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Controllare e omologare. Partito nazionale fascista e controllo sociale in Friuli
Il capitolo del volume illustra il controllo della vita lavorativa e privata esercitato dal Partito nazionale fascista in Friuli. Accanto alla funzione repressiva, di sorveglianza della popolazione, il partito esercitò uno sforzo costante per condizionare idee e comportamenti e legare al regime la massa della popolazione. Questo controllo capillare si realizzò attraverso una molteplicità di strumenti. Non soltanto i fasci locali – presenti in ogni paese e che consentivano di raccogliere informazioni e seguire passo passo le attività dei potenziali oppositori e in generale dei friulani –, ma anche i fasci di altre regioni e quelli esteri (dall’Europa alle Americhe alle colonie africane) erano interpellati per raccogliere informazioni sulle vite dei friulani. Il Pnf utilizzò inoltre gli apparati dello Stato, dalle questure, alle prefetture, alle forze armate, per conoscere orientamenti politici, comportamenti quotidiani e perfino elementi del carattere e dello stato di salute.
Accanto al controllo repressivo degli oppositori, il Pnf locale si impegnò per modificare idee, comportamenti e valori dei friulani. Dalle carte del Pnf, sulle quali si basa questa ricerca, emerge così un mondo sorvegliato da informatori che spiano anche le conversazioni nelle osterie e segnalano ogni espressione di distanza dal regime, comprese le barzellette su Mussolini e sui gerarchi.
Repressione del dissenso e propaganda risultano così strumenti paralleli di una grande opera pedagogica di omologazione, volta a legare al regime la vasta massa di coloro che erano impermeabili alle sue suggestioni, spesso anche per la pressione delle difficoltà materiali o per la lontananza, per vari motivi, dalla politica. Alla propaganda si associava la possibilità di ottenere, grazie all’adesione al Pnf, concreti vantaggi, posti di lavoro nel partito e nelle sue organizzazioni, così come raccomandazioni presso aziende private, miraggio di una vita migliore o semplicemente tentativi di sfuggire alla povertà. Chi si collocava al di fuori dell’ombrello protettivo e corruttore del regime – compresi gli ebrei dopo le leggi del 1938 –, al contrario, pagò un prezzo molto alto in termini di difficoltà di impiego e di emarginazione sociale.
Il saggio propone così proposto un percorso testuale e documentario, con una ricca scelta di fotografie e riproduzioni di documenti, sulle attività e le caratteristiche del partito
Pop tools. La Pop Art come Strumento per la progettazione architettonica. Italia'60/'90
La ricerca trae la propria necessità scientifica e culturale dell’aver ravvisato,da parte della storia dell’architettura, una mancata analisi ordinata e critica dei riverberi architettonici della Pop Art, una corrente globale che ha oltrepassato i contorni del fenomeno artistico per assumere quelli di movimento culturale e, probabilmente, sociale. Oltre all’apparato teorico, la tesi contiene:
_Il paragrafo Azioni è illustrato da collage eseguiti dall’autrice, nei quali l’azione è sublimata a idea e per questo rappresentabile attraverso segni primari e immagini iconiche.
_ Le Conversazioni, tenute dall’autrice con alcuni protagonisti delle indagini svolte (Stefania Bedoni, Umberto Bignardi, Piero Derossi, Alessandro Mendini e Giusto Puri Purini),
_I Documenti, testi inediti di Francesco e Giancarlo Capolei, Adolfo Natalini, Giusto Puri Purini e Maurizio Mariani il cui valore teorico amplifica il valore progettuale delle opere a cui si riferiscono.
