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    Progettazione e sperimentazione di un modello di analisi multi-hazard per la valutazione del rischio locale dei beni culturali

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    La salvaguardia, la conservazione e la manutenzione del patrimonio culturale sono gli aspetti della tutela che hanno portato alla realizzazione del progetto “Carta del Rischio del Patrimonio Culturale Italiano”. La determinazione di un puntuale possibile riscontro tra singola emergenza culturale e situazioni concrete di rischio, all'interno del più vasto progetto della “Carta del Rischio” si rivela indispensabile al fine di individuare quali parti del territorio mettere in sicurezza per tutelare l’integrità del patrimonio culturale esistente. A partire dalla necessità di giungere alla consapevole determinazione del rischio locale associato a ciascun bene, è stato sviluppato un Modello logico che tiene conto della variazione locale delle pericolosità presenti in un determinato territorio e dello stato di conservazione dei beni esaminati. Incrociando opportunamente i dati di pericolosità con i dati di vulnerabilità dei beni culturali, questi ultimi estratti dagli appositi moduli schedografici forniti dall’Istituto Centrale per il Restauro (ICR), è possibile calcolare, per ciascun bene ubicato in una determinata area del territorio, il valore del Rischio Globale associato al bene nel suo complesso. Tale rischio deriva dalla valutazione della potenziale co-presenza, all'interno di un dato ambito territoriale, di fonti indipendenti di pericolosità; la sua determinazione è stata modellata mediante un approccio di tipo multi hazard (o “cross-cutting risks”)

    I fattori microclimatici, chimico-fisici e biologici. Gestione e modellazione

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    Nello studio realizzato si è inteso formalizzare, attraverso un modello di ontologie, alcune categorie che descrivessero il processo che mette in relazione comune gli aspetti delle indagini conoscitive specialistiche nel campo della diagnostica sui beni culturali e le conclusioni dei singoli risultati sperimentali. Attività questa di sicuro interesse ma di particolare complessità legata ai diversi metodi e modi di interpretazione dei risultati, inoltre il tentativo di schematizzazione dei processi può sicuramente aiutare a comprendere i vari percorsi conoscitivi e realizzare linguaggi di aggregazione univoci

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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