1,721,033 research outputs found

    Mounier educatore: quel "mistero" chiamato persona

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    This article focuses on the philosophy of personalism and its educational applications, especially the author develops a pedagogical analysis on the Mounier’s personalist idea. According to Mounier, we must respect “the inviolable mystery of the person” because the person is the highest value

    Mounier educatore: quel mistero chiamato persona

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    This article focuses on the philosophy of personalism and its educational applications, especially the author develops a pedagogical analysis on the Mounier’s personalist idea. According to Mounier, we must respect “the inviolable mystery of the person” because the person is the highest value

    La ferita di Medusa. Riflessione pedagogica sulla vulnerabilità umana e sociale

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    Il presente volume nasce da una ricerca condotta nel settore della vulnerabilità umana e sociale, con particolare attenzione alla riflessione pedagogica e ai processi educativi volti alla promozione della persona. La società odierna manifesta un crescente senso d’insicurezza e profonda incertezza nei confronti del futuro, l’uomo agisce senza il sostegno di legami sociali e familiari certi e vede manifestarsi nuove forme di povertà (non solo materiali ma spesso culturali e relazionali); anche il crescere del precariato lavorativo e le aumentate forme d’indebitamento agiscono nel senso di rafforzare il senso di disorientamento. La riflessione sulla vulnerabilità vuole mostrare tuttavia quanto la vulnerabilità sia in realtà una componente costitutiva della persona, articolando la ricerca lungo tre dimensioni: il corporeo, la relazionalità e la vita morale. La volontà è quella di rileggere il concetto stesso di vulnerabilità per comprendere se nell’antropologia della persona vulnerabile possa esserci già il seme di un rinnovato impegno di solidarietà, di giustizia, di responsabilità, di comunità. Si promuove, a tal proposito, un ritorno alla persona attraverso la proposta di riflessione su di un tema molto attuale, cercando di uscire dal rischio di stabilire nuove categorie d’individui da segnalare ad un servizio sociale specifico, ma indicando possibili percorsi formativi ed educativi in grado di osservare la vulnerabilità come una dimensione umana e sociale che chiede nuove strategie politico-culturali.The aim of the study is to define vulnerability from a pedagogical point of view. First of all, the author affirms that vulnerability can be understood as an anthropological description of the human condition and promotes a return to the meaning of person by proposing to reflect on the vulnerable person faced with an increasing sense of insecurity in today’s society. In fact, this approach suggests the need to develop arguments to support some essential attributes of humanity like vulnerability (see Barcellona’s Declaration) and to discover in them the seed of a renewed commitment to solidarity and responsibility. Therefore the study deals with several aspects of vulnerability: the nature of corporeal vulnerability as a non-eliminable aspect of existence, the ethical dimension of vulnerability and the concept of social vulnerability. In this regard, the author underlines that vulnerability is improperly used to designate particular individuals and populations deprived of their capabilities, because it is a feature of all humanity. Furthermore it explores educational strategies that focus on vulnerability as essential human condition and promote the development of socio-political skills needed for human rights observance

    La ferita di Medusa. Riflessione pedagogica sulla vulnerabilità umana e sociale

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    Il presente volume nasce da una ricerca condotta nel settore della vulnerabilità umana e sociale, con particolare attenzione alla riflessione pedagogica e ai processi educativi volti alla promozione della persona. La società odierna manifesta un crescente senso d’insicurezza e profonda incertezza nei confronti del futuro, l’uomo agisce senza il sostegno di legami sociali e familiari certi e vede manifestarsi nuove forme di povertà (non solo materiali ma spesso culturali e relazionali); anche il crescere del precariato lavorativo e le aumentate forme d’indebitamento agiscono nel senso di rafforzare il senso di disorientamento. La riflessione sulla vulnerabilità vuole mostrare tuttavia quanto la vulnerabilità sia in realtà una componente costitutiva della persona, articolando la ricerca lungo tre dimensioni: il corporeo, la relazionalità e la vita morale. La volontà è quella di rileggere il concetto stesso di vulnerabilità per comprendere se nell’antropologia della persona vulnerabile possa esserci già il seme di un rinnovato impegno di solidarietà, di giustizia, di responsabilità, di comunità. Si promuove, a tal proposito, un ritorno alla persona attraverso la proposta di riflessione su di un tema molto attuale, cercando di uscire dal rischio di stabilire nuove categorie d’individui da segnalare ad un servizio sociale specifico, ma indicando possibili percorsi formativi ed educativi in grado di osservare la vulnerabilità come una dimensione umana e sociale che chiede nuove strategie politico-culturali.The aim of the study is to define vulnerability from a pedagogical point of view. First of all, the author affirms that vulnerability can be understood as an anthropological description of the human condition and promotes a return to the meaning of person by proposing to reflect on the vulnerable person faced with an increasing sense of insecurity in today’s society. In fact, this approach suggests the need to develop arguments to support some essential attributes of humanity like vulnerability (see Barcellona’s Declaration) and to discover in them the seed of a renewed commitment to solidarity and responsibility. Therefore the study deals with several aspects of vulnerability: the nature of corporeal vulnerability as a non-eliminable aspect of existence, the ethical dimension of vulnerability and the concept of social vulnerability. In this regard, the author underlines that vulnerability is improperly used to designate particular individuals and populations deprived of their capabilities, because it is a feature of all humanity. Furthermore it explores educational strategies that focus on vulnerability as essential human condition and promote the development of socio-political skills needed for human rights observance

