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    Per una pedagogia umanistica e civile. Edizione digitale delle Orazioni inaugurali di Giambattista Vico

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    Per una pedagogia umanistica e civile. Edizione digitale delle Orazioni inaugurali di Giambattista Vico presenta il lavoro svolto per la ricerca “Per una filosofia dell’educazione integrale. Indicizzazione, digitalizzazione e ontologizzazione delle Orazioni inaugurali di Giambattista Vico”, svolto nell’ambito del Dottorato di Ricerca in Storia, Culture e Saperi dell’Europa mediterranea dall’Antichità all’Età contemporanea dell’Università degli Studi della Basilicata, e rappresenta l’attuarsi del progetto scientifico “Digital Philology: digitalizzazione, gestione ontologica, indicizzazione ed edizione di testi e collezioni”, la cui borsa è stata cofinanziata con risorse del PON Programma Operativo Nazionale Ricerca e Innovazione 2014-2020, Fondo Sociale Europeo, Azione I.1 “Dottorati innovativi con caratterizzazione industriale” 2018. L’elaborato presenta l’edizione critica digitale delle Orazioni inaugurali (lette nell’edizione critica di Gian Galeazzo Visconti, Edizioni di Storia e Letteratura 2013), supportata dall’approfondimento filosofico della pedagogia vichiana. Per una buona codifica XML e una visualizzazione ottimale in EVT dei discorsi inaugurali, infatti, è stato fondamentale contestualizzare il pensiero di Giambattista Vico all’aspetto pedagogico. Il lavoro evidenzia quanto l’attenzione all’educazione sia stata una costante fondamentale sia per lo sviluppo del Vico persona che per gli esiti di una riflessione filosofica sempre attenta alla centralità dell’uomo. La riflessione intorno alla pedagogia umanistica e civile proposta nel lavoro riassume, se anche in maniera introduttiva, l’intero pensiero vichiano. Il progetto pedagogico-politico, definito in questo lavoro come umanistico e civile, fa emergere l’interesse primario di Vico: restituire equità all’humanitas. Un fine che, oltre ad appagare il desiderio tanto forte quanto inesauribile di conoscenza, articola una proposta educativa capace di accompagnare l’uomo nel passaggio dalla barbarie all’incivilimento, a divenire un cittadino a servizio della comunità. Per essere tale, ogni uomo è chiamato ad affinare capacità e conoscenze che gli consentano di “fare bene” per la comunità civile. Così la pedagogia umanistica e civile vichiana assume connotazioni specifiche che aprono ad interpretazioni etiche, estetiche, pratiche e politiche. Se anche con accenni solo introduttivi, questo lavoro cerca di tessere le trame pedagogiche di un pensiero interpretato da sempre secondo altre chiavi. La pedagogia è qui intesa come il filo rosso che unisce gli esiti di un pensiero noto più per gli aspetti giuridici, storicistici e gnoseologici che per il suo fondamentale intento: educare la civitas. Il lavoro, dunque, si compone di quattro capitoli e un’appendice, pensati come tappe di un percorso che si conclude idealmente con la presentazione dell’edizione digitale delle Orazioni inaugurali, consultabile nella versione integrale sul sito della BUP – Basilicata University Press per la collana Digital Humanities . Il primo capitolo introduce il tema pedagogico attraverso un parallelo con la vita di Vico. Indagando intorno ai momenti centrali della vita personale e professionale, fa emerge l’esemplarità di un uomo dedito sin dalla giovinezza allo studio, alla ricerca e all’approfondimento. Un’attenzione costante per l’educazione e la formazione evidente sia durante gli studi personali che nel periodo a Vatolla e, ancor di più, nell’esercizio della professione di docente presso la regia Università di Napoli. La cattedra di retorica offre al filosofo il particolare privilegio di osservare e ascoltare i bisogni della sua società attraverso il dialogo costante con i suoi giovani studenti. Fa dell’educazione il primo e fondamentale momento del “farsi” dell’umanità, considerandola uno strumento utile all’uomo per il suo progressivo incivilimento. Il secondo capitolo continua l’introduzione alla tematica educativa associando gli esiti pedagogici alle preminenti questioni del pensiero vichiano. Infatti, Vico è il pensatore che più ha saputo praticare l’Umanesimo ̶ il lavoro lo presenta come “l’ultimo degli umanisti” ̶ e, nel dialogo con il passato, ha posto l’uomo come fondamento della pedagogia. Questa parte dell’elaborato si sviluppa intorno alle definizioni di pedagogia umanistica e civile, morale, pratica ed estetica evidenziando il rapporto intrinseco con la retorica. Il terzo capitolo propone una lettura “filosofica” delle Orazioni inaugurali, utile a cogliere i fini che la pedagogia vichiana si impegna a perseguire. Traccia le linee di un percorso di crescita personale in grado di accompagnare il giovane studente dalla conoscenza di se stesso all’esercizio delle virtù dell’animo e della mente per il bene di tutti. Seguendo il De nostris temporis studiorum rationem, indica nel metodo umanistico, in contrapposizione a quello razionalistico di Cartesio, la direttrice che, rafforzando una nuova pedagogia e un nuovo ordinamento di studi, assume le “forme” della mens heroica artefice di un riscatto morale talmente importante da concedere il privilegio di aspirare al sublime e quindi a Dio. Il quarto capitolo, conclusa l’introduttiva contestualizzazione filosofica, illustra il lavoro di digitalizzazione condotto, fulcro dell’attività di ricerca dottorale. Nel descrivere i passaggi utili a realizzare l’edizione delle Orazioni inaugurali, individua tre momenti fondamentali: la codifica TEI-XML del testo, la visualizzazione in EVT delle Orazioni e la proposta progettuale della BiDiVi, Biblioteca Digitale Vichiana, in cui catalogare gli scritti, gli studi e le attività di approfondimento che il “mondo vichiano” propone nel mondo. L’appendice, posta a chiusura del lavoro, riporta le Orazioni inaugurali codificate in XML e rappresenta il lavoro “nascosto” che, supportando la realizzazione dell’edizione digitale, stabilisce un interessante dialogo tra il presente, rappresentato dalla realizzazione dell’edizione, il passato, testimoniato con la consultazione del manoscritto autentico, e il futuro, con la cura per la tutela e la conservazione digitale dell’opera vichiana. Il lavoro di tesi presentato vuol far emergere la bellezza del lavoro di ricerca condotto in questi anni che intreccia la preziosità del manoscritto originario di Vico, l’innovazione del digitale e l’approfondimento di un aspetto del pensiero vichiano ancora poco attenzionato ma altrettanto ricco di suggestioni per la pedagogia e l’educazione del nostro tempo

