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Le tecnologie per apprendere nella scuola. Oltre il fallimento
Non ci sono dubbi sul fatto che le tecnologie siano al centro di rilevanti processi innovativi che riguardano, in primis, il setting stesso dell'educazione. Ma se dal livello dei grandi scenari scendiamo a quello degli effetti sugli apprendimenti scolastici, i dati convergono verso un'unica conclusione: le tecnologie, globalmente intese, hanno fallito. Partendo da ciò, in contrasto con la retorica che pervade il tema delle tecnologie nella scuola e delle aspettative che sollevano per il miglioramento degli apprendimenti, questo contributo prospetta una tassonomia di situazioni di possibile interesse didattico "oltre le evidenze", nell'intento di alimentare una consapevolezza più realistica e rendere le scuole capaci di individuare per le tecnologie obiettivi mirati, conseguibili e concretamente rendicontabiliThere is no doubt that technologies are at the center of relevant innovative processes concerning, first of all, the setting itself of education. But if we move our attention from the general scenario to the effects on academic learning, then available data converge upon the conclusion that technologies, taken as a whole, have failed. Starting from this point, in this work, the authors propose a taxonomy of potentially interesting technology-enhanced situations, from an educational point of view, in contrast with the rhetorical debate about the technologies in schools and the expectations they raise for the improvement of learning. Therefore, they propose to go beyond evidence-based data, in order to develop a more realistic awareness of technologies for learning and to support informed-decisions in schools, by identifying clear objectives, adopting targeted technologies and accountable practices
Evidence Based Education e modelli di valutazione formativa per le scuole
Evidence Based Education (EBE) is emerging as an approach focusing on the problem of reliability in educational research, on its theoretical foundations, and on the relationship between research and decision-making. On the latter, less well known are the implications resulting from it for the development of innovative school evaluation systems based on dynamic methods, and thus differing from static models based on raw data compared to general standards. We shall firstly provide a brief summary of the EBE approach as well as the main research centers and general issues in this field. Then, we will show how notions of feedback and formative assessment, currently recognized as really effective individual learning strategies, can act as reference points for school evaluation and orientation models, by introducing the New Zealand system, developed with the collaboration of John Hattie, one of the most representative of the EBE approach, which suggests to move from a static to a dynamic accountability
Tecnologie per apprendere: quale il ruolo dell’Evidence Based Education?
Se ci chiediamo se le tecnologie migliorino gli apprendimenti, la ricerca «evidence-based» ci fornisce ormai un corpus consistente di sintesi di conoscenza, ottenute prevalentemente attraverso comparazioni sistematiche tra indagini sperimentali. Nella prima parte del lavoro, si presenta lo stato dell’arte in ottica evidence based sull'efficacia delle tecnologie sugli apprendimenti scolastici (K-12), sull’e-learning / blended learning, sulla lettura digitale e sulla LIM e si sottolinea il contrasto tra tali dati e la «retorica» che accompagna da tempo l’innovazione tecnologica nella scuola. Nella seconda parte del lavoro, si sottolinea come una valutazione basata sulla evidenza, se necessaria, non rappresenta però una condizione sufficiente per le decisioni da assumere sull'innovazione tecnologica nella scuola. Le tecnologie hanno implicazioni pluridimensionali e per una loro corretta collocazione
nella scuola occorre anche considerare potenzialità inespresse e integrare le informazioni «evidence-based» con altri criteri di valutazione, ispirati a motivi di utilità o di natura squisitamente etica e valoriale
Costruire/decostruire significati. Ipertesti. micromondi e orizzonti formativi
Sulle tecnologie e sul loro uso si può dire, ed è stato detto, tutto e il contrario di tutto, ad esempio che il computer soffoca la creatività e che, all'opposto, fornosce "ali per la mente". Decisivi rimangono i modi in cui esse vengono situate, manipolate, contaminate all'interno di particolari giochi linguistici e metaforici.
