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Il riconoscimento giuridico del “terzo sesso”: un esempio di inclusione-esclusione? Riflessione socio-giuridiche e culturali sulla condizione intersex
The article aims to discuss if and how medical labels and practices create sex-anatomical
standards with respect to which those who do not align with them are labeled as “ thus also legitimizing some forms of violence and social marginalization. The case study of the German legal framework, where the third sex registry has recently fo und space, will then be explored to reflect whether non -normative bodies are liberated or governed, with related normalizing repercussions, through their legal recognition
Il riconoscimento giuridico del “terzo sesso”: un esempio di inclusione-esclusione? Riflessione socio-giuridiche e culturali sulla condizione intersex
The article aims to discuss if and how medical labels and practices create sex-anatomical
standards with respect to which those who do not align with them are labeled as “ thus also legitimizing some forms of violence and social marginalization. The case study of the German legal framework, where the third sex registry has recently fo und space, will then be explored to reflect whether non -normative bodies are liberated or governed, with related normalizing repercussions, through their legal recognition
La costruzione sociale dei suicidi
I suicidi, eventi drammatici come pochi altri, hanno da sempre costituito una sfida per l’immaginazione sociologica. E se Emile Durkheim vi aveva dimostrato le capacità esplicative della sociologia, è sempre nell’analisi dei suicidi che le sociologie costruzioniste – interazionismo simbolico, etnometodologia, fenomenologia – hanno operato la resa dei conti con gli approcci positivisti. I saggi che qui presentiamo offrono una summa di grande interesse dei modi originali con cui le sociologie costruzioniste hanno re-immaginato lo studio dei suicidi andando oltre la rigidità dello schema “cause e cure” degli approcci positivisti ed arricchendo di sfumature la nostra comprensione del fenomeno
Desessualizzazione drammaturgica. Sociologia della visita ginecologica
Nel saggio che viene tradotto per la prima volta in italiano in questo volume, Henslin e Biggs mostrano come le visite ginecologiche siano orchestrate in modo drammaturgico attraverso una serie di tecniche per permettere la depersonalizzazione e la desessualizzazione delle pazienti , al fine di neutralizzare ogni potenziale erotizzazione delle condotte e per creare forme di distanziamento tra chi mostra il proprio corpo e chi lo osserva o esamina
Cirus Rinaldi (a cura di), Alterazioni. Introduzione alle sociologie delle omosessualità, Mimesis 2012
La recensione offre una lettura del volume "Alterazioni. Introduzione alle sociologie delle omosessualità" di Cirus Rinaldi (a cura di). Viene evidenziata l‟idea di fondo, vale a dire la necessità di “alterare” la sociologia per superare definitivamente i limiti dell‟approccio tradizionale al tema delle omosessualità, caratterizzato anzi condizionato dalla ricerca di regolarità. La difficoltà di riconoscimento delle differenze è il grande tema che attraversa l‟intero volume nell‟articolazione multidisciplinare dei diciotto saggi che lo compongono e che rispondono, secondo l‟esplicito criterio del curatore, alla esigenza di moltiplicare gli sguardi e di sollecitare il più ampio confronto tra saperi accademici e non. L‟istanza asimmetrica e gerarchizzante dell‟ordine sociale costituito è la chiave mediante la quale vengono analizzate le varie forme di violenza anti-omosessuale nel quadro di un‟approfondita trattazione dell‟omofobia
Teorie del controllo sociale
Muovendo dall’idea dello “stato di natura” di Thomas Hobbes e riprendendo la concezione della Scuola Classica, che identifica il delinquente con un attore razionale che valuta i costi e i benefici del proprio agire e commette un atto di criminalità nel caso in cui i vantaggi derivanti da tale atto sono maggiori dei rischi, le teorie del controllo si basano sul presupposto che ciascun individuo possa tenere un comportamento deviante e criminale, pertanto lo studio delle cause della criminalità perde di rilevanza, mentre, al contrario, sono le ragioni del conformismo, ossia i motivi che spingono a non compiere atti di devianza, a dover costituire oggetto di analisi.
Negli anni ’60 del secolo scorso, i teorici del controllo e dell’autocontrollo hanno rappresentato un punto di rottura rispetto agli approcci criminologici precedenti e tradizionali, in quanto hanno concentrato la loro attenzione sulla spinta verso il conformismo e hanno rintracciato le origini del comportamento deviante e criminale nella mancata o debole socializzazione ai valori e alle norme convenzionali.
Il campo di indagine privilegiato della teoria del controllo sociale (e del suo maggiore esponente Travis Hirschi), è rappresentato dalla delinquenza giovanile che viene spiegata a partire dal legame dei giovani con gli attori della struttura sociale, la famiglia, la scuola e il gruppo dei pari. Tali agenzie di socializzazione, infatti, operano un efficace controllo che trattiene i giovani dalla devianza solo in quanto riescono ad assumere, al tempo stesso, il ruolo di “altri significativi”, capaci di educare al rispetto delle norme e dei valori socialmente dominanti, e il ruolo della “autorità”, che ha il potere di sanzionare i comportamenti che da tali norme e valori deviano
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