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Emozioni, musica e significato
Riassunto
In questo scritto si cerca di mostrare come il rapporto musica-emozioni sia assai più problematico di quanto appaia a prima vista. La musica è una costruzione astratta, non è un essere vivente e in quanto tale non può naturalmente provare delle emozioni, può al più rappresentarle, riprenderne la forma e il contorno. In questa prospettiva che rispetta gli elementi formali della musica e il suo significato immanente o intrinseco si può vedere, però, a partire dagli studi di alcuni filosofi della musica come Kivy e Davies, che il pensiero musicale si organizza attraverso delle metafore e delle analogie che hanno come punto di partenza le sensazioni corporee, in maniera del tutto simile a quanto avviene per l’espressione delle emozioni. Su questa base è legittimo considerare l’esperienza musicale non solo come legata alla rappresentazione delle emozioni, ma anche come un fattore potente che può indurre degli stati emotivi e sollecitare delle risposte fisiologiche. Numerose ricerche sperimentali testimoniano questo aspetto.
Si può considerare, quindi, la musica come un importante strumento per comunicare ad altri delle emozioni; i contesti di ascolto, gli aspetti relativi alla socializzazione che sono ben presenti nella condivisione di esperienze musicali, la forma stessa del discorso musicale che non è mai univoca ma che si costruisce insieme agli altri, sono tutti elementi che testimoniano come la musica rappresenti un importante fattore sia nell’organizzazione della vita sociale delle persone sia nella crescita individuale.Abstract
In this paper we try to show how the music-emotion relationship is far more difficult than it appears at first sight. Music is an abstract construction, not a living being, and as such it cannot naturally feel emotions, it can rather represent their shape and contour. Alongside with this perspective that respects the formal elements of music and its intrinsic meaning, as in the studies of music philosophers Kivy and Davies, one should however consider that musical thought is organized through metaphors and analogies which come from bodily sensations, similarly to what happens to the expression of emotion. On this basis it is legitimate to consider the musical experience not only as related to the representation of emotions, but also as a powerful factor that can induce intense emotions and physiological responses. Many experimental studies are consistent with this aspect. You can consider, then, the music as an important tool to communicate emotion to other people; listening contexts, aspects of socialization aspects -so evident in sharing musical experiences-, the form of the musical discourse that is never univocal, but that is built together with other people, are all elements that demonstrate how music is an important factor is the organization of social life as well as in the individual growth processes
Arti terapie e plasticità del Sé corporeo
In questo mio intervento cercherò di illustrare come il concetto di Sé si sia evoluto nella tradizione filosofica e in quella psicoanalitica come Sé corporeo e autoconsapevolezza (ovvero come Sé e rappresentazione del Sé). Vedrò, poi, come il concetto di Sé non possa prescindere da quello di Altro (intersoggettività) e, quindi, possa estendersi, plasmarsi secondo circostanze che favoriscono l’incontro con l’Altro, tanto nei suoi aspetti di Sé corporeo, tanto in quelli di autorappresentazione. In sostanza la definizione del Sé corporeo è assai più flessibile e mutevole di quanto le rigide separazioni tra Me e Non Me possano fare pensare. Questa funzione a livello fisiologico rende armonico il rapporto madre-bambino e, in senso lato, favorisce lo sviluppo della creatività individuale. Infatti nelle arti terapie l’estensione del Sé corporeo può essere funzionale all’istaurazione della relazione tra terapeuta visto come facilitatore e paziente-cliente visto come facilitato
Immagini svelate e immagini sonore nel contesto delle arti terapie
Le immagini - la loro natura e loro caratteristiche rivestono un ruolo privilegiato per tracciare gli snodi cruciali di un percorso che porta alla conoscenza di sé. Molti elementi di questo percorso sono già presenti nella tradizione filosofica(da Platone ai neoplatonici, soprattutto nel Rinascimento italiano). Non necessariamente questo processo si limita alla visione: esistono, infatti, delle immagini
musicali che si riferiscono ad esperienze sonore interiorizzate e ad esse si fa riferimento sia nella tradizione filosofica sia in quella poetica. Questi antichi riferimenti possono essere ripresi per inquadrare meglio alcuni aspetti delle arti terapie, quali il rapporto tra immagini e tempo all’interno del setting terapeutico e la relazione tra immagini e processo psicoterapeutico inteso come “svelamento” (ovvero rivelazione) di significati autentici nel dialogo paziente-terapeuta. Le immagini, possono essere riferite a specifiche metodologie nell’applicazione delle arti terapie, come il “videodream” descritto da OlivieroRossi, ovvero la rappresentazione scenica di un sogno, e la “Guided Imagery in Music” (GIM) di Helen Bonny.Images are linked with human knowledge processes since Greek philosophy. In the neoplatonic tradition images are presented in the context of love dialogues. In that tradition sound images were discovered and studied. In the modern attempt of art therapy such as video dream (by Rossi) and GIM (Guided Imagery in Music) by Bonny. a new narration coming from images is presented as a therapeutic support in the here and now clinical situation
