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    Il Sole di Hiroshima

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    Il Sole di Hiroshima è una manifestazione incentrata sulla memoria storica e l'intercultura. Una riflessione attraverso vari linguaggi artistici sull'olocaustico atomico giapponese (6 agosto 1945 Hiroshima; 9 agosto 1945 Nagasaki) e sulle molteplici implicazioni che hanno finito per riguardare l'umanità intera. L'edizione 2016 (la settima) si è strutturata sullo spettacolo teatrale "Com'era blu quel cielo, ad Hiroshima" con Donatella Allegro e Lino Guanciale per la regia di Claudio Longhi realizzato in collaborazione con ERT-Emilia Romagna Teatro; sulla personale "Facing History" dell'artisa Yumi Karasumaru allestita in collaborazione con il MAMbo-Museo di Arte Moderna di Bologna e a sua volta aperta dal reading-performance "Facing History in Hiroshima" di e con Yumi Karasumaru; dalla proiezione del cortometraggio animato "Sulle ali di una gru. L’avventura di Tomoko" di Miho Cibot-Shimma

    Wa: armonie giapponesi

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    Il concerto, affidato al prestigioso ensemble musicale giapponese Sakura-komachi (uno dei più rappresentativi fra quelli associati alla Japan Performing Arts Association – JAA), si è proposto di presentare al pubblico un vasto repertorio della tradizione e della sperimentazione nipponica. Particolare risalto è stato dato al tema dell'intercultura con brani, di autori giapponesi, composti in dialogo con la lezione musicale occidentale affidati, però, a strumenti tradizionali. Sakura-komachi è un gruppo di sole musiciste maestre nel koto della scuola Ikuta, nello shakuhachi della scuola Tozan, nel biwa della scuola Tsuruta e in altri strumenti quali percussioni, flauti e lo shamisen

    I Passiuna tu griku

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    Il saggio indaga la tradizione, scomparsa attorno agli anni '50 del Novecento e recuperata negli anni '80 del secolo scorso, dei canti di Passione in lingua grika (Passiuna tu Cristù) che gruppi itineranti di cantori portavano di via in via nel periodo pasquale. Il saggio si focalizza sul caso, emblematico, del restauro della tradizione operato dalla Bottega del Teatro di Zollino con il determinante contributo del cantore Antimo Pellegrino. La riflessione sui canti di Passione è poi estesa alla difficile e problematica permanenza della lingua grika nella contemporaneità, permanenza legata ad una complessa dialettica tra conservazione e innovazione

    Algoritmo Corea: una premessa

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    The dossier Algoritmo Corea: performing arts ai tempi dell’intelligenza artificiale [Algorithm Korea: Performing Arts in the Age of Artificial Intelligence] explores the intersection of performing arts, technology, and artificial intelligence within the context of South Korea, a country renowned for its prominent role in technological advancements and cultural industries. Through an extensive analysis, the work aims to provide a historical and anthropological overview of the relationships between art and technology, highlighting how Korean performing arts reflect and critically engage with technological progress and its cultural impacts. The dossier serves as an entry point into Korean culture and theater, offering a thoughtful reflection on the use of advanced technologies in the arts and suggesting interpretive frameworks to understand a rapidly evolving present, where South Korea emerges as a global leader.Il dossier Algoritmo Corea: performing arts ai tempi dell’intelligenza artificiale esplora l'intreccio tra arti performative, tecnologie e intelligenza artificiale nel contesto della Corea del Sud, un Paese che si distingue per il suo ruolo di spicco nei settori tecnologici e delle industrie culturali e creative. Attraverso un'ampia analisi il lavoro si propone di fornire una panoramica, in una cornice storico-antropologica, delle relazioni tra arte e tecnologia, evidenziando come le arti performative coreane riflettano e problematizzino il progresso tecnologico e i suoi impatti culturali. Il dossier rappresenta un punto di ingresso alla cultura e al teatro coreani e una riflessione attenta sull'uso delle tecnologie più avanzate nelle arti, suggerendo chiavi di lettura per interpretare un presente in rapida evoluzione, in cui la Corea del Sud si configura come protagonista globale