_L’Archivio, colleziona le schede, i disegni e le fotografie originali tratti dal materiale privato di Giusto Puri Purini riguardo alle discoteche realizzate con Maurizio Mariani dagli Anni ’70 agli Anni ’90
Gianni Contessi, Vite al limite. Giorgio Morandi, Aldo Rossi, Mark Rothko
Ampia recensione al volume di Gianni Contessi (Milano 2004)sulla pittura "iconica" di Giorgio Morandi, l'architettura "figurativa" di Aldo Rossi e la pittura "impura" di Mark Rothko, lette come "forme d'esistenza", di autobiografia, in costante confronto con la critica
Shanghai cooperation organization has wind in its sails
For more about the East-West Center, see http://www.eastwestcenter.org/The tenth annual summit of the Shanghai Cooperation Organization (SCO) in Astana, Kazakhstan, on June 15 was a milestone in the history of the institution. The organization comprising China, Russia, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan and Uzbekistan has gained a reputation as a possible strategic rival to American and Western interests throughout Central Asia. Nicola P. Contessi, Phd Candidate in Political Science at Laval University, forecasts current signs suggest that SCO membership may increase and the organization could become a more prominent regional geopolitical actor
Vertebrate Tracksites in the Middle Jurassic-Upper Cretaceous of South Tunisia
Four vertebrate tracksites from the Middle Jurassic and
Upper Cretaceous in the Tataouine basin of southern Tunisia
are described. Approximately 130 tridactyl footprints distributed
over an area of 200 square meters, preserved on Callovian beds
exposed at the Beni Ghedir site, represent the oldest evidence of a
dinosaur fauna in Tunisia. In addition, three tracksites—Chenini,
Ksar Ayaat, and Jebel Boulouha—have been discovered in the
Cretaceous beds of the upper Continental Intercalaire, previously considered as a strictly marine depositional sequence. In addition
to dinosaur tracks, the Chenini tracksite (late Albian) includes
poorly preserved crocodilian tracks, and footprints assigned to a
pleurodiran turtle have been recovered at the Ksar Ayaat locality
(early Cenomanian). The Jebel Boulouha tracksite is dominated by
well-preserved tridactyl tracks referred to small-sized theropods.
Depositional settings of each tracksite have been defined on
stratigraphic and sedimentologic data, and tracks were ascribed to
different ichnocoenoses in relation to their paleoenvironments. This
new and differentiated track record gives important information
on how the fossil vertebrate fauna changed in southern Tunisia
during mid-Jurassic to mid-Cretaceous times. These data provide
a unique and useful census of tetrapod associations along the
southern margin of the peri-Mediterranean area
Protective role and in vitro activity of fractions extracted from Lactococcus garvieae, the lactococcosis agent in rainbow trout (O. mykiss)
Effective protocols of vaccination against lactococcosis in rainbow trout (O. mykiss) are still under investigation and the methods currently employed are based on “autovaccines” that are injected intraperitoneally to fish (Bercovier et al., 1997; Prearo, 2006). These vaccines allow a protection for 8 months, when integrated with adjuvants (Ravelo et al, 2006). The bacterial antigenic components involved in the protection are only partially considered by the literature. This investigation evaluated the effect of some fractions of L. garvieae (strain B05/3) in the development of a protective immune response to the infection. Extra cellular products (ECPs), bacterial whole cells (WCs) and membrane antigens (MAs) were injected intraperitoneum to 90g rainbow trouts. Fish were subsequently submitted to an intraperitoneal challenge with L. garvieae (2.6×105 cfu/individual). The relative percentages of survival (RPS) were 95% for WCs, 35% for ECPs and 33% for MAs. These results suggest that WCs provided the best protection, but also ECPs and MAs were effective.
Samples of serum collected from immunized and control fish were analysed by immunoblotting against the SDS-PAGE/Western Blotting protein profile of each bacterial fraction. The control and immunized fish sera contained immunoglobulins able to bind aspecifically the proteins having a molecular weight of 23, 48 and 102 kDa respectively. Similar findings were previously reported by Barnes et al., 2002.
Moreover the respiratory burst of leukocytes isolated from rainbow trout head kidney was measured by a luminol-based microtitre plate chemiluminescence assay after stimulation with the L. garvieae extracts. The tests were performed using 20 healthy non-immunized fish, by incubating the cells and the stimulants in presence and absence of autologous serum. Preliminary results suggest an evident individual variability in the response and that the release of reactive oxygen species is strongly affected by the serum addiction. This indicates an important role of antibodies and complement in promoting the leukocyte response to different antigens (Barnes et al., 2002). The specific stimulation ability of each fraction (WC, ECPs, MA) will be discussed
Dataset for "Some Topics in the Theory of Ultracold Atomic Gases"
Data obtained from numerical simulations for a University of Southampton Doctoral Thesis "Some Topics in the Theory of Ultracold Atomic Gases"</span
Foreign direct investment in the telecommunication sectors of transition and emerging countries
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