    L’attesa: progettare la relazione

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    Il presente saggio approfondisce il tema dell’attesa in chiave educativa, ponendo attenzione soprattutto alla sua incidenza nella fase evolutiva dell’adolescenza e della giovinezza. Il discorso si colloca in una riflessione più ampia sul ruolo della temporalità nella relazione educativa, osservando l’attesa quale “luogo” spirituale aperto sia all’ascolto che all’accoglienza, oltre che elemento di richiamo per ricercare valori culturali condivisi. L’educazione si fonda perciò sulla presenza di adulti impegnati nel processo di crescita della generazione successiva e si gioca nello specifico in due direzioni strettamente connesse all’etimologia del termine attesa: la prima riguarda la capacità di prestare attenzione; l’altra, s’interseca con la componente essenziale d’intenzionalità e progettualità educativa. Il saggio si sofferma anche sulla dimensione sociale dell’attesa e sul suo stretto rapporto con la speranza, giungendo alla formulazione di alcuni percorsi pedagogici di educazione all’attesa.This essay examines the topic of “waiting” from a pedagogical point of view, with special attention to its impact on the developmental phase of adolescence and young adulthood. The subject takes its place in a broader debate on the role of temporality in the educational relationship. Starting from the etymology of “waiting”, the author focuses on the need of promoting an educational culture of waiting by means of two pedagogical goals: giving relevance to the ability of paying attention; believing in the resources and potential the other has so as to give value to the educative significance held by intention and project. Education is based on the presence of adults engaged in the process of growth and is played also on the social dimension of expectation and its relationship with hope. The final aim of this essay is to propose some activities for teaching teenagers the value of waiting since learning to wait is one of life's most important skills

    L’attesa: progettare la relazione

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    Il presente saggio approfondisce il tema dell’attesa in chiave educativa, ponendo attenzione soprattutto alla sua incidenza nella fase evolutiva dell’adolescenza e della giovinezza. Il discorso si colloca in una riflessione più ampia sul ruolo della temporalità nella relazione educativa, osservando l’attesa quale “luogo” spirituale aperto sia all’ascolto che all’accoglienza, oltre che elemento di richiamo per ricercare valori culturali condivisi. L’educazione si fonda perciò sulla presenza di adulti impegnati nel processo di crescita della generazione successiva e si gioca nello specifico in due direzioni strettamente connesse all’etimologia del termine attesa: la prima riguarda la capacità di prestare attenzione; l’altra, s’interseca con la componente essenziale d’intenzionalità e progettualità educativa. Il saggio si sofferma anche sulla dimensione sociale dell’attesa e sul suo stretto rapporto con la speranza, giungendo alla formulazione di alcuni percorsi pedagogici di educazione all’attesa.This essay examines the topic of “waiting” from a pedagogical point of view, with special attention to its impact on the developmental phase of adolescence and young adulthood. The subject takes its place in a broader debate on the role of temporality in the educational relationship. Starting from the etymology of “waiting”, the author focuses on the need of promoting an educational culture of waiting by means of two pedagogical goals: giving relevance to the ability of paying attention; believing in the resources and potential the other has so as to give value to the educative significance held by intention and project. Education is based on the presence of adults engaged in the process of growth and is played also on the social dimension of expectation and its relationship with hope. The final aim of this essay is to propose some activities for teaching teenagers the value of waiting since learning to wait is one of life's most important skills

