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    Introduzione

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    Il tema dell'interno in architettura si configura oggi come un ambito di indagine ampio e complesso, difficile da affrontare secondo un approccio disciplinare rigido e classificatorio. I saggi che compaiono in questa raccolta costituiscono una sequenza incalzante di scritti, che spaziano dai luoghi per l'arte all'interno domestico, dalla period-room all'allestimento interattivo, dal paesaggio sonoro al paesaggio mediatico e si confrontano con questioni quali temporaneità, nomadismo, mobilità e transitorietà. Il respiro con cui viene trattato ogni argomento denuncia la sua appartenenza ad più ampio progetto culturale, che muovendosi nella eterogeneità dei discorsi, riafferma nuovi possibili statuti di senso. Scritti di: Luca Basso Peressut, Elisa Bernardi, Giampiero Bosoni, Cristina F. Colombo, Luigi De Ambrogi, Chiara Lecce, Viviana Saitto, Pierluigi Salvadeo, Zinaida Svestelnik, Nydia Urdaneta Falcón, Lucilla Zanolari Bottelli

    Blancanieves : De la ficción al empoderamiento : De la épica al reality show

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    Fil: Colombo, Cristina. UNC

    Blancanieves : De la ficción al empoderamiento : De la épica al reality show

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    Fil: Colombo, Cristina. UNC

    Blancanieves : De la ficción al empoderamiento : De la épica al reality show

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    Fil: Colombo, Cristina. UNC

    Street Front Interiors 2019: Variazioni architettoniche nello spazio dell’associazione culturale “Looking at Art”/ Architectural variations in the space of “Looking at Art” cultural association

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    Progetti degli studenti del Laboratorio di Progettazione dell’Architettura degli Interni 2018/2019 | AUIC – Politecnico di Milano, Proff. Yuri Mastromattei, Cristina F. Colombo, con Patrizio Cagnoni e Francesco D'Aloisio. Progettista, illustratore, caricaturista, docente, Piero Portaluppi (Milano, 19 marzo 1888 - 6 luglio 1967) è stato un protagonista eclettico e raffinato del panorama culturale italiano del Novecento. Egli ha lasciato un segno profondo nell’architettura di Milano, dove ha realizzato tra gli anni Venti e i Sessanta numerosi edifici eleganti e originali, che mostrano una profonda conoscenza degli stili classici, il rispetto per la storia e il carattere del luogo, ma insieme una espressività del tutto personale, una spiccata ironia e uno sguardo attento verso le novità. Nelle sue opere spiccano la maestria nel declinare diversi linguaggi, la ricerca di una continua variazione di volumetrie e temi decorativi, la preziosità dei materiali, la raffinatezza delle scelte cromatiche, la cura del dettaglio, aspetti che lo qualificano come uno dei migliori interpreti della cultura dell’alta borghesia del tempo, seppure non manchino tratti visionari e critici. Il Palazzo della Società Buonarroti-Carpaccio-Giotto (1926-1930) in corso Venezia è stato scelto come spazio ideale per un'esperienza progettuale che avvicini lo studente alla pratica concreta del fare architettura e lo costringa al confronto con una delle opere più complesse e colte di Portaluppi. La mostra presenta progetti che ridisegnano l’interno oggi occupato dall’associazione culturale “Looking at Art”, studiati per rispondere alla richiesta di disegnare un ambiente multifunzionale, che possa essere alternativamente luogo di lavoro e di studio, centro espositivo, temporary store, spazio didattico per l’arte. In uno spazio di dimensioni ridotte, vengono affrontati temi complessi quali il progettare in sezione, la flessibilità e la trasformabilità, la criticità della soglia quale filtro tra interno ed esterno, tra vetrina e strada. Ciò che emerge sono diverse idee di abitare l’interno e relazionarsi con l’esistente. Una raccolta tematica di fotografie mostra il percorso di osservazione e studio dell’opera dell’architetto fatta da ogni studente come premessa necessaria al progetto.Student’s projects from Interior Design Studio 2018/2019 | AIUC – Politecnico di Milano, Proff. Yuri Mastromattei, Cristina F. Colombo, con Patrizio Cagnoni e Francesco D'Aloisio. Designer, cartoonist, caricaturist, academician, Piero Portaluppi (Milan, 19 March 1888 - 6 July 1967) was an eclectic and sophisticated protagonist of the Italian culture in the Twentieth century. His architecture left a strong legacy in Milan, where he built numerous elegant and original buildings between the 20s and the 60s, demonstrating a deep knowledge of classical styles, a deference towards the history and nature of the place, as well as a unique expressiveness, a strong irony and a remarkable sensitivity for novelties. Visiting his buildings, the attention is captured by many aspects: the mastery in adopting different languages, the continuous variations in volumes and decorations, the refined use of materials and colours, the care for details. His peculiar attitude qualifies Portaluppi as one of the best interpreter of the bourgeois culture of his time, still marked by a visionary and critical spirit. The Palazzo della Società Buonarroti-Carpaccio-Giotto (1926- 1930) in Corso Venezia is the ideal place for a design experience that brings the students closer to the practice of architecture. The task is particularly challenging, since it forces to face with the eclectic palace, one of Portaluppi’s masterpieces. The exhibition presents projects that rearrange the space now occupied by the cultural association "Looking at Art", offering original solutions to the mutual request to design a multifunctional environment, which could alternatively be a place for working and studying, an exhibition centre, a temporary store, an educational art space. The projects deal with complex topics, despite the small dimensions of the interior: planning in section, flexibility and transformability, the theme of the threshold. What emerges are different ideas of dwelling the interior and relating to history. A thematic photo reportage shows the process of observation and study of the architect's buildings that each student experienced as an essential premise to the project