All'analisi delle nuove pratiche tecnico-formative, gli spazi che esse aprono verso modalità educative innovative, si rivolge il resente volume, i cui contenuti sottolineano come le tecnologie rappresentano un avvincente crocevia teorico (tra epistemologia, scienza cognitiva, pedagogia ed ermeneutica), e come il loro uso possa integrarsi con altre dimensioni formative (corporeità, creatività, spazialità, rapporti interpersonali)
Increasing classroom engagement and student comprehension through the use of clickers: an Italian secondary school experience
"Clickers" are individual response devices that allow each student to respond to questions presented by teachers. This technology promises to be beneficial since it increases student engagement and provides prompt feedback - two key practices that stimulate learning. Although a number of researchers have studied clickers in higher education and in large classroom settings, there has been very little research in small classrooms and at lower levels. Our research has investigated the role of clickers in five different classes of an Italian grade one secondary school. Two different situations of interactive teaching were compared. In both cases, teachers pose a variety of questions during the course of the explanation, but in the first situation they received answers by “hand-raising”, in the second situation through the electronic devices. We wanted to verify differences posed by the use of technology regarding: a) learning outcomes, b) student engagement, c) student’s evaluation regarding learning conditions. Results are consistent with other research, which forecasts that students are more cognitively engaged while using clickers; however data showed unexpected differences in learning outcomes based on the subject matter
Evidenze, miti e prassi didattiche: il caso dell’insegnamento della lettura nella scuola italiana
Il microteaching rinascerà a nuova vita ? Video annotazione e sviluppo della riflessività del docente.
Lo sviluppo del pensiero riflessivo è sempre più al centro del dibattito relativo alla formazione degli insegnanti. Una possibilità per favorirlo può essere rappresentata oggi dall’impiego dei video digitali che in virtù della loro flessibilità ed amichevolezza d’uso ripropongono, con funzioni e modalità del tutto nuove, metodologie ed esperienze svolte negli anni passati con la tecnica del microteaching. In questo ambito una funzionalità interessante è rappresentata dalla video an notazione, ovvero dalla possibilità di inserire commenti testuali sincronizzati a specifici momenti della registrazione di una lezione, rendendo altresì condivisibile, in rete, l’esperienza individuale all’interno di una comunità di tirocinanti in formazione. Il presente lavoro è indirizzato a valutare se l’impiego della video annotazione si differenzi da altri strumenti di supporto (scaffold) nel promuovere la riflessione degli insegnanti. A questo scopo vengono comparati tre gruppi di giovani insegnanti chiamati a riflettere e commentare una propria lezione con dispositivi diversi: il primo senza scaffold, il secondo con l’ausilio di un questionario orientativo, il terzo con l’ausilio aggiuntivo di una revisione del video della lezione e della video annotazione. I dati raccolti mostrano significative differenze nella tipologie dei commenti in rapporto ai diversi dispositivi preposti all’autoriflessione ma anche come queste differenze non si conservino quando i gruppi sono ricollocati nella condizione originaria.Increasing the quality of reflective practice in teacher training is a focal point in the current educational debate. A new opportunity has been opened up by the use of digital videos offering highly innovative functions according to procedures resembling the microteaching experiences of recent decades. An interesting tool in this context is video annotation, a function offered by various software programmes allowing the user and/or observers to add comments to the digital videos of the lessons and to share them in a community of practice This work intends to examine how video-supported reflection techniques influence teachers’ capacity for self-analysis, revealed by means of written comments, and will focus, in particular, on how the video annotation tool may influence the type of comments made. The study compared three groups of young teachers, who were asked to reflect and comment on one of their lessons in three different sets of conditions: the first without scaffolding, the second with the help of a questionnaire, the third with the additional support of a review of the lesson video using the video annotation tool. The data collected showed that types of comments made varied significantly depending on the self-reflection technique adopted but that these differences were not maintained when the groups reverted to the original conditions
Progettare per un miglioramento basato su evidenze. Quale metodologia?
The main aspiration of educational research has always included being able to improve achievement on a large scale through effective and sustainable approaches. However, history shows how this goal remained largely unattainable and, in more recent times, widely and intentionally abandoned.This work presents an orientation towards educational planning which tries to demonstrate how new opportunities exist today to overcome this gap integrating the experimental tradition with the capitalization of evidence-based knowledge allowed by the support of network technologies. In support of this, it describes an example relating to the development of reading comprehensions in primary schools to show how educational research should proceed in this new direction.Riuscire a migliorare gli apprendimenti scolastici su ampia scala attraverso approcci efficaci e sostenibili è da sempre l’aspirazione principale della didattica come ambito di ricerca.Tuttavia, la storia mostra come questo obiettivo sia rimasto per lo piu irraggiungibile e, in tempi recenti, si sia in gran parte anche rinunciato intenzionalmente a perseguirlo. In questo lavoro si presenta un orientamento alla progettualita didattica che, recuperando alcune istanze proprie della tradizione sperimentale, cerca di dimostrare come esistano oggi nuove opportunita per superare questo gap avvalendosi degli avanzamenti conseguiti nella metodologia della ricerca, con il supporto delle tecnologie di rete, attraverso la capitalizzazione delle conoscenze basate su evidenze empiriche. In tal senso, viene proposto un esempio relativo allo sviluppo della comprensione del testo nella scuola Primaria per mostrare come la ricerca didattica possa procedere in questa nuova direzione
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