    Il Giappone in Lévi-Strauss: un lavoro di bricolage

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    Il rapporto di Claude Lévi-Strauss con il Giappone è tanto profondo quanto poco noto: la cultura e la storia dell’arcipelago, infatti, non sono mai entrati, se non per frammenti, nelle ricerche teoriche e negli studi del padre dello strutturalismo. Lévi-Strauss ha però lasciato vari scritti e interventi sul Giappone, da poco raccolti in volume, dai quali emerge la sua ottima competenza nipponistica e il ruolo privilegiato che il Giappone ha avuto fin dall’infanzia nella sua formazione di uomo di studioso. Il presente contributo cerca di porre attenzione all’analogia tra l’approccio di Lévi-Strauss al Giappone e l’approccio del bricoleur alla conoscenza del mondo per come è descritto ne Il pensiero selvaggio. Guidato da una forte empatia Lévi-Strauss trova nel Giappone tratti di somiglianza – anche per opposizioni simmetriche – con l’Occidente e in particolare con la Francia. Questo aspetto è qui affrontato in relazione al tema del lavoro e del riconoscimento del savoir-faire dei ningen kokuhō (tesori nazionali viventi) giapponesi e dei Maître d’art francesi

    Music as Intangible Cultural Heritage. Policy, Ideology, and Practice in the Preservation of East Asian Traditions, a cura di Keith Howard, SOAS-University of London, Ashgate, 2012

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    The book focuses on music traditions and explores the policy, ideology and practice of preservation and promotion of East Asian intangible cultural heritage. In view of the framework defined by globalization, modernization, urbanization and the spread of the mass media, the essays provide an overview on East Asia’s case study (Japan, China, Korea and Taiwan)

    "Ma io il griko mica lo leggo": politiche culturali e valore economico della cultura da una prospettiva locale

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    Il saggio indaga il quadro normativo relativo alla tutela e valorizzazione delle lingue minoritarie analizzando quantitativamente e qualitativamente le ricadute, sul territorio del Salento Griko, delle politiche culturali attuate sulla base di tali norme

    Puglia e Grecìa Salentina: brevi cenni e una riflessione a margine

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    Il saggio, oltre a fornire un sintetico resoconto della storia pugliese – con riguardo particolare all'area del Salento Griko – riflette sul rapporto tra tradizione scritta e orale nonché sul rapporto tra storia e memoria

    L'obliqua perfezione di un sublime corpo grottesco. Ōno Kazuo, un fiore sbocciato su un vecchio albero

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    Al suo folgorante apparire sulle scene europee Ōno Kazuo impressionò il pubblico, suscitando stupore e ammirazione, con la sua bellezza sublime e al tempo stesso grottesca. La vecchiaia e l’obliqua attitudine del corpo non ne obliteravano l’incanto, anzi lo esaltavano, tanto che con Zeami si può affermare che Ōno Kazuo sia riuscito a far sbocciare un fiore su di un vecchio albero. Il fiore, la più nota e sfuggente metafora zeamina usata per esprimere la maestria attorica, è pure patrimonio del metodo pedagogico e dell’immaginario scenico di Ōno. Grazie a questa immagine guida il presente contributo intende mettere in evidenza la consustanzialità di sublime e grottesco nel butō e, in particolare, nel butō di Ōno Kazuo

    Cittadini a bottega oltre il muro di Zollino

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    Il saggio si focalizza sul ruolo seminale svolto dall'Associazione Culturale La Bottega del Teatro nell'ativare, già dalla metà degli anni '70 del Novecento, iniziative e progetti tesi al recupero e alla valorizzazione del patrimonio culturale griko. In particolare si analizza l'impatto delle iniziative culturali quali inneschi di socialità attiva e consapevole per la comunità di Zollino e, di riflesso, della Grecìa
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