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ANÁLISIS DE LA IMPLEMENTACIÓN DE LA CARRERA DOCENTE EN EL DEPARTAMENTO DE CIENCIAS BÁSICAS DE LA UNIVERSIDAD NACIONAL DE LUJÁN
La Universidad Nacional de Luján (UNLu) ha concebido a la Carrera Docente como “un sistema de mejoramiento de los docentes de la universidad”. Hacia fines del año 2000, con la aprobación del Estatuto Universitario vigente, se ha institucionalizado la carrera docente en esta universidad. Luego de años de trabajo, se aprobó en Noviembre de 2009 la Reglamentación de la Carrera Docente lo que posibilitó que se establezcan los procedimientos definitivos para su implementación. Hacia fines del 2013 se realizó la primera inscripción de docentes y durante los meses de Abril y Mayo del año en curso se realizó la segunda. Dado que llevamos a cabo tareas de gestión en el Departamento de Ciencias Básicas, y que la participación en la carrera docente es voluntaria para los docentes ordinarios de la UNLu, nos propusimos analizar el impacto de la implementación de este sistema de ingreso que propende a la estabilidad, formación y evaluación continua de la labor docente en el ámbito de este Departamento. Analizamos el grado de participación en la Carrera Docente del personal docente que presta servicios en este Departamento tanto por categoría de revista como para cada una de las disciplinas que integran esta unidad académica. Encontramos que de los 229 docentes ordinarios con los que contaba el Departamento de Ciencias Básicas al momento de la primera convocatoria, el 33% se inscribió a carrera docente entre las dos convocatorias efectuadas a la fecha. El análisis por categoría mostró que el 26% de los profesores se inscribieron a carrera docente mientras que, de los docentes auxiliares lo hizo el 38%. Respecto de la participación por disciplina, encontramos que la mayor proporción de docentes que se incorporaron corresponde a la División Biología 52% de los ordinarios de esa División mientras que en dos Divisiones ningún docente se presentó a Carrera Docente, Estadística y Física
Implementación de la carrera académica como medio de integración del NSPT a la Universidad
Con el fin de mejorar la calidad académica de su cuerpo docente, el Instituto Nacional Superior del Profesorado Técnico -INSPT-, como Institución de Educación Superior no Universitaria, considera necesaria la planificación de estrategias que permitan generar espacios de pertenencia a sus docentes, que les otorguen estabilidad laboral y posibilidades de proyección, mediante el establecimiento de reglas claras e imparciales que protejan a la comunidad académica. La calidad académica se logra por medio de una clara definición de las características esperadas de los docentes y la excelencia se fomenta con procesos de evaluación continuos de todas las activida-des de la vida académica: enseñanza, investigación, extensión y gestión. La Carrera Académica, sistema que establece ingreso, permanencia y promoción de los docentes, resulta ser el recurso más adecuado para estimular la mejora continua de la tarea docente y lograr la excelencia académica, haciendo posible la integración de una institución no universitaria al sistema universitario. Mediante un exhaustivo análisis de la idiosincrasia de la comunidad educativa del INSPT, y aten-diendo a las características esperables de sus docentes, el Instituto procura adaptarse al régimen docente universitario vigente en la Universidad Tecnológica Nacional -UTN. Para lograr este objetivo, se han analizado el Estatuto Universitario, la Ordenanza 1182 del Consejo Superior y se ha elaborado un documento que, por un lado, fundamenta la necesidad de adecuar el régimen de ingreso, permanencia y promoción docente del INSPT a la Carrera Académica de la Universidad, y por otro, propone los pasos a seguir para su implementación, con el convencimiento de que su aplicación redundará en una continua mejora de la calidad académica del Instituto. El presente trabajo tiene como objetivos, por un lado, fundamentar y describir el proceso de ade-cuación del régimen docente del INSPT, a la Carrera Académica de la UTN, resaltando su valor como medio de integración del Instituto a la Universidad y a la vez, presentar una propuesta de im-plementación de la Carrera Académica al Instituto
Prefazione a Alessandro Carrera, Il tempo dei morti
Prefazione al poema teatrale di Alessandro Carrera, Il tempo dei mort
Lo sguardo delle donne per immaginare e progettare una città difference friendly
Lo spazio urbano è un concetto complesso che sintetizza dinamicamente
lo spazio fisico, le rappresentazioni dello spazio e le sue differenziate parti
che d’uso. Abitare la città si configura, quindi, come l’esito specifico e a sua
volta complesso di quegli elementi. Lo spazio fisico non può essere separato
dal modo in cui viene vissuto e si moltiplica e si differenzia all’interno delle
percezioni degli individui che lo abitano e lo attraversano quotidianamente.
Al tempo stesso lo spazio se è l’esito della materializzazione dei modelli
normativi, delle letture delle definizioni che ne hanno e ne danno i soggetti,
ha anche una sua forza di strutturazione.
