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Che cos'è la pedagogia dell'ambiente
Occuparsi di educazione significa, di fatto, esaminare i contesti o gli ambienti di vita della persona, delle sue relazioni: riflettere sulle pratiche educative ambientali comprende la formazione al dialogo tra soggetti e tra culture; implica la consapevolezza del valore delle differenze che connotano le relazioni comunicative, a partire dall’interconnessione tra natura e cultura, tra fattori biologici e antropici.
Diviene fondamentale, di fronte ad atteggiamenti spesso superficiali e sensazionalistici promuovere una coscienza educativa in, con e per l’ambiente, centrata sull’importanza della responsabilità personale e comunitaria. Un armonico rapporto natura-società, in prospettiva pedagogica suppone il recupero di valori che permettano di riequilibrare il rapporto medesimo e di educare l’uomo nella complessità delle questioni che attanagliano lo sviluppo durevole e l’economia della conoscenza ad essere “custode” di ciò che lo circonda. L’individuazione di un ambito disciplinare e la legittimazione di un autonomo statuto epistemico implicano questioni la cui consistenza euristica suscita un’attenta riflessione culturale. L’analisi della denominazione pedagogia dell’ambiente non può prescindere da domande fondamentali.
Qual è l’oggetto specifico della disciplina? Quali sono le teorie più accreditate, le metodologie di ricerca maggiormente seguite, le principali partizioni? L’ambiente è per sua natura una “tematica” trasversale, incrocia problemi e settori disciplinari assai diversi. Qualsiasi disciplina che elegga l’ambiente ad oggetto d’indagine è in qualche modo costretta, vale sottolinearlo, ad “addentrarsi” in territori specifici quali l’ecologia e l’economia, le scelte politiche e giuridiche, le scienze umane e le arti.
La pedagogia referenzia una prospettiva critica in ordine all’esperienza educativa. Si configura come scienza pratica, i cui orizzonti di ricerca empirici e eidetici si articolano con la dimensione etico-educativa che contrassegna l’interpretazione e la progettualità del sapere pedagogico. La pedagogia dell’ambiente identifica un ambito di discorso che ha per oggetto la riflessione sul rapporto tra formazione umana ed ambiente, nelle sue diverse forme storico-culturali. Essa contribuisce all’unità del discorso pedagogico, senza indulgere alla frammentazione; al pari delle altre “pedagogie del genitivo”, concorre in modo critico tanto allo sviluppo del confronto pubblico tra le scienze quanto al rafforzamento della presenza della pedagogia nel dibattito culturale e socio-politico attuale.
In questo quadro significante, la variegata rassegna di attività e percorsi di educazione ambientale rappresenta uno specifico settore d’indagine per la pedagogia dell’ambiente, che si costituisce come disamina intenzionale e rigorosa su finalità e valori, procedure e metodologie. Non diversamente dalla pedagogia sociale o della famiglia, la pedagogia dell’ambiente pone l’enfasi su uno specifico àmbito di teorie e pratiche educative
La pelle che ci separa
In questo memoir, Kym Ragusa racconta il conflitto che ha dato forma alla sua vita, derivante dal fatto che era simultaneamente afroamericana (da parte di madre) e italoamericana (da parte di padre), bianca (anche se di colore differente) e nera. Un racconto sul razzismo e sulla razzializzazione delle sue comunità di origine, e sull'ambivalenza di crescere tra razze e culture
Introduzione [a Itaipu, le pietre che cantano. Formazione e resilienza nel popolo Guaranì]
Questo volume è il primo frutto di una ricerca etnografica sul campo che il Gruppo di Ricerca Internazionale EURESIS dell’Università di Ferrara, ha iniziato nel 2022 presso le comunità indigene guaranì, che vivono nella regione del Paranà brasiliano, in modo particolare, sull’Isola di Cotinga. Lo scopo di questi studi è quello di collocarsi sul crinale della differenza3 in un gioco di rispecchiamento che ci consente di osservare, interpretare e comprendere l’alterità al fine di indentificarne le differenti forme di razionalità e, in fondo, i significati che questo popolo antico e raffinato attribuiscono al reale. Di conseguenza, l’approccio è, in primo luogo, epistemologico: il fine della ricerca è infatti quello di tentare di interpretare e comprendere come funzionino i processi di costruzione della conoscenza all’interno di contesti caratterizzati da una forte densità relazionale. Si tratta, evidentemente, di una realtà radicalmente lontana dal nostro orizzonte culturale. Le informazioni e i dati raccolti dalla ricerca etnografica, unitamente a quelli bibliografici, sono interpretati entro una cornice ermeneutica. Si tratta di un’epistemologia che si auto-interroga, che si confronta con la differenza e che promuove processi metacognitivi. Riteniamo infatti, che tali processualità siano essenziali tanto per la riflessività pedagogica, quanto per la progettazione di pratiche educative transculturali
Consiliorum siue Responsorum D. Petri Philippi Cornei ... volumen primum [-quartum] : nunc recèns non mediocri cura, & diligentia excusum, & à mendis repurgatum : cum summarijs, & indice locupletissimo.
