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    Schemas and discontinuity in Italian: the view from Construction Morphology

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    In this paper we use the tools of Construction Morphology to explore Italian morphological and lexical constructions characterized by some kind of structural discontinuity. Our goal is to show how a constructionist view of language can account for non-contiguous structures in the lexicon. In particular, the paper deals with four (well-known and lesser-known) case-studies: (i) particle verbs and discontinuous idioms; (ii) bracketing paradoxes where the suffix splits the phrase in two; (iii) parasynthetic verbs, where discontinuity is represented by the simultaneous addition of prefixation and conversion to a noun or adjective to create a verb; and, finally, (iv) discontinuous reduplication with numerals, a (so far undescribed) construction where a numeral is reduplicated “around” the head noun. In order to account for these different types of discontinuities, we use a variety of theoretical tools and notions developed within Construction Morphology and Construction Gramma

    I verbi sintagmatici dell’italiano tra innovazione e persistenza: il ruolo dei dialetti

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    Negli ultimi anni la ricerca sul rapporto tra italiano standard e dialetti si è arricchita di un nuovo ambito di indagine che ha richiamato l’attenzione di linguisti generali e dialettologi. Tale ambito di indagine riguarda i cosiddetti verbi sintagmatici, ovvero costruzioni verbali formate da un verbo, normalmente di moto, seguito da una particella con significato locativo-direzionale. Queste formazioni sono presenti sia nell’italiano standard sia in alcune varietà come, ad esempio, il piemontese, il bergamasco, il trentino, il veneto, il friulano e il siciliano. La presenza dei VS nei dialetti settentrionali ha spesso costituito la base per ipotizzare che queste costruzioni fossero entrati nell’italiano standard attraverso tali dialetti o che fossero entrati in area romanza per via di un influsso germanico. Recenti contributi hanno però mostrato come i VS fossero ben presenti nel fondo toscano dell’italiano e argomentato contro la supposta origine germanica. Tuttavia rimane ancora molto da dire sulle fasi dello sviluppo di tali costruzioni in italiano, sulla loro diffusione dialettale e sull’interferenza tra standard e dialetti. In questo articolo approfondiamo questi temi, focalizzandoci proprio sulla variazione e sul confronto tra sistemi. Dopo aver tracciato una breve storia degli studi sui verbi sintagmatici in italiano e nei dialetti, vengono analizzate le seguenti dimensioni: da un lato la variazione diacronica, ripercorrendo i vari stadi dell’evoluzione dei verbi sintagmatici attraverso l’analisi di testi italiani di varie epoche; dall’altro la variazione diatopica, fornendo i dati emersi da un’indagine delle forme verbali nell’AIS relative alla presenza dei verbi sintagmatici nei dialetti centrali e meridionali. Tale metodologia ci permette di caratterizzare meglio il fenomeno dei verbi sintagmatici rispetto all’italiano contemporaneo e alle varietà dialettali, discutendo e problematizzando i concetti di innovazione e persistenza rispetto al binomio sistema-norma

    The emergence of verb-particle constructions in Italian: locative and actional meanings

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    The paper deals with verb-particle constructions in Italian, i.e. complex predicates formed by a verbal base and a modifying post-verbal particle. In recent years a lot of interest has been devoted to these constructions in the Germanic languages, and investigation has been focusing mostly on their structure. Recently, some studies have shown that similar constructions also exist in the Italian language. Our contribution adopts a constructionist approach and aims at improving our knowledge of the properties of verb-particle constructions in Italian with particular reference to semantics and Aktionsart. The paper shows that Italian post-verbal particles contribute to the Aktionsart of verb-particle constructions. Even though Italian does not present a coherent system of actional particles, there are nonetheless some traces of regularity. One case in point is the emergence of a specific verb-particle construction with via ‘away’ that developed an actional function. The paper also discusses the diachronic and synchronic relationship between verbal prefixes and post-verbal particles, trying to determine whether these two strategies cooperate or compete in the expression of locative and aspectual meanings

    Verb-particle constructions and prefixed verbs in Italian: typology, diachrony and semantics

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    Verb-particle constructions are generally regarded as a peculiar property of Germanic languages. In this paper we show that verb-particle constructions also exist in Italian. The presence of verb-particle constructions in Romance languages seems to contradict Talmy’s generalization about “frame-based languages” and “satellite-based languages”, which makes these constructions a rather interesting typological issue. Further, the typological perspective raises the question of the development of these complex verbs in the Italian language. The paper briefly deals with these typological and diachronic issues and then focuses on the semantic properties of these constructions in present-day Italian. In particular, we will analyse the actional properties of Italian post-verbal particles. The results of the analysis allow us to outline the diachronic and synchronic relationship between verbal prefixes and post-verbal particles, which turn out to cooperate in the expression of locative and aspectual meanings

    Il raddoppiamento di /n/ nel prefisso in-: sincronia e diacronia

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    Il raddoppiamento di /n/ nel prefisso in- in forme come innamorarsi, innalzare, innestare, innescare, ecc. può considerarsi un fenomeno di confine per due ragioni: perché ha luogo tra due elementi morfematici distinti, il prefisso e la base, e perché implica l’interazione tra due componenti della grammatica: la fonologia e la morfologia. Oggi queste forme non sono più analizzabili come l’effetto di un processo produttivo. In italiano standard forme col raddoppiamento coesistono con forme prive di raddoppiamento, che anzi rappresentano la maggioranza tra le parole prefissate con in- (inacerbire, inacidire, inamidare, ecc.). In sincronia, nessuna regola fono-morfologica appare adeguata a giustificare l’oscillazione tra in- e inn- davanti a basi comincianti per vocale. La distribuzione delle due varianti del prefisso è dunque definita nel lessico. Il quadro appare molto diverso se si prendono in considerazione i dati ricavabili dai dialetti. In diverse varietà toscane e centro-meridionali, oggi la forma prevalente o addirittura esclusiva è quella con /n/ geminata. Se poi si estende l’analisi alla fase medievale, si possono individuare molteplici indizi che suggeriscono che nei volgari antichi (tra cui il fiorentino) il raddoppiamento della nasale fosse un fenomeno fonologico produttivo. Tale situazione parrebbe essersi conservata in alcune aree della Penisola. Qualora, infine, si volesse ampliare ulteriormente la prospettiva comparatistica, si noterebbe come fenomeni analoghi siano attestati nel francese e nel provenzale medievali, nei dialetti italiani settentrionali e nel romeno antico e moderno . Gli obiettivi che il presente studio si propone di raggiungere sono molteplici. Nella prima parte, cercheremo di indagare le ragioni dell’allomorfia in-/inn- nell’italiano standard e, contemporaneamente, tenteremo di spiegare il diverso comportamento del prefisso in- nella lingua nazionale e nei dialetti. Per fare questo, faremo interagire la dimensione sincronica e diacronica dell’indagine, istituendo un collegamento tra la fase moderna e lo stadio medievale delle diverse varietà italiane interessate dal fenomeno in esame. Le ipotesi che formuleremo alla fine del nostro ragionamento saranno che il raddoppiamento della consonante finale prevocalica (= RCF) nel prefisso in- fosse in origine un fenomeno di fonosintassi, volto probabilmente a impedire l’integrazione fonologica tra prefisso e base lessicale; che nei volgari italiani antichi e in altre varietà romanze i prefissi fossero non-cohering, cioè costituissero elementi fonologici indipendenti dalle basi con cui si combinavano; che tale peculiarità riflettesse una caratteristica che era già del latino volgare e tardo; che il fenomeno della geminazione di /n/ nei prefissi risalga dunque a tale registro e a tale fase della lingua latina

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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