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Commento all’art. 2 della legge 30 novembre 2017, n. 179 - Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato
L'autore commenta l'art. 2, l. n. 179/2017, che novella l'art. 6, d.lgs. n. 231/2001 introducendo per la prima volta una normativa di tutela del segnalatore nel settore privato.The author comments on Sect. 2, Act n. 179/2017, which amends Sect. 6, legislative decree n. 231/2001 by introducing for the first time a regulation to protect whistleblowers in the private sector
Epicuri De natura XXV (PHerc. 454), in: A. Corti, PHerc. 454 (Epicuro, Sulla natura, XXV): edizione, traduzione, commento
PHerc. 454 fu assegnato per la prima volta al Peri physeos di Epicuro da Wilhelm Crönert nel 1901. L'attribuzione di Crönert era basata principalmente, sebbene non esclusivamente, su considerazioni di carattere paleografico. Lo studioso, infatti, riconobbe all'interno della Biblioteca ercolanese le mani di cinque scribi, ai quali ascrisse un numero cospicuo di rotoli contenenti l'opera maggiore di Epicuro. PHerc. 454 fu vergato da uno di questi scribi e perciò «[d]ass hier Epikur vorliegt, das lässt sich wohl nicht bezweifeln». Una ricerca da me condotta nell'ambito del Progetto ERC Starting Grant 241184-PHerc ha confermato tale attribuzione e ha permesso di assegnare, più precisamente, PHerc. 454 al XXV libro del Peri physeos
Il lavoro intermittente: un modello contrattuale finalmente assestato (artt. 13-18, d. lgs. n. 81/2015)
Il contributo esamina la disciplina del lavoro intermittente contenuta nel cd. testo unico delle tipologie contrattuali, d. lgs. n. 81/2015 (artt. 13-18). L'autore ne approfitta per ricostruire la vicenda del cd. lavoro a chiamata fin dalle origini più remote (il part-time cd. "a zero ore"), cercando di sciogliere i nodi interpretativi più rilevanti che nemmeno il restyling del cd. Jobs Act ha sciolto. Il saggio si chiude rilevando che la forma contrattuale sembra ormai aver trovato un punto di equilibrio, quanto meno a livello legislativo: nel suo uso pratico, invece, rimane assai contestata e addirittura boicottata dalle parti sociali, che per lo più non ne dettano alcuna regolazione nei contratti collettivi.The contribution deals with the regulation of the Job on call contained in the so called Consolidation Act of employment contract types, the legislative decree n. 81/2015 (sect. 13-18). The author examines carefully the legal regulation of the Job on call, going back to its roots (the so called "part-time zero hours") and trying to solve the main interpretative problems that event the Jobs Act did not clarified. The essay concludes that this type of employment contract seems to have found a point of equilibrium, at least in the statutory law. By contrast, its practical use is very contested and even boycotted by the social partners, which mostly do not regulate it in collective agreements
La lunga estate calda del diritto del lavoro: dall'accordo interconfederale del 28 giugno 2011 all'art. 8, d. l. n. 138/2011
Il saggio si occupa dell'importante accordo interconfederale del 28 giugno 2011 e dell'art. 8, d. l. n. 138/2011. Entrambi gli atti normativi sospingono il sistema italiano di relazioni industriali verso il decentramento della contrattazione collettiva. In particolare, l'autore suggerisce un'interpretazione cauta dell'art. 8 per evitare rischi di illegittimità costituzionale.The article deals with the important nationwide collective agreement of 28th June 2011 and art. 8, decree law n. 138/2011. Both these normative acts push Italian industrial relations towards decentralisation of the collective bargaining. The author suggests a very cautious interpretation of art. 8, in order to minimise the risk of uncostitutionality
L’ennesimo contrasto giurisprudenziale sulla prescrizione dell’indennità ex art.2, settimo comma d. lgs. n.80/1992
La nota a sentenza si occupa della vexata quaestio della data dalla quale comincia a decorrere la prescrizione dell'indennità ex art. 2, co. 7, d. lgs. n. 80/1992, tesa a ristorare il danno da mancato tempestivo recepimento della direttiva 80/987/CEE
Il caso della società europea. La via italiana alla partecipazione di fronte alle sfide europee
L'autore coglie l'occasione del recepimento in Italia della direttiva 2001/86/CE sul coinvolgimento dei lavoratori nella Società europea, mediante il d. lgs. n. 188/2005, per svolgere un'ampia analisi sullo Stato dell'arte della partecipazione dei lavoratori in Europa, nell'ordinamento dell'Unione europea e nel nostro Paese. L'operazione non è fine a se stessa, ma ha l'obiettivo di ricostruire più fedelmente il contesto interpretativo della direttiva e, per conseguenza, del decreto che ne costituisce trasposizione. Il lavoro si divide così in tre parti: nella prima l'autore analizza le normative sul coinvolgimento dei lavoratori sul piano comparato (Germania, Olanda, Svezia) e nell'ordinamento dell'Unione europea. La seconda, ampia parte della trattazione è, invece, consacrata alla puntuale esegesi del d. lgs. n. 188/2005. Nella terza parte l'autore conclude il percorso facendo il punto sulla partecipazione dei lavoratori in Italia: egli riscontra significative debolezze nella cd. "via italiana" alla democrazia industriale, che hanno favorito un'eccessiva conflittualità del nostro sistema di relazioni industriali, scoraggiando le parti sociali dall'attuazione