    La città come una sequenza di interni: Un approccio ecologico alla progettazione dello spazio pubblico

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    Il dibattito internazionale è incentrato ormai da anni sui temi della sostenibilità e dell’ecologia, intese nelle più diverse accezioni, così come sulla necessità di adottare di un approccio etico all’architettura. Dopo una riflessione teorica sulle ecologie negli interni urbani, lo scritto delinea alcune delle tappe principali di sperimentazione e studio, per comprendere come progettisti, pianificatori e critici stiano affrontando queste questioni. Risulta evidente l’importanza di migliorare la qualità dell’ambiente a partire dallo spazio pubblico e avviare politiche inclusive, rivolte a favorire una effettiva coesione sociale e il ripristino degli equilibri con il contesto naturale e antropico. È fondamentale che i progettisti mettano al centro delle proprie ricerche l’uomo e gli spazi nei quali egli vive, dimostrandosi attenti ai bisogni di comunità sempre più complesse.The international debate has been focusing for many years on sustainability and ecologies, intended in the most diverse senses, as well as on the search for an ethical approach to architecture. The paper opens with a theoretical foreword on ecologies in urban interior spaces, then it outlines some of the key moments of experimentation and study, to understand how designers, planners and critics are addressing these topics. What emerges is the importance of improving the quality of public spaces and implementing inclusive policies, aimed at promoting an effective social cohesion and fostering a more sustainable development. Planners must therefore be primarily concerned with individuals and their dwelling spaces, proving to be more attentive to the needs of complex communities

