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    Preliminary Neutronic characterization of a MW class and HALEU space nuclear reactor

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    A preliminary design of a space nuclear reactor, with a power in the range of one MW and based on a High Assay Low Enriched Uranium (HALEU) fuel and a cooling system relying on Heat Pipes with sodium as coolant, has been carried out and analysed thanks to a full Monte Carlo model. Reactivity control system worth, biuiiup and shielding and some sensitivity analysis, have been modelled with the MCNP6 code. The reactor should be able to provide approximately 2 MW of thermal energy for ten years. The outcomes emerging from this work have highlighted the potentialities and the neutronic feasibility of the chosen material and technological solutions in terms of system masses, volumes and broad performances. The results of this study will be used to inform the subsequent design steps targeting an optimal configuration satisfying the established requirements

    Rispecchiamento non verbale delle emozioni in età prescolare

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    La capacità di rispecchiare la mimica facciale degli attori sociali durante l’interazione sembra facilitare la comprensione dei loro stati mentali. Numerosi studi riportano come i soggetti ch e osservano volti emotivi tendono a produrre una risposta muscolare facciale coerente on quella dei volti loro proposti.Il presente studio indaga la capacità di rispecchiamento mimico di pattern facciali di 6 emozioni (gioia, rabbia, paura, tristezza, sorpresa, disgusto) in bambini di età prescolare. La capacità di rispecchiamento emotivo è intesa in senso quantitativo (quantità di produzione) e qualitativo (coerenza con la configurazione facciale proposta e con la risposta verbale). Inoltre, è stata veicolata la modalità di presentazione degli stimoli facciali emotivi (contestualizzati/non contestualizzati). I dati evidenziano che la modalità di presentazione influenza la capacità di produzione del rispecchiamento mimico nel suo complesso, mentre la coerenza con lo stimolo target e con la produzione verbale sembra essere modulata dal tipo di emozione

    Morfologia e apprendimento della lettura tipico e atipico: un confronto tra parole alterate e pseudo alterate

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    Il ruolo della struttura morfologica delle parole è stato dimostrato in molte ricerche, ma è ancora aperto il dibattito sul livello di elaborazione (ortografico, lessicale, semantico) implicato nel parsing morfemico. In italiano, indicazioni in merito possono venire dall’utilizzo di forme alterate, per l’elevata produttività e consistenza dei suffissi valutativi. Trentadue bambini con dislessia e 64 bambini di controllo, pareggiati per genere, età cronologica (m = 134 mesi) e sviluppo cognitivo, hanno svolto un compito di lettura di parole alterate semanticamente trasparenti (es. librone) e opache (es. lampadina), e di parole pseudoalterate scomponibili e non scomponibili in radice + suffisso (es. mattone, carbone). I dati indicano che i bambini con dislessia sono avvantaggiati dalla possibilità di trovare nello stimolo una radice reale, mentre i bambini del gruppo di controllo si avvalgono non solo della radice, ma anche della parola intera e leggono più rapidamente le parole alterate rispetto a quelle pseudoalterate

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    EUREKA: una proposta di potenziamento linguistico per bambini a rischio di DSA

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    Il lavoro presenta i primi dati relativi ad uno studio sperimentale, in cui si è valutata la fattibilità e l’efficacia di un trattamento di potenziamento linguistico, EUREKA (EntUsiasmo, Ricerca, Elaborazione, Capacità, Autoefficacia), rivolto a bambini delle classi II e III della scuola primaria, finalizzato a migliorare le competenze fonologiche, ortografiche, morfologiche e semantiche di bambini italiani e stranieri con difficoltà di lettura. Le attività proposte si ispirano al RAVE-O (Retrieval, Automaticity, Vocabulary Elaboration, Orthography) messo a punto da Wolf, Miller e Donnelly (2000) presso il Center for Reading and Language Research alla Tufts University (MA). Sono stati coinvolti 30 bambini risultati a rischio di DSA ad uno screening iniziale, condotto con le prove MT. Il gruppo di controllo è stato pareggiato per genere, età e abilità di lettura nella fase iniziale. I primi risultati mostrano un miglioramento nella correttezza della lettura e nella comprensione del brano. Il training può quindi essere considerato un utile metodo a cui affiancare interventi più mirati alla velocità di decodifica

    Il word superiority effect in bambini italiani con dislessia evolutiva

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    I pochi studi che hanno esaminato l’effetto di superiorità della parola (WSE) o della pseudo-parola (PSE) nei bambini dislessici riportano risultati contrastanti e sono condotti su ortografie opache. 23 normolettori e 18 dislessici sono stati sottoposti al paradigma di Reicher e Wheleer, con parole (VISO), non parole (VESI) e stringhe (VRSN), per un totale di 190 stimoli. L’esperimento è stato somministrato con liste sia miste che bloccate. Inoltre gli stessi stimoli sono stati somministrati in un compito di ricerca visiva, in cui compariva prima la lettera target e successivamente lo stimolo all’interno del quale il soggetto doveva riconoscere la presenza della lettera. Nel compito di Reicher-Wheeler, i dislessici sono meno accurati dei normolettori, ed entrambi (ma soprattutto i dislessici) sono più accurati con le parole, rispetto alle non-parole e soprattutto alle stringhe. Nella condizione a lista mista entrambi i gruppi hanno un WSE rispetto alle stringhe ed un PSE, ma l’effetto è maggiore nei dislessici; mentre il WSE rispetto alle non parole è presente solo nei dislessici. Nell’esperimento a lista bloccata gli effetti sono invece paragonabili nei due gruppi: entrambi hanno un WSE rispetto alle stringhe ed un PSE, ma non evidenziano un WSE rispetto alle non parole. Nella ricerca visiva dislessici e normolettori sono meno accurati e hanno prestazioni paragonabili con tutte le tipologie di stimoli: entrambi presentano un WSE invertito (sia con stringhe che con non-parole), per cui è più difficile effettuare la ricerca visiva nella parola. Lo stesso non accade nel caso del PSE: identificare stimoli posti in una stringa pronunciabile (nonparola) non compromette la performance rispetto alle stringhe non pronunciabili
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