di un gioco genuinamente cooperativo. L'autore suggerisce quindi i contorni essenziali di una riforma che permetta di superare l'eccesivo antagonismo che caratterizza il panorama italiano di relazioni industriali.The author takes the opportunity of the implementation in Italy of the 2001/86/EC directive on the employees’ involvement in the European Company (SE), by means of the legislative decree n. 188/2005, to conduct a long analysis of the state-of-the-art of employees’ participation in Europe, in the Italian legal order and in Italy. The aim of the operation is a more reliable reconstruction of the interpretative context of the directive, and, as a consequence, of the decree that transposes it. The work is divided into three sections: in the first one, the author analyses legislations on employees’ involvement from the comparative point of view (Germany, The Netherlands, Sweden) and in the legal order of the European Union. The second long section is devoted to the thorough exegesis of the 188/2005 decree. In the third section the author concludes the work by taking into consideration the employees’ participation in Italy: he finds serious weaknesses in the so called “Italian way” to the industrial democracy, which have favoured an excessive antagonism of our system of industrial relations and have discouraged social partners from realising a genuine cooperative play. In conclusion, the author suggests the essentials contours of a reform that could allow to overtake the excessive antagonism which characterises the Italian landscape of industrial relations
Post cardiac surgery diaphragmatic spasm successfully treated with gabapentin
We describe the case of an 82 year old woman developing severe respiratory functional impairment after open heart surgery and subsequent surgical pericardial drainage inducing diaphragmatic spasm and successfully treated with gabapentin. (c) 2005 Elsevier Ireland Ltd. All rights reserved.We describe the case of an 82 year old woman developing severe respiratory functional impairment after open heart surgery and subsequent surgical pericardial drainage inducing diaphragmatic spasm and successfully treated with gabapentin. (c) 2005 Elsevier Ireland Ltd. All rights reserved. RI Corti, Angelo/F-7046-201
Piano Energetico Comunale di Monchio delle Corti
La transizione energetica rappresenta una sfida che, in 40-50 anni, ci porterà a ridurre le emissioni di gas serra dell’80%, con un abbattimento per il settore elettrico di oltre il 95%, entro il 2050 rispetto al 1990 secondo quanto riportato nella Road-Map al 2050 dell’European Climate Foundation dell’Aprile 2010 e adottata dalla Commissione Europea nel Febbraio del 2011.
I diversi scenari esaminati dalla Commissione nella Energy Roadmap 2050 assegnano grande importanza all’efficienza energetica e alla produzione da fonti rinnovabili.
L’Italia ha pienamente aderito allo spirito del Pacchetto Clima-Energia e ha recepito il quadro normativo europeo, con una declinazione degli obiettivi che prevede al 2020:
• Direttiva europea 2003/87 (“Emission trading”) - Un impegno vincolante di riduzione delle emissioni pari al 18% complessivamente, ripartite come segue: 21% per i settori ETS (Emission Trading System, in particolare la generazione elettrica) e 13% rispetto al 2005 nei settori non coperti da sistema ETS.
• Direttiva europea 2009/28 - Un impegno vincolante del 17% di energia da fonti rinnovabili, compreso un obiettivo del 10% per i biocarburanti.
• Nuova direttiva europea (Giugno 2012) - Un impegno di riduzione del 23,4% nel consumo di energia primaria al 2020 rispetto ai livelli previsti che corrispondono a 14,7% del consumo finale lordo. Nella nuova direttiva sull’efficienza energetica approvata nel giugno 2012 sono state individuate varie misure a disposizione degli Stati membri per conseguire tale obiettivo.
Il 22 febbraio 2012, l’intesa Stato-Regioni, emanando lo schema di decreto per la ripartizione delle quote locali, ha sancito il meccanismo con cui si ripianano i debiti e crediti; di conseguenza, nel caso in cui uno Stato membro o una Regione contraesse un debito, si andrà a cercare quei Sindaci che, non avendo ottemperato agli obiettivi del proprio ente locale di riferimento, diventeranno conseguentemente responsabili di quel debito. Ogni Comune dovrà quindi deliberare una strategia energetica integrata, in accordo con il Piano Energetico Regionale, sia per la riduzione dei consumi sia per le risorse rinnovabili reperibili nel proprio territorio.
La Regione Emilia-Romagna ha come obiettivo al 2020 quello di:
• ridurre le emissioni del 20% rispetto al 2005
• ridurre i consumi finali lordi del 14,7% rispetto al 2005
• portare le energie rinnovabili al 8,9% dei consumi finali lordi del 2005
Il Sindaco e la sua cittadinanza diventano, dunque, i protagonisti e, allo stesso tempo, i responsabili della transizione energetica attraverso il meccanismo dell’agire localmente per raggiungere obiettivi su più ampia scala: regionali, nazionali e, infine, europei. In questo contesto si incardina quello che la Comunità Europea ha chiamato il “Patto dei Sindaci”, attualmente su base volontaria, col quale un Sindaco si impegna a raggiungere precisi obiettivi entro il 2020 attraverso lo sviluppo di un Piano Operativo Comunale sull’energia o Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile
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