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L’amico dei musicisti italiani : Giulio Ricordi e Luigi Secchi tra musica, letteratura e arti
Presentazione dell'opera di Luigi Secchi quale autore del monumento a Giulio Ricordi recentemente restaurato e collocato in piazza della Scala a Milano
Ryhiner-Kartensammlung / 29 Stato di Milano e prouincie confinanti dalla parte orientale &c
S. Durello sculp.Widmungskartusche unten rechts: "All ill.mo et ecc.mo Sig.r mio Prone Col.mo il Sig.r D. Pirro Visconte Borromeo Arese ... hum.mo diu.mo e obligat.mo ser.re Giulio Carlo Frattino
Igino (C. Giulio). L'astronomia.
Chevallier Raymond. Igino (C. Giulio). L'astronomia.. In: Revue belge de philologie et d'histoire, tome 69, fasc. 1, 1991. Antiquité - Oudheid. p. 210
Fine morphology of the myrmecophilous larva of Paussus kannegieteri (Coleoptera: Carabidae: Paussinae: Paussini). Corresponding author
FIGURES 13–18. Paussus kannegieteri third instar larva: 13, thorax, left lateral view; 14, thorax, dorsal view; 15, mesothoracic spiracle; 16, metathoracic spiracle-like structure; 17, mesothoracic leg, anterolateral view; 18, apex of metathoracic leg with lanceolate setae, posterolateral view. CO = coxa, ls = lanceolate setae, m = membrane, ME = mesonotum, MT = metanotum, pe = peritreme, PR = pronotum, un = claw. Scale bars: Figs. 13–14 = 500 µm; Fig. 15 = 10 µm; Fig. 16 = 20 µm; Fig. 17 = 200 µm; Fig. 18 = 50 µm.Published as part of Giulio, Andrea Di, 2008, Fine morphology of the myrmecophilous larva of Paussus kannegieteri (Coleoptera: Carabidae: Paussinae: Paussini), pp. 37-50 in Zootaxa 1741 on page 44, DOI: 10.5281/zenodo.18152
A proposito di Bruno
È qui riprodotta la tavola rotonda tenutasi in occasione del convegno storico-scientifico dal titolo "Ricordando Pontecorvo" che si è svolto a Pisa il 26-27 gennaio 2004. Alla tavola rotonda, introdotta e coordinata da Giulio Peruzzi, hanno partecipato diversi testimoni dell'avventura scientifica e umana del grande fisico italiano. La versione a stampa è stata curata e rivista da Giulio Peruzzi
Shakespeare e Giulio Romano: fonti e problemi
The only explicit reference to a living artist in Shakespeare’s work is to be found in The Winter’s Tale, when the ʻstatueʼ of the queen Hermione is said to be «newly performed by that rare Italian master, Giulio Romano, who, had he himself eternity and could put breath into his work, would beguile nature of her custom, so perfectly he is her ape». This passage has always been central to critical debate: how had Shakespeare become acquainted with the name of the Italian artist? And why did he decide to name Giulio Romano who was in fact both a painter and an architect, but not a sculptor? The first part of this article is devoted to a general survey of the possible sources through which the name and reputation of Giulio could have reached Shakespeare, while in the second section the main scholarly opinions about the reasons for Shakespeare’s choice are discussed. Finally, a new possible source for Shakespeare’s mention of the Italian artist is proposed: a cycle of seven sonnets in Tebaldeo’s Rime
Popper: Miseria e storicismo: Una recensione di Francesca Calabi e Giulio Giorello
Nel gennaio del 1975 la casa editrice Feltrinelli pubblicò The Poverty of Historicism di Karl Popper nella traduzione di C. Montaleone. Con Giulio Giorello discussi a lungo il testo e insieme scrivemmo la recensione/articolo qui sotto riportata. Vivevamo insieme da anni, in un clima di grande vivacità culturale, di collaborazione, di stimoli e di scambi teorici, come appare anche da questo articolo. Fin da una prima lettura si può notare quanto sia importante l’apporto di Giulio e si può seguire l’andamento delle nostre discussioni.
Per ragioni contingenti non pubblicammo il testo che io ora presento nella sua veste originaria: essa presenta qualche incongruenza di editing nella citazione dei titoli e qualche correzione a mano: mi è sembrato giusto mantenere l’articolo come era
Biografie: Giacomo, Giulio e Francesco Sacrati
Si tratta delle biografie di Giacomo, Giulio e Francesco Sacrati, tra i collezionisti d'arte più importanti nella Ferrara del Seicento
Di cosa si potrebbe parlare quando si parla di urbanistica
Seguendo un percorso argomentativo del tutto Giulio Ernesti ci conduce lentamente alla conclusione che il sapere urbanistico è in crisi perché è arrivato all’apice.
I passaggi chiave della sua proposta:
- Diversi soggetti sono coinvolti nella gestione trasformazione dei fenomeni territoriali. Uno soggetti, legittimato a intervenire su questioni gente comune con il suo sapere dell'esperienza.
- Se l'urbanista è in grado di costituirsi come polo di convergenza di questi diversi saperi, capace reintegrarli all'interno di una dimensione operativa particolare che giustifica come azione di trasformazione.
allora compito dell'urbanistica, che si autolegittima sapere esperto nel produrre la sintesi di altri saperi, con urgenza il problema del dialogo e del rapporto saperi dell'esperienza, cioè con i modi di percezione problemi da parte di chi li vive quotidianamente.
- Se questo sapere ha la pretesa di occuparsi di molti concetti, parole e fatti, e ha la pretesa più di altri saperi di potersene occupare garantendo una maggiore ricchezza dell'articolazione delle relazioni che ciascuna di queste idee presuppone per essere colta, se ha costruito la sua capacità di proporsi come sapere sintetico nel tempo, e se questa è la sua pretesa e questo è il suo meccanismo di autolegittimazione, allora deve conoscere costantemente a che punto è nel suo percorso.
- Se il destino obbligato di questa particolare forma del sapere è stato quello di procedere costantemente nella direzione di afferrare, inglobare e metabolizzare ogni nuova cultura si presentasse all'orizzonte, fosse essa quella igienista, dell'ingegneria sanitaria, sociologica, economica, giuridica, fino a quella ecologica, oggi invece questo grande impero costruito nel tempo sembra stia subendo delle rotte ai propri confini, stia perdendo molti dei terreni precedentemente assorbiti, oppure, e qui sta lo scarto concettuale proposto da Giulio Ernesti, questi terreni possono diventare non tanto e non solo oggetti di interazione conflittuale. di contesa, ma potenziali oggetti di fertilissimo scambio e integrazione. Nei confronti di questa nuova condizione del sapere urbanistico Giulio Ernesti riconosce esserci una forte resistenza soprattutto da parte di quegli urbanisti affezionati alla dimensione demiurgico olistica dell'urbanistica e incapaci di rendersi conto delle potenzialità di questa nuova condizione.
E questo succede perché in Italia c'è sempre stato, e continua a esserci oggi, qualcuno che vuole proporsi come unico detentore del sapere e della tecnica per risolvere i problemi della città, delegittimando gli altri
Answer to C. Marro, V. Bakhshaliyev and R. Berthon
Palumbi Giulio, Chataigner Christine. Answer to C. Marro, V. Bakhshaliyev and R. Berthon. In: Paléorient, 2015, vol. 41, n°2. pp. 163-166
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