196,903 research outputs found

    Giovanni Boccaccio

    No full text
    Il contributo, dedicato agli autografi di Giovanni Boccaccio, è contenuto nel primo tomo della serie ‘Origini e Trecento’ all’interno dell’opera ‘Autografi dei letterati italiani’. Il lavoro si apre con un’introduzione agli autografi di Boccaccio e alla loro storia (a cura di Fiorilla), in cui vengono date anche notizie di manoscritti collegati al suo scrittoio (idiografi, apografi o appartenuti alla sua biblioteca) e segnalati gli autografi perduti; in questa sezione vengono inoltre smentite erronee attribuzioni e suggeriti possibili futuri percorsi di ricerca. Vengono quindi presentati i manoscritti boccacciani, divisi in tre diversi elenchi: Autografi (a cura di Cursi), Postillati e Postillati di dubbia attribuzione (a cura di Fiorilla). Le schede sui singoli manoscritti sono state elaborate a partire dalla bibliografia precedente, ma anche attraverso un attento riesame complessivo dei codici boccacciani (con verifiche autoptiche o su riproduzioni a colori), con nuove ipotesi di datazione per autografi e postillati (rispetto a quelle formulate in passato) e con revisione dell’attribuzione al Boccaccio di alcuni interventi marginali (a lui assegnati in studi pregressi). Per ogni codice, dopo alcune specifiche (supporto membranaceo o cartaceo, misure, numero delle carte) e indicazioni essenziali su contenuto e datazione, vengono registrate le diverse tipologie di interventi di Boccaccio (esemplificate con rimando a singole carte); sono segnalate anche le mani di altri copisti e annotatori (specialmente se figure note) e date notizie sui possessori; chiudono i riferimenti bibliografici in forma abbreviata (sciolti a seguire). Il lavoro procede con la Nota sulla scrittura (a cura di Cursi), divisa in due paragrafi che ripercorrono in ordine cronologico le principali fasi evolutive della grafia di Boccaccio; segue l’Appendice dedicata alle varie tipologie di segni di attenzione (manicule e graffe) e ai disegni del Boccaccio (a cura di Fiorilla). La scheda è accompagnata da 31 tavole multiple, scelte dai due autori per rappresentare le diverse tipologie della scrittura di Boccaccio e il suo corredo di ‘marginalia’ figurati

    Considerazioni preliminari sulla biblioteca di Giovanni Boccaccio

    No full text
    Attraverso il riesame dei volumi individuati come appartenuti alla biblioteca di Giovanni Boccaccio, se ne dà un profilo qualitativo nel panorama coevo e si valutano i modi in cui questa può essersi suddivisa alla morte del suo possessore arrivando a identificare, almeno per un manoscritto, la sua antica collocazione, diversa da quella conosciuta per altri manoscritti del gruppo

    Boccaccio im Frühhumanismus: Hieronymus Zieglers Übersetzung des "De casibus".

    No full text
    Il contributo analizza per la prima volta la traduzione cinquecentesca del "De casibus" di Boccaccio da parte dell'umanista Hieronymus Ziegler

    Un frammento decameroniano dei tempi del Boccaccio (Piacenza, Biblioteca Passerini Landi, cod. Vitali 26)

    No full text
    Il saggio propone un’analisi paleografica e codicologica del frammento Vitali 26 della Biblioteca Passerini Landi di Piacenza, contenente parti del Decameron di Giovanni Boccaccio. Il manoscritto è costituito da 35 carte, giunte fortunosamente fino a noi, poiché riutilizzate come supporto per la legatura di un incunabolo quattrocentesco. Il codice ha una notevole importanza nella più antica tradizione dell’opera innanzitutto per la sua antichità: le indicazioni fornite dalle filigrane suggeriscono una collocazione cronologica eccezionalmente “alta”, alla seconda metà degli anni ’60 del sec. XIV. L’analisi del sistema di paragrafatura rivela, inoltre, che la soluzione proposta dal Boccaccio per l’impaginazione dell’autografo Hamilton 90 viene accolta dal codice Vitali insieme a pochissimi altri testimoni. La tipologia grafica, infine, appare molto vicina alla scrittura corsiva del Boccaccio; in particolare, l’esame delle iniziali al tratto evidenzia un’affinità notevole tra le scelte morfologiche del Boccaccio e dell’anonimo copista delle carte di Piacenza, che presumibilmente rimanda a fenomeni di mimesi grafica. I precedenti elementi di giudizio potrebbero far ipotizzare che il cod. Vitali 26 dipenda da un antigrafo di mano dell’autore e sia stato prodotto presso il suo scrittoio o quantomeno in seguito ad una sua precisa richiesta; il Boccaccio, infatti, nel corso degli anni ’60 del sec. XIV, seguendo l’esempio petrarchesco, potrebbe aver affidato il compito di effettuare la trascrizione di alcuni codici del Centonovelle, testimoni di stadi redazionali diversi, a mani di copisti giovani e particolarmente abili, tra i quali l’anonimo estensore delle carte piacentine

    "Simillima pestis Florentie et quasi per universum orbem": Boccaccio e la Historia Langobardorum di Paolo Diacono

    No full text
    This paper deals with the recently discovered Boccaccio’s autograph of Paul the Deacon’s Historia Langobardorum, the manuscript LONDON, British Library, Harley 5383. Along with its membra disiecta FIRENZE, Biblioteca Riccardiana, 627 and 2795VI, it forms a handbook of ancient, roman and mediaeval history (besides the Historia Langobardorum, Paul Orose’s Historiae adversus paganos, Paul the Deacon’s Historia Romana, books XIII-XVI, Pasquale Romano’s brief epistle De origine civitatis Aretii) almost entirely copied by Boccaccio. After recalling the circumstances of its finding, the paper points out that text of Historia Langobardorum contained in Harley 5383 and in its membrum disiectum Riccard. 2795VI is abridged, more than the 20% of its chapters missing or being epitomized; whether Boccaccio was also the author of this version of Paul the Deacon’s work or simply its scribe remains under discussion

    Per lo studio dei commenti alle opere di Giovanni Boccaccio: una banca dati digitale sulle chiose alle Tre Corone (ante 1500)

    No full text
    Si presentano in questa sede i punti programmatici del progetto denominato “Biblioteca degli antichi commenti”, il cui obiettivo è la realizzazione del primo strumento digitale dedicato alla tradizione dei commenti in volgare alle opere delle Tre Corone redatti entro il 1500. Il progetto ha ottenuto il supporto dell’Istituto del CNR – Opera del Vocabolario Italiano (OVI) e si auspica che potrà rientrare negli interessi scientifici dell’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio, già al corrente dello stato di avanzamento dei lavori

    Boccaccio medievale e Boccaccio umanista

    No full text
    Il contributo affronta il problema di Boccaccio lettore degli antichi, dei medievali e dei moderni, con particolare riguardo agli zibaldoni da lui stesso allestiti (quello membranaceo e quello cartaceo) e alla conoscenza della lingua greca

    Boccaccio copista di Dante

    No full text
    Il saggio esamina in ottica paleografica e codicologica le tre silloge dantesche volgari di mano di Giovanni Boccaccio giunti sino a noi: il codice Zelada 104.6 della Biblioteca Capitolare di Toledo (To); il ms. 1035 della Riccardiana di Firenze (Ri); e, infine, il Vaticano Chigiano L.VI.213 (Chig), al quale è da ritenersi congiunto il Chigiano L.V.176. I codici vengono esaminati nella loro costituzione materiale; particolare rilevo è dato all’analisi della scrittura, con l’obiettivo di ricostruirne l’evoluzione diacronica
    corecore