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Laura Stagno (2018), Giovanni Andrea Doria (1540-1606). Immagini, committenze artistiche, rapporti politici e culturali tra Genova e la Spagna, Genova: GUP, 396 pp.
"...non sono spese da Provincia". L'attività di Anton Maria Garbi e Tommaso Appiotti nella Galleria di Lanciano e la committenza artistica di Alessandro Bandini Collaterali
Dopo aver terminato il restauro della rocca varanesca di Lanciano entro il 1769, Alessandro Bandini Collaterali, marchese di Camerino, promuove nel nuovo palazzo un’ambiziosa campagna decorativa, partendo proprio dalla straordinaria galleria, decorata con tele di soggetto mitologico, di cui finora non si conosceva l’autore. A seguito di una fortunata ricerca di archivio, è stato possibile identificare il pittore delle tele nel perugino Anton Maria Garbi, e l’artefice delle principali decorazioni nel camerinese Tommaso Appiotti. Attraverso l’analisi di questi primi dati archivistici comincia ad emergere inoltre la personalità del committente, che guardava con insistenza a modelli romani.
After finishing the restoration of the Varano fortress of Lanciano by 1769, Alessandro Bandini Collaterali, marquis of Camerino, promotes an ambitious decorative campaign in the new building, starting with the extraordinary gallery, decorated with mythological paintings; the author of these paintings was unknown until now. Following a successful archival research, it has been possible to identify the painter of these pictures, that is Anton Maria Garbi from Perugia, and the maker of the main decorations, Tommaso Appiotti from Camerino. Through the analysis of these early archival data, also the personality of the patron begins to emerge, in particular his persistent interest in Roman models
The Pain of Ancient Gods and Heroes. The Use of Raised Arms as Pathosformel in Giovanni Antonio Rusconi's Xylographs for the Trasformationi by Lodovico Dolce
According to Aby Warburg, Ovid and his epigones (translators and illustrators) acted as vehicles for the passionate nature of ancient times, passing it on through generations of readers, and allowing it to survive into the Modern Age: he is able to arouse pathos in readers of all ages and therefore to revive ancient emotionality through his words. Besides being the most significant poem of eroticism, the Metamorphoses are loaded with images of violence and pain, from which not even the main deities of the ancient pantheon are spared. Between the end of the 15th and the 16th century, the bestselling editions of Ovid’s Metamorphoses (which was repeatedly republished, including as Italian translations) were those illustrated with woodcuts, in which the main myths told by the Latin poet were translated into images. In most cases, illustrators chose to portray myths staging the pain caused by the loss of a loved one. The aim of this paper is to analyse the strategies Giovanni Antonio Rusconi used to convey pain in his xylographs for the Trasformationi by Lodovico Dolce (a vernacular edition of Ovid’s Metamorphoses), where the small dimensions of the format did not allow for detailed representations of facial expressions. To compensate, the artist frequently portrayed his characters making strongly emotive gestures, reactivating ancient pathos formulas and disseminating them to a modern audience. In particular he used the ancient themes of raised arms and garments flowing as their wearer runs, to express the desperation of gods and heroes who have lost their loves, of nymphs forced to undergo painful metamorphoses or heroes that are condemned to die. A comparison between text and image also makes it possible to understand Rusconi’s logic in choosing to rekindle the relatable emotionality that exudes from the Latin poem
Il tempo delle fenici e degli unicorni. Giulia Farnese e il ciclo decorativo del castello di Carbognano
Il tempo delle fenici e degli unicorni è il tempo speso da Giulia Farnese a Carbognano, in provincia di Viterbo, orientativamente dal 1505 fino alla fine della sua vita, nel 1524. Dopo gli anni che l’hanno vista essere la giovane moglie di Orsino Orsini, l’influente concubina di papa Alessandro VI Borgia o la chiacchierata sorella del cardinal Alessandro, futuro Paolo III, Giulia è finalmente la signora del suo castello e del vetusto borgo. Risposatasi nel 1509 col nobile napoletano Giovanni Maria Capece Bozzuto, Giulia a Carbognano è libera e padrona del suo tempo, un tempo che torna ad essere quello fantastico e sospeso delle fenici e degli unicorni di cui riempie la sua casa. La fenice è l’uccello della rinascita, l’unicorno rappresenta la purezza. Attraverso di loro Giulia dimostra agli illustri ospiti del suo castello che la sua vita è cambiata, che un processo di purificazione sta per compiersi o si è compiuto grazie alle ardenti fiamme del fuoco della fenice, le quali permettono alla donna di essere oramai avvicinata dall’unicorno. Insieme a questi animali da bestiario e a una foresta di simboli, nella quale sfilano ermellini, tartarughe, struzzi e falchi, compaiono nel ciclo anche gli stemmi araldici della sua dinastia (da quello del fondatore Ranuccio a quelli dell’amatissimo fratello Alessandro, fino ai matrimoni più recenti della famiglia), attraverso i quali si mettono in scena la storia e i successi dei membri della propria stirpe, ma anche le attese per futuri e migliori raggiungimenti. Sicura di sé, Giulia lascia nelle decorazioni delle sue stanze un’impronta della sua nuova vita a Carbognano. Il ciclo del castello è un singolare e finora poco studiato caso di committenza, promosso da una donna laica del Rinascimento
Libera nos a flagello terraemotus. Immagini e culti contro il terremoto nelle Marche meridionali del Settecento
The aim of this essay is to analyze how in the Eighteenth century (the century of the big earthquakes in whole Europe), some saints acquired a new specific anti-seismic function that they didn’t had before in the Southern Marche, a region in central Italy. This happened in particular to Saint Emygdius, medieval patron saint of Ascoli Piceno, who started to receive a specific cult also in Potenza Picena: since he had been considered responsible for saving the city, the citizens commissioned a painting representing him as protector. For the same reason Saint Nicholas of Tolentino started to be venerated in Offida and the citizens commissioned a wooden processional statue of the saint. In the same period also the Virgin of Macereto, whom temple had survived to numerous earthquakes, enlarged her patronage, because the population believed this Virgin would have protected the area from the seism
RESEÑA DE: CAPRIOTTI, Giuseppe. Lo scorpione su petto. Iconografia antiebraica tra XV y XVI secolo alla periferia dello Stato Pontificio. Roma, Gangemi Editore, 2014
RESEÑA DE: CAPRIOTTI, Giuseppe. Lo scorpione su petto. Iconografia antiebraica tra XV y XVI secolo alla periferia dello Stato Pontificio. Roma, Gangemi Editore, 201
L'iconografia della Dormitio Virginis nel Lazio. Un approfondimento a margine di una prima ricognizione sulla pittura antiebraica nel territorio laziale
L’infamante accusa di deicidio. Propaganda antiebraica nella pittura italiana del Quattrocento. Zanino di Pietro, Giovanni Boccati, Luca di Paolo, Carlo Crivelli
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