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Casa Unifamiliare Villa Adriana, presentata in: Maurizio Bradaschia, "Villa Adriana, un progetto di Costantino Patestos"
Carso. Paesaggi del contrasto
Il volume propone una valutazione dell'assetto architettonico, urbanistico e paesaggistico del territorio del Carso triestino, nonché indicazioni utili a sviluppare interventi coerenti alla tutela attiva dei caratteri dei luoghi
In cammino con Lily Briscoe da Pirano a Capodistria
Il contributo restituisce gli esiti di un’elaborazione ex-post di alcune riflessioni fissate in presa diretta durante la Sum- mer School Walkras e in particolare nell’attraversamento del tratto litoraneo della regione carsico-costiera. Le ultime tappe del cammino, da Pirano a Capodistria, sono qui raccontate in una sorta di dialogo impossibile con Lily Briscoe. L’espediente narrativo permette di allontanare lo sguardo dall’esperienza vissuta per mettere a fuoco alcune questioni attraverso un processo combinatorio tra dimensione fenomenologica e in- dagine scientifica.
Il riferimento al capolavoro di Virginia Woolf non si limita al solo personaggio chiave della terza parte del libro. To the Lighthouse è, come il cammino, una costellazione di episodi quotidiani, un insieme di piccoli frammenti che delineano sto- rie apparentemente minori eppure potenti. Come scrive Ema- nuela Genesio, “[...] To the Lighthouse si apre al lettore come un ‘caleidoscopio di momenti luminosi giustapposti’, una serie di rifrazioni e riflessi, di giochi di specchi tra forma e contenu- to” (Genesio, 2000: 1).
L’esperienza del cammino riletta attraverso i rimandi ai pensieri dell’artista Lily Briscoe, prende forma in una serie di immagini-paesaggio che sono la chiave d’accesso alla cono- scenza dei fenomeni osservati durante il cammino generando una struttura ibrida tra narrazione e descrizione. Si tratta di una struttura che veicola il flusso di coscienza − che appartie- ne tanto alla scrittura della Woolf quanto alla pratica del cam- mino − in una successione di quadri conoscitivi dei paesaggi attraversati per restituirne la complessità e proiettarli in uno scenario di resilienza e adattamento ai cambiamenti climatici oltre che per definire nuovi orizzonti di ricerca-azion
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Marchez! Note sul descrivere camminando
Il saggio prende le mosse constatando un certo successo delle pratiche del camminare, anche in relazione a nuove sensibilità ambientali e salutiste e, d’altro canto, una progressiva riduzione del dibattito intorno ai temi della descrizione del territorio, che hanno invece avuto grande centralità negli scorsi decenni. Il crescente, ed eclettico, interesse per il camminare e la re¬lativa marginalità della riflessione sulla descrizione sollevano alcuni interrogativi di ordine generale. In che modo le pratiche interpretative e progettuali possono utilmente ricorrere al di¬spositivo della camminata? Nell’ambito discorsivo degli studi urbani, chi cammina, come si cammina, perché, dove? Quali suggestioni possono arrivare da altri campi disciplinari che ri¬flettono sulle molteplicità di senso di questa pratica? A quali retroterra e radici guardare?
Il contributo cerca di fornire qualche materiale per alimentare queste doman¬de limitando il campo alla letteratura francofona, in cui la riflessione su la marche en ville/dans le paysage ha ampio riscontro da almeno venticinque anni. At¬traverso la lettura di testi di diversa provenienza si traccia un primo canovaccio, inseguendo percorsi differenti ma che condividono il camminare come occasione per lo studio del territorio
Mitomycin C in highly myopic eyes - Author reply
Ophthalmology. 2005 Feb;112(2):208-18; discussion 219.
Mitomycin C modulation of corneal wound healing after photorefractive keratectomy in highly myopic eyes.
Gambato C, Ghirlando A, Moretto E, Busato F, Midena E.
SourceRefractive Surgery Service and Antimetabolite Therapy Research Unit, Department of Ophthalmology, University of Padova, Padova, Italy.
Abstract
PURPOSE: To evaluate the role of topical mitomycin C in corneal wound healing (CWH) after photorefractive keratectomy (PRK) in highly myopic eyes.
DESIGN: Prospective, double-masked, randomized clinical trial.
PARTICIPANTS: Seventy-two eyes of 36 patients affected by high (>7 diopters) myopia.
METHODS: In each patient, one eye was randomly assigned to PRK with intraoperative topical 0.02% mitomycin C application, and the fellow eye was treated with a placebo. Postoperatively, mitomycin C-treated eyes received artificial tears (3 times daily, tapered in 3 months), whereas the fellow eye was treated with fluorometholone sodium 2% and artificial tears (3 times daily, tapered in 3 months).
MAIN OUTCOME MEASURES: Uncorrected visual acuity (UCVA) and best-corrected visual acuity (BCVA), contrast sensitivity, manifest refraction, and biomicroscopy. Contrast sensitivity was determined using the Pelli-Robson chart. Corneal confocal microscopy documented CWH.
RESULTS: Mean follow-up was 18 months (range, 12-36). No side effects or toxic effects were documented. At 12-month follow-up examination, UCVAs (logarithm of the minimum angle of resolution) were 0.4+/-0.48 and 0.5+/-0.53 (P = .03) in mitomycin C-treated eyes and corticosteroid-treated eyes, respectively. At 1 year, corneal haze developed in 20% of corticosteroid-treated eyes, versus 0% of mitomycin C-treated eyes. At 12, 24, and 36 months, corneal confocal microscopy showed activated keratocytes and extracellular matrix significantly more evident in untreated eyes (Ps = 0.004, 0.024, and 0.046, respectively).
