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    Transizione verde ed energie rinnovabili. Riflessioni sulla presenza di parchi eolici nelle aree marginali

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    Nell’ultimo secolo l’azione antropica si è fatta particolarmente pressante sull’ambiente, fino ad affermarsi tra le principali cause del riscaldamento globale e del cambiamento climatico. La produzione industriale su larga scala, unitamente alla massificazione dei consumi e ad altri fattori, quali l’urbanizzazione e lo sviluppo dei trasporti, hanno spinto verso un eccessivo sfruttamento di risorse, numerose delle quali limitate. Ciò ha comportato l’adozione, da parte di stati e regioni, di politiche specificamente orientate alla sostenibilità. A questo riguardo, l’Unione Europea è da tempo impegnata nella promozione di un cambio di paradigma per abbracciare nuovi modelli produttivi e di vita, più sostenibili e rispettosi dell’ambiente e dei sistemi territoriali in genere. In un simile scenario, la produzione di energia da fonti rinnovabili assume un ruolo fondamentale sebbene alcune dinamiche necessitino di particolare attenzione. Diverse esperienze condotte in passato hanno mostrato quanto le iniziative legate alla produzione di «energia pulita» debbano necessariamente confrontarsi con le esigenze delle comunità locali, le quali sono sempre più coinvolte e chiamate a partecipare ai processi di sviluppo dei propri territori. Se in alcuni casi la realizzazione di determinati impianti è stata osteggiata a causa delle trasformazioni paesaggistiche, delle scarse ricadute occupazionali e delle possibili esternalità negative su altri settori, come quelli legati all’agricoltura e al turismo, in altri è stata accolta positivamente dalle popolazioni delle aree coinvolte. Il presente lavoro, dopo un inquadramento generale sul tema della produzione di energia da fonti rinnovabili a scale differenti, si focalizza sulla Sardegna, regione in cui la realizzazione di impianti eolici deve misurarsi con recenti provvedimenti legislativi che, a tutela del paesaggio, pongono delle limitazioni. Il contributo, dopo aver analizzato un caso di studio, si chiude con alcune riflessioni sulla presenza dei parchi eolici nelle aree marginali

    IL POSIZIONAMENTO DIGITALE DI ALCUNE DESTINAZIONI TURISTICHE: ANALISI DI BENCHMARK TRA L’ARCIPELAGO DELLE BALEARI E LA SARDEGNA

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    Il contributo, dopo un breve inquadramento alla scala globale ed europea del fenomeno turistico nel periodo post pandemico, affronta alcune tecniche e metodi di analisi dei contenuti generati dai turisti. La loro utilità si rivela fondamentale per migliorare l’immagine delle destinazioni e fornire proposte di offerta sempre più coerenti con la domanda. Il lavoro si chiude con un’analisi comparativa degli strumenti di comunicazione online utilizzati da due destinazioni insulari: la Sardegna e le Baleari. Si tratta, infatti, di ambiti geografici emblematici della stagionalità e del turismo balneare, e tramite il raffronto dei principali indici turistici e il benchmark tra i canali social istituzionali, si intende raffigurare il posizionamento digitale di entrambe le regioni, utile ai fini dell’adozione di misure e azioni di rafforzamento competitivo dei territori

    Digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio culturale dei piccoli musei

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    Il patrimonio culturale riveste un ruolo cruciale nelle politiche di sviluppo incentrate sull’attivazione di strategie place-based volte a valorizzare, anche sul piano turistico, le risorse tangibili e intangibili presenti nei territori marginali. La digitalizzazione e l’innovazione tecnologica offrono, sotto questo aspetto, numerose opportunità di fruizione di tale patrimonio, favorendo l’accessibilità e il diretto coinvolgimento delle comunità locali. L’articolo affronta questa tematica con la prospettiva di offrire spunti per il rafforzamento del turismo culturale nelle aree interne e rurali attraverso due progetti, RACINE e E.INS SPOKE 2, entrambi attuati in Sardegna con la collaborazione tra il mondo della ricerca scientifica, gli attori economici e culturali e le comunità locali afferenti ai piccoli comuni interni della regione.Cultural heritage plays a crucial role in development policies focused on activating place-based strategies aimed at enhancing, including from a tourism perspective, the tangible and intangible resources found in marginal areas. Digitalization and technological innovation offer numerous opportunities for the utilization of such heritage, promoting accessibility and the direct involvement of local communities. This article addresses the topic with the aim of providing insights for strengthening cultural tourism in inland and rural areas through two projects, RACINE and E.INS SPOKE 2, both implemented in Sardinia through collaboration between the scientific research sector, economic and cultural stakeholders, and local communities in the region's small inland municipalities

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    LE AREE RURALI NELLA NUOVA PROGRAMMAZIONE EUROPEA: CRITICITÀ E TRAIETTORIE DI SVILUPPO

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    A distanza di oltre sessant’anni dall’istituzione della Politica agricola comune (PAC) e di oltre trent’anni dall’avvio del metodo Leader, le aree rurali, pur trovandosi al centro di un processo di riscoperta e rivalutazione, affrontano ancora diverse criticità. Tra queste vi sono quelle legate allo spopolamento, alla debolezza del tessuto economico, alla carenza di opportunità occupazionali e al divario digitale. Soprattutto l’accesso alle nuove tecnologie, il possesso di soft skills e la capacità di coglierne il potenziale rappresentano elementi di forza in grado di rendere i territori marginali competitivi, sostenibili e attrattivi. Il presente contributo, dopo un inquadramento generale del tema rurale, si sofferma sul ruolo giocato dalla nuova PAC, dal metodo Leader e dalla strategia degli smart villages per rispondere efficacemente alle sfide della contemporaneità

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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