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Il lavoro sociale che cambia. Per una innovazione della formazione universitaria
Questo volume nasce dalla sperimentazione di alcuni percorsi di innova- zione didattica condotti nell’ambito della formazione universitaria. Tale sperimentazione – che viene ampiamente illustrata grazie alla voce dei protagonisti: docenti, studenti e volontari – è il frutto e la premessa, al contempo, di una più ampia riflessione sul mutamento delle istanze di ordine didattico
nell’Università nel tempo presente, e più precisamente sulla capacità degli studenti di attraversare e comprendere le aspettative emergenti nel tessuto sociale, da un lato, e sulla capacità dei docenti di fornire loro strumenti per sostare e restare riflessivamente nel campo della pratica professionale, dall’altro lato. A partire dall’idea centrale di una “rinnovata alleanza con il territorio per portare avanti la propria missione didattica”, il libro introduce ad una visione dell’Università come dispositivo di apprendimento collettivo, partecipato, “situato” nei contesti circostanti, particolarmente indicato ai social workers del futuro
SALUTE E CARCERE: POLARITÀ PER LA RICERCA SOCIOLOGICO-GIURIDICA. UNO STUDIO-PILOTA IN EMILIA-ROMAGNA
La messa alla prova per l'imputato maggiorenne. Una ricerca in Emilia-Romagna
Il contributo riporta i risultati di una ricerca realizzata dalle Università di Bologna e di Parma con gli Uffici di esecuzione penale esterna (UEPE) di Bologna, Modena e Reggio-Emilia. La ricerca ha inteso indagare le finalità della c.d. probation, nonché la conoscenza e l’opinione degli operatori giuridici e sociali sulla ‘messa alla prova’, dispositivo penale esteso di recente ai maggiorenni (L. 67/2014), dopo essere stato appannaggio, per trent’anni, del settore minorile. Lo studio ha preso avvio dalla constatazione del mutamento normativo, per cui il reato non viene più considerato
(solo) come lesione dell’ordine giuridico astratto, ma piuttosto dei beni e degli interessi concreti di una persona e della comunità in cui vive. Si introduce così la formulazione di dispositivi che appartengono al modello della cosiddetta Giustizia riparativa (Restorative Justice), tramite cui l’esecuzione penale può tendere (anche) al coinvolgimento diretto dell’autore del reato, per considerare (finalmente) i vissuti e le aspettative di un soggetto finora rimasto “dietro le quinte” della scena processuale: la vittima. Il sistema della probation, com’è noto, prevede la compresenza di tre elementi: la sospensione dell’azione penale, l’imposizione di oneri e prescrizioni all’imputato e soprattutto l’affiancamento di questo da parte dei Servizi sociali, durante la “prova” (l’etimo probation fa riferimento appunto alla prova, da affrontare e valutare). La probation - e la messa alla prova, nello specifico - si presta quindi ad essere indagata per osservare le dinamiche
che interessano l’intreccio tra la metodologia del servizio sociale e le procedure giudiziarie.
La ricerca ha permesso l’analisi di 192 fascicoli di imputati adulti ‘messi alla prova’, realizzata tramite il Software
SPSS; la somministrazione di un questionario standardizzato rivolto ai funzionari del Servizio Sociale degli UEPE
dell’Emilia-Romagna diretto a rilevare prassi e finalità dell’ operato dei servizi; e la conduzione di 13 interviste
semi-strutturate con testimoni privilegiati (operatori giuridici e operatori sociali) focalizzate sulla riparazione,
sulla mediazione e sull’utilizzo del lavoro di pubblica utilità
Premessa. Il lavoro sociale che cambia e la formazione dei social worker di domani
Nell'attuale fase di contrazione dei sistemi di welfare europei, il servizio sociale/social work è provocato a modificare una parte della sua identità e delle competenze che dovranno impiegare i social workers nel prossimo futuro. Tale mutamento richiede di collegare i fondamenti di questa disciplina e l'identità professionale, con le esigenze mutate dell'attuale contesto sociale per concorrere a costruire nuove forme di welfare. Vengono qui riprese le 10 aree di competenza del social work indicate dal Council on Social Work Education statunitense, coniugandole che le attuali richieste di mandato professionale e sociale degli assistenti sociali, in vista di potenzialità formative innovative, con particolare attenzione all'apprendimento sul campo mediante il tirocinio/internship
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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