CONCLUSION: Topical intraoperative application of 0.02% mitomycin C can reduce haze formation in highly myopic eyes undergoing PRK.
Comment in
Ophthalmology. 2006 Feb;113(2):357; author reply 357-8
Sull’urgenza dell’adattamento ai cambiamenti climatici delle riserve della biosfera dell’Adriatico. Il caso studio di Miramare, Trieste
I cambiamenti climatici hanno portato e stanno continuando a portare – in modo sempre più evidente ed estremo – situazioni di crisi, e a una naturale reazione collettiva di sgomento, verso qualcosa che ogni volta risulta inaspettato. I cambiamenti climatici trovano una loro oggettività, andando ad analizzare i principali fattori che portano al loro manifestarsi. Tra questi, la temperatura, che a livello globale è mediamente superiore di almeno 1°C rispetto all’epoca preindustriale: gli effetti ricadono su diversi aspetti, come ad esempio la meteorologia, l’innalzamento del livello dei mari, il dissesto idrogeologico e l’incremento degli incendi boschivi, con conseguente stress per l’ambiente, la biodiversità e la società (Spano et al., 2020). La regione Mediterranea, in particolare, è considerata uno dei principali hot spot di questo andamento, con un incremento del riscaldamento che supera del 20% quello medio globale. L’Italia non ne è di certo estranea: nel trentennio 1981-2010 si è osservato un anomalo aumento della temperatura media annua dell’atmosfera di 1,1°C rispetto al periodo 1971-2000, con conseguenti anomalie per quanto riguarda le precipitazioni, generalmente meno frequenti ma più soggette a episodi estremi; un andamento, che si stima tenderà a inasprirsi nel corso del secolo (Ibidem).
All’innalzamento delle temperature atmosferiche corrisponde giocoforza un aumento di quelle marine: le proiezioni fornite dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) indicano un generale aumento delle temperature marine superficiali in tutto il bacino del Mediterraneo. In particolare, per quanto riguarda l’Adriatico Settentrionale, è previsto che nel trentennio 2021-2050 ci sarà un aumento medio di 1,58°C rispetto al periodo 1981-2010 (Spano et al., 2020). L’innalzamento delle temperature marine non rimane un problema circoscritto a sé stesso: il fenomeno fisico della dilatazione termica (che si esprime con l’aumento di volume di un corpo con l’aumento della temperatura) porta a un aumento volumetrico del mare che, in una dinamica combinata allo scioglimento dei ghiacci continentali, ne fa aumentare il livello. Nella fattispecie, per quanto riguarda l’Alto Adriatico, di particolare interesse è il caso di Venezia, dove l’incremento medio del livello del mare è stato stimato di 2,5 millimetri annui negli ultimi 150 anni: non è trascurabile, nell’analisi di questo andamento, il fenomeno di subsidenza del suolo, dovuto principalmente all’eccessivo impatto antropico sul territorio (Zanchettin et al, 2021). Un’analisi storica analoga è stata compiuta a Trieste, in cui sono stati presi in considerazione i dati rilevati dal mareografo di Molo Sartorio, nel periodo 1869-2021: pur non raggiungendo lo stesso grado di allarmismo riscontrato a Venezia, è stato osservato un incremento del livello del mare di circa 1,45 millimetri annui (Raicich, 2023).
Tra i principali imputati responsabili della crisi climatica e ambientale degli ultimi decenni c’è senza dubbio l’aumento delle emissioni di gas climalteranti, come i gas serra, in primis l’anidride carbonica, le cui emissioni sono dovute alla massiccia produzione energetica da fonti fossili, oltre che dalla contemporanea tendenza al sacrificio delle zone verdi, fondamentali per l’accumulo di questo gas. Dagli anni ’90 la politica internazionale ha preso in considerazione con una convinzione maggiore la questione climatico-ambientale, affidando soprattutto al locale i passi concreti per raggiungere gli obiettivi globali di diminuzione drastica delle emissioni; in particolare, dopo l’adozione del Pacchetto Europeo su clima ed energia del 2008, la Commissione Europea ha istituito il Patto dei Sindaci, un’iniziativa atta a riunire in una rete permanente le città che intendono avviare un insieme coordinato di iniziative per la lotta ai cambiamenti climatici. Al fine di tradurre il loro impegno politico in progetti concreti, i firmatari si impegnano a sviluppare un proprio Piano d’Azione per l’energia sostenibile e il clima (PAESC), in cui sono delineate le azioni che intendono avviare. Nella stesura del PAESC è previsto che siano coinvolti soggetti politici ed esperti del settore, enti di ricerca e la comunità scientifica locale.
Tuttavia, la politica non è l’unica dimensione dove poter operare concretamente nell’ambito della lotta ai cambiamenti climatici; è molto importante riuscire a preservare, al contempo, la ricchezza paesaggistica e storica, in modo che la sua evidenza possa anche infondere alla cittadinanza stessa la coscienza di quanto essenziale sia la tutela dell’ambiente, non solo in termini di bellezza naturale ma anche di sicurezza socioeconomica. In questo senso, dagli anni ’70 esiste un Programma dell’Unesco, il Programma Man and Biosphere, che prevede l’istituzione di zone di particolare interesse ambientale, le Riserve della Biosfera, dove storicamente il rapporto tra società, economia e ambiente è sempre stato di reciproco vantaggio
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
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