    Esposti alla sofferenza. Educare in tempi di emergenza

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    L’educatore è spesso esposto alla dimensione del dolore e della sofferenza umana e, nella vicinanza alle persone in difficoltà, incontra anche la propria fragilità (Reich, 2001); in contesti contrassegnati da particolari emergenze, come la recente pandemia da Covid-19, ciò appare ancora più evidente. L’articolo propone spunti di riflessione a partire da alcuni quadri epistemologici riconosciuti della pedagogia generale e sociale, approfondendo il significato di un lavoro educativo che promuova l’inclusione sociale attraverso l’(auto)formazione degli educatori e l’attenzione anche alle dimensioni strutturali dell’impegno nel sostenere i soggetti in difficoltà.Educators are often exposed to human pain and suffering and, in proximity of other’s vulnerability, they encounter their own fragility (Reich, 2001); across emergency and crisis-context such as Covid-19 pandemic, this arises more evident. The article will seek to express some reflections through some recognized epistemological frameworks of general and social pedagogy, deepening the meaning for educators in search of new forms of care and social inclusion for and vulnerable people through professional training and attention to structural components of helping professions

    Prove di uno sguardo educativo emergente: la persona anziana che vive sola e la pandemia

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    L’articolo analizzerà la fragilità relazionale dell’anziano che vive da solo. Si tratta di un’area grigia di fragilità che non rientra nelle risposte ai bisogni di categorie medicalmente o socialmente definite attraverso lo spartiacque dell’autosufficienza e che richiede un sistema di osservazione individuale e la progettazione di interventi di prossimità leggeri, temporanei, personalizzati, che si pongano in maniera complementare alla rete consolidata dei servizi di welfare. La pandemia sanitaria ha agito da cartina al tornasole per mostrare l’esistenza di questa zona intermedia tra i soggetti anziani autosufficienti che usufruiscono di servizi di sostegno alla socializzazione e quanti invece necessitano di forme di assistenza per la non autosufficienza. L’emergere di nuovi bisogni relazionali e esistenziali, acuiti dall’impatto della pandemia e del confinamento residenziale su questa fascia di soggetti, vedrà la proposta pedagogica di interventi di accompagnamento sociale di prossimità.The article will analyse the relational fragility of the elderly who live alone. It is a “grey area” of fragility that does not fit into the needs of medically or socially defined categories through the watershed of self-sufficiency and that requires an individual observation system and the design of proximity interventions light, temporary, personalised, complementary to the consolidated network of welfare services. The health pandemic has acted as a litmus test to show the existence of this intermediate zone between elderly self-sufficient subjects who benefit from social support services and those who need forms of assistance for not self-sufficiency. The emergence of new relational and existential needs, exacerbated by the impact of the pandemic period and residential confinement on this group of subjects, will see the pedagogical proposal of social accompaniment interventions of proximity

    Umanesimo, Postumanesimo, Educazione

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    Il saggio compie una ricognizione bibliografica della dimensione pedagogica coinvolta nell’orizzonte culturale dell'umanesimo e del post-umanesimo in uno scorcio di tempo tra l’ultimo decennio del secolo scorso e il primo del XXI, sia in ambito nazionale che internazionale.The essay makes a bibliographical survey of the pedagogical dimension involved in the cultural horizon of humanism and post-humanism in a glimpse of time between the last decade of the last century and the first of the XXI, both nationally and internationally

    La riflessività nella formazione alla professione docente

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    Questo saggio presenta una ricostruzione della pratica riflessiva in termini di teoria e metodologia, ed è basato su un’analisi della letteratura scientifica in argomento. La pratica riflessiva è stata a lungo una delle preoccupazioni più rilevanti nella pratica professionale, specialmente nell’ambito della formazione degli insegnanti. Lo scopo di questo contributo è di mostrare che promuovere la riflessività durante la formazione dei docenti e nel loro servizio professionale può avere forti benefici relativamente all’efficacia didattica, perché la riflessività sviluppa la capacità degli insegnanti di considerare la propria pratica e di modificare la loro considerazione sull’insegnamento e sull’apprendimento. La pratica riflessiva promuove anche lo sviluppo dell’identità professionale. Infatti, l’insegnante come professionista riflessivo sa interpretare e reinterpretare la propria esperienza, sviluppando in questo modo la sua identità professionale di docente.This essay presents a reconstruction of reflective practice in terms of theory and methodology, and is based on an analysis of scientific literature in the subject. Reflective practice has long been one of the most important concerns in professional practice, especially in the field of teacher training. The purpose of this contribution is to show that promoting reflexivity during teacher training and their professional service can have great benefits in terms of didactic effectiveness, because reflection develops the ability of teachers to consider their practice and to modify their consideration of teaching and learning. Reflective practice also promotes the development of professional identity. In fact, the teacher as a reflective professional can interpret and reinterpret his own experience, thus developing his professional identity as a teacher
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