Le città, infatti, non sono semplicemente palcoscenici dove si svolgono
relazioni, conflitti, contrasti e interconnessioni, ma sono soggetti attivi esse
stesse, parte essenziale delle dinamiche e dei processi che prendono forma al
loro interno. Lo spazio urbano è, nelle parole di Nigel Thrift, “passivamente
attivo”, simultaneamente costruito e capace di azione, un’entità strutturata
derivante da modelli normativi e culturali e da processi decisionali e, allo
stesso tempo, un’entità strutturante in grado di influenzare possibilità, azioni
e opportunità. In questo senso, una volta costruite, le città continuano a plasmare, modellare e orientare le relazioni sociali, il potere e le disuguaglianze,
facendo sembrare alcune cose normali e giuste, mentre altre fuori luogo e
sbagliate. La forma della città impatta sulle condizioni strutturali dell’espe
rienza quotidiana, producendo effetti diversi sulle vite dei vari tipi di individui
che la vivono come spazio altamente differenziale in termini di condizioni di
potere e di accesso alle diverse possibilità (Carrera, 2022a; 2022b) e, in assenza di politiche mirate di contrasto, arriva persino a legittimare indirettamente
le disuguaglianze (Miles, Gibson, 2016, p. 151). Estendendo l’analisi neomaterialista di David Harvey sulla qualità dello spazio urbano in termini di differenze di classe ad altri tipi di differenze, si può osservare che le caratteristiche fisiche di una città possono interferire in modo significativo e differenziatocon implicazioni pratiche e politiche in termini di accesso alle opportunities
(Sen, 1992)2. Scrive Amendola, “Come dispositivo strutturante, lo spazio co
struito organizza e definisce pratiche, contribuendo così alla riproduzione
delle relazioni sociali. Sia la dimensione puramente fisica dell’organizzazione
spaziale che quella simbolica, quindi, non solo ‘suggeriscono’ certi usi dello
spazio e specifiche relazioni sociali, ma danno anche forma concreta alla vita
che vi si svolge” (Amendola, 2009, p. 39).
Accogliendo questa linea di riflessioni, la pianificazione dello spazio urba
no si presenta come un’attività altamente politica capace di confermare, con
cedere o negare diritti. Il “progettista riflessivo” (ibid.), così come l’ammini
stratore preparato e consapevole (Carrera, 2022c), non possono prescindere
dal riconoscimento delle differenze e della natura non neutra delle politiche
urbane che generano effetti molto diversi per i diversi tipi di cittadini, ricono
scendo la centralità di un approccio alla gestione e alla governance territoriale
capace di rispondere alla molteplicità e all’eterogeneità di bisogni, requisiti e
desideri. È quindi fondamentale che i detentori delle competenze tecniche
sulla città e sui processi urbani dialoghino con coloro che abitano e praticano
lo spazio urbano nella vita quotidiana. Le donne, portatrici ancora oggi troppo spesso di uno sguardo diverso sulla città, non sono gli unici soggetti marginali e, in questo senso, possono rappresentare un fondamentale quanto utile punto di partenza per un percorso che sappia portare alla valorizzazione di ogni altra differenza a partire da una prospettiva di genere più complessa e differenziata. Sullo sguardo e sulla voce politica delle donne può essere ridefinito e fondato un modello sociale, urbano e politico che sappia garantire il pieno riconoscimento alle differenze in vista della definizione di condizioni strutturali per una città plurale, differenziata e inclusiva
Evaluation of various trough the thickness andcurvature approximations for free vibrationalanalysis of cylindrical and spherical shells
Large-deflection and post-buckling analyses of laminated composite beams by Carrera Unified Formulation
The Carrera Unified Formulation (CUF) was recently extended to deal with the geometric nonlinear analysis of solid cross-section and thin-walled metallic beams (Pagani and Carrera, 2017). The promising results provided enough confidence for exploring the capabilities of that methodology when dealing with large displacements and post-buckling response of composite laminated beams, which is the subject of the present work. Accordingly, by employing CUF, governing nonlinear equations of low- to higher-order beam theories for laminated beams are expressed in this paper as degenerated cases of the three-dimensional elasticity equilibrium via an appropriate index notation. In detail, although the provided equations are valid for any one-dimensional structural theory in a unified sense, layer-wise kinematics are employed in this paper through the use of Lagrange polynomial expansions of the primary mechanical variables. The principle of virtual work and a finite element approximation are used to formulate the governing equations in a total Lagrangian manner, whereas a Newton–Raphson linearization scheme along with a path-following method based on the arc-length constraint is employed to solve the geometrically nonlinear problem. Several numerical assessments are proposed, including post-buckling of symmetric cross-ply beams and large displacement analysis of asymmetric laminates under flexural and compression loadings
Carrera Unified Formulation for Free-Vibration Analysis of Aircraft Structures
