1,720,990 research outputs found

    Involucro edilizio e aspetti di sostenibilità

    No full text
    L’importanza assunta dalla questione energetica negli ultimi anni, in relazione a spinte di carattere non solo economico ma anche culturale, ha profonde ricadute su tutti i settori produttivi e in generale sulla vita dell’intera popolazione mondiale. In questa situazione, che si può senza dubbio considerare critica, l’industria delle costruzioni ha un ruolo, e una responsabilità, di primaria importanza. La presa di coscienza della gravità del problema che questo settore ha acquisito negli ultimi anni ha portato a un atteggiamento sicuramente più responsabile che all’atto pratico ha dato luogo a nuove concezioni tipologiche e costruttive dell’edificio, alla nascita e all’impiego di nuovi prodotti e materiali, a nuovi sistemi impiantistici a basso consumo e ad alto rendimento per non citare anche i sistemi a captazione di energia da fonti alternative. Una larga componente del settore ha risposto con discreta responsabilità al problema e gli attori della progettazione/costruzione hanno cominciato a proporre interventi caratterizzati da una certa attenzione nei confronti del risparmio energetico, spinti da alcune normative di recente emanazione e soprattutto da un mercato più attento e sensibile alle problematiche ambientali e più esperto e cosciente del ruolo dell’edilizia in questa crisi. E’ probabilmente l’utenza quindi il principale motore del cambiamento di atteggiamento dell’industria edilizia, e non solo di quella, nei confronti dell’energia. Le conferenze internazionali sul clima, gli “allarmi” di alcuni scienziati ma ancor più le “piccole ricadute” sul piano personale come l’interruzione di energia elettrica del 2003 e gli altri successivi black out, la ripetuta presenza di mucillagine nei mari, le domeniche a piedi hanno portato direttamente dentro la vita di ciascuno dei problemi che sembravano, e in effetti sono, di carattere planetario e quindi all’apparenza lontani e incontrollabili, ma che all’improvviso si manifestano praticamente “dentro casa”. Le prime risposte sono giunte da settori industriali più attivi e soprattutto più agili rispetto alla lentezza del settore edile: i produttori di elettrodomestici, l’industria automobilistica hanno percepito immediatamente questa nascente domanda di mercato e l’hanno trasformata subito, come si conviene, in business. Ma anche il settore edilizio è stato investito da questa maggiore coscienza e conoscenza del problema energetico. Coscienza sviluppatasi prima di tutto nella popolazione a causa di ricadute sul piano personale come l’elevata bolletta del riscaldamento, l’accesso al centro storico solo alle automobili di classe Euro 4 o superiore, i limiti imposti alla temperatura indoor, ecc. e che ha spinto alla formazione di una “cultura ambientale” in tutto il settore edile. Questa attuale maggiore attenzione del mercato agli aspetti del risparmio energetico è stata però colta dal settore edilizio con un certo ritardo. La capacità reattiva dell’industria delle costruzioni, che forse “industria” non è vista la dimensione media dell’impresa in Italia e il proliferare di realtà imprenditoriali piccole e piccolissime , non è quella di altri settori realmente industrializzati, e se da una parte la domanda di alloggi rapidamente si è adeguata alle nuove esigenze di risparmio traducendole in una serie di specifiche richieste di prestazione , dall’altra l’impresa edilizia ha continuato a produrre edifici sulla scorta di conoscenze e di tecnologie non più allineate e in grado di rispondere ai nuovi parametri esigenziali. Questo comporterà che, nel prossimo periodo, diverse imprese di costruzioni o società immobiliari si ritroveranno con una serie di edifici invenduti che diventeranno invendibili a causa di inefficienze e inadeguatezze soprattutto dal punto di vista energetico e saranno rifiutati da una domanda che, pur esistendo, si rivolgerà altrove. Queste imprese saranno messe di fronte alla complessa scelta fra svendere al limite anche sottocosto per rientrare dei capitali oppure investire ulteriormente ristrutturando il “nuovo” con il rischio di andare fuori mercato rispetto a costruzioni pensate fin dal principio con criteri energeticamente aggiornati

    Sostenibilità del processo: il ciclo dei materiali edili

    No full text
    Il settore edilizio è responsabile di una parte consistente di rifiuti prodotti annualmente in Europa, utilizzando in modo intensivo risorse non rinnovabili e determinando un elevato livello di inquinamento sia in fase di produzione di materiali, sia in fase di utilizzo e dismissione. Lo sviluppo ecosostenibile prevede una corretta e consapevole gestione dell’intero ciclo produttivo. Nell’ottica della pianificazione del ciclo di vita (life cycle) dell’edificio e dei materiali che lo compongono, il controllo della fase di demolizione e/o decostruzione assume un ruolo sempre più importante. Quest’esigenza si traduce nella necessità di elaborare nuovi strumenti d’interazione tra processo e produzione, attraverso il controllo del ciclo di vita del prodotto che presuppone una nuova interpretazione del processo, in cui il ciclo del materiale diventa continuo. In tal modo il materiale a fine ciclo di vita diventa fonte di profitto e non costo sociale da gestire

    Il nuovo Gemeindezentrum di Ludesh in Austria. Un esempio di coerenza tra pianificazione e progettazione energeticamente sostenibile

    No full text
    Le politiche ambientali ed energetiche sostenibili di una comunità alpina come stimolo progettuale per il miglioramento delle performance energetiche di un edificio ad uso misto pubblico e privato

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

    Get PDF
    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

    Get PDF
    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

    Get PDF
    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
    corecore