Musica, improvvisazione, creatività e ricerca artistica
Quando si parla di improvvisazione spesso si fa riferimento alla musica e al mondo dei suoni forse perché in quel contesto ci sono più esempi, per via della personalità dei singoli artisti, comunemente bravi improvvisatori, o anche in considerazione del fatto che la musica può essere utilizzata per accompagnare, commentare, momenti significativi della vita individuale, o per la definizione di particolari generi musicali, come ad esempio il jazz, che si basano proprio sull’improvvisazione. In realtà l’improvvisazione è un aspetto comune a quasi tutti i linguaggi artistici, si pensi ad esempio alla poesia, ai cantastorie, ad alcune gare artistiche che possono riguardare un po’ tutte le espressioni artistiche: si tratta di momenti di libera creatività che possono avere forme e rappresentazioni diverse. Spesso nel linguaggio comune la parola improvvisazione ha una valenza negativa, è quasi un sinonimo di superficialità, approssimazione, mancanza di preparazione e studio. In questo contributo si cercherà di vedere come in realtà nulla richieda una maggiore preparazione della capacità di essere bravi improvvisatori, una capacità comunicativa e relazionale che rappresenta una parte cospicua del linguaggio artistico. Il riferimento al momento presente (Stern, 2005), all’hic et nunc, può avere una certa rilevanza nei rapporti psico-terapeutici, come anche nel rapporto madre-bambino. Si tratta di attività in cui capacità relazionali, di condivisione di emozioni attraverso un dialogo continuo e puntuale vanno ben al di là dell’espressione verbale e richiedono strumenti comunicativi differenti la cui natura è molto simile a quella che possiedono alcuni linguaggi artistici usati nell’improvvisazione. C’è un legame molto profondo tra le possibilità terapeutiche insite nel linguaggio artistico e l’improvvisazione. Di questo legame si parlerà qui soprattutto in relazione ad alcuni modelli di musicoterapia e più in generale, nello sviluppo della creatività individuale, come strumento fondamentale di autoconoscenza e di ricerca del sé che, in diversi contesti socio-culturali, può assumere quel valore di “ricerca artistica” e sperimentazione che può essere assegnato anche all’improvvisazione
Images and narrative elements in non-verbal languages
Although narration can be fully expressed only by verbal language many non verbal languages, especially music, may be considered as “proto narrative” in so far as they suggest a linear sequence from a starting point to an end (Nattiez, 2013; Agawu, 2009). Within the “proto narrative” model two types of hierarchical organizations can be described: schemata of order and schemata of order relation (Imberty, 1985). These schemata may be related either to a weak or to a strong hierarchy in musical elements (as in atonal and tonal music). In my talk I will consider how time perspective wide extension (from past memories to future expectancies) in proto narrative languages has to do with strong hierarchy structures. On the other hand weak structures are more suitable to describe present or dreamy images that are dealing with the here and now situation (the “present moment”,Stern, 2004). However the symbolic images that come from the present moment and their bonds may be connected with a construction of a different narration mainly based on bodily arousal and emotional responses. This narration is particularly important in the realm of art or music therapies
Amare se stessi non vuol dire essere narcisisti: percorsi antichi e nuovi nelle arti terapie
In questo breve intervento si cercherà di evidenziare come uno dei presupposti delle arti terapie sia quello di mettere in grado i propri pazienti-clienti di amare se stessi, cosa indispensabile per poi avere un rapporto produttivo e gratificante con gli altri. Naturalmente bisogna intendersi su che cosa voglia dire amare se stessi e descrivere i momenti salienti di questo processo soprattutto in una situazione terapeutica che si avvale di mezzi espressivi vicini alle immagini e alle fotografie che fanno parte dei nuovi percorsi nel campo delle arti terapie.
«Self-love is different from narcissism: old and new ways in art therapy research».
In this short paper I will try to highlight as one of the arts therapies assump- tions is to empower their patients-customers self-love capacities, as a first important step towards a more productive and rewarding relationship with others. Of course we have to understand what it means self-love and describe the highlights of this process especially in a therapeutic situation that makes use of media close to the images and pictures that are part of the new techniques in the field of arts therapies
Musica ed emozioni. Uno sguardo alla narratività della musica / Music and emotion. A relationship within musical narrativity processes
Trasformazioni illuminate e illuminanti. Frammenti di immagini, poesia, musica
Un evento di incontro tra fotografia, poesia e musica. Bologna, Stregatto, 11 Novembre 2017, con il Patrocinio del Comune di Bologna
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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