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Nuove modalità della scultura nella seconda metà degli anni Sessanta (parte I)
Il numero nasce come un cantiere sul rinnovamento della scultura nella seconda metà degli anni Sessanta, prendendo in esame ricerche d'arte processuale e poverista.
Un incipit della sezione raccoglie una serie di interviste a Giovanni Anselmo (a cura di Maddalena Disch), Giuseppe Penone e Gilberto Zorio (a curda di Lara Conte); segue un’antologia di scritti (comprendenti inediti di Gilardi, testi di Tommaso Trini e riflessioni degli artisti intervistati). Il progetto si conclude con alcuni approfondimenti critici: il primo è incentrato sulla relazione opera-spazio, e affidato ad Irene Cavarero, che pubblica un saggio sulla realtà torinese del Deposito D’arte Presente; il secondo ricostruisce le dinamiche dei contatti internazionali così com’esse si leggono in particolare attraverso l’azione tempestiva di Gilardi (Lara Conte). Infine viene pubblicata un’analisi delle due principali mostre di fine decennio, When Attitudes Become Form, curata da Harald Szeemann alla Kunsthalle di Berna, e Op Losse Schroeven, curata da Wim Beeren allo Stedelijk di Amsterdam; eventi espositivi che sono stati ricostruiti attraverso la ricognizione della documentazione d’archivio conservata presso le due istituzioni mussali (Lara Conte
An Interview with Prof. Emanuele Conte
Intervista al prof. Emanuele Conte, titolare dell'insegnamento di "Law and the Humanities" presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università Roma Tre dal 2008. L'intervista mira a comprendere l'importanza del rapporto tra diritto e scienze umane (storia, letteratura, arti figurative, cinema, ecc.) nella formazione del giurista, con particolare riguardo ai metodi didattici utilizzati nel corso degli anni e alla dimensione internazionale della materia.Interview with prof. Emanuele Conte, the Chiar of Medieval and modern legal history at the Roma Tre Law Department, on Law and the Humanities. Prof. Conte has been director of the "Law and the Humanities" course at Roma Tre since 2008
Il "Palombaro lungo" come complessa interazione tra risorsa acqua e costruzione ipogea.Metodi e strumenti innovativi per la documentazione.Strumenti e metodi per il rilievo delle superfici e delle volte.
Il contratto di ricerca che la Soprintendenza ai Beni Architettonici e per il Paesaggio della Basilicata ha affidato all’Università degli Studi della Basilicata - C.A.S.D., con sede in Matera, e l’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali, unità operativa di Potenza, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, per indagini conoscitive degli ambienti ipogei del Palombaro grande, è stato determinato dall’eccezionale valore storico/ambientale del complesso monumentale “Palombaro grande” di Matera e dei connessi locali ipogei, dal punto di vista storico, architettonico, artistico, idraulico e naturale. Il gruppo di ricerca multidisciplinare è stato coordinato dal Prof. Arch. Antonio Conte.
La ricerca e l'attività documentaria è stata diretta principalmente all'affermazione del disegno di rilievo quale principale tramite di lettura e di conoscenza della realtà e come mezzo risolutore nella percezione e raccolta di informazioni visive e grafico-formali. L'operazione di rilevamento fornisce uno strumento di base il cui obiettivo è la conoscenza scientifica per la conservazione finalizzata agli interventi di recupero per la creazione di percorsi storico-culturali reali e virtuali e per una sostenibilità sia della risorsa acqua che delle tradizioni costruttive legate alla valorizzazione e tutela del territorio nel senso dei suoi manufatti, naturali ed artificiali. Una ricerca dei luoghi in cui la storia ha lasciato le sue tracce con piccole architetture destinate alla gestione e l’utilizzo della risorsa “acqua”, comparati a realtà e destini simili presenti nel contesto europeo
Parte seconda: La raccolta delle acque meteoriche nel materano
Il contratto di ricerca che la Soprintendenza ai Beni Architettonici e per il Paesaggio della Basilicata ha affidato all’Università degli Studi della Basilicata - C.A.S.D., con sede in Matera, e l’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali, unità operativa di Potenza, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, per indagini conoscitive degli ambienti ipogei del Palombaro grande, è stato determinato dall’eccezionale valore storico/ambientale del complesso monumentale “Palombaro grande” di Matera e dei connessi locali ipogei, dal punto di vista storico, architettonico, artistico, idraulico e naturale. Il gruppo di ricerca multidisciplinare è stato coordinato dal Prof. Arch. Antonio Conte.
La ricerca e l'attività documentaria è stata diretta principalmente all'affermazione del disegno di rilievo quale principale tramite di lettura e di conoscenza della realtà e come mezzo risolutore nella percezione e raccolta di informazioni visive e grafico-formali. L'operazione di rilevamento fornisce uno strumento di base il cui obiettivo è la conoscenza scientifica per la conservazione finalizzata agli interventi di recupero per la creazione di percorsi storico-culturali reali e virtuali e per una sostenibilità sia della risorsa acqua che delle tradizioni costruttive legate alla valorizzazione e tutela del territorio nel senso dei suoi manufatti, naturali ed artificiali. Una ricerca dei luoghi in cui la storia ha lasciato le sue tracce con piccole architetture destinate alla gestione e l’utilizzo della risorsa “acqua”, comparati a realtà e destini simili presenti nel contesto europeo
Gian Carozzi
Protagonista dello scenario artistico ligure postbellico, Gian Carozzi (La Spezia 1920 – Sarzana 2008) tra il 1949 e il 1950 si trasferisce a Milano, dove entra in contatto con Lucio Fontana e firma due manifesti dello Spazialismo, il 3° Manifesto dell’Arte Spaziale (1951) e il Manifesto del Movimento Spaziale per la Televisione (1952).
