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    Partecipazione e didattiche per l’apprendimento nella scuola aperta

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    Aldo Visalberghi ci ha offerto un’interessante interpretazione di una “scuola aperta” (1960), che delinea un’architettura, pedagogica, e ne traccia un preliminare manifesto, di una certa attualità. Un’idea di “scuola aperta”, innanzitutto, ad accogliere una vitale molteplicità di posizioni e di apporti diversi, disegno di quanto possiamo attribuire a una composizione plurale, multiculturale, che sa farsi sguardo interculturale, poiché «volta a promuovere la discussione impegnativa e pur mai definitiva, a suscitare il dialogo genuino, a realizzarsi insomma come ricerca in comune, ricerca sempre aperta, alla critica e alla rettifica e all’ulteriore sviluppo» (Visalberghi, 1960, p. IX). Differenti culture in relazione, approcci, traiettorie, metodologie, innervate nella storicità degli eventi che sono in grado di trovare sintesi nella ricerca “in” comune, attraversata da una tensione di cultura del miglioramento, che opera continuamente (on-going) in “rettifica” e “ulteriore sviluppo

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    ANALISI DELLA DISTRIBUZIONE DEI CENTRI AD ALTO VOLUME DI ATTIVITA' CHIRURGICA ONCOLOGICA NELLE REGIONI ITALIANE.

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    Analisi della distribuzione dei centri ad alto volume di attività di chirurgia oncologica nelle Regioni italiane E. Manca1; I. Mura2 ; A. Azara2; V. Cotza 2 ; M. A. Pes 3 1 Direzione Medica P.O. Alghero, Asl di Sassari 2 Dipartimento Scienze Biomediche, Sez. Igiene e Medicina Preventiva - Università degli Studi di Sassari 3Direzione Medica di Presidio, Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari Parole chiave:Chirurgia oncologica, Federalismo, Equità Introduzione: In risposta all’esigenza dei malati di cancro di identificare le strutture specializzate nella diagnosi e cura dei tumori e loro relative prestazioni, il Ministero della Salute ha reso accessibile l’Oncoguida (oncoguida.it), nata da un progetto dell’AIOM e dell’ISS in collaborazione con la SICO e la Direzione del SIS del Ministero. L’analisi della distribuzione geografica dell’offerta di prestazioni chirurgiche per i principali tumori (colon retto, mammella, polmone, utero, prostata, vescica e v.u.) e degli ospedali identificati come “centri ad alto volume di attività di chirurgia oncologica”, contrassegnati con un “pallino verde” a garanzia di affidabilità e adeguato standard assistenziale (in funzione di un elevato numero di casi trattati, definito dal superamento di uno specifico cut-off) può essere utile a valutare l’equità nell’accesso ai Lea. Contenuti: Utilizzando le informazioni per singola Regione e per singola struttura di ricovero presenti in Oncoguida è stato strutturato un database contenente i volumi di attività chirurgica per singolo tumore. I dati relativi ai casi trattati, al numero di strutture complessive e al numero dei centri contrassegnati con un pallino “verde” per ogni regione, sinonimo di affidabilità, sono stati rapportati alla popolazione residente. Sono stati quindi identificati gli ospedali che presentano il “pallino verde” di affidabilità per tutti i tumori precedentemente citati. Per il tumore della mammella, a fronte di una media nazionale del 21, 20% di “centri ad alta attività” rispetto al totale degli ospedali con casistica nel tumore considerato (191 su 901), è stata riscontrata una forte variabilità geografica, con alcune regioni ampiamente sotto la media (Calabria 5,71%, Campania 7,92%, Sicilia 10,75%) ; sopra la media Toscana, Emilia Romagna,Veneto (31,91%, 33,90%, 40%) e le altre regioni del nord eccetto P.A. di Trento (12,50%). Una variabilità sovrapponibile è stata riscontrata per i tumori del colon retto (media nazionale di centri “affidabili” sul totale 19,25%) con valori minimi in Calabria, Abruzzo, Campania e Sicilia (4,17%, 6,67%, 6,80%, 7,21%) e valori massimi in Toscana, Umbria, Liguria, Friuli (30,77, 28,57, 36,36, 38,89). Per i tumori del polmone si rileva il 13,49% di centri “affidabili”con valori minimi per Calabria e Sardegna (5 e 7,69%) e massimi in Liguria e Puglia (33,33 e 23,33%) Anche in rapporto alla popolazione residente la disponibilità di “centri ad alto volume di attività” (media nazionale mammella 1/317.000 abitanti, colon retto 1/312. 000 abitanti, polmone 1/664.000 abitanti, prostata 1/452.000 abitanti, utero 1/452.000 abitanti, vescica e v. u. 1/152.000) varia considerevolmente: la disponibilità minima si registra per la mammella in Calabria (1/1000.000), in Campania (1/729.000), seguite da Sicilia, Sardegna e P.A. di Trento (meno di 1/500.000), Abruzzo, Puglia, Lazio (1/336.000), mentre tutte le altre regioni sono sopra la media (1/269.000 abitanti in Liguria 1/226.000 in Umbria, 1/221.000 in Emilia Romagna, 1/197.000 in Veneto. Calabria e Sicilia registrano la disponibilità minima per i tumori dell’utero e della prostata, seguiti da Sardegna e Campania. Conclusioni: I risultati hanno messo in evidenza una distribuzione geografica dei centri ad alto volume di attività chirurgica oncologica molto disomogenea, con un marcato “gradiente” Nord-Sud: su 27 centri a livello nazionale che offrono contemporaneamente prestazioni per i sei tumori esaminati, 5 sono dislocati in Emilia Romagna, 4 in Lombardia, 3 in Veneto, 2 in Toscana, 2 in Umbria, 1 in Piemonte, 1 in Liguria, 1 nel Friuli Venezia Giulia, 1 nella Provincia di Bolzano. Solo 7 centri sono presenti nel centro-sud-isole (3 a Roma, 1 in Campania, 2 in Puglia, 1 in Sardegna). Lo studio conferma la diversa capacità delle Regioni di garantire ai propri cittadini l’accesso a prestazioni qualificate di chirurgia oncologica e la necessità di rivedere la ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni, al fine di garantire pari opportunità nella tutela della salute sancita dall’art. 32 della Costituzione

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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