Marca tip. de la Società dell'Aquila che si rinnova en port
Che Guevara and revolutionary Christianity in Latin America
The thesis, firstly, examines the degree to which revolutionary Christianity in Latin America was influenced by Che Guevara and, secondly, seeks to identify aims and objectives shared by Che Guevara and revolutionary Christianity in Latin America. The four expressions of revolutionary Christianity studied in the thesis are: Camilo Torres in Colombia, "The Movement of Priests for the Third World" in Argentina, "Christians for Socialism" in Chile, and revolutionary Christianity during the Sandinista revolution in Nicaragua. These groups and individuals cover the period of the emergence and development of revolutionary Christianity in Latin America from the mid 1960s to the mid 1980s. The research has identified three key points of influence, three shared aims and three shared objectives. I argue that Guevara was influential (1) as a revolutionary icon, (2) as one who legitimised Christian participation in revolutionary struggle and (3) as one whose concept of the "new man" was used and developed by some Christian revolutionary thinkers. The three shared aims are identified as (1) socialist/communist society, (2) national liberation and (3) the emergence of the "new man". The three shared objectives are identified as (1) revolutionary unity, (2) taking power and (3) conscientisation. The thesis concludes with a summary of the research findings and an examination of Guevara's "new man" alongside the Christian concept of the "new being in Christ". The thesis proposes a synthesis of Guevara's "new man" with the "new being in Christ" by means of the establishment of small scale Christian co- operatives
A new baby in the c-myc-directed transcriptional machinery. che-1/aatf
B-cell precursor acute lymphoblastic leukemia (BCP-ALL) is the most common malignancy in childhood. Despite the high cure-rate, identifying new druggable molecular targets is still of great interest. In a cohort of BCP-ALL pediatric patients, irrespectively of the molecule/karyotype lesions found, we recently observed high expression of c-Myc and Che-1/AATF, which disappears at time of remission. Study of the molecular mechanisms involved in this co-expression revealed that Che-1 expression was crucial for induction of blast-cell proliferation driven by c-Myc. Furthermore, Che-1/AATF silencing in primary BCP-ALL cell lines improves responsiveness to chemotherapy. These data individuate Che-1 as a possible novel target in the treatment of BCP-ALL able to affect c-Myc-driven tumorigenicity
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Dio. La parola che divide – il dialogo che unisce
Che «Dio» sia una parola che divide è meno un dato di fatto e più una provocazione che meriterebbe un punto interrogativo, giacché come può Dio «dividere»? E soprattutto, come può una parola «dividere», qualunque essa sia? non è forse chi la utilizza che lo fa per dividere o separare? «Dio» dividerebbe, in tal caso, perché lo si vuole, ovvero: perché si vuole creare divisione utilizzando questa parola
Aspectos clínicos y epidemiológicos de pacientes con trombofilia primaria. Cardiocentro “Ernesto Che Guevara”. 2011- 2014
Introducción: La trombofilia primaria es una enfermedad poco frecuente y sub-diagnosticada.Objetivo: Caracterizar clínica y epidemiológicamente los pacientes con trombofilia primaria atendidos en el Cardiocentro Ernesto Che Guevara, en el período de septiembre del 2011 a febrero del 2014.Diseño Metodológico: Se realizó un estudio observacional-descriptivo-transversal con búsqueda de información retrospectiva en los pacientes atendidos en la consulta de Trombofilia del Cardiocentro Ernesto Che Guevara, durante el período de septiembre del 2011 a febrero del 2014.Resultados: La edad media de los pacientes fue 33 años. Los factores de riesgo de mayor frecuencia determinados fueron hipertensión arterial en el 19,1 %, obesidad con igual frecuencia y en el 17 % la cirugía mayor. En el 98,1 % de los pacientes el primer episodio trombótico objetivado ocurrió antes de los 50 años, el 75,5 % presentó trombosis recurrentes y en el 47,2 % no se detectó factor precipitante. Las localizaciones clínicas de trombosis más frecuentes fueron trombosis venosa profunda (TVP) en extremidades inferiores en el 57 % y trombosis cerebral en el 28 % de los pacientes. El 45,2% de los pacientes presentaron trombofilia primaria, de estos en el 37,5 % se determinó más de un factor trombofílico.Conclusiones: Se determinó trombofilia primaria en casi la mitad de los pacientes involucrados en el estudio, el déficit de proteína S fue la causa predominante, se identificó trombofilia combinada, siendo la asociación más frecuente el déficit de proteína C y S. ABSTRACTIntroduction: Primary thrombophilia is a rare and under-diagnosed disease.Objective: To characterize clinically and epidemiologically patients with primary thrombophilia treated at the Cardiology Center Ernesto Che Guevara, in the period between September 2011 to February 2014.Materials and Methods: A cross-sectional, descriptive-observational study with retrospective data search in patients treated at the Cardiology Thrombophilia of Ernesto Che Guevara, during the period September 2011 to February 2014.Results: The mean age of patients was 33 years. The risk factors most frequently identified were hypertension in 19.1%, and obesity with equal frequency in 17% of major surgery. In 98.1% of patients the first thrombotic event occurred before the age of 50 and 75.5% had recurrent thrombosis. The more frequent clinical sites were deep vein thrombosis (DVT) of the lower extremities in 57% and cerebral thrombosis in 28% of patients. 45.2% of patients had primary thrombophilia; in 37.5% of these was determined more than one thrombophilic factor.Conclusions: Primary thrombophilia was found in almost half of the patients involved in the study, protein S deficiency was the predominant cause, and combined thrombophilia was identified, being the most frequent, the association of protein C and S deficiency
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