112,609 research outputs found

    Peter Behrens educatore e Gestalter del 20. secolo

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    Giacomo Calandra di Roccolino, Christian Toson, Editoriale. Hartmut Frank, Behrens als Erzieher. Einführung zum Colloquium im Warburg-Haus Hamburg am 13. April 2018. Pierre-Alain Croset, Sull’attualità di Peter Behrens | On the Continued Relevance of Peter Behrens. Marco De Michelis, Theater des Lebens. Giacomo Calandra di Roccolino, Collaboratori, studenti ed epigoni di Peter Behrens. Monika Isler Binz, Un incontro incisivo. Karl Schneider nell’atelier di Peter Behrens (1915-1916). Silvia Malcovati, Peter Behrens alla V Triennale di Milano, 1933. Herman van Bergeijk, Der „Geist des Archimedes“. Die Bedeutung von Peter Behrens für die Holländische Architektur

    Evidence for a GABAergic system in rodent and human testis: Local GABA production and GABA receptors

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    The major neurotransmitter of the central nervous system, gamma-aminobutyric acid (GABA), exerts its actions through GABA(A), GABA(B) and GABA(C) receptors. GABA and GABA receptors are, however, also present in several non-neural tissues, including the endocrine organs pituitary, pancreas and testis. In the case of the rat testis, GABA appears to be linked to the regulation of steroid synthesis by Leydig cells via GABA(A) receptors, but neither testicular sources of GABA, nor the precise nature of testicular GABA receptors are fully known. We examined these points in rat, mouse, hamster and human testicular samples. RT-PCR followed by sequencing showed that the GABA-synthesizing enzymes glutamate decarboxylase (GAD) 65 and/or GAD67, as well as the vesicular GABA transporter vesicular inhibitory amino acid transporter (VIAAT/VGAT) are expressed. Testicular GAD in the rat was shown to be functionally active by using a GAD assay, and Western blot analysis confirmed the presence of GAD65 and GAD67. Interstitial cells, most of which are Leydig cells according to their location and morphological characteristics, showed positive immunoreaction for GAD and VIAAT/VGAT proteins. In addition, several GABA(A) receptor subunits (alpha1-3, beta1-3, gamma1-3), as well as GABAB receptor subunits R1 and R2, were detected by RT-PCR. Western blot analysis confirmed the results for GABA(A) receptor subunits beta2/3 in the rat, and immunohistochemistry identified interstitial Leydig cells to possess immunoreactive GABA(A) receptor subunits beta2/3 and alpha1. The presence of GABA(A) receptor subunit alpha1 mRNA in interstitial cells of the rat testis was further shown after laser microdissection followed by RT-PCR analysis. In summary, these results describe molecular details of the components of an intratesticular GABAergic system expressed in the endocrine compartment of rodent and human testes. While the physiological significance of this peripheral neuroendocrine system conserved throughout species remains to be elucidated, its mere presence in humans suggests the possibility that clinically used drugs might be able to interfere with testicular function. Copyright (C) 2003 S. Karger AG, Basel

    Disomogeneità d'interessi dei creditori concordatari e valutazione di convenienza del concordato

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    L’articolo muove dal tema della irrisolta antinomia tra autonomia privata e controllo giudiziale nell’ambito della riforma della procedura di concordato preventivo per analizzare alcune incertezze interpretative sorte con riferimento al controllo giudiziario della fattibilità della proposta concordataria nonché ai correttivi alla espressione di interessi disomogenei da parte dei creditori chiamati ad approvare la proposta di concordato. In particolare, si aderisce alla tesi che limita il controllo del giudice sulla fattibilità della proposta alla verifica dell’idoneità della documentazione ad assolvere la funzione informativa, concludendo che la possibilità di revoca all’ammissione alla procedura ex art. 173, ult. comma, l.f. vada intesa in senso restrittivo. L’articolo affronta il tema disomogeneità di interessi dei creditori concordatari e del possibile conflitto tra interessi particolari e interesse comune a tutti i creditori, nega la legittimità di un intervento preventivo del giudice tramite l'imposizione delle classi ovvero l'esclusione dal voto, salvo i casi indicati dalla legge, e sostiene che il tema del voto espresso da un creditore in conflitto ovvero contrario a principi di correttezza e buona fede può semmai assumere rilevanza in concreto ad esito della votazione sulla proposta concordataria e trovare rimedio attraverso l’opposizione all’omologazione

    Responsabilità sociale dell'impresa e doveri degli amministratori

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    L’articolo mettere in relazione il tema della responsabilità sociale dell'impresa con la disciplina che regola i doveri degli amministratori di società. L’analisi muove da una prospettiva de iure condito e si sofferma sul contenuto dei doveri e delle responsabilità degli amministratori di public company nell’ordinamento giuridico italiano, statunitense e inglese. Dopo una breve premessa in ordine alle varie definizioni di Corporate Social Responsibility, si procede a verificare, per ciascuno ordinamento considerato, se esistono norme che consentono o impongono agli amministratori di adottare politiche gestionali a favore degli stakeholders non discendenti da norme di legge o obblighi contrattuali, ovvero che assegnino agli amministratori una funzione di arbitraggio e composizione di interessi diversi da quello dei soci. Quanto all’ordinamento italiano, si sostiene che gli amministratori non possono adottare decisioni che privilegino interessi esterni alla società, nemmeno valorizzando la tesi che impone agli amministratori il dovere di valutare le conseguenze delle loro decisioni nel lungo periodo. Quanto agli ordinamenti statuali statunitensi e a quello inglese, dopo aver evidenziato alcune disposizioni che autorizzano gli amministratori a tenere in considerazione gli interessi degli stakeholders, si conclude che in assenza strumenti di enforcement in capo agli stakeholders tali disposizioni sortiscono l’effetto di incrementare la discrezionalità degli amministratori rendendo più difficile il sindacato sull’adempimento dei doveri fiduciari verso i soci. L’articolo conclude sostenendo che il contributo che il diritto societario può offrire ai problemi che vengono ricondotti alla CSR può rinvenirsi nell'imposizione di doveri di disclosure sulle decisioni che coinvolgono in modo significativo gli interessi degli stakeholders, mentre vengono escluse altre soluzioni che affidano ai gestori dell'impresa funzioni di mediazione politica e di composizione di conflitti sociali, che rischiano di ingessare i processi decisionali nonché favorire comportamenti opportunistici degli amministratori ponendoli al riparo da responsabilità

    Rischio, politica, geografia: il caso del terremoto dell’Aquila

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    L’approccio alla problematica del rischio ambientale che qui proponiamo, intende focalizzare l’attenzione sul nesso tra rischio e contesto politico-istituzionale, con particolare riferimento alle politiche per il governo del territorio. Definire il rischio “ambientale”, in effetti, può dare adito ad una interpretazione fuorviante dal momento che se ne asserisce una certa “naturalità” e probabilmente anche una presunta imprevedibilità e ineluttabilità. Invece, la connotazione del rischio che intendiamo enfatizzare è quella politica nell’intento di richiamare esplicitamente il contesto sociale e territoriale sul quale si definisce la probabilità di evento catastrofico. L’obiettivo è di porre, in riferimento al rischio ambientale ma anche all’emergenza, il problema del funzionamento delle istituzioni rappresentative; dei processi decisionali per la formulazione delle politiche pubbliche in materia di governo del territorio; e del coinvolgimento attivo in tali processi degli “abitanti a rischio”. In tale prospettiva, il caso del terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009 può offrire motivi interessanti di riflessione anche per illustrare come una inefficace gestione del rischio e la conseguente catastrofe possa essere interpretata come deficit democratico nel governo del territorio
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