Advanced structural models, based on variable one-, two-, and three-dimensional kinematics, are proposed in this paper and applied to the analysis of the free vibration of reinforced aircraft shell structures. The used models go beyond classical structural theories, that is, Euler–Bernoulli (for one-dimensional beams) and Kirchhoff (for two-dimensional plates) type assumptions. The order of the expansion of the displacement fields over the cross section (one-dimensional case) and along the plate thickness (two-dimensional case) is, in fact, a free parameter of the problem. In this paper, Lagrange polynomials are used to build such expansions, and as a consequence, only displacements are used as the problem unknowns (no rotations or derivatives of displacements, which are typical of one-dimensional/two-dimensional classical theories, are introduced). The finite-element method is used to provide numerical solutions. The related arrays and the governing dynamical equations are written in terms of a few fundamental nuclei according to the Carrera unified formulation. Classical three-dimensional finite-element solid models are also considered. One-, two-, and three-dimensional finite elements are easily connected to each other to make the most appropriate computational model of the reinforced shell structures. The capability to use the same fundamental nucleus to derive finite-element matrices of one-, two-, and three-dimensional elements of the present model is unique because it is usually not available in other finite-element formulations, that is, no ad hoc techniques are required in the present case to couple finite elements with different kinematics. Three main benchmarks have been analyzed: a plate stiffened by means of bidirectional I-stiffeners, a simplified model of a complete aircraft, and a fuselage–wing connection. Comparison with commercial finite-element software (MSC Nastran) is provided for most of the quoted numerical investigations. The modal assurance criterion has been used to compare the free-vibration modes of the different models. The present mathematical models appear closer to reality and cheaper, from the computational point of view, than those of other existing formulations. Carrera unified-formulation-based finite elements do not require the definition of virtual lines (beam axes) or virtual surfaces (plate reference surfaces), and only physical lines/surfaces are therefore used
Towards a Common European Border Service? CEPS Working Document No. 331, June 2010
What should be the future institutional configurations of the second generation of the EU’s Integrated Border Management strategy for the common external borders? The Stockholm Programme endorsed by the European Council on December 2009 and the European Commission’s action plan implementing it published in April 2010 have brought back to the EU policy agenda the feasibility of setting up a European system of border guards as a long-term policy vision. This Working Document examines the origins of this proposal and aims at thinking ahead by asserting that any future discussion and study in this context should be refocused by initially addressing two central questions: First, what kind of 'border guard' and what kinds of 'border controls' does the EU need in light of the current EU acquis on external border crossings and the Schengen Borders Code? Second, what would be the 'added value' of any new institutional arrangement at the current stage of European integration? Author Sergio Carrera, CEPS Research Fellow, argues that these questions could presage the establishment of a common European border service aimed at i) guaranteeing a uniform implementation and high-standard application of EU border law and the materialisation of a European approach to external border controls; ii) ensuring the respect of fundamental rights and guarantees in all external border control-related activities; iii) facilitating the (de)politicisation and accountability of external border controls; and iv) addressing issues of solidarity and mutual trust building across the external borders in an enlarged EU
IMPLEMENTACIÓN DE CARRERA ACADÉMICA EN LA FACULTAD REGIONAL TUCUMÁN UTILIZANDO DIRECCIÓN POR OBJETIVOS
Carrera académica es el procedimiento de evaluación del desempeño de los docentes de la UTN, en sus funciones de docencia, investigación y extensión. El objetivo del presente trabajo es proponer como metodología de la implementación de la Carrera Académica en la Facultad Regional Tucumán (FRT) de la Universidad Tecnológica Nacional (UTN) a la Dirección por Objetivos (DPO). La metodología que propone la Dirección por Objetivos para la evaluación del desempeño docente, a través de los instrumentos definidos por la Ordenanza 1182 de la Universidad que reglamenta el sistema de valoración de las funciones docentes. Los resultados presentados expresan la definición de los objetivos establecidos y su implementación en la Unidad Académica. Las conclusiones permiten establecer políticas de acción a fin de que la evaluación llevada a cabo mejore los procedimientos de enseñanza y de aprendizaje en la Facultad Regional Tucumán
Laminated Beam Analysis by Polynomial, rigonometric, Exponential and Zig-Zag Theories
A number of refined beam theories are discussed in this paper. These theories were obtained by expanding the unknown displacement variables over the beam section axes by adopting Taylor's polynomials, trigonometric series, exponential, hyperbolic and zig-zag functions. The Finite Element method is used to derive governing equations in weak form. By using the Unified Formulation introduced by the first author, these equations are written in terms of a small number of fundamental nuclei, whose forms do not depend on the expansions used. The results from the different models considered are compared in terms of displacements, stress and degrees of freedom (DOFs). Mechanical tests for thick laminated beams are presented in order to evaluate the capability of the finite elements. They show that the use of various different functions can improve the performance of the higher-order theories by yielding satisfactory results with a low computational cost
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