    Una nuova moda italiana

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    Una nuova moda italiana è una riflessione critica sulla moda italiana in corso d’opera, che cerca di individuare l’attuale generazione di fashion designer italiani: un gruppo eterogeneo, un movimento ricco e articolato caratterizzato da un diverso e nuovo modo di lavorare. Il libro descrive specifici profili di designer che recuperano un fare vicino all’artigianalità di matrice sartoriale, che molte volte ritornano a un passato della cui memoria ci si riappropria attraverso l’esplorazione dell’archivio, che cercano costantemente di tradurre questa artigianalità, di confrontarla e di rapportarla all’industria italiana, quella della confezione e quella tessile. Questi designer non riflettono solo sul progetto in modo astratto, ma cercano di far emergere e dare forma a una loro personale interpretazione della moda ibridando le tecniche sartoriali con la dimensione dell’industria. Il libro restituisce quini una realtà in movimento difficile da mettere a fuoco e da inquadrare, e porta l’attenzione su un gruppo di autori che con il loro lavoro raccontano non solo la loro poetica, ma anche, attraverso le personali strategie creative, le trasformazioni del fare moda in rapporto a un fashion system complesso, potente e ormai esploso nel mondo. Fra i designer inseriti nel libro: Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, Gianluca Capannolo, Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, Gabriele Colangelo, Marco De Vincenzo, Frida Giannini, Massimiliano Giornetti, Stefano Pilati, Fabio Quaranta, Mariavittoria Sargentini, Alessandro Sartori, Francesco Scognamiglio, Riccardo Tisci, Giambattista Valli, Sergio Zambon