    Mappe ristrette. Due anni di Teatro Carcere in Emilia Romagna. 2011-2012

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    Il volume "Mappe ristrette", a cura di Cristina Valenti, inaugura la collana “Quaderni di Teatro Carcere”, diretta da Cristina Valenti e Paolo Billi e promossa dal Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna (di cui Cristina Valenti è consulente scientifico), una rete di progetto che unisce le strutture teatrali che operano all'interno degli Istituti penali della Regione. I materiali raccolti disegnano la geografia di un paesaggio assai diversificato che si snoda da Parma a Forlì, passando per Reggio Emilia, Modena, Castelfranco Emilia, Bologna, Ferrara, dove le esperienze teatrali in carcere riflettono competenze, metodologie e approcci artistici che spaziano dal teatro d’attore a quello di figura, dalla musica alla videoarte, dal teatro partecipativo alla performance. Il volume dà conto dei progetti "Stanze di Teatro in Carcere", sviluppati nel biennio 2011-2012 all’interno e all’esterno degli istituti di pena, e finalizzati a mettere in relazione la popolazione reclusa e la società civile. All’Introduzione di Cristina Valenti ("Mappe ristrette, al centro del teatro contemporaneo") seguono i capitoli "Dialoghi teatrali" (contributi di personalità diversamente coinvolte nell’attività teatrale in carcere: registi, magistrati, pedagogisti, studiosi di teatro, antropologi, assessori) e "Lectio" (affidate a rappresentanti di prestigio delle diverse aree coinvolte: Armando Punzo per il teatro, Giuliano Scabia per la pedagogia teatrale nel sociale, Gherardo Colombo per la magistratura). A seguire, gli Atti del seminario di studi "La valutazione degli interventi formativi: il caso Teatro/Carcere", con presentazione di Cristina Valenti e interventi di Paolo Billi, Carla Brezzo, Desi Bruno, Marco De Marinis, Elisabetta Laganà, Giulia Innocenti Malini, Maria Longo, Francesco Maisto, Alessandro Margara, Massimo Marino, Vito Martiello, Armando Punzo, Piergiorgio Reggio, Armando Reho, Antonio Taormina, Cristina Valenti. Completano la pubblicazione due testi teatrali prodotti dagli attori-detenuti di Bologna e Castelfranco Emilia, nell’ambito dei laboratori teatrali; e un percorso per immagini che restituisce la ricchezza e la varietà dei processi creativi. In conclusione una mappa dei soggetti aderenti al Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna (Con...tatto, Giolli, Gruppo Elettrogeno, Le Mani Parlanti, Teatro dei Venti, Teatro del Pratello, Teatro Nucleo), con indicazione delle rispettive tipologie di attività . Il volume comprende scritti di Patrizio Bianchi, Paolo Billi, Carla Brezzo, Desi Bruno, Gherardo Colombo, Marco Dallari, Marco De Marinis, Piergiorgio Giacchè, Elisabetta Laganà, Giulia Innocenti Malini, Maria Longo, Francesco Maisto, Alessandro Margara, Massimo Marino, Vito Martiello, Armando Punzo, Piergiorgio Reggio, Armando Reho, Giuliano Scabia, Antonio Taormina, Stefano Tè, Cristina Valenti

    (In)soliti luoghi: Progetti condivisi di riattivazione locale

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    Capacità di muoversi o mutare velocemente, variabilità, instabilità, incostanza, ma anche vivacità e versatilità, hanno assunto un’importanza particolare nelle pratiche artistiche attuali, e hanno dato vita a un insieme estremamente mutevole e fluttuante di eventi temporanei e reti di relazioni. Se è sempre più vero, come afferma Jacqueline Ceresoli, che “siamo nomadi camaleontici che diventano la città in cui vivono” , il bisogno di radicamento, o quantomeno il tentativo di appropriarsi anche temporaneamente di un luogo, rendendolo più accogliente e reinterpretandolo secondo un’idea personale del dimorare, sono aspetti che la contemporaneità non ha del tutto cancellato. La vita relazionale che un individuo conduce e il suo essere parte di un gruppo ne segnano profondamente l’identità e assumono particolare rilevanza in luoghi, spesso interstiziali, in cui vengono attuate forme di progettazione artistica o architettonica partecipata. L’arte, in particolare, ha la capacità di catalizzare l’attenzione, coinvolgere in modo empatico, svelare energie nascoste. Irrompe in territori pubblici suscitando impressioni, reazioni, costringendo a riflettere sull’uso e l’appropriatezza degli spazi, e invitando a riscoprire il piacere e i vantaggi di una dimensione comunitaria del vivere la città, fatta di dialoghi, incontri, esperienze fisiche e percettive autentiche. L’articolo svilupperà questi temi a partire da una serie di chiavi di lettura – “Sguardi: lo spirito in moto”, “Alto voltaggio, bassa frequenza: impatti variabili”, “Trame reattive” – illustrate con esempi che rivelano in modo evidente come arte, architettura del paesaggio e degli interni, design, si possano alleare per favorire il recupero di una socialità che si sta perdendo, attraverso azioni di progettazione partecipata. L’autorialità diviene condivisa, si perde la possibilità di discernere in modo chiaro il contributo individuale, ma è la natura stessa di questi progetti che sposta l’attenzione su mire diverse dalla visibilità personale; punta a stimolare l’emergere di un’identità collettiva fiera della propria capacità creativa e dell’esser parte di un progetto di trasformazione che si erge a voce di una tipicità culturale. Ad artisti e progettisti viene affidato il ruolo, non semplice, di provocatori e mediatori
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