Dopo un’intensa stagione di lavoro e di frequentazioni, alla fine degli anni Cinquanta lascia Milano per Parigi, dove soggiorna per circa vent’anni, per poi far ritorno nei suoi luoghi natali alla fine degli anni Settanta. Nei primi anni Ottanta si stabilisce a Sarzana, cittadina ligure dove vive sino ai suoi ultimi giorni.
A partire dagli anni Sessanta Carozzi prosegue un cammino solitario, esplorando una ricerca che mai si riduce a univoca cifra stilistica, seppur coesa attorno a una profonda continuità di pensiero, attraverso un’ininterrotta indagine sulla pittura. Una pittura che mette in crisi le definizioni e vaporizza i confini: tra astratto e figurativo, tra avanguardia e inattualità.
La presente monografia, promossa dall’Archivio Gian Carozzi e curata da Lara Conte, ripercorre l’intera vicenda creativa dell’artista. Si compone di contributi critici di Giulia Carozzi, Lara Conte, Fabrizio D’Amico, Andrea Marmori e Alberto Salvadori; di un’antologia critica con testi di Luca Bertolo, Manlio Cancogni, Beniamino Joppolo e Roberto Tassi; e di un dettagliato regesto bio-bibliografico.A protagonist of the post-war art scene in Liguria, Gian Carozzi (La Spezia 1920 – Sarzana 2008) moved to Milan between 1949 and 1950. Here he met Lucio Fontana and signed two manifestoes on Spatialism, the 3° Manifesto dell’Arte Spaziale (1951) and the Manifesto del Movimento Spaziale per la Televisione (1952). In the late 1950s, after an intense season of work and friendships, he left Milan for Paris, where he lived for around twenty years, to return back home in the late 1970s. During the early 1980s he moved to Sarzana, a small town in Li- guria, where he lived until his death.
Starting in the 1960s, Carozzi followed a solitary path investigating, through an uninterrupted exploration of painting, on a research which is never reduced to a univocal recognizable style, even though coherent with a profound continuity of thought. An exploration challenging all labels and evaporating all boundaries: between abstraction and guration, between avant-garde and outdatedness. This monograph, edited by Lara Conte, retraces the artist’s whole career. It includes critical essays by Giulia Carozzi, Lara Conte, Fabrizio D’Amico, Andrea Marmori and Alberto Salvadori; a critical anthology with texts by Luca Bertolo, Manlio Cancogni, Beniamino Joppolo and Roberto Tassi; and an in-depth bio-bibliography
COMUNITA' DISEGNO. Laboratorio a cielo aperto di Disegno e Rappresentazione nei Sassi di Matera.
Il seminario/laboratorio svolto nei Sassi di Matera ha posto in essere per dottorandi, tutor, docenti e maestri l'occasione di percorrere insieme, attraverso il disegno, un pezzo di "formazione", di "apprendimento" e di "conoscenza, di "condivisione critica" e di "scambio fra culture" consolidate di nuovi e vecchi atenei, con finalità didattiche filtrate da diverse concezioni scientifiche. Attraverso l'esperienza di questo paesaggio dell'architettura e della natura, in un fecondo "laboratorio a cielo aperto", si è costituito un momento di sintesi critica e di aggiornamento del sapere tecnico e scientifico per dare la possibilità di vedere in modo differente le cose fatte, per una nuova comprensione di questo organismo dove insieme troviamo le tracce e la nascita di forme e regole diverse. L'obiettivo didattico è stato quello di partecipare a formare una figura professionale, specialista del sapere e del saper fare, capace di creare una rete di connessioni della conoscenza all'interno di diverse specificità disciplinari, ponendo il disegno come un metodologia di ricerca paziente che punta alla valorizzazione del patrimonio. Nel corpo fossile di questo teatro del mondo che è Matera, dove la vita, la fatica, la creatività e la capacità tecniche rappresentano la millenaria vicenda umana, questo lavoro riproposto in sintesi, è l'invito a guardare e vivere questa città che ci ha permesso di essere liberi di sperare, in questo luogo straordinario, tra palchi e scena, contemporaneamente attori e spettatori, che possano rifiorire i giardini e le acque delle antiche sorgenti
Le risorse digitali per la storia dell’arte moderna tra Puglia e Italia settentrionale: progetti e proposte a confronto,Atti del seminario di studio a cura di Floriana Conte, Lecce, ex monastero degli Olivetani, Padiglione Chirico, 24-25 maggio 2017
Le risorse digitali per la storia dell’arte moderna tra Puglia e Italia settentrionale: progetti e proposte a confronto,Atti del seminario di studio a cura di Floriana Conte, Lecce, ex monastero degli Olivetani, Padiglione Chirico, 24-25 maggio 201
PIANO ECONOMICO SOCIALE DEL PARCO DI PORTO CONTE
Valuazione di piano del Parco regionale di Porto Conte (Alghero) per quelli che sono gli aspetti economici e sociali
Defining civil and political rights: the jurisprudence of the United Nations Human Rights Committee
ContentsProcedure under the optional protocol, Scott Davidson; Self-determination, Richard Burchill; Democratic and civil rights, Alex Conte; Security of the person, Alex Conte; The judicial process, Alex Conte; Privacy, honour and reputation, Alex Conte; Equality and non-discrimination, Scott Davidson; Minority rights, Richard Burchill; Rights of the family and children, Richard Burchill; Appendix 1: international covenant on civil and political rights; Appendix 2: optional protocol to the international covenant on civil and political rights; Appendix 3: ratification status of the international covenant on civil and political rights and its optional protocol; Appendix 4: model complaint for
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