    Luisa Igloria, 28th Annual ODU Literary Festival

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    Luisa Igloria (previously published as Maria Luisa A. Carino) is the author of six books, four of which received the National Book Award from the Manila Critics’ Circle: Blood Sacrifice (University of the Philippines Press, 1998); Encanto (Anvil, 1994); Cartography (Anvil, 1992); and Cordillera Tales (New Day, 1990). She is also the author of In the Garden of the Three Islands (Moyer Bell/Asphodel, 1995), and the editor of Not Home, But Here: Writing from the Filipino Diaspora (Anvil, 2003). Her seventh and most recent book is Trill & Mordent (WordTech Editions, 2005), a runner-up for the 2004 Editions Prize. Igloria’s work has appeared in numerous national and international journals; she has received prestigious honors that include the 2004 Fugue Poetry Award, Finalist for the 2004 Larry Levis Editors Prize for Poetry, and Finalist for the 2003 Dorset Prize (Tupelo Press). She has received fellowships from the Fulbright Foundation, the Hawthornden Castle in Scotland, and to the Summer Literary Seminars in St. Petersburg, Russia. Igloria is an associate professor on the faculty of ODU’s Creative Writing Program

    A Biomimetic Polynucleotides–Hyaluronic Acid Hydrogel Promotes the Growth of 3D Spheroid Cultures of Gingival Fibroblasts

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    (1) Background: Three-dimensional cultures are useful tools to evaluate regenerative approaches in vitro, as they may mimic the spatial arrangement of cells more closely to natural tissues than routine 2D culture methods. (2) Methods: We investigated the effects of a polynucleotide, hyaluronic acid (PN, HA) compound on 3D spheroid cultures of primary gingival fibroblasts, by measuring their morphology over time, cell viability with Calcein-AM, a fluorescent marker, and cell growth potential by re-plating spheroids in attachment-permissive regular culture plates under routine conditions and following them up for 15 days. (3) Results: PN + HA induced an increase in spheroid size and perimeter and a decrease in spheroid circularity, as cells tended to grow and form small peripheral stacks around the spheroid. Levels of cell viability were also higher in this group. After re-plating, only the spheroids previously stimulated with PN + HA dissolved completely during the second week of culture and colonized the plate, thus indicating the retention of a higher level of viability by the cells forming the whole spheroid with this stimulus. (4) Conclusions: Taken together, our data support the idea that the combination of PN and HA has synergic effects on primary fibroblasts and promotes their viability, the growth of 3D cellular constructs, and the retention of a remarkable proliferative potential over the course of the experimental period, making it a promising compound for further investigations

    Taccuini e diari di viaggio nel fondo archivistico Maria Luisa Gengaro conservato da ISAL

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    Attraverso l’approfondita analisi dei taccuini e dei diari di viaggio manoscritti di Maria Luisa Gengaro, l’autore pone in evidenza il rigore e la passione con cui l’insigne storica dell’arte promuoveva la conoscenza e lo studio del patrimonio artistico presso i suoi studenti liceali, nel difficile anno 1942. In chiusura del saggio sono inoltre riportati alcuni passi salienti relativi agli appunti di viaggio redatti in forma dattiloscritta dagli studenti del Liceo Parini di Milano, anch’essi conservati all’interno del Fondo Gengaro. Notebooks and travel diaries in the archivial collection Maria Luisa Gengaro, preserved by ISAL The author analyses the notebooks and travel diaries manuscripts by Maria Luisa Gengaro, and describes the rigor and passion with which the eminent art historian promoted the understanding and study of the artistic heritage to her high school students, in the difficult year 1942. In closing, the essay also proposes some salient passages about a travel made by students of Liceo Parini in Milan in typewritten form,conservated in the Fondo Gengar

