478 research outputs found

    A Vicentine commission for Jacopo Bassano: the Entombment for the church of Santa Croce

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    openCon questa tesi si è voluto approfondire lo studio di una pala d'altare realizzata da Jacopo Bassano per la chiesa vicentina di Santa Croce attorno al 1575

    Il cane della capanna 3 di Nola - Croce del Papa

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    Si presentano in queste pagine i risultati delle analisi archeozoologiche condotte da Laboratorio di Archeozoologia dell’Università di Lecce sullo scheletro di cane rinvenuto durante lo scavo della capanna 3 del villaggio del Bronzo antico in località Croce del Papa a Nola. Come è noto l’eccezionalità del rinvenimento di Nola è dovuta all’ottimo stato di conservazione delle strutture abitative. Queste, poco dopo l’inizio dell’eruzione, furono ricoperte da circa un metro di pomici e ceneri e quindi investite da un’alluvione fangosa che ne ha permesso un vero e proprio calco conservatosi sino a oggi. Al momento dell’eruzione vulcanica il cane aveva trovato invano riparo all’interno della capanna nella sua parte absidale

    Orafo senese. Croce, inizio del XV secolo.

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    Il contributo analizza la Croce - purtroppo gravemente mutila - conservata ad Asciano (Palazzo Corboli, Museo d'Arte Sacra), proveniente dalla chiesa dei Santi Jacopo e Cristoforo all'Abbadia a Rofèno. In base all'analisi stilistica, se ne propone la datazione nel primo Quattrocento, forse, per quanto sia difficile poterne precisare ulteriormente la cronologia, nel corso del terzo decennio del secolo

    Il cane del villaggio del Bronzo antico in località Croce del Papa a Nola

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    Si descrive lo scheletro di un cane rinvenuto a Nola (loc. Croce Papa). L’animale era un maschio adulto di dimensioni medie. È stata fatta una comparazione con le ossa di altri cani italiani di differenti periodi

    ll testo della Commedia di Jacopo Alighieri nell’Expositio di Villani

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    Il saggio si propone di indagare la questione del testo della Commedia posseduto da Jacopo Alighieri che è possibile intravedere dalle Chiose all’Inferno, ma anche dalle lezioni alternative discusse da Filippo Villani nella sua Expositio seu comentum super Comedia Dantis Allegherii e attribuite da Villani stesso a un codice di mano di Jacopo. Preliminar- mente viene affrontato il problema delle fonti testuali che concorrono alla compilazione del noto ms. Laurenziano di Santa Croce (Plut. 26 sin. 1)

    ll testo della Commedia di Jacopo Alighieri nell’Expositio di Villani

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    Il saggio si propone di indagare la questione del testo della Commedia posseduto da Jacopo Alighieri che è possibile intravedere dalle Chiose all’Inferno, ma anche dalle lezioni alternative discusse da Filippo Villani nella sua Expositio seu comentum super Comedia Dantis Allegherii e attribuite da Villani stesso a un codice di mano di Jacopo. Preliminar- mente viene affrontato il problema delle fonti testuali che concorrono alla compilazione del noto ms. Laurenziano di Santa Croce (Plut. 26 sin. 1)

    Santa Croce in Gerusalemme

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    Il volume ripercorre le vicende architettoniche e storico-artistiche del complesso monumentale di Santa Croce in Gerusalemme nelle sue diverse fasi, dall'età imperiale romana all’età contemporanea. Attraverso un percorso cronologico nella chiesa e nel vicino convento vengono analizzate le opere delle grandi personalità dell'arte italiana come Antoniazzo Romano, Baldassarre Peruzzi, Antonio da Sangallo, Jacopo Sansovino, Corrado Giaquinto e Giovanni Paolo Panini e europea, come Peter Paul Rubens

    Francesco d'Antonio di Francesco (documentato dal 1439 al 1480). Croce astile, sesto-settimo decennio del XV secolo (ante agosto 1470).

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    Il contributo analizza la croce, purtroppo gravemente depauperata, proveniente dalla chiesa di Sant'Agostino di Asciano e conservata nel Museo d'Arte Sacra (Palazzo Corboli). Si ricostruiscono le vicende dell'opera donata dal mercante Jacopo Scotti - che nel 1453 risultava tra i più ricchi cittadini di Siena - alla chiesa di Sant'Agostino di Asciano dove egli aveva ottenuto lo ius patronatus di ben due altari, corredandoli entrambi con dipinti di Matteo di Giovanni. Si propne per la prima volta di inserire quanto ancora resta della croce donata dallo Scotti alla chiesa di Sant'Agostino, nel corpus di Francesco d'Antonio in base ai caratteri stilistici delle immagini a sbalzo dei Dolenti che si prestano a confronti quanto mai convincenti con le figurazioni, ugualmente a sbalzo, nel basamento del reliquiario del Battista realizzato dall'orafo tra il 1465 e il 1466. Su questa base, e in mancanza di altri riscontri, si avanza per l'opera una datazione nello stesso giro di anni

    Il Cavallo e l’Uro: le prede dei cacciatori neandertaliani nella Grotta di Santa Croce di Bisceglie (BT)

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    The excavations of the University of Siena (1998-2011) in the external area of Grotta di Santa Croce (Bisceglie - BT) brought to light a series of sandy-silty stratigraphic units which yielded a lot of Middle Palaeolithic animal bones and lithics, predominantly characterized by the occurrence of discoid production systems. These units were covered by layers containing small quantities of Aurignacian and Gravettian materials. In this paper we present data on faunal remains from the Mousterian layers analyzed so far. This research outcomes confirm in some respects previous analyses. Only one out of the 638 identified samples belongs to Cervus elaphus. The rest is represented by horse and aurochs bones, whereas carnivores are completely absent. Killings mainly addressed towards adult individuals of Equus ferus and Bos primigenius are also confirmed. Bone sample is mainly composed of constantly fractured limb bones and isolated teeth. Articulations, phalanges, tarsal and carpal bones are scarcely represented. Missing skeletal parts were probably left at the killing sites or used as food or fuel. In spite of the abundance of isolated teeth, horse incisors and canines as well as aurochs incisors and premolars are only occasionally present

    Systemic autoinflammatory disease following COVID-19 mRNA vaccine: a severe and rare clinical presentation

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    SARS-CoV-2 pandemic infection caused thousands of deaths and the vaccination was the life-saving tool but some adverse effects have been also described among patients such as redness at the injection site, fever, fatigue, headache, chills, vomiting, and urticaria. Although rare, some cases of systemic hyperinflammation after vaccination have been reported, highlighting the need for a precocious identification and treatment of severe clinical manifestation. We describe here Adult Onset Still Disease (AOSD) that developed after vaccination with mRNA COVID-19 vaccine and caused a macrophage activation syndrome. The pathogenetic mechanism underlying the occurrence of an autoimmune or autoinflammatory disease after a vaccination has not been yet clarified: a viral infection can trigger autoimmune or autoinflammatory diseases through the mechanisms of the molecular mimicry and the bystander activation
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