTTI, G. PROSSER e L. SELLI, riportati nel quadro d’unione a margine della carta, coordinati da ALBERTO CASTELLARIN (Università di Bologna) con la collaborazione di Giorgio V. DAL PIAZ (Università di Padova) per il basamento cristallino (a ruoli invertiti nel Foglio Malé) e dei direttori di rilevamento S. MARTIN, G. PROSSER e L. SELLI (substrato roccioso), di A. CARTON, M. PANIZZA e G.B. PELLEGRINI (coperture quaternarie).
Le analisi micro- e macro-paleontologiche sono state aggiornate da parte di A. CASTELLARIN, V. PICOTTI, e A. FERRARI (Università di Bologna), con la collaborazione di R. BARBIERI (Univ. Di Bologna) per i Foraminiferi e di M. COBIANCHI (Università di Pavia) e di A. NEGRI (Università di Ancona) per il Nannoplancton del Giurassico e del Paleogene rispettivamente.
I laureandi N. CAPUZZO, C. DALMONTE, C. FILIPPI, C. HENTSCHEL, G. PIFFER, V. RIODA, S. VISENTINI hanno collaborato a rilievi e ricerche e tratto profitto da questa esperienza.
Il rilevamento è stato effettuato utilizzando, come base topografica, la Carta Tecnica Regionale (CTR) alla scala 1:10.000. La carta degli affioramenti, aggiornata e resa omogenea anche in base allo studio di numerose sezioni sottili, è stata trasferita sulle basi topografiche I.G.M. alla scala 1:25.000 ed informatizzata ad opera della PAT (responsabile: G. TOMMASI).
Tenuto conto delle caratteristiche geologiche, stratigrafiche e strutturali del foglio, il rilievo e la sua rappresentazione sono stati impostati nel modo seguente:
i) Il substrato roccioso è stato suddiviso nei due principali gruppi di unità: le unità del basamento cristallino-metamorfico con le sue intrusioni tardo-paleozoiche e paleogeniche (Adamello-Presanella) e le unità delle coperture tardo-paleozoico-mesozoico-cenozoiche in gran parte separate fra loro da lineamenti tettonici circa N-S (Linea delle Giudicarie S e Linea del Sabion). I litotipi del basamento cristallino (metamorfiti, rocce intrusive, filoni) sono stati raggruppati in unità, organizzate nella legenda in successione da sud a nord e da letto a tetto, mantenendo i nomi classici delle unità stabiliti nella prima metà del Novecento, ancora attuali. Tra le metamorfiti, le principali distinzioni sono fondate sulle associazioni litologiche, sui caratteri del metamorfismo dominante e, ove poss..
. Synthesis and evaluation as platelet aggregation inhibitors of 6-phenyl-2,4-substituted - 3(2H)-pyridazinones and their rigid analogues benzo(h) cinnolin-3,5-diones
Tectonic erosion at the Adria Margin and accrertionary processes for the Cretaceous orogeny of the Alps
Ofioliti Special Section "Late Variscan to Alpine orogenic evolution: the role of rift inheritance", Foreword
Evolution history of Austroalpine Basement and associated mantle peridotites in the Ulten Zone, Italian Eastern Alps
4,5-Functionalized 6-phenyl-3(2H)pyridazinones: synthesis and evaluation of antinociceptive activity
A series of 2-substituted 4,5-functionalized 6-phenyl-3(2H)-pyridazinones were synthesized and their antinociceptive activities were evaluated in the mouse abdominal constriction model. Single dose studies showed that compounds 11, 18a and 23 were more active than the reference drug, Emorfazone, in inhibiting the effects of the noxious chemical stimulus, p-phenylquinone. Subsequent dose-response studies revealed 18a to be almost seven-fold more potent than Emorfazone
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