    System architecture

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    Solution Oriented Partnership is about the conception and development of solutions. More precisely: it is about industrialised, contextualised, sustainable solutions that are produced and delivered by networks of partners: the solution-oriented partnerships. It is also about a new idea of industrialization: an advanced industrialization with the capacity to bring a multiplicity of players together to collaborate in an effective way, with a view to sustainable objectives. The book is organised in two parts: Themes, that discusses the nature of partner-based solutions, and Tools, that introduces methodological tools for their conception and development. “System Architecture” is a chapter of the Themes and is focused on the ways to define system rules able to assure flexibility on one side and industrial production processes on the other side. Partner-based solutions arises from the activity of a group of research centres and European enterprises, funded under the European Community 5th Framework Programme. This research, known as HiCS, Highly Customerised Solutions, coordinated by the author Luisa Collina, was an action research, the specific subject of which has been “food for people with reduced mobility”

    Il fondo archivistico Maria Luisa Gengaro conservato dall’Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda

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    Il saggio segnala l’importanza delle carte del Fondo Maria Luisa Gengaro, conservato negli Archivi ISAL, per la critica dell’arte e per il contesto culturale milanese tra le due guerre. Dopo una sintesi su consistenza e storia del fondo archivistico, l’autore analizza l’impegno eccezionale della studiosa nell’insegnamento della storia dell’arte, al liceo e all’università, accennando anche ai suoi rapporti professionali e amicali, in particolare con Paolo D’Ancona e Giuseppe Antonio Borgese. Viene ricordato il suo signifi cativo impegno per la tutela del patrimonio architettonico e artistico di Milano e provincia durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Le carte personali e il diario, redatto tra il 1942 e 1975, lasciano trasparire l’umanità ricca e sensibile, capace di intensità poetica, della studiosa dei codici miniati dell’Ambrosiana. The archival Fund Maria Luisa Gengaro in ISAL The text underlines the importance of the documents of the Maria Luisa Gengaro Fund - that is preserved in the ISAL Archives - for the art criticism and the intellectual context in Milan in the period between the World Wars. After a ynthesis about the Fund’s texture and history, the article analyzes the incredible involvement of Gengaro in her activity, teaching history of art in the high school and at the university, and it mentions even the relationships and friendships with Paolo D’Ancona and Giuseppe Antonio Borgese. Th e Author of the article mentions the meaningful involvement of Gengaro for the wardship of the architectural and artistic heritage of Milan and its province during the bombing of the II World War. Th e personal documents and the diary, written between 1942 and 1975, reveal the reach and sensitive humanity of the Ambrosiana’s illuminated manuscript scholar

    Host-defense peptides: from biology to therapeutic strategies

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    Primitive innate defense mechanisms in the form of gene-encoded antimicrobial peptides are now considered as potential candidates for the development of new therapeutics. They are well known for their function as the first protective barrier of all organisms against microbial infections. In addition, emerging studies reveal that they assist in modulating the host immune system. The biological properties of these host-defense peptides, their role in human health, their cell selectivity and related molecular mechanisms are discussed in this multi-author review along with the strategies to transform them or their peptidomimetics into clinically usable drug

    La riforma della prescrizione tra diritti dell’imputato e della persona offesa: riflessioni dal punto di vista della Convenzione europea dei diritti dell’uomo

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    The article addresses the reform of the statute of limitations in light of the case law of the European Court of Human Rights. After discussing the role played by the statute of limitations in civil and criminal proceedings, the author specifically focuses on the questions relating to the reasonable duration of trials and to the need to balance the rights of the victim and those of the accused person. The author rules out the possibility of using the statute of limitations as a ‘compensation’ for possible infringements on the principle of reasonable duration of proceedings. She also maintains that the Strasbourg case-law should not be used as a systematic reference framework for the reform of the statute of limitation

    Un frammento di Timocle comico

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    The author inquires the question about the dramatic nature of Timocle’s Ikarioi Saturoi, a question much discussed by the classical scholarship of the nineteenth and twentieth century. The new reading of fr. 18 K.-A., handed down from Athenaeus, discloses exact correspondences, concerning language and performance, with Eupoli’s Demoi and, above all, with Aristofane’s Ploutos, so that it’s possible to lean to the opinion that the work has comic, and not satyrical, nature
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